Il comparto etnico e il flexitariano.

Chiunque si sia mai pubblicamente dichiarato ‘flexitariano’ sarà ormai abituato agli scettici pronti a marchiarti come vegetariano incerto, o solo come uno che vuole le capre e pure i cavoli.E tuttavia ora che il flexitarianismo cioè l’alimentazione semivegetariana di chi, di tanto in tanto, mangia anche carne e pesce sta diventando di moda Quorn Foods attribuisce il 19% della propria crescita nella prima metà del 2018 a questa dieta  sembra il momento giusto per prenderla più seriamente. Allora arriva  l’Arepa. Questa graziosa formella di pane di mais venezuelano, da farcire con condimenti a piacere, che potrebbe diventare il nuovo street food più amato in Italia ! E che anche i flexitariani l’hanno già inserita nella loro dieta trasversale.

Non sempre le insalate sono piatti leggeri

Per quelli che pensano di scampare mangiando dei bei piatti di insalate, anche loro possono andare incontro a piccoli errori” e abbinamenti sbagliati. Infatti, se un’insalata mista, di per sé, rappresenta un piatto fresco, rapido e gustoso, prepararla in maniera bilanciata e che ci consenta anche di digerirla velocemente, non è alquanto semplice. Prepararla a casa e portarla in spiaggia è sempre la scelta migliore, infatti quando la si compra in supermercato oppure la ordiniamo scegliendo noi come comporla, spesso ci possono essere due problemi: il primo è che non si conosce l’origine degli alimenti e il secondo è che, soprattutto quando le insalate sono componibili, si può arrivare a mangiare un piatto troppo calorico, pensando di fare una scelta sana! Un esempio? Quando abbiamo la possibilità di scegliere come vogliamo condire la nostra insalata, spesso cominciamo ad aggiungere insieme latticini, (grassi)carne o pesce (proteine animali), semi e bacche di vario tipo (grassi), quinoa, fagioli o altri cereali (carboidrati complessi), frutta (carboidrati semplici) e, infine, aggiungiamo olio (grassi) o altre salse che di certo non possono definirsi sane.Tutto e troppo. Quello che dovrebbe essere un piatto semplice e di rapida digestione diviene altamente calorico e molto laborioso da gestire per il nostro stomaco; andare quindi a fare il bagno al mare subito dopo potrebbe non essere una buona idea.

La bistecca alla Fiorentina

La Bistecca alla Fiorentina è un piatto amatissimo, estremamente rappresentativo di Firenze e dell’intera Toscana. Il termine bistecca è nato proprio a Firenze, nel ‘500. Alcuni inglesi, in città per concludere affari, assaggiarono le carbonate fette di vitellone cotte sulla brace, servite in piazza San Lorenzo durante una festa popolare. Gradirono moltissimo quel piatto, e iniziarono a dire a gran voce Beef Steak! che in inglese significa Bistecca di manzo per chiederne ancora. Nel chiasso della festa quel richiamo divertì i presenti, che nel ripeterlo storpiarono i termini inglesi trasformandoli nella parola italiana bistecca. La bistecca è un vero e proprio salva cena: veloce, dà piacere, è semplice e piace a tutti gli amanti della carne. Spesso viene considerato anche un piatto facile e in effetti lo è, ma per cuocere la bistecca perfetta non si possono non seguire alcuni piccoli accorgimenti indispensabili, assicuratevi di cuocere la vostra bistecca  non fredda di frigo, ma a temperatura ambiente  su carboni ardenti o griglia rovente, le bistecche vanno asciugate con della carta da cucina per ottenere una bistecca perfetta, la carne vada girata una sola volta senza mai forarla.Per una bistecca perfetta è fondamentale ciò che succede dopo la cottura: 5-10 minuti in cui la carne viene fatta riposare coperta,in modo che succhi e sapori si ridistribuiscano all’interno anche se  sappiamo che il profumino è irresistibile, non fatevi mancare un buon olio d’oliva e… buon appetito!

