Guadagnare quanto basta

Guadagnare abbastanza per chiunque può significare recepire una quantità di denaro sufficiente a vivere sereni.Poi per qualcuno la serenità può essere data dall’abitare in campagna in una grande casa con giardino, e per altri in un piccolo appartamento magari con vista mare. Siamo tutti diversi e di conseguenza una cifra che per uno potrebbe essere sufficiente per un altro non lo è affatto.Ma c’è un concetto sul quale siamo certamente tutti d’accordo, e cioè che i bisogni primari, quali la salute da poter curare, il cibo da mettere sulle nostre tavole ed un tetto sicuro sulla testa dovrebbero essere garantiti a chiunque; peccato che, al contrario, la maggior parte degli abitanti di questa terra sia messa davvero male, e succede che un singolo possa guadagnare in un’ora quanto un altro può farlo in un mese. Per molti la vita è lavorare e arrovellarsi per poter garantire ai nostri cari il necessario per vivere, tenendo sempre nel cassetto sogni in quantità, sperando di poterli realizzare, un giorno. Poi ci sono quelli che più guadagnano, più diventano incontentabili, avidi, e allora trovano ci sia sempre qualcosa di più interessante da comperare, con il rischio di circondarsi di cose meravigliose ma senza il tempo per potersele godere. Ci piace pensare che la cosa giusta stia in mezzo, come sempre: e per potersi permettere una vita tranquilla sarebbe opportuno lavorare il giusto ed avere il tempo necessario, oltre alla salute, per poter trascorrere una considerevole parte del proprio tempo in maniera felice. Forse , stiamo parlando di favole, ma è quello che auguriamo a tutti, perché la vita è talmente un soffio che nel momento in cui realizziamo quelle due o tre cose che ci potrebbero rendere felici, ecco che è tempo di andar via, un po’ come alle feste, quando eravamo ragazzini: nel momento clou del divertimento era l’ora di andare via per tornare a casa

 

Moby Dick Festival la rassegna culturale a Terranuova

Dopo il successo dell’anno scorso è tornato  a Terranuova dal 3 al 7 aprile il  Moby Dick Festival, la rassegna culturale curata dal Comune di Terranuova Bracciolini. Oltre trentacinque ospiti si alterneranno, nella tensostruttura di piazza della Repubblica,  nei cinque giorni di Festival.Il Festival ha già avuto la forza di ingaggiare relatori internazionali del calibro di David Grossman che terrà una lectio magistralis sul valore e il potere del racconto e delle parole, in programma il prossimo 18 maggio, fuori calendario dunque. Moby Dick Festival è cultura, storia, giornalismo, scrittura, filosofia, musica, politica, economia, antropologia, sociologia. Ecco allora alcuni nomi degli ospiti: Gianrico Carofiglio, Federico Rampini, Federica Angeli, Massimo Cacciari, Alessandro Barbero, Alessandra Sardoni, Nando Dalla Chiesa, Giovanni Veronesi, Niccolò Fabi, Ferruccio De Bortoli, Carlotta Sami, Enrico Letta, Laura Morante, Vittorio Sgarbi, Stefano Massini, Anais Ginori, Marco Aime, Stefano Vastano, Marina Calculli, Sebastiano Caputo, Antonio Caprarica, Beppe Severgnini, Ferruccio De Bortoli, Lucio Caracciolo, Vittorio Emanuele Parsi Marcello Fois, Massimo Bray. Mantenendo intatta la spinta dell’edizione 2018, quest’anno è stato scelto come tema il potere delle parole, lo strumento con cui articolare ed esprimere i pensieri e i sentimenti, dando forma alla nostra stessa vita. Al centro dunque la narrazione, il racconto che definisce la comunità e allo stesso tempo la trasforma.

Distributori automatici curiosi

Da quando è stato inventato dagli inizi del 1880 in Inghilterra dove dispensava Cartoline Postali, il Distributore Automatico  ha cambiato molte cose ed anche il modo di vivere facilitando non poco la Vita. Siamo abituati a vedere le svariate merendine e bevande, o addirittura Bottiglie di Vino, Scarpe o Calzini, ma ne esistono alcuni davvero curiosi, come in giro per il mondo come ad esempio  il distributore di pane in scatola  che potrete trovare in Giappone. In questo Distributore potrete acquistare una scatola sembra più una Lattina di Pane . Il Pane è aromatizzato in gusti diversi: Caffè, Cioccolata e Frutta. Sempre in Giappone potrete trovare il distributore di lattuga  Un Distributore di verdura che si chiama “The Chef’s Farm” e può far crescere 60 piante di Lattuga al giorno con l’esposizione alle Lampade Fluorescenti. Caffè, snack e merendine, le macchinette erogano anche pasti caldi pronti da mangiare, ottenuti scaldando a microonde piatti congelati.

