Chi vi regala tempo vi regala vita

Chi vi cerca per interesse non vi merita, perché il suo vero motivo non siete voi, ma quello che può ottenere da voi. Nella sua testa siete solo uno strumento, non un fine. Troverà mille modi per ottenere quello che vuole, e quando lo farà, rimarrete solo un numero sulla sua lista… Chi vi vuole bene non ha bisogno di voi, vi sceglie perché vi preferisce. Non vi sceglie per usarvi a proprio piacimento, ma per condividere assieme il suo tempo, ed aprirvi il suo cuore. I suoi gesti lo dimostreranno, perché il bene e i sentimenti sinceri si vedono, si sentono. Quando c’è il bene, non vi è nemmeno necessità, ma la volontà di coniugare verbi al plurale. Chi vi vuole bene davvero vi sceglie per come siete e accetta tutto di voi, le vostre qualità e i vostri difetti, ma soprattutto ama questi ultimi. Chi ci tiene veramente a voi non controlla l’ora in cui chiamate o le volte in cui avete bisogno della sua compagnia, perché per voi ci sarà sempre. Questo perché vi conosce e sa bene che, a volte quando abbozzate un sorriso, nascondete in realtà una sofferenza. La sua unica intenzione sarà di aiutarvi a guarire quel dolore. Chi vi vuole davvero bene vi regala sentimenti sotto forma di preziosi pensieri, senza aspettare di ricevere nulla in cambio. Non si muove per interesse, ma per il benessere che genera scambiare sorrisi e abbracci con voi. Anche quando vi arrabbiate, cerca di capirvi anche se avete torto, perché considera la vostra relazione più importante di un diverbio. Chi vi regala tempo vi regala vita Il regalo migliore che una persona può farvi è condividere con voi il suo tempo. Regalarvi i suoi minuti, le sue ore ed i suoi secondi, perché facendolo vi regalerà parte della sua vita. E questo, chi vi vuole bene lo sa benissimo. Quei caffè in momenti poco opportuni, quella visita lampo durante la pausa al lavoro, quella chiamata o quel buongiorno su WhatsApp…dettagli che dimostrano il bene e l’apprezzamento di chi li fa. Chi vi vuole bene davvero non solo ve lo dice, ma ve lo dimostra.Un minuto è più che sufficiente per farvi sapere che siete importanti per lui o per lei, a volte perfino un secondo, se carico di buoni sentimenti, servirà a lasciare un’impronta indelebile nel vostro cuore.

 

Soffrire per amore è un rito di passaggio.

Un destino che toccherà a tutti, prima o poi, anche alla donna o all’uomo più belli, sensuali, affascinanti dell’universo. E così come non decidiamo noi quando innamorarci, anche soffrire può capitare quando meno ce lo aspettiamo. Rimedi infallibili? Formule magiche? Azioni futuristiche che cancellano dalla mente l’amore per cui soffriamo? Non ce ne sono. Non è facile capire come non soffrire per amore. Ma esistono però dei preziosi consigli per soffrire di meno, con minore intensità, con durata più breve. Per guarire, insomma, più velocemente da questa specie di malattia dell’anima, la più antica dell’universo. Quando ci lasciano finiamo in un vero e proprio vortice di sentimenti. La frustrazione, la tristezza, la rabbia, la gelosia. Canalizzare tutto verso il nostro ex, cercare colpevoli non è la migliore idea perché non fa voltare pagina. Dovete smettere di chiedere spiegazioni o cercare colpevoli. Pensate che a volte le cose accadono per qualche motivo inevitabile. ..Amicizia, bella parola: in questo momento avrete bisogno dei vostri amici, più che mai. Che si tratti di una colazione, un pomeriggio a casa con gli amici o, perché no, qualche drink per disconnetterti e ridere. Se è finita, è finita: per girare davvero la pagina, fate in modo che l’ex sparisca dalla vostra vita in ogni modo. Non c’è niente di male a piangere per amore anche perché aiuta a scacciare il pensiero, piano piano si associa il nome della persona al pianto e automaticamente il cervello comincerà a respingere il ricordo. Se la relazione finisce, è finita, quindi cancellatelo/a dai vostri social network, eliminate il suo telefono, buttate via i suoi ricordi e smettete di interessarvi a quello che fa. Un po’ di cioccolato, per favore. Può sembrare un po’ cliché, ma funziona. Tanti studi confermano che il cioccolato stimola la produzione di endorfine, le principali responsabili della sensazione di benessere che si prova mangiandone un cubetto. Quindi aumentare l’ormone della felicità in questi giorni renderà la vostra rottura molto più sopportabile, non è certo il momento migliore per pensare alla dieta.