 

Consigli per una grigliata perfetta

La bella stagione fa desiderare di stare all’aperto. Mangiare in giardino o sul terrazzo è un piacere. Cuocere i cibi sul barbecue è una vera arte! Il metodo dipende da cosa si usa per realizzare le braci. Ecco alcuni suggerimenti Metti la carbonella sul fondo del barbecue e con i candelotti o con dei fiammiferi lunghi accendi e lascia bruciare fino a quando si formerà la cenere superficiale. Procedi così: poni nella parte bassa del braciere della carta giornale e dei legnetti, quindi sopra fai una piramide con la carbonella; accendi il fuoco da sotto provoca un po di ventilazione Dopo un quarto d’ora distribuisci bene la carbonella in modo che non tocchi la griglia. Le braci sono pronte in circa 45 minuti. Prima di usarla, controlla che la griglia sia pulita e rimuovi eventuali incrostazioni. Usa il grembiule: non è solo una questione estetica! Proteggi le mani con i guanti e usa accessori in acciaio specifici per il barbecue.Le regole per la cottura perfetta Metti il cibo sulla griglia solo quando le braci sono pronte. Ungi i cibi, non la griglia. Fai cuocere molto bene il primo lato: il secondo sarà pronto in un tempo più breve e potrai insaporirlo con spezie e aromi senza che si brucino. Per le verdure usa una griglia grande, in modo da cuocerle tutte insieme Se vuoi stupire gli ospiti, usa degli spiedini alternativi: al posto dei ‘bastoncini’ metallici puoi usare dei rametti di rosmarino ai quali avrai tolto gli aghi così in più profumerai la carne. Per ‘infilzare’ pesce e crostacei, invece, puoi usare i bastoncini di lemon grass Vuoi cuocere le patate e altre verdure direttamente nella cenere? Non togliere la buccia! Puliscila con una spazzola, avvolgi gli ortaggi nella stagnola e cucina nella brace. Marinare la carne prima della griglia abbassa del 90% gli elementi cancerogeni. Come si prepara? 4 cucchiai di olio extra vergine  di oliva, 4 di vino, 4 di succo d’arancia, erbe aromatiche fresche tritate. Marinare da 30 minuti a 4 ore secondo il taglio della carne. Sulla griglia, gira spesso e non salare durante la cottura. Per evitare che si ‘incolli’ alla griglia, fai marinare il pesce prima di cuocerlo (1 cucchiaio di succo di limone, 3 cucchiai d’olio evo, sale, pepe nero e un trito di prezzemolo, rosmarino, salvia e aglio essiccato). Quando la pelle è croccante, è cotto!

Meglio non scongelare la carne nel microonde

Uno dei motivi per cui il microonde è particolarmente amato è la possibilità di scongelare rapidamente i cibi, specialmente la carne. Eppure, secondo una recente ricerca della Abertay University, dovremmo assolutamente evitare  di scongelare la carne nel forno a microonde, anche se questa pratica ci avvantaggia nel preparare ottimi  piatti all’ultimo minuto. A rivelarlo è stato il Prof Costas che ha condotto lo studio,lo studioso ha fornito utili informazioni. Ed ha corredato l’esposizione della sua tesi con una dimostrazione pratica. Il Daily Mail ha fornito un resoconto rivelando quale dovrebbe essere il sistema più sicuro per scongelare la carne.Il Prof Costas che ha condotto lo studio, ha spiegato che i metodi più utilizzati per scongelare la carne sono anche i meno sicuri. Molti, infatti, ricorrono al forno a microonde. E molti altri, invece, hanno l’abitudine di lasciarla sul piano della cucina a temperatura ambiente. Entrambi i metodi sembrano, però, essere dannosi perchè favoriscono la proliferazione dei batteri sugli alimenti scongelati. Tra i quali non mancano gli E. Coli. E’, dunque, importante sempre seguire le istruzioni per lo scongelamento riportate sulle etichette dei prodotti. In ogni caso, per poter mangiare la carne con tranquillità, il consiglio è quello di scongelarla all’interno del frigorifero. In questo modo la temperatura fredda potrà rallentare la formazione dei batteri. A sostegno della sua tesi il Prof Costas ha effettuato una piccola dimostrazione. Ha, infatti, analizzato la quantità di microrganismi formatisi a  seguito di scongelamento a temperatura ambiente e in frigorifero. Sulla carne che era rimasta sul piano della cucina si erano sviluppati il doppio dei batteri. A conclusione dell’esposizione dei risultati della ricerca, il professore ha fornito altre importanti informazioni. Inannzitutto ha spiegato che è possibile congelare il cibo cotto anche quando è stato già congelato da crudo. Ed ha, infine, spiegato che non bisognerebbe conservare gli alimenti per più di sei mesi nel congelatore.

