Un lavello sempre splendente

La pulizia del lavello e del piano lavoro in cucina sono fondamentali per l’ordine e l’igiene di questo ambiente. Si tratta di una delle stanze abitualmente più vissute della casa, specie in famiglie con bambini. Ecco perché non va sottovalutata l’importanza di una corretta igiene quotidiana. Naturalmente, se la cucina è a vista con un’altra stanza, entra in gioco anche un discorso di ordine ed estetica. Non c’è nulla di peggiore di un angolo cottura sporco quando si entra in casa. Oltre alla vista, le conseguenze negative sono anche sull’olfatto. I residui di cibo emettono infatti cattivi odori, che si propagano velocemente per tutta la stanza. La corretta pulizia del lavello non implica un grande sforzo ed olio di gomito, ma sicuramente la costanza. Il modo migliore per non trovarsi a lottare con incrostazioni e sporco ostinato, è quello di pulirlo sempre. Per “sempre” intendiamo ogni volta che si maneggiamo cibi o si lavano i piatti. I residui di cibo, infatti, sono la causa principale di batteri, sporco ostinato e cattivi odori. Ovviamente, se facciamo un caffè e cade qualche goccia sulla superficie del lavello, possiamo sciacquare e passare una pezza umida. Ma se invece impastiamo o cuciniamo del cibo, specialmente carne e pesce crudi, è necessario usare un detergente prima possibile. Sul lavello vanno prima eliminati tutti i residui di cibo. I pezzi più grandi vanno presi e gettati nel cestino della spazzatura, onde evitare che si intasi lo scarico. Poi, è bene passare una spugna bagnata per eliminare grossolanamente i liquidi. A questo punto, utilizziamo dei  detergenti. Sono molto efficaci i noti sgrassatori, spesso dotati di antibatterici. Per gli amanti dei prodotti naturali, si può anche utilizzare l’aceto e il bicarbonato. O, ancora, la candeggina diluita con acqua e, un paio di volte a settimana, è bene anche usare un anticalcare. Dopo aver insaponato tutta la superficie e rimosso con cura macchie e residui, possiamo risciacquare. Passiamo infine all’asciugatura con un panno bagnato ma ben strizzato. Il lavello sarà pulito, splendente, e soprattutto igienizzato.

 

Fiorista trasforma i cestini

Da qualche tempo, le strade di New York sono un po’ più colorate, grazie a Lewis Miller, che trasforma i cestini in belle composizioni floreali che danno un tocco completamente diverso alla città. I fioristi usano fiori recuperati al termine di matrimoni ed altri eventi, quando di solito verrebbero mandati al macero. I fiori prendono così nuova vita, con una sorta di rivincita della natura, con i fiori che rimpiazzano la spazzatura. E in più l’abilità di Miller nel costruire le composizioni floreali. Tutto è iniziato quando Miller e il suo team hanno usato 2.000 fiori per decorare il memoriale di John Lennon a Central Park, creando una “psichedelica aureola colorata”. L’iniziativa ha riscosso grande successo, e così Miller ha deciso di portare avanti la cosa, come omaggio alla città a cui è fortemente affezionato. “Sono i nostri fiori per New York”, spiega una collaboratrice di Miller. “Questo è il messaggio: regalare fiori ai newyorchesi per nient’altro che farli sorridere. Se uno è mattiniero può capitare che ci veda mentre prepariamo i fiori, e ci chieda per cosa sono. Noi rispondiamo ‘Sono per te’. Non ci credono, e rimangono increduli

Il lavaggio del bucato

Il lavaggio del bucato in lavatrice è molto comodo, ma a volte può capitare di tirar fuori dall’oblò panni ristretti, scoloriti o danneggiati. Bisogna quindi utilizzare varie astuzie per evitare che ciò accada. Una volta acquistati, per evitare di ritrovarci nel cassetto  panni ristretti o scoloriti, bisogna esaminare bene le etichette. In generale, procediamo molto cauti soprattutto al primo lavaggio, per verificare la resa del capo. Bisogna fare attenzione anzitutto agli indumenti di colori vivaci e brillanti, che solitamente sono i più propensi a scolorirsi. In particolare il rosso, ma anche il blu e il verde acceso sono le tinte più instabili Proprio per questo non andrebbero lavati con gli altri vestiti di colori diversi, soprattutto più chiari. La separazione dei carichi è fondamentale per tutelare i colori dei tessuti, è buona abitudine   tenere i capi da lavare in un cesto portabiancheria già separati. Altre accortezze che si possono utilizzare sono l’impiego dei fogli acchiappa-colore e l’utilizzo di detersivi specifici. A proposito dei detersivi, essendo molto più efficaci di quelli di un tempo, spesso non richiedono l’utilizzo di acqua calda. Favorendo l’acqua fredda, infatti, si rischia meno sia in termini di cura del colore che si possibilità di ritrovarsi panni ristretti. Una sempre valida alternativa in caso di dubbio per capi particolarmente delicati, resta il buon vecchio bucato a mano Per giacche e pantaloni in generale, occorre chiudere tutte le cerniere e i bottoni prima di mettere in lavatrice. E’ consigliabile inoltre lavare sempre i capi al rovescio, per scongiurare eventuali lesioni sulla superficie esterna visibile.