Corna si o corna no

Corna sì o corna no? La domanda è quella che si sono posti in Svizzera e, a differenza da quanto si possa immaginare, è riferita alle mucche da carne e da latte. Nello specifico si parla di vacche e capre con le corna o senza. E per sostenere la prima opzione è stato indetto un referendum con l’obiettivo di far sì che non si pratichi la decornazione. L’iniziativa di carattere popolare, che si chiama “Per la dignità degli animali da reddito agricoli iniziativa per vacche con le corna”, vuole fare in modo che vengano messi a disposizione incentivi di carattere economico per quegli allevatori che decidono di non tagliarle. Le ragioni sono numerose: dal dolore che provano gli animali durante questa pratica, alla loro utilità. Infatti le corna servono a comunicare, ma anche a tante altre cose, come scegliere le gerarchie all’interno del gruppo. In genere vengono tagliate per evitare che gli animali si feriscano e perché le stalle, in caso di corna, devono ovviamente essere più grandi. Quindi, se nel caso di persone le corna sono una cosa da non avere, quando si parla di mucche si tratta di una presenza non solo gradita, ma a quanto pare essenziale. Però in Svizzera al momento soltanto il 10 per cento di mucche e capre ha ancora le corna, la restante parte ne è infatti priva.Il referendum non impone il divieto di tagliarle, al contrario incentiva economicamente chi non lo fa. Se dovesse passare si tratterebbe di investire nel progetto una cifra pari a 15 milioni di franchi l’anno, Soldi che gli iniziativisti, ovvero i promotori del referendum, ritengono facili da reperire nel capitolo economico destinato all’agricoltura. Per di più, non c’è da stupirsi che per prendere questa questione sia stata scelta la strada del referendum, infatti in Svizzera si tratta di una pratica molto comune. Da quelli sul cibo, fino al referendum che ha sancito che la tutela delle piste ciclabili sia anche competenza dello Stato, sono tantissime le volte in cui i cittadini sono chiamati ad esprimersi in maniera diretta.Ora lo dovranno fare sulle corna.

Ricordati che devi morire…e acquista di conseguenza

Se vi salta in testa l’idea della morte e siete in procinto di fare shopping, tenderete a preferire abiti retro, che non passano mai di moda, che sono “per sempre”. Ovvero il vintage. Questa singolare conclusione è stata ottenuta in un esperimento condotto dal dipartimento di marketing dell’Università Bocconi di Milano. Per la ricerca, un gruppo di studenti ha ascoltato due diversi racconti. A metà di loro è stato presentato uno scenario sconvolgente: mentre sono in visita a casa dei genitori, mentre sono seduti a tavola la casa va a fuoco, e tutti rischiano di morire. L’altra metà degli studenti ha sentito raccontare una vicenda assai più rilassante, una normale visita ai parenti senza nessun incidente. Dopo il racconto, agli studenti sono stati presentati capi di abbigliamento e accessori moderni oppure vintage. A quanto pare, chi aveva ascoltato il racconto angoscioso, ha preferito il vintage. L’altro gruppo, il contrario. Secondo i ricercatori, a spingere la preferenza per il vintage è l’idea della morte. La morte è per sempre, così come gli oggetti vintage sono, per definizione, senza tempo e sarebbe proprio il concetto di atemporalità a fare da singolare e almeno per i non esperti imprevisto trait d’union tra il tragico dell’esistenza e il futile quotidiano. Per gli esperti di marketing queste indicazioni non sono affatto futili. «Quando i consumatori vengono indotti a pensare alla morte, tendono a riflettere sul loro passato, presente e futuro. Di conseguenza, comprano i prodotti che hanno un passato e un presente particolarmente significativi e che fanno pensare alla durata e alla continuità. I prodotti vintage sono uno degli esempi più notevoli» ha spiegato Zehra, esperta di comportamento. Questo effetto potrebbe essere sfruttato da tutte le industrie che vendono prodotti senza tempo.Aulona altra autrice dello studio, suggerisce alcune possibilità per sfruttare queste idee: un negozio vintage con un nome che richiami il concetto di mortalità potrebbe essere un trucco che spinge le vendite. Come anche il luogo: la collocazione di un negozio nelle vicinanze di una residenza per anziani potrebbe far scattare il pensiero, e funzionare per invogliare all’acquisto di un abito eterno.Da non addetti ai lavori, verrebbe da pensare che l’idea della morte potrebbe anche produrre un effetto boomerang: se tanto dobbiamo lasciare questo mondo, chi ha voglia di mettersi a fare acquisti? Ma, come i geni del marketing ben sanno, è il nostro inconscio a condurre per noi molti di questi “pensieri”.

