Le Ceste portalegna

Dopo una vigorosa giornata lavorativa si sente sempre il bisogno di tornare a casa per potersi riposare. Specialmente quando le giornate diventano più corte e la colonnina di mercurio inizia a scendere non si può fare a meno di desiderare la giusta dose di calore e comfort. Chi ha la fortuna di avere un camino dovrebbe poterlo rendere il più particolareggiato possibile grazie agli accessori giusti, indispensabili per il suo utilizzo. Tra questi non può mancare la cesta porta legna. Si tratta di un accessorio fondamentale perché serve a contenere i ceppi che devono essere utilizzati per l’accensione del fuoco. Grazie alla cesta porta legna si riesce a conservare il giusto ordine in casa e, nello stesso tempo, si può fare uso di un complemento d’arredo in grado di rendere l’ambiente molto più ricercato ed elegante. La cesta porta legna è il giusto accessorio capace di rendere un ambiente molto più interessante e dal carattere vigoroso e deciso. Una volta collocata la vostra cesta porta legna all’ interno del vostro salotto sarà impossibile poter tornare indietro.

L’Italia e il caffè…. una lunga storia

L’aria di una città, la sua atmosfera, lo charme che la caratterizza è dato, in ogni luogo, non solo dagli edifici e dalle strade, dai monumenti e dall’architettura o dalla pianta urbanistica adottata, ma anche e soprattutto dalla vita e dagli ammassi di persone che queste mura sanno abitare, da quei tratti caratteristici che fanno riconoscere lo “stile” di un paese senza essere, in fondo, così particolari…Si tratta di un tessuto cittadino, fatto di scorci e di tradizioni, di sapori e di odori, di suoni e di colori… difficile da cogliere, se si è distratti, difficile da preservare se si è frettolosi o troppo incautamente modernisti.Di questo tessuto fanno parte a buon diritto le attività e i negozi che da decenni caratterizzano la città, che creano punti di riferimento, punti d’incontro e di appuntamento, certezze incrollabili… finché restano aperti. Ne fanno certamente parte i Caffè e la loro storia italiana. realtà profondamente legate visto che nel 1615 il caffè fu introdotto in Europa proprio dai commercianti veneziani che lo importavano dall’Oriente.Per questo motivo Venezia fu la prima città italiana ad assaporare il gusto del caffè e divenne la patria delle prime “Botteghe del caffè” tra cui il celebre Oltre a questo storico locale sulla piazza si affacciano altre due caffetterie storiche, il Caffè Lavena frequentato da musicisti come Wagner e Liszt e il Gran Caffè Quadri amato da Lord Byron. Dopo Venezia la moda di bere “l’acqua negra bollente” si diffuse nelle principali città italiane dove si aprirono caffetterie frequentate da politici, scrittori e filosofi.tra queste Torino che vanta un buon numero di questi caffè storici che ancora oggi conservano intatto il loro fascino e che erano teatro soprattutto della vita politica cittadina. Trieste ha un rapporto profondo con questa bevanda sia perché accoglie alcuni tra i più suggestivi caffè storici italiani, sia perché è la patria di una grande realtà del settore come Illy che tra le numerose iniziative per promuovere la cultura del caffè ha istituito anche l”Università del caffè” Padova non può mancare nella lista delle “città del caffè” per il suo celebre Pedrocchi il caffè senza porte che Stendhal definì il “migliore d’Italia” e che oggi è ritornato agli antichi splendori Firenze è una tappa interessante di questo itinerario italiano al sapore di caffè grazie al Gran Caffè Giubbe Rosse che deve il proprio nome alle divise fiammanti dei camerieri secondo lo stile viennese. Roma considera il Caffè Greco a pochi passi da Piazza di Spagna, uno dei simboli del proprio fascino eterno. Napoli vive la propria identità in simbiosi profonda con il caffè, una bevanda di culto celebrata da canzoni, film, grandi interpreti come Edoardo de Filippo e Totò. Eppure qui il caffè si diffuse solo nell’800 con la comparsa dei “caffettieri”, venditori ambulanti che giravano le strade all’alba portando contenitori pieni di caffè e un cesto con zucchero e tazzine.

 

 