 

La solitudine una condizione di libertà

La solitudine è da sempre vista con un occhio diffidente ma non è affatto una condizione negativa. Scegliere di passare del tempo da soli non significa essere soli, tutto il contrario. Chi di noi non ha mai desiderato un momento di pace e silenzio tutto per sé? E’ successo a tutti, ma quasi sempre accade per “guarire” un certo tipo di situazione. Stiamo soli per pensare, per riflettere, per sbollire la rabbia, per non farci vedere piangere dagli altri. Insomma: oggi, se si sceglie di stare da soli, non è quasi mai per il semplice gusto di godersi la propria compagnia. Una persona che sceglie di mangiare al ristorante da sola, di guardare un film al cinema in solitaria o, più semplicemente, di passeggiare lungo mare da sola è subito etichettato come strano. Perché? Cosa c’è di strano nel voler passare un po’ di tempo in compagnia di sé stessi? È l’università di Dublino che lo conferma: uno studio ha evidenziato infatti che le persone che amano trascorrere con regolarità del tempo da sole sono coloro che hanno maggiore autostima, che sviluppano una migliore creatività e sono più empatiche e attente alle emozioni degli altri. Stando da sole, infatti, si riflette sulla propria persona, ci si conosce e si lavora, inconsciamente, sulla formazione del nostro. Si diventa persone più sensibili, attente e premurose ai bisogni altrui proprio perché abituate a prendersi cura di sé e ad amarsi. La verità è che le persone strane non sono quelle che hanno bisogno di avere dei momenti in solitudine ma quelli che, al contrario, non riescono a rimanere da sole. Non bisogna considerare la solitudine come una malattia e non bisogna vederla con timore o paura: paura di rimanere sole, di deludere gli amici, di mollare i contatti o di allontanare gli amori. Nessuno vi giudicherà se una sera non uscirete per rimanere a casa in solitudine, questa vostra “pausa” vi renderà anzi più socievoli ed empatici la volta successiva. Non sentitevi in colpa se amate trascorrere del tempo solo per voi: ricordatevi che siete l’unica persona con cui passerete tutta la vita. Uscite fuori, godetevi il cielo azzurro distese in giardino su di una amaca, sorseggiando una fresca bibita, guardatevi un bel film al cinema con i pop-corn taglia maxi e andate a letto felici di aver avuto un appuntamento galante con voi stesse.

Cos’è la tristezza?

Potremmo definire la tristezza come una reazione emotiva di passività e ritiro associata a un vissuto di perdita un oggetto, una persona cara, la  salute, scopi o valori esistenziali ecc.. Vivere un lutto, una mancanza, una privazione di qualche tipo è dunque direttamente connesso all’emozione della tristezza.Si tratta per altro di un’emozione primaria, dunque innata e adeguata agli aspetti più basilari della nostra sopravvivenza. Tuttavia, poiché le vicende della nostra vita di homo sapiens sono molto più complesse e sofisticate di quelle dei nostri antenati delle caverne, la tristezza può associarsi ad altri stati emotivi dando luogo a emozioni più ampie come il tradimento ad esempio quando si unisce alla rabbia o l’ansia quando si unisce alla paura.Può anche essere il primo gradino di un più complesso processo di lutto che porta la tristezza iniziale e sfumare in altre emozioni e in sentimenti e stati d’animo via via più vari. Rimpiazzare una perdita con qualcos’altro senza darci tempo di fare esperienza del vuoto e dell’assenza ci impedisce di risanare quella perdita condannandola a rimanere paradossalmente davvero incolmabile. Passare attraverso emozioni come la tristezza e il dolore psichico a esse associato ci rende invece più forti, ci aiuta a far tesoro delle piccole e grandi perdite o delusioni della vita e ci insegna che è anche grazie ad esse che possiamo andare avanti. In Giappone è l’arte del Kintsugi: “Quando i giapponesi riparano un oggetto rotto, valorizzano la crepa riempiendo la spaccatura con dell’oro. Essi credono che quando qualcosa ha subito una ferita e ha una storia, diventa più bella.”

