Frutta e verdura di stagione

L’estate ormai è alle porte, sta arrivando il periodo giusto per iniziare ad acquistare la frutta tipica dell’estate: meloni e pesche, soprattutto. Anche se gli indiscussi protagonisti del mese sono loro: le fragole e le ciliegie. Giugno, come maggio, è il periodo delle fragole, che arrivano sui banchi dei supermercati soprattutto dalle regioni del Sud Italia. A maggio abbiamo assaggiato le prime ciliegie, ma è a giugno che possiamo trovare cesti di duroni di Vignola. Via libera ai primi meloni, anche se occorre fare attenzione perché si possono trovare frutti ancora poco maturi e privi della loro tipica dolcezza. Per scegliere quello giusto occorre premere le due estremità: il melone non deve essere né troppo duro, né troppo molle Se è ancora troppo acerbo, si può conservare ancora per qualche giorno fuori dal frigo per farlo maturare, per poi servirlo su un vassoio accompagnato da gustosissime fette sottili di  prosciutto. Per il cocomero è ancora un po’ presto, ma con un po’ di attenzione si possono già trovare angurie dolcissime. Per riconoscere quelle migliori occorre controllare che la buccia sia di colore verde intenso, mentre il punto in cui toccava terra deve essere color giallo crema.Vale anche il metodo dei “colpetti”: un rumore “sordo” indica un frutto maturo. Inizia anche il periodo delle pesche. Alla fine del mese sarà anche il turno delle albicocche. Tra i frutti di bosco, a giugno inizia anche il periodo dei lamponi, del ribes e delle fragoline di bosco che potrete raccogliere dotandovi di un cestino e recandovi a fare una salutare passeggiata E la verdura? Giugno è invece il periodo giusto per le fave, da accompagnare a gustosissimi formaggi stagionati e freschi. Sempre più spesso si potranno trovare pomodori di qualità, che accompagneranno insalate e saranno la base perfetta per un ottima caprese, con l’arrivo dei peperoni, finalmente si avrà a disposizione il classico “tridente” dell’estate: zucchine, melanzane e appunto peperoni. Con la possibilità di assaporare anche gli ottimi fiori di zucca, magari fritti accompagnati da carne e/o verdure per una serata food- fried  da consumare insieme a parenti e  amici in giardino

Cosi ti conquista il miglior pasticcere del mondo

Il New York Post lo ha definito il «il Willy Wonka di New York», ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti e in Francia è stato insignito con l’Ordre du Merite Agricole davanti alle porte c’è una coda di almeno un centinaio di persone. La creatività di questo pasticcere è inesauribile e irresistibili sono  i suoi fantastici e unici  dessert  , un croissant dal cuore morbido con la crosta croccante caramellata, versione riletta del gateaux bretone; il Paris-New York, variante con crema di burro di arachidi, il Paris-Brest con caramello morbido, i Cookies shots biscotti caldi al cioccolato a forma di bicchierini che vengono riempiti di latte freddo alla vaniglia: che si beve subito appunto, mangiandosi poi il anche il bicchiere E poi ci sono le Mini-, meringhe in miniatura, dai mille colori e sapori: fragola, pistacchio, menta, cioccolato, vaniglia, lampone, mirtillo, noce di cocco, limone, arancio. Si possono mangiare come caramelle, oppure  come suggerisce il loro creatore utilizzarle per guarnire gelati, mescolarle al riso soffiato e ai cereali della prima colazione, «tuffarle» nella tazza di cioccolata calda, utilizzarle per una mini-pavlova con fragole fresche.Comunque vogliate sbizzarrirvi, non potete non provare un altro classico di Dominique Ansel: la Mini-me Torta, un dolce con cinque textures diverse di cioccolato sormontate da croccanti Mini-me al cioccolato bianco spolverizzate di cacao. Scommettiamo che adesso volete assaggiare le creazioni del Miglior Pasticcere del mondo? Passaporto alla mano: dovete volare a New York o Tokyo, oppure a Londra. Oppure, anche a Los Angeles, oppure aspettare il suo arrivo in Italia gustando intanto le prelibatezze dei nostri pasticceri locali