Ceste e cestini

In principio utilizzati solo per raccogliere la biancheria sporca e relegate nel bagno di servizio, hanno acquistato nel tempo grande valore decorativo e invaso ogni ambiente della casa’ stiamo parlando delle ceste di vimini. Grandi, piccole, rettangolari o dalla classica forma avvolgente. In realtà  però, se torniamo ancora più in dietro nel tempo, ci accorgeremo che già  in un passato remoto la cesta assolveva a diverse funzioni da quella di culla a quella di porta legna, oggi, oltre ai numerosi utilizzi pratici, si aggiunge il fattore decorativo da non sottovalutare. Dunque ecco dei suggerimenti per utilizzare le ceste nell’arredamento delle nostre case: possono diventare dei contenitori, semplici eppure affascinanti: portabiancheria in bagno, un contenitore per riporre cuscini e coperte in salotto o camera da letto; portariviste, ombrelli, giocattoli o contenitori utili a contenere qualsiasi cosa vi occorra. Le ceste non sono solo quelle classiche color corda ce ne sono anche di creative nelle forme e nelle fantasie. Comodi contenitori per la cucina al corridoio. Per ricreare questa composizione è perfetto anche il cestino fatto a mano con allacciatura in pelle per bici che trovate Romantiche, rustiche e dal sapore antico quelle naturali, magari foderate con un tessuto a quadretti o un pizzo sangallo, ma anche moderne, minimali e colorate. Potete trasformare le vostre vecchie ceste o borse di paglia, rendendole super contemporanee, dipingendole semplicemente a metà  del colore che preferite. Questo tipo di contenitori sono facilmente reperibili in qualsiasi forma e dimensione ed offrono tante soluzioni di utilizzo le cestine squadrate, di varie dimensioni, possono diventare comodissimi cassetti ed andare a completare ed arricchire mobili che già  abbiamo o anche una semplice struttura che con il nostro tocco personale diventerà  speciale. Un cassetto in più fa sempre comodo in cucina come in bagno o in corridoio, possono servire ad organizzare la cabina armadio, la libreria o la credenza e creare dei cassetti anche dove non ci sono!

Primavera chiama…. pranzo al sacco e pic nic.

Il binomio inseparabile si accende nella nostra mente già durante le prime giornate di sole, mentre la natura si risveglia dall’inverno e gli alberi si rivestono di nuove foglie e colori. È giunto dunque il momento di tirar fuori dall’armadio il cestino da pic nic e riempirlo con tante leccornie, senza dimenticare coperta su cui stendersi, bevande e attrezzatura. Ecco una mini guida al perfetto pranzo al sacco. Bevande. Il pranzo al sacco è il pasto che si associa a pause primaverili fuori dall’ufficio, ma anche a scampagnate e camminate in montagna. Qualunque sia il percorso scelto, ricordatevi prima di tutto di procurarvi da bere. Specie se il pic nic sarà la ricompensa di una lunga scarpinata, i liquidi sono indispensabili. Mettete nella borsa acqua, ma anche succhi di frutta o e infusi. Se vi preparate a uno sforzo fisico, inserite nel menu anche una bottiglietta di integratore con sali minerali Passiamo alle portate principali. Oltre ai tradizionali panini da farcire con ciò che amate di più, i menu dei pic-nic di primavera possono essere molto vari e poco noiosi. Le torte rustiche sono l’ideale, così come il ciambellone salato e le frittate. Per dare un po’ di colore al pranzo al sacco potete creare delle gustose girelle di pasta sfoglia al gusto di pizza oppure puntare su polpette di spinaci, ceci o zucchine. Meglio preferire piatti asciutti, senza sugo, in modo da non sporcare tutto al primo cedimento dei contenitori. Deciso il menu, non vi resta che preparare il cestino. Ma per trasportare le pietanze in sicurezza, evitando sversamento di briciole e liquidi, è importante munirsi dei giusti contenitori. Se avete qualche pietanza che ha bisogno di rimanere fresca, munitevi di borsa termica. Si può scegliere tra box in plastica oppure contenitori in alluminio. Per gli amanti della cucina giapponese, si può riporre sushi, sashimi e riso in un elegante bento. Cestino da pic nic. Nel cestino non dimenticate una coperta da stendere, se preferite mangiare seduti su un prato oppure munitevi di uno sgabellino pieghevole. Naturalmente non possono mancare posate, bicchieri e qualche tovagliolo, nonché un paio di salviette rinfrescanti per pulirsi le mani prima e dopo aver mangiato..