Porcini

Tra i funghi più amati ci sono loro, i mitici porcini: caratterizzati da un cappello carnoso, che può raggiungere un ragguardevole diametro anche 30 cm, hanno un gambo robusto e un gusto inconfondibile. Sono presenti in numerose tipologie e nascono prevalentemente in boschi di conifere e latifoglie, soprattutto ai piedi di querce, castagni e faggi. L’autunno è il la stagione per eccellenza dei funghi, grazie al clima spesso piovoso e umido. Sono il motore trainante di centinaia di persone che cesto alla mano, approfittano in questo periodo per andare a fare una passeggiata nel bosco alla ricerca di queste prelibatezze Alcune semplici regole di base: i porcini vanno raccolti soltanto in condizioni di sicurezza, non improvvisatevi esperti di funghi se non lo siete. Comprateli preferibilmente nella stagione giusta. Ora sappiamo distinguerli, ma…come si puliscono?La cosa fondamentale è non bagnarli in acqua, per non rovinare la riuscita in cottura.Una volta raccolti vanno puliti eliminando con un coltellino la parte finale del gambo e la primissima superficie, spennellando via le tracce di terra.Poi si può procedere con lo staccare la testa del fungo, ruotandola delicatamente e scavando poi nella giuntura per eliminare altre tracce di terra. Infine, conviene passare la superficie del fungo con un panno umido per eliminare gli ultimi residui. E ora sono pronti per essere cucinati! Puliteli molto, ma cuoceteli poco: è importante, sia per questioni organolettiche, sia igieniche, eliminare tutto il terriccio e le impurità. Allo stesso tempo, eccedere nella cottura li farà diventare troppo gommosi e viscidi: se ci volete fare il risotto, non metteteli subito nella pentola. Saltateli per 3 minuti in un tegame a parte con qualche erba aromatica e uniteli al risotto negli ultimi 3 minuti di cottura. Altrimenti gustateli Fritti in abbondante olio di oliva sono una squisitezza…

E’ tempo di vendemmia..Week end nei vigneti

La vendemmia è già iniziata. La raccolta delle uve quest’anno avviene con circa un mese di anticipo rispetto qualche anno fa. Sono già molti i vignaioli impegnati a raccogliere le uve maturate nuovamente in anticipo. Colpa di Nerone, Caligola e degli altri anticicloni africani che hanno infiammato l’estate 2017. Momento di verità, di bellezza e umanità, di condivisione di un rapporto particolare con la natura, gli amici e le persone che ci circondano, la vendemmia è un’occasione di aggregazione che coinvolge uomini e donne, vecchi e bambini. Un rituale antico e dal fascino tutto particolare, fatto di fatica ma anche di magia, che poche altre occasioni legate al raccolto possono vantare. E il vino è il prodotto di tutto questo. E voi avete mai vendemmiato?  Muniti di forbici, cesti, scarponi e grembiuli, siete andati tra le meravigliose vigne che il nostro territorio da nord a sud vanta? E se non avete mai vendemmiato, come vi immaginate questo momento? Inoltre a settembre i Pokemon si andranno a cercare nei vigneti e nelle cantine del Vino Toscano dove sarà festa grande con uno degli eventi più attesi dell’anno, ovvero Cantine Aperte in vendemmia. Un appuntamento che permette a tutti gli appassionati di vino di entrare nelle aziende vitivinicole della Toscana in uno dei momenti più attraenti dell’anno. Dal trekking nei vigneti per imparare come si vendemmia un grappolo d’uva, alle visite guidate nelle cantine già al lavoro per dare vita alla nuova annata, fino al tradizionale pranzo della vendemmia. Ma sarà possibile anche assaggiare il mosto in fermentazione e pigiare l’uva con i piedi, insomma un week end alla scoperta della vendemmia nelle cantine del Vino Nobile

