Tempo di Carnevale: lo spirito del travestimento, dell’allegoria, del diventare altro ha la sua legittimazione culturale. Il Carnevale diverte i bambini ed appartiene anche agli adulti. L’Italia è un paese carnevalesco: Venezia, Viareggio, Putignano e tanti altri. Ma anche in altri paesi, come Rio de Janeiro il più famoso, è una ricorrenza da celebrare con la massima giocosità trasgressione. Santa Cruz vanta il più “brasiliano” dei carnevali europei: per due settimane la città è invasa da folkloristiche parate. Quest’anno il tema della festa sarà “Il mare e le profondità marine” Si eleggerà la regina della festa, e si proseguirà con le sfilate della “Cavalcata” Nonostante tutto il Mercoledì delle Ceneri,verrà effettuata la “Sepoltura della Sardina” lo spirito del Carnevale, rappresentato da una sardina di cartapesta, venga bruciato, la conclusione vera e propria ha luogo solo nel fine settimana, tra spettacoli, sagre dolci e ulteriori sfilate.
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Mens sana in corpore sano.
Mai come oggi il consiglio dell’antico scrittore latino Giovenale era stato così corrente. Va detto in ogni caso che all’epoca dei latini anche l’ambiente era più sano. Cosa possiamo fare oggi noi moderni per imitare i fasti dei nostri precursori?Per prima cosa dobbiamo impegnarci in prima persona e prenderci cura di noi stessi. Ormai è chiaro. Molti cibi, oltre a recare danno all’ambiente, ci possono danneggiare direttamente. Dobbiamo ribaltare la convinzione che il cibo sia semplicemente alimentazione: il cibo è anche e soprattutto prevenzione.Per capire quanto detto sopra non bisogna andare lontani: un eccessivo consumo di carne bovina ad esempio può portare il nostro corpo ad ammalarsi. Tumori, colesterolo, problemi cardiovascolari. Lo stesso avviene con un eccessivo consumo di zuccheri, alcol o alimenti ricchi di grassi saturi.Un’alimentazione sana oltre a far bene al nostro corpo migliora la salute del nostro Mondo. La dieta in prevalenza vegetariana può ridurre le emissioni di gas serra del 73% e i terreni sfruttati del 76%, oltre ad essere perfetta per mantenere uno stile di vita sano. È povera di grassi saturi, fornisce proteine a basso impatto, cura il nostro cuore, è nemica dell’obesità. Non scordiamoci che l’industria alimentare animale è piena di ormoni e antibiotici. Di fronte a questa vera e propria calamità l’alimentazione vegetariana è il rimedio necessario. Per liberare i nostri corpi da queste sostanze dannose e ridare slancio e vitalità alla nostra salute
Foraging
Ultimamente il foraging va molto di moda e proliferano anche corsi amatoriali sull’utilizzo di erbe e fiori in cucina. Diverse specie però appaiono anche nei menu di ristoranti, gastronomie e bar senza cognizione di causa. Di recente ho visto delle foto pubblicate sui social network di una gastronomia che descriveva i piatti con nomi botanici di specie in realtà non presenti nel piatto stesso: questa si chiama truffa e può essere davvero fuorviante.Il foraging dà dignità a ingredienti che hanno caratteristiche organolettiche così interessanti da poter sconvolgere un piatto. Non deve essere visto come un trend passeggero o un brillantino da buttare nel concetto dei piatti perché “fa figo”. Quando si utilizzano ingredienti di questo tipo bisognerebbe comunicare anche la vera missione di questa disciplina che è la connessione con l’ambiente che ci circonda.Le tue ricette preferite? Adoro i sapori veri, forti che all’inizio sembrano ostili. Serviamo un brodo con fiori fermentati che sprigionano i propri aromi modificando le caratteristiche che avevano appena raccolti. Oppure il risotto alla rosa cotto nel tè nero fermentato di foglie selvatiche tanniche. E poi le caramelle di acacia, che sprigionano il profumo avvolgente dei fiori freschi e nostri vini di fiori. In cucina, inoltre, possiamo giocare con gli infusi di fiori selvatici: modificando il ph della bevanda cambiamo il colore senza alterarne il gusto.Quali sono le scoperte relative al cibo selvatico ? Tutto il lavoro è fatto di sperimentazioni, scoperte e analisi. Negli ultimi tempi stiamo lavorando sulla commestibilità del legno, andando oltre al concetto di farina di sussistenza che abbiamo già sviluppato con le farine di ghiande, di cortecce interne e di licheni.