L’ hamburger vegetariano che sembra carne

Il clone è il frutto del lavoro del dott. Patrick Brown,  e il suo segreto è stato l’Eme,  ovvero quella che si considera l’emoglobina delle piante. L’Eme si estrae dalle radici di piante, come  piselli e fagioli.Questa molecola  a seguito dell’attrazione dell’ossigeno, attraverso l’atomo di ferro contenuto, cambia colore divenendo rossa  come il sangue. Inoltre, se esposta  all’azione di zuccheri e aminoacidi, riesce anche a prendere il sapore dalla carne. L’Eme è la molecola che dà sapore alla carne. Ed è  il motivo per cui la carne rossa, che ne contiene quantità maggiori, ha un sapore più gustoso rispetto alla carne bianca. Dopo essere arrivati a replicare il gusto di carne, gli scienziati hanno fatto in modo che l’alimento ricordasse il più possibile ad un hamburger vero. Hanno lavorato, dunque, per replicare i tessuti, i grassi e le fibre muscolari di origine animale. L’obiettivo era quello di ottenere un alimento simile  sia nel  gusto che nell’aspetto, poiché finora tutte le riproduzioni a base di tofu e seitan non sono all’altezza di quanto offrono. L’hamburger vegetale, dunque è stato ideato per soddisfare sia chi non riesce a smettere di mangiare carne sia  coloro che già non la mangiano. Gli esperti, inoltre, evidenziano che la produzione di carne è causa di gravissimi impatti negativi sull’ambiente, senza contare poi  gli effetti  per la salute spinti da un consumo eccessivo. La produzione di carne ha effetti ambientali terribilmente distruttivi, inoltre, molti scienziati e medici credono che sia intrinsecamente malsano mangiare carne, devono quindi reinventare un intero sistema per la produzione del cibo, puntando su prodotti come la frutta e la verdura. E il risultato finale è stato quindi un prodotto incredibilmente delizioso che può competere con esito positivo contro un prodotto che la gente ha amato per migliaia di anni. Per quanto riguarda i costi il nuovo alimento è ancora abbastanza caro: circa 20 dollari ad hamburger.

La o il Wok

La o il Wok è un tipo di padella semisferica fonda, originariamente in ghisa o in ferro, utilizzata in molti Paesi Asiatici e icona della cucina Cinese, infatti è dalla Cina che viene il suo significato: “Pentola di Cottura”. Il suo punto di forza è la versatilità: i i cinesi la utilizzano per qualsiasi tipo di cottura, da quella al vapore alla frittura, ma anche per saltare, sfumare, brasare e per ridurre le salse. Nella frittura a immersione il Wok è molto indicato per la sua forma, che permette di utilizzare scarse quantità d’olio arrivando subito a temperature elevate. Alcuni Wok sono dotati di griglia incastratile sul bordo della padella, ciò permettere di riporre il cibo già fritto, così da farlo scolare e mantenerlo caldo per il tempo rimanente della frittura. La griglia viene utilizzata anche per la cottura al vapore: basta versare dell’acqua nel Wok  e impilare sopra i cestelli, la sua forma concava favorisce il formarsi del vapore, oppure collocare direttamente il cibo sulla griglia. L’affumicatura viene invece praticata collocando il carbone, coperto da segatura, nella padella al posto dell’acqua e adagiando i piccoli pezzetti di carne o pesce, prima aromatizzati in salamoia per qualche ora, sulla griglia. Per stufare carni e verdure, devi mettere piccole quantità d’olio, farlo riscaldare bene, versarvi gli ingredienti che vuoi cuocere e chiudere con un coperchio, in questo modo si formerà del vapore che unendosi con l’olio formerà ottimo liquido di cottura. Ma parliamo del tipo principale di cottura: la cottura al salto. Per questo tipo di cottura i cinesi utilizzano oli non propriamente oli nobili, come quello di arachidi o girasole. Basta metterne pochi cucchiai, ma ovviamente va benissimo anche il nostro olio extravergine di oliva. La tecnica utilizzata dai cuochi orientali si basa sul fatto che sia pesce, verdura o carne dev’essere sempre “in movimento”. Non bisogna, infatti, mai lasciarla nell’olio, ma occorre smuoverla continuamente o, se sei abbastanza abile, grazie al  “salto”. Ricorda: il cibo va mosso di continuo, trattenendone una parte sulla parete e cuocendo il tutto in modo rapido e veloce, così i sapori e gli odori si uniranno tra loro e il tutto si cuocerà in modo omogeneo.