Il lockdown ha accelerato i cambiamenti

Un indagine di  Casa Doxa  fa un punto della situazione sulla trasformazione della casa in tempo di covid. Conferma che il lockdown ha accelerato cambiamenti già in atto, il vero banco di prova è stato la presenza contemporanea di tutti i componenti della famiglia nelle stesse fasce orarie: prima avveniva principalmente a cena o nelle ore serali. Dalla casa a ciclo continuo, vissuta durante l’intero arco della giornata ma in successione, siamo passati alla casa concomitante, tutti insieme appassionatamente. La convivenza forzata, dicono gli intervistati, ha avuto anche aspetti positivi, ma immancabilmente ha messo in luce le magagne. Più della metà delle famiglie italiane ha deciso di investire in migliorie, dall’organizzazione degli spazi il 20% agli arredi e complementi il 22%.Che forma prenderà la casa post-Covid? Un lungo articolo della rivista statunitense The Atlantic promuove una tesi suggestiva, ovvero che la pandemia, con la sua estetica dell’assenza strade deserte, scaffali vuoti al supermercato, niente rumori e della depersonalizzazione volti nascosti dalle mascherine, incontri solo virtuali, abbia definitivamente sepolto il fascino del minimalismo. L’artista Judd, era un genio, la sua casa studio semivuota a New York un capolavoro di sintesi, ma gli interni  del giovane Luke, il suo nuovo hotel a Parigi carico di verdi e di rosa, i bicchieri di champagne sul comodino, i quadretti alle pareti, sono un antidoto alla malinconia. Quello che ci vuole in questo momento. La rivoluzione gentile è più facile da mettere in pratica nel perimetro delle nostre superfici calpestabili. Bastano piccoli accorgimenti. Scegliere materiali naturali come legno, tessuti o pietra, capaci di invecchiare con grazia. Montare le luci giuste: un paralume e una lampadina a incandescenza sono più benevoli di un faretto a led che ci fa sembrare cadaverici. Comprare delle piante e ricordarsi di innaffiarle, creare uno spazio dove i bambini possano essere disordinati, adottare un cane o un gatto. E meditare i consumi, meglio comprare una volta ma bene, una sedia o un divano ben fatti durano una vita, i prodotti scadenti fanno male anche all’ambiente. Quello che risparmi all’inizio, può alla lunga costarci il pianeta. Liberare gli spazi. La qualità della vita si migliora in tre mosse: decluttering (liberarsi di quello che non ci serve più, magari regalandolo), organizing (organizzare) e displaying (tenere a vista gli oggetti a cui teniamo di più).

 

Accessori per un ricco buffet

Se stai cercando degli accessori da buffet per preparare cocktail, aperitivi, antipasti, finger food o cene in chiave Street Food scopri i nostri prodotti Taglieri grandi e piccoli in legno e o  ardesia, bicchierini di vetro in varie forme, coppette di porcellana dallo stile minimal e moderno, sono gli elementi giusti per servire grandi ricette in piccole porzioni allestendo la tavola con eleganza e funzionalità.Non pensare al classico buffet. Ma immagina di servire piatti generalmente per la tavola in formato piccolissimo; oppure ricette della tradizione “scomposte” e rivisitate in maniera del tutto nuova!

Un piacevole rituale

Il è la seconda bevanda più consumata al mondo. Per noi non è altro che una bevanda tra le altre, ma in molti Paesi il tè e il suo rituale fanno parte di una tradizione antica e profondamente radicata. Scopriamo insieme alcune delle abitudini legate al consumo di in cinque paesi del mondo. Un rituale piacevole e delicato, il momento del va gustato fino in fondo. La teiera è l’utensile domestico più indicato per la preparazione del tè, perché i materiali tradizionali utilizzati distribuiscono uniformemente il calore all’interno, estraendone meglio i sapori e i benefici. Per un risultato finale ineccepibile, anche gli accessori sono importanti: non solo la teiera,ma anche la scatola porta tè, le tazzine un vassoio di biscottini….. ed è così che si conquista un magico momento

Tutto facile

Un tagliere di formaggi, un buon bicchiere di vino rosso e un tavolo con un vetro che lascia intravedere tutto: è facile portare a spasso la fantasia. Come resistere al fascino di certe sedie intrecciate da Ferrini Gift potrai trovare ancora eccezionali pezzi di giunco e bambù finemente intrecciati a mano dal fascino unico, selezionati accuratamente dai nostri esperti di stili e tendenze, con prezzi davvero vantaggiosi. Date anche un’occhiata, ad esempio, alle cassettiere  del nostro assortimento: non sarebbero perfetti nella vostra camera da letto romantica? Magari, con un pizzico di fantasia, potreste realizzare dei sacchetti profumati alla lavanda con la iuta e trasformare così la vostra zona notte in un vero e proprio sogno provenzale! Acquistare da Ferrini Gift è semplice e sicuro. Distendetevi sul divano e divertitevi a navigare tra le nostre proposte: selezionate i prodotti di vostro gradimento, aggiungeteli al carrello con un click e procedete infine al pagamento col metodo a voi più congeniale. Sarà nostra premura inviarli direttamente a casa vostra nel minor tempo possibile!

Attenzione all’uso di prodotti green…che green non lo sono

Stoviglie e piatti in bambù non sono biodegradabili e possono essere addirittura dannosi per la salute perché, a contatto con alimenti caldi, possono rilasciare melamina e formaldeide. Altroconsumo analizza 14 prodotti in bambù acquistati sia in negozio che online, denunciando che spesso le informazioni fornite o non sono sufficienti o sono addirittura ingannevoli e segnala le pratiche scorrette all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.Non sono green e possono essere rischiose per la salute, spiega Altroconsumo perché non sono né riciclabili, né biodegradabili e possono diventare un rischio. Sono prodotti con plastica e a contatto con gli alimenti caldi rilasciano sostanze potenzialmente cancerogene, come la formaldeide e melamina. Le stoviglie in bambù sono leggere, pratiche, colorate, ideali per essere utilizzate dai bambini. “Prodotti accattivanti che sono solo apparentemente alternative ecologiche alla plastica: è infatti impossibile realizzare piatti, posate o bicchieri utilizzando esclusivamente farina o fibra di legno ma occorre sempre una resina sintetica per tenere insieme ingredienti di questo tipo”, scrive in una nota l’associazione dei consumatori.I prodotti testati sono 14 in tutto. La metà si definisce eco-friendly e biodegradabile, ma questa dicitura secondo non può corrispondere alla realtà poiché tutti i prodotti contengono appunto resina sintetica a base melaninica che è impossibile separare dalla parte in bambù. Ciò significa che comunque il prodotto finirà in discarica o nell’inceneritore. Eppure solo 3 dei prodotti analizzati indicano in etichetta la presenza di materiali diversi dal bambù mentre gli altri prodotti non presentano informazioni specifiche lasciando credere agli acquirenti di essere realizzate interamente in bambù.Arriviamo al fattore temperatura: solo 6 prodotti su 14 riportano indicazioni relative alle temperature di utilizzo dei prodotti con l’avvertenza di mantenersi entro certi limiti. Non tutti i prodotti specificano in etichetta che, queste stoviglie, non devono essere utilizzate nel microonde: un dettaglio che non andrebbe sottovalutato visto che il caldo favorisce il rilascio di sostanze nocive. Sul mercato si fanno avanti nuovi prodotti ad esempio gli usa e riusa resta sempre però l’educazione al corretto uso il principale elemento che farà la differenza nei nostri mari e nel nostro ambiente