E’ scesa la prima neve

In quarantotto ore le temperature sono crollate vertiginosamente, gettandoci nel pieno dell’autunno. Se fino a una settimana fa l’estate sembrava non dover finire, e i fine settimana al mare erano meravigliosi, il maltempo che si è abbattuto sulla Penisola negli ultimi tre giorni ha portato con sé, oltre a vento , nubifragi e temporali, un abbassamento sia dei valori massimi che dei valori minimi Stamani ci siamo alzati con il nostro Pratomagno imbiancato dai primi fiocchi di neve. Inizia così la stagione delle castagne e dei camini accesi ci allontaniamo dal mare per recarci in montagna nelle baite a mangiare piatti di polenta.

Pic-nic immersi nella natura

L’estate  avanza rapida dal mare verso l’interno risalendo i fiumi e poi i torrenti. Dai fondovalle scala le prime colline e poi le montagne più alte fino ai crinali, sale prima dai versanti Sud e poi da quelli Nord: viste da lontano, le faggete cambiano colore in una sola giornata, dal bruno al verde acceso.L’estate ha un suo irresistibile richiamo che trascina fuori dalla porta di casa e puntuale come una rondine il pic-nic saluta il ritorno delle gite. Alle falde del Pratomagno il minuscolo villaggio di Rocca Ricciarda spunta tra i castagni. Poche centinaia di metri prima del paese ci si ferma in una piccola area di sosta ben evidente grazie a un grande pannello informativo. Qui il torrente Ciuffenna si separa in più piccoli ruscelli scorrendo con salti e cascatelle. La Comunità Montana Pratomagno ha costruito alcuni barbecue in muratura che possono essere usati liberamente e che sono molto affollati in estate. Hanno anche creato un breve percorso attrezzato da corrimano e ponticelli in legno, qua e là un cartello informativo racconta la storia dei carbonai e dei raccoglitori di castagne che fino agli inizi del Novecento mantenevano questi boschi. Senza dubbio è un bellissimo posto per fare pic-nic, i ruscelli scorrono in un bosco privo di pericoli, intorno ci sono panchine e tavolini in legno all’ombra dei castagni, il tutto a pochi passi da una strada asfaltata dove possono non passare auto per ore e ore.

Arriva la Befana e con lei le “Fantocce”

Una tradizione locale, caratteristica proprio del Valdarno aretino, che da generazioni si rinnova stiamo parlando della Fantoccia della Befana.Si tratta di un dolce che fonda le sue basi nelle tradizioni di zona, accortamente preparato nelle vecchie famiglie come dono da far trovare ai più piccoli in concomitanza con l’arrivo della Befana, coincidente con l’ultima festività del periodo natalizio.La Fantoccia nasce nelle campagne di Montevarchi e Terranuova Bracciolini, diffondendosi nei paesi limitrofi come un grande biscotto a forma di Befana per le bambine e di Cavallo per i maschietti, decorato con cioccolatini ed altri dolciumi inizialmente disponibili in casa, oggi divenuti confetti e praline di zucchero colorato La sua preparazione consiste nella sapiente lavorazione di un impasto a base di uova e farina, ingredienti semplici. Dopo il procedimento di stesura dell’impasto, attraverso le due forme tipiche si ottengono  basi da decorare, prima di passare da una cottura in forno di circa trenta minuti Le antiche origini di questo simpatico e invitante dolce dell’Epifania, come detto, risiedono in tempi lontani, quando le famiglie di contadini dovevano letteralmente inventarsi dei doni per i propri piccoli da inserire nelle cosiddette “calze della Befana”.Nella sua versione primordiale infatti, la Fantoccia non nasceva con la sua consistenza di biscotto dal cuore morbido e la superficie croccante, bensì veniva ricavata dallo stesso impasto con cui quotidianamente si otteneva il pane. Per quelle famiglie che non potevano permettersi l’acquisto di regali ai propri figli, la mattina della Befana nei forni comuni si cuocevano queste variazioni dalla forma simpatica, arricchite con qualsiasi cosa fosse disponibile.Si tratta quindi di una tradizione unica che resiste da decenni, sapientemente portata avanti,ancora oggi nelle cucine e ora anche nelle pasticcerie del Valdarno conservando un sapore unico e gustoso, se vi capita di passare in Valdarno in questo periodo non mancate di assaggiare questa tipicità

