Michel Nostredame meglio conosciuto come Nostradamus

Michel Nostredame conosciuto da tutti come Nostradamus era nato in Francia 1503 diventò medico e successivamente  si dedicò alla scrittura delle profezie. Molti ora sostengono che fosse un vero profeta, avendo predetto correttamente molti eventi accaduti dopo la sua morte, come la Rivoluzione Francese, il grande incendio di Londra, la prima guerra mondiale, l’ascesa di Hitler e Napoleone e anche i più recenti attacchi dell’11 settembre. Ed ora nella psicosi generale che indubbiamente cerca risposta, rispunta anche una sua profezia per quanto riguarda il Coronavirus. Nella quartina si legge: La grande peste nella città marittima non cesserà prima che morte sarà vendicata del giusto sangue per preso condannato innocente, della grande dama per simulato oltraggio”. Ovviamente a leggerla così l’unica parola che si potrebbe legare al Coronavirus, è quella di “peste”, ma ovviamente la traduzione da parte di chi sa “leggere” e interpretare queste quartine aderisce esattamente ai fatti che stanno sconvolgendo il mondo a causa di questo misterioso virus che provoca polmoniti mortali. Si parla di città marittima, ma Whuan è una cittadina che non sfocia sul mare, però chi ha tradotto questa quartina, associa “la città marittima” al fatto che il virus sia partito dal “mercato del pesce” della città cinese. Si sostiene anche che “la grande signora che viene menzionata, potrebbe essere l’ex ministro della sanità cinese Wu Yi, che era stato precedentemente nominato per affrontare il virus della SARS a prescindere dal fatto che le previsioni vengano sfruttate in maniera illusoria, la verità è che tutto ciò è molto inquietante. I seguaci credono fermamente che questo nuovo virus simile alla SARS sia una delle previsioni più spaventose fatte da Nostradamus, poiché sempre più persone sono colpite da questa piaga. Ma se fino a qui vi siete preoccupati, potete stare tranquilli, perché per il 2020 le previsioni di Nostradamus sono anche peggio.Viene infatti predetto anche il tentato assassinio di Donald Trump, una guerra in medio oriente,e le tensioni tra Iran e Stati Uniti non promettono bene ed infine anche un riferimento ad una nuova piaga oltre ad uno riconducibile a Papa Francesco come si legge nel seguente passaggio. Uno che né la peste, né l’acciaio sapevano come finire. La morte sulla cima delle colline colpita dal cielo: L’abate morirà quando vedrà la rovina. Quelli del relitto che desiderano afferrare la roccia. Per concludere nel migliore dei modi non dimentichiamo le previsioni sul cambiamento climatico, Il re rinuncerà alle foresta, il cielo si aprirà e i campi bruceranno per il calore”. Una frase che potrebbe profetizzare la distruzione della foresta amazzonica e l’assottigliamento dello strato di ozono..

 

Come difendersi dal caldo

L’estate è esplosa ormai da qualche settimana facendo registrare temperature record per uno dei mesi di giugno più caldi di sempre. Afa e umidità sono le cause che possono mettere a dura prova corpo, umore e testa. Più aumentano le temperature e più noi sudiamo, con la conseguente perdita di liquidi e sali minerali preziosi Luca Piretta, fornisce alcuni consigli utili per affrontare al meglio la calura estiva. La parola d’ordine, anche in estate, è bere molto per reintegrare i liquidi persi. «La disidratazione del corpo comporta un aumento della traspirazione, della sudorazione e della dispersione del calore Questo fa sì che l’organismo abbia bisogno di assumere liquidi in quantità maggiore Oltre al semplice bicchiere d’acqua, sono molti i modi in cui ci si può idratare. «Diversi alimenti contengono tantissima acqua: basti pensare ad alcuni tipi di frutta come il melone e il cocomero o a verdure come i cetrioli. muscolare come quella del cuore e per la funzionalità delle nostre cellule. Il potassio, inoltre, è importante per garantire un ph stabile del sangue: piccole variazioni possono avere effetti nocivi per l’organismo. Durante i mesi estivi c’è un altro problema che riguarda l’eccessiva calura ed è legato alla mancanza d’appetito e, di conseguenza, alla riduzione del corretto apporto idrico nell’organismo. «​E’ giusto mangiare meno in estate ma non troppo poco: occorre sempre agire con buon senso e garantire il giusto reintegro di nutrienti essenziali come zuccheri, grassi e proteine. Oltre ad una corretta idratazione e al mangiare i cibi giusti, ci sono altri rimedi pratici che possono alleviare gli effetti del caldo estivo: gli esperti consigliano in particolare di indossare indumenti leggeri, uscire di casa nelle ore meno calde, lavarsi con acqua tiepida, mantenere gli ambienti di casa e lavorativi sempre freschi. La sera godersi un po’ d’aria fresca facendosi cullare da una amaca o distendendosi su un comodo divano a far scorta delle frescure notturne per affrontare un nuovo giorno di caldo intenso