I mercati rionali

Appena sorge il sole, tra le vie di una piccola realtà cittadina va in scena, come ogni giovedì, una vera e propria cornice teatrale. La scenografia è rappresentata da un mercato rionale ed i protagonisti sono due: i prodotti esposti ed i 5 sensi dell’essere umano: “La vista” della bella frutta fresca e delle verdure di stagione che si alternano le une alle altre così come i loro colori: l’arancione delle albicocche ed il rosso vivo delle fragole con il verde fresco e brillante delle insalate e della bieta. L’ascolto delle “grida” dei venditori che richiamano i clienti decantando ad alta voce le qualità della loro merce, alcuni anche in dialetto, strappando così un sorriso agli “spettatori” L’”odore” dei prodotti della terra, qui niente è confezionato o imbustato ma accomodato su grandi cesti, ed i profumi arrivano dal mare con il pesce, dalla montagna con ceste di  funghi porcini, palla pianura dalle cipolle al prezzemolo…La possibilità di toccare con mano la frutta o la verdura per capire se è fresca o troppo matura, oppure ottima per essere acquistata. Il gusto di un “assaggino” della merce appena aperta, o di quella che è avanzata poche ore prima e che per non sprecarla si regala per condividere insieme allo “spettatore” il “sapore” autentico di un formaggio prodotto tipico locale. Un circuito fatto di sensi caratterizza la spesa di ciascuno di noi al mercato e si differenzia dall’esperienza, che potremmo quasi definire più fredda, di un supermercato

Come organizzare un pic -nic perfetto

L’estate è il periodo ideale per organizzare belle scampagnate, gite al mare e in montagna,meglio se accompagnate da un picnic perfetto. Trascorrere una piacevole giornata all’aria aperta è quello che ci vuole per staccare la spina dalla routine quotidiana. Godendosi la natura, alberi e prati verdi in compagnia di amici e della famiglia. Perché tutto fili liscio, però, è bene preparare con cura l’occorrente per la scampagnata ed il picnic. Nell’immaginario collettivo il pic-nic perfetto non può prescindere dal cestino in vimini carico di provviste. Da consumare in allegria su una grande coperta a quadrettoni distesa sull’erba. La realtà, però, può essere anche molto diversa dalla fantasia e dai luoghi comuni. Quel che conta è non dimenticare nulla riguardo il contenuto. Il cibo può spaziare da panini a frittate, pasta fredda e insalate, etc. a seconda del nostro gusto. Oltre ai viveri e le bevande è però fondamentale non dimenticare il necessario per consumarle in comodità. Dunque piatti, posate e bicchieri di plastica, tovaglioli di carta in abbondanza, saranno fondamentali. Ricordate anche di portare con voi dei contenitori ermetici per riporre gli eventuali avanzi e sacchi per la spazzatura. Per non cedere alla sonnolenza pomeridiana, sarà ben gradito un termos di caffè. E alla base del vostro pic-nic perfetto non può mancare ovviamente l’elemento indispensabile: un telo adatto allo scopo. L’ideale sarebbe portare due teli impermeabili e relative coperte da mettere sopra. Uno per il picnic vero e proprio, dove apparecchiare e consumare cibo e bevande. L’altro per rilassarsi in comodità dopo il pasto. Non trascurate, infine, i giochi o passatempo dopo pasto. I classici da fare al prato sono pallone, racchettoni, bocce, etc. per i più attivi. A chi prevede una giornata di totale relax, invece, consigliamo le carte da gioco od un buon libro.

Cibo d’estate

La parola d’ordine per il pasto in riva la mare o in montagna è la semplicità. No alle preparazioni complesse, sì invece agli ingredienti “poveri”, ma combinati nel giusto modo. I cibi ideali per un pic-nic stuzzicante sono la frutta e la verdura. Un’insalata ricca e fantasiosa, magari con l’aggiunta di formaggio tagliato a cubetti, oppure carote alla julienne, con l’aggiunta di tonno al naturale, mais, uova sode, si prepara in poco tempo, si trasporta in modo pratico utilizzando dei cestini belli e pratici.Una bella macedonia di frutta, colorata e dissetante, è il dessert ideale I classici panini sono sempre una buona soluzione: sono facili e veloci da preparare, hanno un buon potere saziante e, imbottiti con la giusta farcitura, sono un pasto completo. Scegliamo di  il pane casereccio, oppure quello integrale, da imbottire con il  prosciutto e formaggio, oppure con verdure grigliate, tonno, pomodoro e una fetta di insalata. Se non vogliamo rinunciare ai carboidrati, le insalate di riso o di pasta fredda sono un classico: si possono interpretare in mille versioni e con un numero infinito di complementi, che ciascuno può scegliere secondo il proprio gusto e a seconda dei prodotti freschi che trova nel luogo di vacanza. Si possono utilizzare, oltre a piatti di pasta e riso, i cereali come orzo e farro, a cui aggiungere pomodorini freschi, mozzarella tagliata a dadini, olive e basilico.  Meglio lasciare a casa anche gli alimenti delicati che rischiano di deteriorarsi e di soffrire il caldo Infine, per un pic-nic perfetto, concediamo qualcosa anche all’estetica. Riponiamo il nostro pranzetto in eleganti cesti da pic-nic e  in contenitori graziosi e colorati, magari multi vivande, in ciotole di plastica colorate, che ci faranno fare un figurone e anche il contenuto ci apparirà più accattivante.