 

Sposa in bianco ma stile green

Ogni anno si presentano sui vari media i colori di tendenza per gli allestimenti dei matrimoni. Ovviamente il bianco ed il crema non lasceranno mai il palcoscenico delle nozze ma quest’anno sembra proprio che ci saranno due colori che la faranno da padroni nelle Chiese, sui tavoli, nei bouquet e anche negli abiti delle spose più belle: il verde e l’albicocca. Prendiamo ad esempio il primo colore: il verde. Se il vostro matrimonio prevede il rito in Chiesa e avete scelto questo colore come filo conduttore dell’evento, potrete addobbarla con olivo, vasetti di erbe aromatiche e vasetti con rami  lavanda  La magia sarà creata dalle candele poste all’interno di lanterne oppure soltanto appoggiate su dei  porta candele,  saranno numerose e condurranno la sposa dall’ingresso all’altare, magari posate su un tappeto di erba  che prenderà il posto della passatoia. All’olivo potrete sostituire piccole piante di agrumi e a questi unire  composizioni create con il gelsomino giallo simbolo di gentilezza e di eleganza. L’abito potrà essere bianco o crema ma potrete anche azzardare un verde chiarissimo tendente al salvia. Anche l’acconciatura rispetterà questo green food senza arrivare all’eccesso di corone verdi invasive stile laurea!…Se usate l’olivo e le piante aromatiche potrete abbinare a queste fiori bianchi o crema chiaro , gipsofila, rose antiche, fiori d’arancio.A voi declinare, magari insieme alla vostra wedding planner di fiducia,o al fiorista lo stile di tutto l’allestimento dove ancora una volta il colore verde sarà dominante dai centrotavola, al tableau, al tavolo dei confetti fino alle bomboniere. Se poi volete veramente stupire i vostri ospiti, potete chiedere al Catering di studiare un menù dove sia ricorrente questo colore dai finger food che accompagnano l’aperitivo fino al buffet dei dolci dove potrà comparire una piramide di macarons verdi e crema o gialli a seconda dell’allestimento che avrete scelto. Naturalmente il sapore delle portate non ne dovrà risentire…altrimenti meglio abbandonare il colore per il sapore!

Carpotecnia…sai cosa è??

Spesso legata alla scelta alimentare fruttariana o crudista, la carpotecnia  è una la tecnica di lavorazione dei frutti-ortaggi, che permette di ottenere prodotti culinari ispirati a quelli tradizionali assicurando un minor impatto ambientale rispetto alla produzione della carne. In sostanza, i prodotti alla base della carpotecnia sono farine: di zucca, di cetriolo, di pomodoro, di zucchina, di melanzana, di peperone, le quali possono essere lavorate con tecniche diverse per ottenere prodotti alimentari. Attraverso la conversione alimentare carpotecnica è possibile realizzare lasagne, wurstel, polpette, hamburger, tiramisù, biscotti, pane. Dalle poche fonti online che citano la carpotecnia non è facile capire se questa tecnica sia una branca del regime alimentare fruttariano o se invece si tratti di un metodo di lavorazione sviluppato esclusivamente nell’ottica di una riduzione dell’impatto ambientale rappresentato dall’industria della carne. Quello che è certo, però, è che la cucina carpotecnica non è difficile da trovare tanto che a Milano esiste un ristorante che – accanto a pizze tradizionali e vegane – offre anche pizze carpotecniche fruttariane di cui i clienti sembrano particolarmente entusiasti. In attesa di provare qualche ricetta carpotecnica per voi, vi diciamo che le farine di frutta e verdura sono reperibili online a prezzi piuttosto elevati, ma possiamo anche realizzarle in casa con l’aiuto di un essiccatore o un forno: è sufficiente frullare i pezzi di frutta prima essiccati e ottenere una farina sottile e finissima che potete utilizzare, per esempio, anche come insaporitore di meringhe vegane