Quando la passione finisce

Secondo alcuni ricercatori appartenenti alla Saint Louis University, negli Stati Uniti, quando viviamo una delusione a livello amoroso nell’organismo viene prodotta una grande quantità di dopamina. La ricerca, che è stata pubblicata sulla rivista Review evidenzia il ruolo del cervello nell’evoluzione. Gli studiosi ritengono che tale congegno sia coinvolto nel processo di selezione naturale e aiuti gli esseri umani a superare gli eventi negativi. Risollevarsi da un periodo nero è possibile. Il segreto? imparare a trasformare gli ostacoli in un’occasione per crescere e iniziare a vivere nel presente. Quando si vive una stagione d’amore felice l’organismo secerne sostanze come la serotonina, fortemente implicata nel buon umore. Le aree del cervello coinvolte sarebbero le stesse attivate dal consumo di cocaina. L’amore è come una droga, come è stato precedente messo in evidenza da un’indagine dell’University College, ecco perché quando una relazione finisce è necessario un vero e proprio periodo di disintossicazione. Datti tempo. Per superare la fine di una storia è necessario permettere alla sofferenza di seguire il suo corso. Non aver paura di esprimere le tue emozioni: rabbia, tristezza, rancore fanno parte di un mondo interiore a cui è vitale dare voce. Lo sport aiuta e non solo permette di scaricare la tensione. Esci di casa, cerca la compagnia di amicizie costruttive, vai al mare in montagna  cura te stessa con dolcezza e amore, che  ne hai bisogno.

Delusione d’amore, l’inutilità delle maschere

Quando arriva una grande sofferenza, come una grande delusione d’amore, la cosa peggiore che possiamo fare è resistere, far finta di niente, fingerci forti mentre abbiamo il cuore spezzato. Credere di aver reagito bene all’inizio, cacciandolo o cacciandola libersi di tutto quello che di suo avete intorno, illude e basta. All’improvviso, qualcosa si  interrompe: la  casa piombata nel disordine, arrivano le crisi gli attacchi lo stomaco si chiude, nessun piatto ci stimola la fame, e si pensa che il problema sia arrivato in quel momento.In realtà, è vero il contrario: quello che accade in questa fase, è ciò che succedeva, prima era una recita, che l’anima ha sgretolato con la forza che la contraddistingue. Il dolore è la prima cura per le delusioni d’amore, il cuore a pezzi la sua conseguenza. Un luogo comune assai diffuso raccomanda l’importanza di mostrarsi vigorosi nei momenti difficili, se non altro per ragioni di orgoglio: mi ha mollata o mollato  dopo 15 anni, non gli darò la soddisfazione delle  mie lacrime. Coerenti con questo ragionamento, molte persone che vivono una delusione d’amore nascondono il dolore, trattengono la rabbia, recitano il copione dell’indifferenza. Fino a che, d’improvviso, tutto crolla e un’atroce sofferenza ci scaraventa nella disperazione più nera. Avere  la sensazione di aver completamente perso il controllo; effettivamente è ciò che accade, ma è proprio quello di cui ha più bisogno per innescare un autentico processo di rinascita. Proprio così: non è possibile farlo se prima non abbiamo buttato via tutte le tossine emotive che ancora albergano nel nostro animo, e che ora stanno finalmente venendo alla luce attraverso il pianto