Attenzione a non mangiare troppo

In questi giorni in particolar modo che siamo costretti a rimanere a casa a causa del covid-19 dobbiamo stare attenti a non mangiare troppo a causa della noia e dello stress. Sgranocchiare abitualmente fuori dai pasti non è un comportamento alimentare corretto, perché si aumenta l’apporto calorico giornaliero con il successivo rischio del sovrappeso. Quando non vi è un effettivo senso di fame fisiologica, che può verificarsi in seguito a un notevole sforzo fisico oppure a un pasto insufficiente, il bisogno di assumere cibo è spesso legato a fattori di natura psicologica. E così ci ritroviamo a sgranocchiare, nei momenti più impensati, spuntini ipercalorici come panini, cioccolata, pizzette patatine, dolci vari… Anche voi non resistete alla tentazione di masticare qualunque cibo vi capiti a tiro, in ogni momento della giornata? Seduti alla scrivania in ufficio o stesi sul divano a casa, mangiucchiate in continuazione e non sapete come smettere? Che sia per fame, per gola o per colpa dello stress, se volete contenervi dovete imparare a controllarvi ! Ecco alcuni consigli. Il primo consiglio è quello di non saltare i pasti principali per evitare poi di piluccare fuori pasto. Tutte le volte che sentite lo stimolo della fame dedicatevi ad un’”attività “distraente” in modo da dare a quello stimolo il tempo di passare: per raggiungere questo obiettivo sono necessari solo 3/5 minuti. Evitate di andare a fare la spesa se siete troppo affamati, e soprattutto evitate, una volta al supermercato, i reparti dove trovate gli alimenti che preferite. Cercate di non avere cibo in vista: se siete costretti ad avere del cibo sotto il naso, il consiglio è quello di riporlo in contenitori opachi in modo che la loro vista sia meno definita e non diventi uno stimolo ulteriore a ricercare cibo.

 

Quello che mangiamo influenza la mente

Il cioccolato è il primo alimento a cui noi tutti pensiamo quando si parla di mente e cibo. Ma non è l’unico….Quanto i cibi influenzino il nostro stato d’animo lo sperimentiamo ogni giorno. Basti pensare a quante volte, magari dopo un’intensa giornata lavorativa, tra le mille possibili opzioni dietetiche, il nostro corpo, mosso dalla nostra mente, ricerchi sempre e solo un determinato alimento: il nostro comfort food.E non è solo il classico esempio del cioccolato, panacea sicura contro tutte le delusioni o tonico rinvigorente prima di un esercizio fisico o di una riunione importante, o del latte e miele, dolce ninnananna efficace nel sedare i nostri pensieri e conciliare il sonno. Tanti sono gli esempi: dal te al caffè quando dobbiamo fare fronte a impegnative prove mentali, alla carne nel caso in cui occorra sostenere le nostre forze, alla marmellata o al miele per risvegliare il nostro umore. Ma quante volte incorriamo in dei grossolani errori? È chiaro a tutti che non sarebbe il caso di affogare i nostri malumori in una vaschetta di gelato al cioccolato piuttosto che di accoccolarci ogni sera con un tazzone di latte. In grande sintonia con i dilemmi Shakespeariani, è giusto chiedersi ma è la mente che ci spinge a ricercare uno specifico cibo, o è un determinato cibo a modificare il nostro stato d’animo e quindi la nostra mente? Il  classico esempio è quello degli Omega 3, contenuti nel pesce o nei semi oleosi, in grado di migliorare la lucidità mentale e quindi le capacità percettive, di mantenere giovane il nostro sistema nervoso e di incidere molto positivamente sullo stato dell’umore come dimostrato in diversi studi sulla depressione. O ancora i cereali integrali, che grazie al potere saziante, al pari della cioccolata sono in grado di aumentare il senso di soddisfazione, riducendo, l’intensità e la gravità di eventuali episodi ansiosi. Anche la frutta secca grazie al contenuto di magnesio, eserciterebbe un apprezzabile attività sedante, calmante e rilassante. Ma, studi alla mano, è sicuramente il “dolce”, inteso come gusto, vale pertanto anche la frutta, ad impattare enormemente sulla nostra mente. Numerose evidenze, infatti, dimostrano come la semplice sensazione di questo gusto, possa attivare numerosi centri del cervello, connessi con il senso di motivazione, gratitudine e benessere. Non ci resta pertanto che scegliere se usare l’alimento come strumento di bilanciamento utile nel mantenere sempre una mente lucida, attiva e reattiva, o soccombere alla quotidianità ed affogare i malumori nei soliti alimenti, che ben sappiamo farci male. Ma infondo, ancora una volta, vale sempre lo stesso detto, “prevenire è meglio che curare”.