Al via il Capodanno Cinese
Capodanno cinese è in realtà la definizione occidentale per quella che in Cina viene chiamata la Festa di Primavera o Capodanno lunare. Ma qual è il motivo per il quale la data può subire una variazione così considerevole. La spiegazione è che il calendario cinese si definisce lunisolare e come tale indica come inizio di ogni mese il novilunio: dipendendo dalla luna, i mesi possono subire una variazione di più o meno 29 giorni.Il capodanno cinese deve coincidere infatti con la seconda luna nuova dopo il solstizio d’inverno: di conseguenza ecco perché inizia oggi 5 Febbraio .L’origine del Capodanno cinese risale ad una leggenda di un tempo lontano, nel quale viveva in Cina negli abissi marini o in montagna il mostro Nian che, una volta all’anno, usciva dal suo nascondiglio alla caccia di umani e di bambini in particolare. La leggenda narra il mostro aveva solo due punti deboli: il rosso ed i rumori forti. Per questo motivo il rosso è diventato il colore del capodanno cinese e la tradizione prevede molte attività “rumorose”, come canti, balli, musica, fuochi d’artificio e petardi. Nella tradizione cinese, ai diversi anni sono assegnati dodici differenti animali. La leggenda narra che questi animali (il topo, il bue, la tigre, il coniglio, il drago, il serpente, il cavallo, la capra, la scimmia, il gallo, il cane e il maiale) siano stati selezionati in quanto hanno risposto alla chiamata del Buddha.Per esempio, il 2019 sarà l’anno del Maiale, ultimo segno dello zodiaco cinese, che viene associato alle caratteristiche di gentilezza, accondiscendenza, generosità, coraggio ma anche di irascibilità. Anche le tradizioni legate al cibo tipico del capodanno cinese è strettamente legato alla simbologia e ai buoni auspici per il nuovo anno che deve iniziare.A farla da protagonista è il pesce che si dice porti speranza e fortuna, in quanto la parola cinese somiglia a quella di “surplus, abbondanza”; non possono mancare anche i ravioli e gli involtini primavera, che portano ricchezza, i Tangyuan (palline dolci di riso) che simboleggiano una famiglia unita, gli spaghetti della longevità, il frutto della buona fortuna e il Niangao (torta di riso) che porta ad un miglioramento della condizione lavorativa. Anche in Italia, come in molti paesi del mondo, le comunità cinesi festeggiano in grande il capodanno, con sfilate e feste.
Divertiamoci in cucina coi nipoti !
Passare del tempo in cucina e cucinare insieme è divertente per tutti, soprattutto se ti serve per imprimere nei tuoi nipoti un amore sano verso il cibo, la buona cucina ed i momenti felici che si vivono a tavola. Alla maggior parte dei bambini piace sperimentare e, di solito, la cucina li attrae e li sorprende, soprattutto se a loro piace mangiare. Introdurli al meraviglioso mondo dei fornelli insieme a noi può essere un’ottima idea, ma devi fare attenzione affinché sia del tutto sicuro Di seguito troverai alcuni suggerimenti; per iniziare, mettiti il grembiule e comprane uno più piccolo per tuo/tua nipote e poi comincia a formare il “piccolo chef”! Ecco alcune idee per bambini piccoli di 1 o 2 anni Andiamo ad impastare! mettili in un tavolo basso di legno e lasciali giocare ad “impastare l’impasto” con farina, sale ed acqua. Lascia che ordinino la parte inferiore dell’armadio della cucina: si divertiranno a tirar fuori ed a rimetter dentro tutto contenitori, pentole, ecc.. Però fa’ attenzione: devono esser tutte cose che non si possano rompere. Idee per bambini piccoli da 2 a 4 anni. Lascia che premano i pulsanti del frullatore, della centrifuga o del Bimby; quanto più rumore facciano, più a loro piacerà! Incoraggiali ad aggiungere gli ingredienti che mancano ad un piatto che tu hai già preparato ed aiutali a mescolare. Preparate insieme dei biscotti con le forme degli animali. Loro possono aiutarti a fare l’impasto e, poi, quando i biscotti usciranno dal forno, il loro lavoro sarà quello di decorarli con frutta secca, trucioli di cioccolato o zucchero a velo. Crea delle collane commestibili coi cereali, la pastina per la minestra come le stelline o la pasta corta come i rigatoni.
Perché proviamo emozioni?