Settimana di avvio al 405 Perdono di Terranuova

Nonostante che manca ancora qualche giorno nell’aria si respira e si percepisce il profumo dell’evento più importante dell’anno  Terranuova Bracciolini si prepara alla tradizionale invasione di fine settembre. Venerdì 20 si inaugurerà con l’apertura della mostra mercato “Valdarno Espone” la 405 Edizione del “perdono di Terranuova” Alle ore 20 i tradizionali tre botti augurali e alle 21 la sfilata di moda organizzata dalla  Commart daranno il via a questa kermes che si chiuderà martedì 24 con i fuochi di artificio. Gli organizzatori, oltre a mettere a punto la complessa macchina, in questi giorni stanno dando un’occhiata anche alle previsioni del tempo, che sono per fortuna incoraggianti.Un attesissimo momento di incontri e festa, con un programma ricco di iniziative pensate per tutti dai più piccoli ai più grandi. Ma sopratutto una fiera che ha mantenuto intatta la sua storia e la sua  tradizionale caratteristica di piazza commerciale diventando un’importantissima vetrina per le aziende e i commercianti del territorio e anche per chi la raggiunge da lontano. Nei giorni dell’evento, infatti, la cittadina di Terranuova si trasforma in una grande città, conquistata da più di 300.000 visitatori provenienti da ogni parte d’Italia.

Fiera degli Uccelli di Primavera a Terranuova Bracciolini

Questo fine settimana torna la Fiera degli Uccelli di Primavera a Terranuova. Dopo il successo registrato lo scorso anno, la manifestazione è giunta alla settima edizione .In Piazza Canevaro verranno esposti cavalli, vacche maremmane e cani da gregge, ci sarà spazio anche per spettacoli equestri, dei butteri e dei falconieri a cura dell’Associazione Dimensione Maremma. Inoltre  sarà possibile ammirare le numerose specie di uccelli e ascoltarne i canti nell’apposito spazio espositivo. Sarà un modo per trasmettere anche al pubblico dei più piccoli l’amore per una tradizione che da sempre appartiene alla comunità terranuovese Dalle 9.30 alle 19.30, il parcheggio di via San Tito (accanto  al negozio Ferrini Gift) ospiterà il mercato dell’artigianato con opere del proprio ingegno. Contemporaneamente, in Piazza Trieste gli artigiani dei vecchi mestieri faranno delle dimostrazioni dal vivo L’evento molto atteso, alle 14.30 di sabato 24, è la 3° edizione del Gran Premio delle Balze, gara ciclistica per dilettanti Domenica 31, oltre alle esposizioni e alle esibizioni, ci sarà  il ritrovo del raduno motociclistico “Le piume e le marmitte” Tutto il centro storico si animerà di bancarelle ed esposizioni allestite ad hoc, stand con uccelli da gabbia e da cortile, stanziali e migratori ed altre specie animali. Ci sarà poi un mercato artigianale dei vecchi mestieri, attrezzi per l’agricoltura e giardinaggio; cooking show con piatti cucinati dai ristoratori locali e molto altro.