 

Dopo i 40 anni dovresti lavorare 3 giorni a settimana

Superati i 40 anni bisognerebbe lavorare di meno: questi i risultati di uno studio condotto in Giappone, dopo aver analizzato le capacità cognitive di un gruppo di uomini e di donne australiani ed averle incrociate con le loro abitudini lavorative. Il risultato è stato chiaro: superando le 25 ore di lavoro a settimana, il cervello di un 40enne inizia ad essere meno efficiente. Ma questo non significa che il riposo assoluto faccia bene: neanche i disoccupati hanno ottenuto punteggi alti.I protagonisti dello studio sono stati sottoposti ad un test cognitivo sotto pressione e il risultato più alto è stato raggiunto da chi aveva lavorato 25 ore a settimana. I disoccupati hanno ottenuto punteggi dal 15 al 25% più bassi, seguiti a stretto giro da chi aveva lavorato più di 40 ore. A quanto pare lo stress e la fatica, fisica e psicologica, compromettono la funzionalità del cervello: questo significa che per sfruttare a pieno le proprie capacità cognitive bisognerebbe mantenere un equilibrio fra lavoro e vita privata, con 3 giorni a settimana in ufficio e il resto del tempo impegnato in altre attività. Lavorare tre giorni a settimana è un obiettivo abbastanza irreale: e lo stress per i quarantenni di oggi, una generazione che viene chiamata “sandwich” perchè si trova stretta fra la cura dei figli ancora piccoli e quella dei genitori già anziani, di certo non manca! Per aiutare il vostro cervello a riprendersi dallo sforzo delle 40 ore e più settimanali, di lavoro, vi consigliamo due bicchieri di vino oppure un bel pezzo di cioccolata: oppure, al limite, convincete il vostro capo a fare una pausa in ufficio magari difronte a un bel cesto di frutta fresca!

Non solo montagna

Gli sci non sono la tua passione o forse ti sei stufato della solita settimana bianca, vuoi trascorrere le vacanze invernali in mete calde e soleggiate, o semplicemente vuoi vivere la montagna in modo nuovo: stai insomma cercando delle mete alternative per la tua prossima vacanza invernale. Ideale allora una vacanza con passeggiate, escursioni con racchette da neve, degustazioni: in montagna non si scia soltanto. Puoi vivere lo spettacolo della neve, ammirare le cime altissime e sentire i boschi respirare in tanti altri modi. Una bellissima e divertentissima alternativa è lo slittino. A Vipiteno si trova la più innevata e la più lunga pista d’Italia, perfetta sia per i bambini che per i grandi. Qui troverai anche pittoresche piazze e viuzze, fermarti a gustare una tazza di cioccolato, o berti una tisana, ma anche mangiarti un piatto di polenta,  godendo soprattutto i panorami mozzafiato di una montagna autentica. Altra meta per l’inverno è un bagno caldo nelle terme naturali.T erme naturali per vacanze invernali alternative !. In Italia, ma non solo, è possibile trovare bellissime terme naturali. Vasche di acqua calda e ricca di proprietà benefiche incastonate in incredibili paesaggi. Basta trovare il coraggio di togliersi i vestiti, poi immergersi sarà una sensazione incredibili. Tra le più belle terme naturali della penisola ci sono sicuramente quelle di Saturnia, in Toscana, inoltre offre una varietà enogastronomica notevole: i tortelli maremmani di bietole e ricotta con sughi di selvaggina, la ribollita, i pici al ragù, il cinghiale maremmano, le zuppe di funghi e legumi, la scottigia, le lumache in umido, le pappardelle alla lepre e il cinghiale, sono tra i migliori piatti che potrete gustare. Senza dimenticare la varietà di vini, bianchi e rossi. E ovviamente non può mancare la carne chianina. Il clima d’Italia inoltre  è uno dei motivi per cui il nostro paese è così spettacolare. Ma se il sole lo puoi trovare un po’ ovunque, l’inverno non è certo uguale in tutte le regioni. Fidati ci sono regioni dove  la mattina di Natale  si può andare in spiaggia! Sono tanti i posti dove puoi trovare temperature miti, un bel sole e, perché no, lo spettacolo malinconico e suggestivo del mare d’inverno. Visitare le destinazioni fuori stagione ti permette di vivere i luoghi in modo più autentico, scoprendo da più vicino usi e costumi, per una fantastica vacanza invernale