Le emozioni di base hanno scopi di adattamento molto semplici ma importanti per la nostra sopravvivenza. Per quanto riguarda le emozioni piacevoli gioia, felicità ecc., si può affermare che la descrizione precisa di un’emozione positiva ha la funzione di rafforzare i legami affettivi e sentimentali con le altre persone. Gli scienziati che si occupano di emozioni da poco hanno ribadito la centralità dell’esperienza emotiva quale “canale comunicativo” agevolato nei rapporti con gli altri. La funzione adattiva delle emozioni spiacevoli o dolorose paura, rabbia, tristezza ecc., invece, sembra essere quella di “avvisarci” e di descrivere situazioni da noi interpretabili come ostili anche dal punto di vista psicologico oltre che fisico e quindi di comportarci di conseguenza ad esempio la reazione di paura di fronte ad un pericolo permette di reagire prontamente per evitarlo. Le emozioni sono esperienze che le persone evocano con grande frequenza sia per comunicarle ad altri, sia per riflettere fra sé e sé. Infatti, le informazioni più importanti che comunichiamo scambi comunicativi con amici, partner figli ecc. sono le esperienze emotive associate agli eventi che raccontiamo. L’emozione è dunque una esperienza intensa e passeggera che diventa un’occasione per prendere contatto con gli altri in vari modi.
Il food delivery
Il food delivery si classifica come il settore più attivo della ristorazione. E’ quanto si segnala da una analisi Coldiretti secondo cui sono ben sono quasi 19 milioni gli italiani che nell’ultimo anno con regolarità 3,8 milioni e occasionalmente 15,1 milioni hanno consumato a casa cibo ordinato tramite una piattaforma web da ristoranti e pizzerie. Nel 2018 più di un italiano su tre ha dunque ordinato dal telefono o dal pc pizza,sushi, piatti etnici o veri e propri cibi gourmet, con sempre più ristoranti di qualità entrati nel giro delle piattaforme, , accanto alle quali si sono sviluppate numerose realtà locali. In cima alla lista delle motivazioni di ricorso al cibo a domicilio c’è il fatto di essere stanchi e non avere voglia di cucinare , ma c’è anche che dichiara di farvi ricorso in caso di cene con amici e parenti per stupire i commensali con piatti di qualità.La possibilità di farsi arrivare le pietanze pronte a casa facilita in questo modo l’organizzazione di momenti di convivialità anche quando non si avrebbe il tempo per mettersi ai fornelli. Non manca chi punta sul cibo per allietare le serate in casa ,chi per una cena intima di fronte a un cammino acceso, chi non ha tempo di prepararsi da solo i pasti e chi non vuole rinunciare alla buona cucina senza dover uscire oltre a quelli desiderosi di provare piatti nuovi e originali e quelli che non sanno o non vogliono cucinare . A facilitare il ricorso al food delivery c’è il fatto che i tempi di consegna sono in alcuni casi prefissati e non superano i sessanta minuti ma è anche possibile stabilire una fascia oraria precisa mentre per quanto riguarda il pagamento è diffuso quello on line e non sempre è possibile quello in contanti. 
Abbinamenti speciali
Nel mondo dell’enogastronomia non c’è limite alla sperimentazione. Ogni giorno chef, bartender e sommelier, ispirati da profumi e sapori, creano e propongono nuovi associazioni. Approcci insoliti che permettono di sperimentare nuove sensazioni. Prodotti che siamo abituati a consumare ogni giorno si pongono sotto una luce nuova. Scoprono note gustative ed olfattive nuove ed inesplorate che vengono valorizzate da incontri insoliti ed interessanti. Prodotti come birra e cioccolato, presenti in ogni casa, insieme donano sensazioni totalmente differenti quando si incontrano e si fondono l’uno con l’altro. E’ difficile pensare ad un abbinamento tra il cibo degli dei e una delle bevande più amate. Eppure, saggiamente abbinati, si sposano alla perfezione. A dimostrarlo è stato Davide Comaschi, direttore del Chocolate Academy insieme a lui i maître cioccolatiere dell’accademia hanno dato vita ad una insolita esperienza gustativa. Propone l’innovativo abbinamento tra birra e cioccolato. L’idea nasce dalla volontà di valorizzare la nuova birra d’abbazia Pater Linus. La ricetta trae ispirazione da quella del priore di cui porta il nome. Per esaltarne il gusto, i cioccolatieri e i mastri birrai hanno studiato un delizioso abbinamento con uno dei migliori cioccolati belga firmati Callebaut. In particolare, hanno proposto un’esperienza di degustazione con la nuova birra Pater Linus ed il blend Satongo.L’abbinamento tra birra e cioccolato sembra funzionare alla perfezione. E questo grazie al piacevole contrasto di sapori e di sentori. Il gusto amaro del cibo degli dei incontra le note dolci e fruttate della bevanda. Per valorizzare al meglio il sapore di entrambi i prodotti, il consiglio dei cioccolatieri è quello di proporre il cioccolato in tre diversi stati. Quello solido in tavoletta, che conferisce croccantezza. Quello liquido, sciolto in tazza ad una temperatura di 40°, vellutato e cremoso. E quello areato, soffice e voluttuoso, ottenuto inserendo aria nel cioccolato