 

Giornata mondiale della Meteorologia,

Il 23 marzo si celebra la Giornata mondiale della Meteorologia, un’occasione per fare il punto sull’accuratezza delle previsioni meteo e su tutti quei mezzi tecnologici che, in futuro, potranno migliorare la loro precisione. La Giornata mondiale della Meteorologia 2019, come riporta il sito del World Meteorological, celebra il Sole e il suo ruolo fondamentale per la vita sulla Terra e per il benessere degli esseri viventi che la popolano, la nostra fonte di energia e motore del tempo meteorologico, delle correnti oceaniche e del ciclo idrologico. Situato a circa 150 milioni di chilometri dalla Terra, il sole è il cuore del nostro sistema solare e mantiene il nostro pianeta abbastanza caldo per permettere lo sviluppo della Vita. La stella madre del Sistema solare, emana un’energia preziosa per la salute dell’uomo, che influenza l’umore e il benessere della popolazione.Inoltre, dona agli abitanti della Terra un’energia potenzialmente in grado di diventare una delle principali fonti di elettricità.

Giornata mondiale dell’acqua

Oggi è la Giornata mondiale dell’Acqua 2019. Un buon modo di festeggiare è metterci alla prova sapete quanta acqua ci vuole per fare…… un chilogrammo di pomodori, di banane o di mele? Di mele. 822 litri, contro i 790 delle banane e i 214 dei pomodori, e ci vuole più acqua per fare una tazza (125 ml) di caffè, una tazza (250 ml) di , un bicchiere (125 ml) di vino o un boccale (250 ml) di birra? Per un bicchiere di vino (109 litri). Seguono il caffè (132), la birra (74) e il tè (27). Se il vino, però, viene prodotto in Italia o in Francia, Stati virtuosi, i litri dell’acqua consumata scendono a 90…Ci vuole più acqua per fare una T-shirt di cotone (250 grammi), un chilogrammo di pizza Margherita, o di datteri? Una T-shirt con di cotone (2.495 litri). A seguire, i datteri (2.277) e la pizza (1.737). L’acqua è un bene preziosissimo facciamo attenzione anche a  quanta ne sprechiamo nei nostri gesti quotidiani ad esempio quando ci laviamo i denti, quando facciamo il bagno o la doccia chiunque tu sia, ovunque tu sia, l’acqua è un tuo diritto. L’accesso all’acqua è alla base della salute pubblica ed è quindi fondamentale per lo sviluppo sostenibile e per un mondo stabile e prospero.

 

 

 

 

Niente più caffè e api

Entro il 2050 in America Latina l’88 percento del territorio adatto alla coltura del caffè andrà perso a causa dei cambiamenti climatici. Non solo. Nella stessa regione si registrerà anche un calo nel numero di specie di api, i principali insetti impollinatori delle piante del genere Coffea, dalle quali si estraggono i chicchi del caffè Sono gli angosciosi risultati di una ricerca dello Institute di Panama, alla quale hanno collaborato studiosi di vari enti I ricercatori dello Smithsonian, consigliano che benché il declino sia inevitabile, tra le cinque e le dieci specie di api riusciranno a sopravvivere anche negli scenari peggiori previsti dal modello matematico, salvaguardando così il salvataggio di almeno una parte delle coltivazioni nelle aree ‘superstiti. Per coloro che potrebbero perdere le colture di caffè e di conseguenza il lavoro nei prossimi decenni, gli studiosi consigliano di essere lungimiranti e di iniziare un graduale passaggio ad altre tipologie di piantagioni o a nuovi sistemi di produzione. Nelle aree in cui è previsto il declino maggiore delle api ma dove il terreno rimarrebbe adatto per il caffè, Roubik e colleghi indicano di agire sugli habitat per aumentare le popolazioni degli imenotteri. Piantando per esempio alberi alti, dato che diverse specie di Coffea, di origine africana, preferiscono la crescita all’ombra di grandi piante. Un altro consiglio è quello di tutelare le foreste naturali e pianificare una rotazione delle colture. Se si interviene con anticipo, molti produttori potrebbero dunque salvare il proprio prezioso business e noi non rischiare di  rimanere senza caffè!