Siete di cattivo umore? Ecco cosa mangiare

Capita a tutti di sentirsi giù di corda, malinconici e fiacchi. Per favorire il buonumore è importante prestare un po’ di attenzione a tavola. Gli stati d’animo sono influenzati anche da ciò che si mangia. Il consumo di cibi ricchi di zuccheri e grassi cattivi come dolci, snack e prodotti industriali, anche se dà un conforto immediato rischia di peggiorare la situazione. Per combattere la tristezza e ritrovare il buonumore puntate invece su alimenti ricchi di nutrienti preziosi come antiossidanti, vitamine, minerali che aiutano a sentirsi più vitali e pieni di energia. Alcuni alimenti agiscono come degli antistress naturali: sostengono il tono e aiutano a contrastare l’irritabilità e la sensazione di tristezza. Ecco allora alcuni cibi da mangiare per sentirsi più sprint e combattere il cattivo umore. Cioccolato Un quadratino di cioccolato fondente al 70% è l’ideale per tirarsi su nelle giornate no. È fonte di flavonoidi che hanno una spiccata azione antiossidante e protettiva del cervello. Noci noccioline frutta secca. Quando vi sentite tristi e di cattivo umore, aggiungetene 4-5 gherigli ai cereali integrali della colazione o allo yogurt dello spuntino. Sono particolarmente ricche di triptofano, un aminoacido essenziale precursore della serotonina, il neurotrasmettitore che regola l’umore. Inoltre, assicurano tanti Omega 3 e Omega 6, grassi buoni utili per il funzionamento del sistema nervoso e per l’equilibrio emotivo. Sono poi fonte di magnesio, un minerale miorilassante prezioso per placare il nervosismo. Riso nero. Oltre a essere molto profumato e saporito, questa varietà di riso è ricca di tante sostanze che favoriscono il buonumore. Contiene antiossidanti, che aiutano i neuroni, le cellule del cervello, coinvolti nella produzione degli ormoni che regolano l’umore. È poi una buona fonte di vitamine del gruppo B, di minerali come il magnesio e il potassio e di triptofano, che combattono la sensazione di spossatezza, favorendo il benessere psicofisico. Uova Sono ricche di minerali alleati del buonumore, tra cui lo zinco e lo iodio, che sostengono il lavoro del cervello. Arrecano poi buone dosi di colina, ideale per la salute mentale e grassi buoni Omega 3 e triptofano che favoriscono la produzione di serotonina, l’ormone del buonumore. Kiwi. Questo frutto è un’eccellente fonte di vitamina C, una sostanza che partecipa alla sintesi dei neurotrasmettitori del buonumore. Apporta poi tanti minerali tra cui il potassio e il magnesio, che favoriscono il buon funzionamento del sistema nervoso.