Antiestetica muffa
Cosa c’è di più brutto, noioso e antigienico delle macchie di muffa su asciugamani, tappeti o, peggio, sulle pareti? Non desidereremmo mai averci a che fare ma è un problema che capita più spesso di quanto si possa pensare. Prima di tutto in questa stagione quando il tepore della casa calda non invoglia ad aprire le finestre per arieggiare le stanze. Ma è proprio il calore associato all’umidità e al mancato ricambio dell’aria che favorisce lo sviluppo della muffa. Pertanto, senza volerlo, talvolta siamo proprio noi a produrre la comparsa. Ma è inutile piangere sul latte versato. Una volte che le antiestetiche macchie di muffa si sono formate bisogna intervenire per liberarsene.Il bucato che fatica ad asciugarsi, cassetti e armadi che hanno preso umidità, abiti e scarpe sudate che rimangono troppo a lungo nella borsa dopo lo sport. Tutto questo può provare la formazione di macchie di muffa su abiti e biancheria per la casa. Per intervenire su tessuti lavabili, però, non occorrono particolari accortezze. Generalmente con un normale lavaggio si dovrebbe risolvere il problema, specie se si tratta di macchie fresche. Nel caso, invece, di aloni e macchie ostinate su tessuti bianchi, ad eccezione del nylon, si può intervenire con un ammollo in acqua a candeggina. Quando la muffa si sviluppa sulle pareti dietro ai mobili o ai divani si creano quelle fastidiose aree annerite che, oltre ad essere brutte a vedersi, talvolta emanano anche cattivo odore. Anche per queste la candeggina si rivelerà un ottimo alleato. Si potrà realizzare una soluzione con quattro parti di acqua e una di candeggina. Oppure si potrà ricorrere ad uno sgrassatore multiuso a base di candeggina. In entrambi i casi conviene sempre fare un piccolo test su un’area circoscritta e poco visibile per accertarsi che il prodotto non alteri il colore. Si dovrà, quindi, spazzolare, risciacquare con cura e lasciare asciugare. Tenere uno o più deumidificatori all’interno della casa aiuta notevolmente a ridurre il comparire della muffa
Togliere i peli degli amici a 4 zampe
Cani e gatti fanno parte della nostra vita quanto un parente, un figlio, un amico. Sono importanti, li amiamo, li coccoliamo, ci viaggiamo, non potremmo vivere senza di loro. Ma senza i loro peli sì, e lo faremmo anche volentieri. I peli degli animali, specie se si vive in appartamento e durante i temibili cambi di stagione, finiscono letteralmente ovunque. E non sono facili da rimuovere. Sono ostinati, si ammucchiano negli angoli, si infilano nelle trame dei tessuti. Ecco qualche consiglio. Innanzitutto, quando arriva il mitico periodo della muta, ovvero quando cani e gatti cambiano il pelo, eliminate i tappeti e ogni tessuto superfluo da casa. Limiterete moltissimo i danni. Di solito la muta avviene nel passaggio da inverno a primavera, e in autunno. Potete stare senza tappeti per un paio di mesi l’anno, anche se li amate. O anche, scegliete quelli in fibre di paglia, di bambù, di rattan, facili da sbattere semplicemente fuori dalla finestra. L’aspirapolvere è il vostro migliore amico: è lui l’unico che può davvero toglie i peli degli animali dagli angoli, dai divani, dalle superfici di ogni genere. Ma dotarvi di tessuti che assorbano pelo il meno possibile sarà un ottimo modo di limitare. Divani in pelle o ecopelle, cucce con tessuti tecnici, sedie in vimini anziché imbottite.Per quanto riguarda i tessuti in cui i peli degli animali si introducono in maniera particolarmente ostinata, potete procedere con una spazzola, oppure con del nastro adesivo. Fate aderire strisce di nastro e strappate come se faceste una ceretta. Oltre a togliere peli, se ne andranno anche le micro particelle di polvere e sporco, e vedrete il tessuto diventare persino più luminoso. Infine, non dimenticate di spazzolare gli animali stessi, all’aperto naturalmente. Rimuovete più peli che potete dal cane o dal gatto, e ne troverete di meno in giro per casa.