Il pandano

Il pandano è una pianta erbacea tropicale che viene usata abitualmente come erba aromatica nella cucina indonesiana, thailandese, vietnamita e malesiana. Il suo portamento è di arbusto o anche di albero che può crescere sino a 20 metri a seconda del clima e della varietà. Il suo ambiente ottimale è nella fascia tropicale tra l’Asia, l’Africa e l’Oceania dove trova un clima caldo umido adatto al suo sviluppo. In questi ambienti il padano cresce spontaneamente La particolarità di questa pianta oltre al suo interessante sapore dolce che viene paragonato alla mandorla e al gusto di vaniglia, sono le sue molte proprietà salutari. Infatti, il pandano viene usato a per ridurre lo stress ma è anche un ottimo rimedio per intervenire in caso di problemi alla pelle come punture di insetto e bruciature anche solari. Questa erba oltre al suo uso tradizionale sia in cucina che in medicina orientale è anche sempre più conosciuta in America e in Europa. La varietà Pandanus Amaryllifolius ha le foglie lunghe, verdi e brillanti proprio adatte per le preparazioni in cucina sia per gli involtini con riso o pollo ma anche con pesce e gamberi.Anche i dessert e i drink sono ottimi con il pandano grazie al suo sapore delicato, profumato e leggermente vanigliato che è perfetto per accompagnare sia i piatti salati che dolci.In Thailandia sono tradizionali le polpette di riso al padano ripiene e fritte come anche il pollo in foglie di pandano.In India dal pandanus fascicularis viene estratto un olio essenziale chiamato kewra che è utilizzato in cucina. In Asia le foglie di pandano sono poi utilizzate per aromatizzare le bevande come quelle a base di latte di cocco oppure sono aggiunte al riso basmati e al the al gelsomino ai quali dona un gusto delizioso. Le sue foglie spesso vengono intrecciate a cesto ed utilizzate come contenitore aromatizzante per la cottura del cibo in questo modo rilascia il suo delicato sapore alle pietanze.Il pandano viene utilizzato anche per la salute soprattutto come tisana nella preparazione di infusi grazie alle proprietà delle sue foglie che alleviano il mal di testa e l’ansia di origine stressogena. Un altro uso del padano è come colorante alimentare per donare al cibo e alle bevande un tono verde grazie alla clorofilla che contiene. Inoltre il pandano ha altri usi come la l’utilizzo della fibra contenuta nelle foglie che dopo una lavorazione specifica diventa ottima per produrre corde, cesti, reti, stuoie, cappelli e altri oggetti di uso comune.

 

Un lavello sempre splendente

La pulizia del lavello e del piano lavoro in cucina sono fondamentali per l’ordine e l’igiene di questo ambiente. Si tratta di una delle stanze abitualmente più vissute della casa, specie in famiglie con bambini. Ecco perché non va sottovalutata l’importanza di una corretta igiene quotidiana. Naturalmente, se la cucina è a vista con un’altra stanza, entra in gioco anche un discorso di ordine ed estetica. Non c’è nulla di peggiore di un angolo cottura sporco quando si entra in casa. Oltre alla vista, le conseguenze negative sono anche sull’olfatto. I residui di cibo emettono infatti cattivi odori, che si propagano velocemente per tutta la stanza. La corretta pulizia del lavello non implica un grande sforzo ed olio di gomito, ma sicuramente la costanza. Il modo migliore per non trovarsi a lottare con incrostazioni e sporco ostinato, è quello di pulirlo sempre. Per “sempre” intendiamo ogni volta che si maneggiamo cibi o si lavano i piatti. I residui di cibo, infatti, sono la causa principale di batteri, sporco ostinato e cattivi odori. Ovviamente, se facciamo un caffè e cade qualche goccia sulla superficie del lavello, possiamo sciacquare e passare una pezza umida. Ma se invece impastiamo o cuciniamo del cibo, specialmente carne e pesce crudi, è necessario usare un detergente prima possibile. Sul lavello vanno prima eliminati tutti i residui di cibo. I pezzi più grandi vanno presi e gettati nel cestino della spazzatura, onde evitare che si intasi lo scarico. Poi, è bene passare una spugna bagnata per eliminare grossolanamente i liquidi. A questo punto, utilizziamo dei  detergenti. Sono molto efficaci i noti sgrassatori, spesso dotati di antibatterici. Per gli amanti dei prodotti naturali, si può anche utilizzare l’aceto e il bicarbonato. O, ancora, la candeggina diluita con acqua e, un paio di volte a settimana, è bene anche usare un anticalcare. Dopo aver insaponato tutta la superficie e rimosso con cura macchie e residui, possiamo risciacquare. Passiamo infine all’asciugatura con un panno bagnato ma ben strizzato. Il lavello sarà pulito, splendente, e soprattutto igienizzato.

 

Fiorista trasforma i cestini

Da qualche tempo, le strade di New York sono un po’ più colorate, grazie a Lewis Miller, che trasforma i cestini in belle composizioni floreali che danno un tocco completamente diverso alla città. I fioristi usano fiori recuperati al termine di matrimoni ed altri eventi, quando di solito verrebbero mandati al macero. I fiori prendono così nuova vita, con una sorta di rivincita della natura, con i fiori che rimpiazzano la spazzatura. E in più l’abilità di Miller nel costruire le composizioni floreali. Tutto è iniziato quando Miller e il suo team hanno usato 2.000 fiori per decorare il memoriale di John Lennon a Central Park, creando una “psichedelica aureola colorata”. L’iniziativa ha riscosso grande successo, e così Miller ha deciso di portare avanti la cosa, come omaggio alla città a cui è fortemente affezionato. “Sono i nostri fiori per New York”, spiega una collaboratrice di Miller. “Questo è il messaggio: regalare fiori ai newyorchesi per nient’altro che farli sorridere. Se uno è mattiniero può capitare che ci veda mentre prepariamo i fiori, e ci chieda per cosa sono. Noi rispondiamo ‘Sono per te’. Non ci credono, e rimangono increduli