Idee regalo

Se sei alla ricerca di idee regalo per il prossimo Natale eccone alcune. Ebook Il tuo guerriero più fedele per combattere la stanchezza visiva, questo regalo è una gran trovata! Si è conclusa l’era del “questo libro ha le lettere piccolissime”, nell’ebook puoi conservare tutti i libri digitali che vuoi e puoi portarlo ovunque. Inoltre devi solo scegliere la dimensione del carattere che preferisci e goderti la lettura! Una borsa diversa Non il classico color nero o marrone di cui hai bisogno, ma quella borsa, la borsa, che non ti compreresti mai per praticità o necessità, ma che ti ha fatto innamorare sin da quando l’hai vista in negozio… ideale per raccogliere lo stretto necessario per una fuga per un week end,  . Un regalo di cui non potrai più fare a meno! Uno sfizio che ti meriti. Un breve viaggio creativo Bastano tre giorni in una città straniera con un punto di vista diverso per far sì che che questo giorno diventi indimenticabile. Non un viaggio fine a se stesso ma che abbia un obiettivo. Londra per il teatro, Milano per lo shopping, Berlino per i musei, Il Chianti  per il vino  Firenze per la bistecca Fiorentina o altro ancora di sicuro ti verranno in mente mille idee per il tuo viaggio e per renderlo più originale!

Trasformare una stanza in uno Chalet

Immaginate  per un attimo di chiudere  gli occhi e di essere in montagna…la neve, il calore di un camino e una bella tazza di cioccolata calda. Se volete ricreare questa avvolgente atmosfera da Chalet Visto i tempi che stiamo percorrendo non tutti hanno la possibilità di disporre della casa in montagna dove trascorrere qualche week end in pieno relax, ma questo non significa che non si può adattare una stanza della nostra casa con elementi che richiamano lo stile Chalet. Una stanza arredata ispirandosi allo stile Chalet deve innanzitutto evocare sensazione di tranquillità e benessere. Per questa ragione bisogna utilizzare un materiale caldo e accogliente come il legno e per accentuare questa sensazione di calore non può mancare ovviamente il camino. Quest’ultimo lo si può realizzare in pietra, in marmo oppure se si vuol dare un tocco più moderno si può scegliere anche il vetro che con la sua trasparenza contornerà il fuoco esaltandone le fiamme. E i mobili? Ricordate di sceglierli sempre in legno anche se con diverse tonalità ma che diano un aspetto naturale. Il tocco in più da non sottovalutare per ottenere lo stile Chalet sono i tessuti : plaid, coperte, cuscini in pelliccia o in lana che  vi regaleranno una sensazione di piacevole morbidezza.

Stiamo finendo il cioccolato

Ne mangiamo così tanto…che lo stiamo finendo tutto!! Sarà vero? La notizia che il cioccolato stia per finire si sente da un po’ di tempo. Dobbiamo preoccuparci sul serio? Nel 2013 ci siamo dati così tanto alla pazza gioia che abbiamo mangiato più cioccolato di quello che è stato prodotto: di questo passo entro il 2020 la produzione di cacao potrebbe non arrivare a coprire il fabbisogno mondiale. L’allarme è stato lanciato da una multinazionale statunitense la maggior produttrice di cioccolato al mondo, con sede in Svizzera. Nel giro di un anno i prezzi del cacao, che è l’ingrediente principale del nostro amato cioccolato, sono aumentati addirittura di un quarto, registrando il picco nel mese di agosto, con circa 3mila dollari a tonnellata. Per molti esperti, il cioccolato potrebbe diventare presto un bene di lusso, al pari dello champagne e del caviale. Rispetto a qualche anno fa, è aumentato di molto il consumo di cioccolato fondente, che contiene una percentuale di cacao puro parecchio più alta del cioccolato al latte, che fino a qualche tempo fa la faceva da padrone. Tra i motivi del crollo produttivo, hanno contribuito moltissimo i cambiamenti climatici che si sono abbattuti sulle piantagioni di Ghana e Costa d’Avorio  le restrizioni per l’epidemia di Ebola e un fungo che ha aggredito i raccolti in Brasile Tuttavia, secondo alcuni esperti, queste stime non sono attendibili e l’allarme sarebbe stato lanciato dai produttori per aumentare i ricavi. A chi credere?