Repair Café

Si dice spesso che i vecchi mestieri si avviano sempre più verso la sparizione definitiva: lo evidenziano i dati e, soprattutto, lo si vede  nelle strade delle città e dei paesi, dove c’è sempre meno posto per quelle botteghe piene di attrezzi dagli usi inimmaginabili, scaffali straripanti di oggetti in disordine e dai pavimenti ricoperti di strani utensili. Negozi dove si era soliti portare tutto quello che ancora non meritava di essere buttato via. I Repair Café  in olanda: una trentina di esercizi distribuiti sul territorio dei Paesi Bassi dove, un paio di volte al mese, è possibile portare a riparare gratuitamente oggetti per la casa, piccoli elettrodomestici, pezzi di arredamento o accessori di abbigliamento. Caffè, te e biscotti vengono serviti ai clienti delle botteghe per rendere l’attesa più piacevole, mentre i volontari si mettono all’opera: sono pensionati o disoccupati, giovani studenti o lavoratori, tutti accomunati dalla passione per «aggiustare le cose» e dalla volontà di collaborare a ridurre gli sprechi, persino in un Paese virtuoso come l’Olanda Tutto inizia due anni e mezzo fa da un’idea dell’ex giornalista Martine Postma con la nascita della Repair Café Foundation.Da allora la «missione ecologica» di questi negozi si è allargata ed ha riscosso un crescente successo: sono in tantissimi a portare ad aggiustare il proprio ferro da stiro, il tostapane, la cassettiera il mobilino o l’abito preferito. Le riparazioni dei volontari non sostituiscono quelle dei grandi centri di riparazione di elettrodomestici o degli artigiani, dal momento che si tratta per lo più di piccoli interventi dove molto spesso non sono richiesti pezzi di ricambio originali: ma aiutano a contrastare, anche idealmente, quella cultura dello spreco che, ormai, ci appartiene in.Forse quel mondo contraddistinto dal buttare via oggetti talvolta funzionanti o semplicemente “da aggiustare” per il gusto di comperarne di nuovi, lasciandosi alle spalle anche quel pezzo di storia che qualsiasi cosa ci sia appartenuta si porta dietro, è ormai avviato verso la sua fine inesorabile: e i saggi volontari olandesi sembrerebbero averlo compreso prima di molti altri.

Conservare frutta e verdura

Lo spreco alimentare è un importante problema, capire come mantenere frutta e verdura aiuterà l’economia domestica, l’economia dell’amministrazione locale e il pianeta terra. Uno dei primi accorgimenti è quello di togliere i sacchetti di plastica dalle verdure La carta da cucina è un buon alleato per allungare la vita della verdura e di piccoli frutti. Quando la frutta o la verdura acquistata ti sarà consegnata in una busta di plastica, una volta a casa, non toglierla completamente ma pratica su di essa dei fori. Riponi la busta con le verdure nel ripiano più basso del frigorifero solo dopo aver messo sotto qualche foglio di carta assorbente da cucina. Questo piccolo accorgimento ti aiuterà a prolungare la freschezza di molte verdure come carote, lattuga, rucola, spinaci…
I nostri frigoriferi finiscono per accogliere qualsiasi alimento, anche quelli che non necessitano di basse temperature: le uova, per esempio, meglio non conservarle in frigo!. Molte verdure possono essere custodite più a lungo con semplici accorgimenti: broccoli, sedano, peperoni verdi e altri ortaggi possono essere avvolti in un foglio per alimenti. Ma non solo frutta e verdura possono durare di più: hai presente le vaschette in polistirene che trovi sotto i formaggi,  gettale vie e rimuovi la pellicola… I formaggi durano di più se avvolti in carta oleata.