Più zanzare meno orsi

Non c’è tregua per il nostro Pianeta. Come dimostra il dossier realizzato dal WWF, la situazione di generale difficoltà che piante e animali stanno vivendo, provocata dal riscaldamento di globale di cui siamo responsabili, non proclama nulla di buono per il futuro prossimo a cui stiamo andando incontro. L’innalzamento delle temperature ha portato, ad esempio, i pascoli d’alta quota a non avere il foraggio adatto alla nutrizione e quindi alla conservazione, Per una specie che diminuisce, ce ne sono altre però che continuano, purtroppo, a crescere mettendoci in pericolo. Il WWF fa sapere infatti che la Terra è ormai invasa da zanzare portatrici di varie patologie, ma anche da parassiti, come il punteruolo rosso che uccide le palme italiane, e da meduse, ormai onnipresenti nel mar Mediterraneo.A tutto ciò dobbiamo aggiungere la continua trasformazione dei ghiacciai che minaccia le specie alpine, come il leopardo delle nevi in Tibet, il pinguino Adelia in Antartide o l’Orso polare in Artico. Anche gli animali dei nostri mari non sono messi bene. Tra questi le balene, a causa dell’aumento delle temperature dell’Oceano Artico, si ritrovano con un numero maggiore di orche, loro principali predatrici. E ancora le barriere coralline che rischiano di scomparire entro il 2050 in seguito all’acidificazione degli oceani Per concludere, spiegano i responsabili del WWF, non possiamo scordare del rischio di danneggiare i cicli naturali, come fioriture e migrazioni.

L’ora della terra stasera alle 20:30

Earth Hour (Ora della Terra) è la grande mobilitazione globale del WWF che, partendo dal gesto simbolico di spegnere le luci per un’ora, unisce cittadini, istituzioni e imprese in una comune volontà di dare al mondo un futuro sostenibile e vincere la sfida del cambiamento climatico. È la dimostrazione che insieme si può fare una grande differenza. Dalla prima edizione del 2007, che ha coinvolto la sola città di Sidney, la grande ola di buio si è rapidamente propagata in ogni angolo del Pianeta, lasciando al buio piazze, strade e monumenti simbolo come il Colosseo, Piazza Navona, il Cristo Redentore di Rio, la Torre Eiffel, Il Ponte sul Bosforo e tanti altri luoghi simbolo, per manifestare insieme contro i cambiamenti climatici. E in Italia? Quest’anno sono oltre 400 i comuni coinvolti: centinaia di palazzi istituzionali, edifici e monumenti verranno spenti per un’ora per ricordare a tutti che quella contro i cambiamenti climatici è una battaglia che non possiamo permetterci di perdere! A Roma ci sarà l’evento principale sarà al museo delle Arti, ma in quello stesso momento, altri monumenti iconici del nostro Paese verranno spenti Sempre a Roma, a luci spente per il pianeta, ci saranno anche il Colosseo e la Basilica di San Pietro. In Toscana a Firenze al Piazzale Michelangelo, ore 20,30, sarà allestito un Osservatorio della volta celeste condotto dagli astronomi di Arcetri che, in collaborazione con l’Associazione Astronomica Amici di Arcetri, metteranno a disposizione dei visitatori i loro telescopi. Sempre al piazzale sono in programma una Milonga a lume di candela in collaborazione con la scuola di ballo Passion de Tango e un Punto di ristoro equosolidale in collaborazione con Il Villaggio dei Popoli e Altromercato Le giovani e le future generazioni hanno il diritto di ricevere in eredità un mondo pieno di vita e che non sia condannato a cambiamenti climatici catastrofici.