Perchè il cioccolato diventa bianco

E’ sicuramente  deludente gustare un bel morso di cioccolato fondente e scoprire con vago disgusto che la tavoletta o l’uovo di cioccolato dei desideri è avvolto da una misteriosa patina biancastra dal vago aspetto di muffa. In realtà, il cioccolato è del tutto commestibile, ma di sicuro la patina bianchiccia ha tolto ogni poesia, e fatto passare in un lampo la voglia di gustarsi il cioccolato.Ma di che cosa si tratta esattamente, che cos’è quel flagello che entra di nascosto nelle nostre credenze per deturpare il tanto desiderato sollievo alla nostra routine quotidiana? Intanto non si tratta di un problema di poco conto, considerato che ogni anno la patina bianca costa alle industrie di cioccolato milioni di euro, a causa dei reclami e dei resi.Anche se in realtà si tratto soltanto dei grassi del cioccolato che, quando non è conservato a temperature corrette, si sciolgono e risalgono in superficie attraverso le sue microscopiche fessure.E per arrivare a questa conclusione si è fatto ricorso alla più grande macchina per raggi X del mondo, che si trova ad Amburgo, in Germania, dove i tecnici hanno potuto osservare cosa succede quando il cioccolato non è mantenuto alla temperatura corretta. In effetti cioccolatieri di tutto il mondo lavorano già da anni al problema, ma finora la soluzione  è stata quella di temperare il cioccolato con la massima precisione, in modo da farlo cristallizzare in modo corretto rendendo più difficile la separazione del grasso. Anche se  alcune aziende suggeriscono un metodo più immediato per prevenire la fioritura dei grassi: mangiarlo  velocemente, prima che i grassi risalgano in superficie

I migliori film da gustare

Da “La grande abbuffata” a “Chocolate”, fino ad arrivare al mitico “Un americano a Roma”: un assaggio di cinema nella gastronomia. Esiste un antico legame tra cinema e cibo. La settima arte, forse più di ogni altra, è stata in grado di scandagliare ogni sfumatura  dell’enogastronomia, dando vita a pellicole strapiene di cibarie, che hanno fatto la storia della cinematografia, da assaporare con gli occhi. Ecco alcuni celebri film che ruotano attorno ad un cibo particolare. Il vino Un’ottima annata Il broker finanziario Max Skinner vola in Provenza per vendere una piccola vigna che ha ereditato da uno zio defunto. Suo malgrado si ritrova invischiato in un nuovo ed appassionante capitolo della sua vita. Perché niente scalda come il sole e il vino della Provenza. Il cioccolato – Chocolat La protagonista è una giovane donna vestita con abiti colorati ed bizzarri, che, trasforma una vecchia panetteria in disuso ne La celeste praline, un luogo magnetico, accogliente e gioioso in cui il dolce più amato del Pianeta regna in tutte le sue varietà: cioccolata calda speziata, praline, crepes, croissant, fonduta al cioccolato… E tra cioccolatini, torte e aromi inebrianti, Vianne accoglie i suoi clienti, instaurando solidi legami di amicizia. La grande abbuffata ha per protagonisti quattro amici borghesi che cercano di sconfiggere la propria noia esistenziale rinchiudendosi in una casa alla periferia di Parigi dove poter cucinare e mangiare continuamente. Fino alla morte. Gli spaghetti  Un americano a Roma il nostro mitico piatto di pastasciutta è sempre stato uno dei protagonisti del grande schermo. E non c’è dubbio che Alberto Sordi, nella memorabile interpretazione di “Un americano a Roma” sia il prototipo dell’italiano “pastasciuttaro” più famoso al mondo. Una delle scene che hanno fatto la storia del cinema è quella in cui il nostro Albertone, dopo aver tentato senza successo di mangiare del cibo americano non riesce a resistere al piatto di spaghetti lasciati sul tavolo dai genitori ed esclama: “Maccarone, m’hai provocato e io ti distruggo adesso, maccarone! Io me te magno, ahmm!”