Cosa controllare alla vigilia delle vacanze

Ci siamo, manca finalmente poco all’inizio delle meritate vacanze mare o monti che sia tutto sembra essere pronto: onde evitare inutili stress e spiacevoli situazioni, accertatevi però di sapere bene cosa controllare prima di chiudere casa e partire .Fare la valigia nel modo giusto è sicuramente importante, così come non scordare nulla a casa. Oltre a ciò che ci servirà nella località di villeggiatura, è bene preoccuparsi di ciò che lasciamo incustodito. Prima di partire, ci sono sempre una serie di cose da fare per lasciare la nostra casa sicura. Per prima cosa, partiamo dai dispositivi elettronici ed elettrici. Televisione, microonde, modem, etc. Tutti gli apparecchi in stand by consumano inutilmente in nostra assenza. Sarebbe dunque bene staccare l’alimentazione prima di partire. Va spento, ovviamente, anche l’impianto di condizionamento. Riguardo agli elettrodomestici, specialmente per lunghe assenze, sarebbe bene svuotare il frigorifero ed il congelatore. La partenza è senz’altro una buona occasione per pulirli con cura. Verifichiamo, infine, di non lasciare gioielli e denaro in bella vista: sarebbe sempre meglio nascondere i preziosi. Oltre a preoccuparsi di cosa controllare, occorre anche tenere bene a mente le cose da fare prima di partire. Ovviamente è bene lasciare la casa in ordine e pulita, per non avere brutte sorprese al ritorno. Già rientrare dalle vacanze è poco piacevole, evitiamo di rendere l’evento ancora più traumatico. Sarà bene quindi, ovviamente, non lasciare piatti da lavare e cestini di panni sporchi, svuotare il cestino della spazzatura e pulire bene la casa. Cambiamo le lenzuola del letto, così da trovare un fresco ed accogliente giaciglio al nostro ritorno. Se abbiamo un bel giardino, non possiamo andare via lasciando le nostre piantine senza acqua e cure. Le soluzioni in questo caso sono due. O predisponiamo per tempo un sistema di irrigazione automatico, oppure chiediamo ad un vicino o ad un amico di prendersene cura. A prescindere  dalle piante, che siano in vaso o in terra sarà inoltre bene avvisare i vicini della nostra partenza. Sapranno in tal modo che la casa è incustodita e potranno dare l’allarme in caso di movimenti sospetti

I fiori di sambuco

Con l’arrivo dell’estate ci sono più opportunità per recarsi a fare delle fantastiche passeggiate, camminare lungo  sentieri ai margini di immense distese di campi di grano, avventurandoci nella campagna, cercando l’aroma dei fiori di sambuco annusando l’aria. I nonni ci insegnano che quando si cammina in un bosco bisogna essere il più silenziosi possibile: non so se questa è una forma arcaica di rispetto per le forze della Natura o semplicemente perché non volessero essere sentiti quando cercavano i funghi, per non rivelare i suoi posti segreti. E’ fantastico però, sentire le  risate emozionate provenienti da sotto le cupole di sambuco, perché finalmente vi trovate  immersi nella natura circondati da uno dei  profumi più intriganti. Aromaterapia all’ennesima potenza. Portatevi un cestino e colmatelo di fiori di sambuco ancora in boccio e appena tornate a casa preparatevi lo sciroppo di sambuco specialità tipica delle regioni del nord Italia, che si prepara in primavera e si gusta durante l’estate. Fioritura tipica del mese di maggio, il sambuco è una pianta spontanea molto diffusa con grandi ombrelli di profumatissimi fiorellini bianchi. Raccoglieteli in luoghi lontani dall’inquinamento, preferibilmente ai margini dei campi o lungo i corsi d’acqua. Le bacche del sambuco si formano più tardi, verso fine agosto e si possono utilizzare per fare un’ottima marmellata. Lo sciroppo di sambuco imbottigliato va conservato in un luogo fresco e buio. E’ un ottimo rinfrescante: gustatelo con acqua e ghiaccio come bevanda estiva oppure preparate il cocktail Hugo: mescolate nel misurino 1/3 di sciroppo di sambuco e 2/3 di spumante o prosecco. Se vi piace unite uno spruzzo di seltz e servite profumando con scorzette di limone e foglie di menta.