Ceste e cestini

In principio utilizzati solo per raccogliere la biancheria sporca e relegate nel bagno di servizio, hanno acquistato nel tempo grande valore decorativo e invaso ogni ambiente della casa’ stiamo parlando delle ceste di vimini. Grandi, piccole, rettangolari o dalla classica forma avvolgente. In realtà  però, se torniamo ancora più in dietro nel tempo, ci accorgeremo che già  in un passato remoto la cesta assolveva a diverse funzioni da quella di culla a quella di porta legna, oggi, oltre ai numerosi utilizzi pratici, si aggiunge il fattore decorativo da non sottovalutare. Dunque ecco dei suggerimenti per utilizzare le ceste nell’arredamento delle nostre case: possono diventare dei contenitori, semplici eppure affascinanti: portabiancheria in bagno, un contenitore per riporre cuscini e coperte in salotto o camera da letto; portariviste, ombrelli, giocattoli o contenitori utili a contenere qualsiasi cosa vi occorra. Le ceste non sono solo quelle classiche color corda ce ne sono anche di creative nelle forme e nelle fantasie. Comodi contenitori per la cucina al corridoio. Per ricreare questa composizione è perfetto anche il cestino fatto a mano con allacciatura in pelle per bici che trovate Romantiche, rustiche e dal sapore antico quelle naturali, magari foderate con un tessuto a quadretti o un pizzo sangallo, ma anche moderne, minimali e colorate. Potete trasformare le vostre vecchie ceste o borse di paglia, rendendole super contemporanee, dipingendole semplicemente a metà  del colore che preferite. Questo tipo di contenitori sono facilmente reperibili in qualsiasi forma e dimensione ed offrono tante soluzioni di utilizzo le cestine squadrate, di varie dimensioni, possono diventare comodissimi cassetti ed andare a completare ed arricchire mobili che già  abbiamo o anche una semplice struttura che con il nostro tocco personale diventerà  speciale. Un cassetto in più fa sempre comodo in cucina come in bagno o in corridoio, possono servire ad organizzare la cabina armadio, la libreria o la credenza e creare dei cassetti anche dove non ci sono!

Primavera chiama…. pranzo al sacco e pic nic.

Il binomio inseparabile si accende nella nostra mente già durante le prime giornate di sole, mentre la natura si risveglia dall’inverno e gli alberi si rivestono di nuove foglie e colori. È giunto dunque il momento di tirar fuori dall’armadio il cestino da pic nic e riempirlo con tante leccornie, senza dimenticare coperta su cui stendersi, bevande e attrezzatura. Ecco una mini guida al perfetto pranzo al sacco. Bevande. Il pranzo al sacco è il pasto che si associa a pause primaverili fuori dall’ufficio, ma anche a scampagnate e camminate in montagna. Qualunque sia il percorso scelto, ricordatevi prima di tutto di procurarvi da bere. Specie se il pic nic sarà la ricompensa di una lunga scarpinata, i liquidi sono indispensabili. Mettete nella borsa acqua, ma anche succhi di frutta o e infusi. Se vi preparate a uno sforzo fisico, inserite nel menu anche una bottiglietta di integratore con sali minerali Passiamo alle portate principali. Oltre ai tradizionali panini da farcire con ciò che amate di più, i menu dei pic-nic di primavera possono essere molto vari e poco noiosi. Le torte rustiche sono l’ideale, così come il ciambellone salato e le frittate. Per dare un po’ di colore al pranzo al sacco potete creare delle gustose girelle di pasta sfoglia al gusto di pizza oppure puntare su polpette di spinaci, ceci o zucchine. Meglio preferire piatti asciutti, senza sugo, in modo da non sporcare tutto al primo cedimento dei contenitori. Deciso il menu, non vi resta che preparare il cestino. Ma per trasportare le pietanze in sicurezza, evitando sversamento di briciole e liquidi, è importante munirsi dei giusti contenitori. Se avete qualche pietanza che ha bisogno di rimanere fresca, munitevi di borsa termica. Si può scegliere tra box in plastica oppure contenitori in alluminio. Per gli amanti della cucina giapponese, si può riporre sushi, sashimi e riso in un elegante bento. Cestino da pic nic. Nel cestino non dimenticate una coperta da stendere, se preferite mangiare seduti su un prato oppure munitevi di uno sgabellino pieghevole. Naturalmente non possono mancare posate, bicchieri e qualche tovagliolo, nonché un paio di salviette rinfrescanti per pulirsi le mani prima e dopo aver mangiato..