Il cibo è come un farmaco

Mai mischiare il latte con la frutta, così come con il cioccolato o con il te’. Preferire sempre frutta e verdura fresca, possibilmente non conservata in busta ad atmosfera modificata. Sfruttare i benefici dei batteri buoni, così come dei cibi naturalmente protettivi che sono alla base della dieta mediterranea ad alto contenuto di Omega 3 come il pesce azzurro e l’olio extra vergine di oliva.Sfruttare i magnifici benefici della lattuga con i suoi importanti effetti anti infiammatori. E’ l’Immuno nutrizione a dirlo, con una serie di studi che svelano l’impatto del cibo sul sistema immunitario e di conseguenza sulla salute. Una scienza giovane, arrivata ora anche in Italia, due esperti alzano gli scudi contro chi parla di alimentazione senza le prove scientifiche, ‘alimentando’ solo mode e leggende. Il principio e’ quello che ogni cibo introdotto nell’organismo produce una reazione del sistema immunitario, uno stato infiammatorio che puo’ essere ‘spento’ con la scelta dei cibi giusti, proprio come se fossero farmaci. Quindi facciamo attenzione a cosa mangiamo e come lo mangiamo perché solo così il nostro fisico ne trarrà tutti i benefici che ci arrivano dalla natura.

 

Con la musica si vendono più patatine fritte

Uno studio condotto in Svezia, ha dimostrato che le canzoni volutamente selezionate aumentano la spesa della clientela del 9,1 per cento. Le playlist create da algoritmi sono spesso utilizzate da ristoranti, supermercati e locali per spingere la clientela a spendere di più.Condotta in un’anonima catena americana di hamburger, la ricerca ha paragonato la differenza delle vendite nel attimo in cui viene fatta ascoltare musica scelta volutamente per il marchio e quando vengono riprodotte casualmente canzoni popolari.Quando sono stati ascoltati brani musicali selezionati, le vendite di hamburger sono salite del 8,6 per cento, dell’8,8 per cento per le patatine fritte e addirittura del 15,6 per cento per quanto riguarda i dolci.La morale della favola sembrerebbe essere: se la musica piace, si comprano più patatine fritte.“Si tratta di adescamento”, spiega il professor Charles Spence, “Se siete in un negozio dove ci sono sia vini francesi che tedeschi, e in quel momento state ascoltando musica francese, il vino francese avrà più vantaggio. Alcuni studi hanno mostrato che la musica classica induce i clienti a spendere di più, mentre le canzoni con un ritmo più veloce fanno sì che le persone si muovano più velocemente in un negozio, o consumino il loro pasto o il loro drink di fretta in un ristorante o in un bar”. “Chiunque è in grado di creare una buona playlist”, ha affermato Magnus ma quando ti stai occupando di business, si tratta di esprimere quel marchio attraverso la musica”.

 

Qual è il tuo comfort food preferito?

Cibo per l’anima, ovvero i piatti che desideriamo quando siamo giù di morale e che ci soddisfanno con il loro gusto dolce e salato. Con il termine “Comfort food”, sempre più in voga anche in Italia, si individuano gli alimenti o i piatti che invadono di un senso di piacere chi li consuma, che soddisfano un bisogno emotivo e sono noti per la sensazione di benessere che regalano al corpo. Per gli italiani il comfort food è quel boccone carico di ricordi, quell’emozione che ricompare più viva che mai non appena si gusta il piatto del cuore; è un alimento o una bevanda che desta un sentimento di nostalgia e di rassicurazione. In genere è il cibo dell’infanzia o legato a una persona, a un posto o a un tempo felice. La torta della nonna, ad esempio, ma anche le tagliatelle della mamma, il polpettone della zia o lo sformato di zucchine. Vi sono alimenti che per natura favoriscono il rilascio di endorfine, come le noci e il cioccolato fondente, che contribuiscono in a ridurre lo stress e migliorare l’umore; ma nel caso del comfort food, alla capacità di influire sull’umore si aggiunge il valore emotivo del piatto, legato a esperienze significative di un periodo della propria vita o di un evento in particolare, pertanto tutto può essere …… comfort food.