Il pandano

Il pandano è una pianta erbacea tropicale che viene usata abitualmente come erba aromatica nella cucina indonesiana, thailandese, vietnamita e malesiana. Il suo portamento è di arbusto o anche di albero che può crescere sino a 20 metri a seconda del clima e della varietà. Il suo ambiente ottimale è nella fascia tropicale tra l’Asia, l’Africa e l’Oceania dove trova un clima caldo umido adatto al suo sviluppo. In questi ambienti il padano cresce spontaneamente La particolarità di questa pianta oltre al suo interessante sapore dolce che viene paragonato alla mandorla e al gusto di vaniglia, sono le sue molte proprietà salutari. Infatti, il pandano viene usato a per ridurre lo stress ma è anche un ottimo rimedio per intervenire in caso di problemi alla pelle come punture di insetto e bruciature anche solari. Questa erba oltre al suo uso tradizionale sia in cucina che in medicina orientale è anche sempre più conosciuta in America e in Europa. La varietà Pandanus Amaryllifolius ha le foglie lunghe, verdi e brillanti proprio adatte per le preparazioni in cucina sia per gli involtini con riso o pollo ma anche con pesce e gamberi.Anche i dessert e i drink sono ottimi con il pandano grazie al suo sapore delicato, profumato e leggermente vanigliato che è perfetto per accompagnare sia i piatti salati che dolci.In Thailandia sono tradizionali le polpette di riso al padano ripiene e fritte come anche il pollo in foglie di pandano.In India dal pandanus fascicularis viene estratto un olio essenziale chiamato kewra che è utilizzato in cucina. In Asia le foglie di pandano sono poi utilizzate per aromatizzare le bevande come quelle a base di latte di cocco oppure sono aggiunte al riso basmati e al the al gelsomino ai quali dona un gusto delizioso. Le sue foglie spesso vengono intrecciate a cesto ed utilizzate come contenitore aromatizzante per la cottura del cibo in questo modo rilascia il suo delicato sapore alle pietanze.Il pandano viene utilizzato anche per la salute soprattutto come tisana nella preparazione di infusi grazie alle proprietà delle sue foglie che alleviano il mal di testa e l’ansia di origine stressogena. Un altro uso del padano è come colorante alimentare per donare al cibo e alle bevande un tono verde grazie alla clorofilla che contiene. Inoltre il pandano ha altri usi come la l’utilizzo della fibra contenuta nelle foglie che dopo una lavorazione specifica diventa ottima per produrre corde, cesti, reti, stuoie, cappelli e altri oggetti di uso comune.

 

Un lavello sempre splendente

La pulizia del lavello e del piano lavoro in cucina sono fondamentali per l’ordine e l’igiene di questo ambiente. Si tratta di una delle stanze abitualmente più vissute della casa, specie in famiglie con bambini. Ecco perché non va sottovalutata l’importanza di una corretta igiene quotidiana. Naturalmente, se la cucina è a vista con un’altra stanza, entra in gioco anche un discorso di ordine ed estetica. Non c’è nulla di peggiore di un angolo cottura sporco quando si entra in casa. Oltre alla vista, le conseguenze negative sono anche sull’olfatto. I residui di cibo emettono infatti cattivi odori, che si propagano velocemente per tutta la stanza. La corretta pulizia del lavello non implica un grande sforzo ed olio di gomito, ma sicuramente la costanza. Il modo migliore per non trovarsi a lottare con incrostazioni e sporco ostinato, è quello di pulirlo sempre. Per “sempre” intendiamo ogni volta che si maneggiamo cibi o si lavano i piatti. I residui di cibo, infatti, sono la causa principale di batteri, sporco ostinato e cattivi odori. Ovviamente, se facciamo un caffè e cade qualche goccia sulla superficie del lavello, possiamo sciacquare e passare una pezza umida. Ma se invece impastiamo o cuciniamo del cibo, specialmente carne e pesce crudi, è necessario usare un detergente prima possibile. Sul lavello vanno prima eliminati tutti i residui di cibo. I pezzi più grandi vanno presi e gettati nel cestino della spazzatura, onde evitare che si intasi lo scarico. Poi, è bene passare una spugna bagnata per eliminare grossolanamente i liquidi. A questo punto, utilizziamo dei  detergenti. Sono molto efficaci i noti sgrassatori, spesso dotati di antibatterici. Per gli amanti dei prodotti naturali, si può anche utilizzare l’aceto e il bicarbonato. O, ancora, la candeggina diluita con acqua e, un paio di volte a settimana, è bene anche usare un anticalcare. Dopo aver insaponato tutta la superficie e rimosso con cura macchie e residui, possiamo risciacquare. Passiamo infine all’asciugatura con un panno bagnato ma ben strizzato. Il lavello sarà pulito, splendente, e soprattutto igienizzato.

 

Fiorista trasforma i cestini

Da qualche tempo, le strade di New York sono un po’ più colorate, grazie a Lewis Miller, che trasforma i cestini in belle composizioni floreali che danno un tocco completamente diverso alla città. I fioristi usano fiori recuperati al termine di matrimoni ed altri eventi, quando di solito verrebbero mandati al macero. I fiori prendono così nuova vita, con una sorta di rivincita della natura, con i fiori che rimpiazzano la spazzatura. E in più l’abilità di Miller nel costruire le composizioni floreali. Tutto è iniziato quando Miller e il suo team hanno usato 2.000 fiori per decorare il memoriale di John Lennon a Central Park, creando una “psichedelica aureola colorata”. L’iniziativa ha riscosso grande successo, e così Miller ha deciso di portare avanti la cosa, come omaggio alla città a cui è fortemente affezionato. “Sono i nostri fiori per New York”, spiega una collaboratrice di Miller. “Questo è il messaggio: regalare fiori ai newyorchesi per nient’altro che farli sorridere. Se uno è mattiniero può capitare che ci veda mentre prepariamo i fiori, e ci chieda per cosa sono. Noi rispondiamo ‘Sono per te’. Non ci credono, e rimangono increduli

Il lavaggio del bucato

Il lavaggio del bucato in lavatrice è molto comodo, ma a volte può capitare di tirar fuori dall’oblò panni ristretti, scoloriti o danneggiati. Bisogna quindi utilizzare varie astuzie per evitare che ciò accada. Una volta acquistati, per evitare di ritrovarci nel cassetto  panni ristretti o scoloriti, bisogna esaminare bene le etichette. In generale, procediamo molto cauti soprattutto al primo lavaggio, per verificare la resa del capo. Bisogna fare attenzione anzitutto agli indumenti di colori vivaci e brillanti, che solitamente sono i più propensi a scolorirsi. In particolare il rosso, ma anche il blu e il verde acceso sono le tinte più instabili Proprio per questo non andrebbero lavati con gli altri vestiti di colori diversi, soprattutto più chiari. La separazione dei carichi è fondamentale per tutelare i colori dei tessuti, è buona abitudine   tenere i capi da lavare in un cesto portabiancheria già separati. Altre accortezze che si possono utilizzare sono l’impiego dei fogli acchiappa-colore e l’utilizzo di detersivi specifici. A proposito dei detersivi, essendo molto più efficaci di quelli di un tempo, spesso non richiedono l’utilizzo di acqua calda. Favorendo l’acqua fredda, infatti, si rischia meno sia in termini di cura del colore che si possibilità di ritrovarsi panni ristretti. Una sempre valida alternativa in caso di dubbio per capi particolarmente delicati, resta il buon vecchio bucato a mano Per giacche e pantaloni in generale, occorre chiudere tutte le cerniere e i bottoni prima di mettere in lavatrice. E’ consigliabile inoltre lavare sempre i capi al rovescio, per scongiurare eventuali lesioni sulla superficie esterna visibile.

Porcini

Tra i funghi più amati ci sono loro, i mitici porcini: caratterizzati da un cappello carnoso, che può raggiungere un ragguardevole diametro anche 30 cm, hanno un gambo robusto e un gusto inconfondibile. Sono presenti in numerose tipologie e nascono prevalentemente in boschi di conifere e latifoglie, soprattutto ai piedi di querce, castagni e faggi. L’autunno è il la stagione per eccellenza dei funghi, grazie al clima spesso piovoso e umido. Sono il motore trainante di centinaia di persone che cesto alla mano, approfittano in questo periodo per andare a fare una passeggiata nel bosco alla ricerca di queste prelibatezze Alcune semplici regole di base: i porcini vanno raccolti soltanto in condizioni di sicurezza, non improvvisatevi esperti di funghi se non lo siete. Comprateli preferibilmente nella stagione giusta. Ora sappiamo distinguerli, ma…come si puliscono?La cosa fondamentale è non bagnarli in acqua, per non rovinare la riuscita in cottura.Una volta raccolti vanno puliti eliminando con un coltellino la parte finale del gambo e la primissima superficie, spennellando via le tracce di terra.Poi si può procedere con lo staccare la testa del fungo, ruotandola delicatamente e scavando poi nella giuntura per eliminare altre tracce di terra. Infine, conviene passare la superficie del fungo con un panno umido per eliminare gli ultimi residui. E ora sono pronti per essere cucinati! Puliteli molto, ma cuoceteli poco: è importante, sia per questioni organolettiche, sia igieniche, eliminare tutto il terriccio e le impurità. Allo stesso tempo, eccedere nella cottura li farà diventare troppo gommosi e viscidi: se ci volete fare il risotto, non metteteli subito nella pentola. Saltateli per 3 minuti in un tegame a parte con qualche erba aromatica e uniteli al risotto negli ultimi 3 minuti di cottura. Altrimenti gustateli Fritti in abbondante olio di oliva sono una squisitezza…