402 Festa del Perdono a Terranuova

404 Candeline per il Perdono a Terranuova, anche per quest’anno si preannuncia un’edizione da record. Gli ambulanti saranno 250, ma in totale, le attività presenti, comprese quelle della mostra mercato “Valdarno Espone”, saranno oltre 700. Un numero importante, che testimonia l’entità dell’evento. Ecco il programma, si parte venerdì 21 settembre con l’apertura del luna park in piazza Canevaro Piazza Coralli via San Tito e l’inaugurazione di Valdarno Espone, nel rinnovato viale Piave. Alle 20 l’apertura ufficiale della kermesse, con sfilata di moda e con i tre botti augurali. La novità principale di questa edizione è legata alla maratona podistica “Corri Per..dono”, passeggiata di 5 km e percorsi di 10 e 18 km, anche non competitivi, valida per il Gran Prix 2018. Per il resto spazio alla tradizione, con l’edizione straordinaria della fiera antiquaria, la manifestazione zootecnica e la fiera nazionale degli uccelli da richiamo, in programma lunedì 24 settembre. Martedì poi spazio allo sport, con la gara ciclistica “49° Ruota D’Oro”. Per quanto riguarda l’afflusso, viste le favorevoli condizioni del tempo, sarà nell’ordine delle 300.000 unità. Una marea impressionante che si muoverà principalmente in auto, raggiungendo Terranuova da ogni angolo del Valdarno, ma anche da ampie zone della provincia di Arezzo e di Firenze e della Toscana. Sarà  possibile utilizzare il trenino, che sarà attivo nelle giornate di sabato, domenica e lunedì con partenza dalla zona ponte Mocarini. Come sempre, è previsto il tutto esaurito la sera di sabato, il pomeriggio di domenica e, soprattutto, la giornata di lunedì, da sempre quella clou, e anche noi vi aspettiamo nel nostro punto vendita, dove troverete anche degli “assaggi di Natale”…buon perdono  a tutti !!!

 

La giostra del Saracino

La Giostra del Saracino è una importante e famosa tradizione secolare con origini medievali che si svolge nella città di Arezzo.Vi partecipano i quattro Quartieri in cui è suddivisa la città, ovvero: il Quartiere di Porta Crucifera,il Quartiere di Porta del Foro,Quartiere di Porta San Lorentino, il Quartiere di Porta Sant’Andrea e il Quartiere di Porta Santo Spirito. Se vi ritrovate a passare in Toscana nel periodo che va dal 14 al 23 Giugno non mancate di passare una serata ad ammirare questa manifestazione. Nell’occasione le cene sotto le stelle sono diventate un appuntamento fisso del pre Giostra, così ecco la settimana del quartierista nei quattro angoli della città. Ogni sera tornano animazione per bambini, concerti, balli sfrenati I quartieri aprono la settimana del saracino con fuoco, fiamme e brace  sotto le stelle, con cene goliardiche, a base di antipasti, primi, pizze e grigliate di carne,fino alle cene propiziatorie con  lunghe tavolate che animeranno la notte che precede la Giostra.

Buon San Valentino

Lucignano, un grazioso borgo medievale della Toscana, a metà strada tra  la città di Siena e quella di Arezzo. Ma cos’ha di tanto particolare rispetto ad altri villaggi della regione? Semplice, custodisce un gioiellino: l’Albero dell’Amore, conosciuto anche come Albero d’Oro o Albero della Vita. Custodito nel Museo Comunale, è considerato un vero e proprio capolavoro d’arte orafa gotica: si tratta infatti di un prezioso reliquiario in stile arboreo, decorato con smalti, corallo e cristalli. Secondo un’antica tradizione locale, nel corso degli anni l’Albero d’Oro avrebbe assunto il nome di Albero dell’Amore o della Vita proprio per essere propizio agli innamorati. Non a caso, ancora oggi, sono molte le coppie di fidanzati che davanti all’Albero si scambiano promesse d’amore e di eterna fedeltà. Dal punto di vista artistico e religioso invece, l’Albero di Lucignano è l’unico reliquiario al mondo a forma di albero: pensate che per realizzarlo ci sono voluti ben 121 anni! Principiato da Ugolino di Vieri nel 1350 è stato terminato nel 1471 dal noto orafo senese Gabriello d’Antonio. Una grande base regge un piccolo tempietto gotico sul quale si innesta il fusto portante dell’Albero da dove partono 12 rami decorati con foglie di vite e piccole teche. Alcuni rametti sono invece in corallo rosso, in memoria del sangue versato da Cristo per poter generare una nuova vita. San Valentino può essere la giusta occasione  per passare dalle parti di Arezzo, vi consigliamo di andare a vederlo di persona, magari insieme al vostro partner… sia mai che ci scappi una proposta di matrimonio! Se invece non siete ancora pronti per questo passo ma siete comunque innamorati, il tour ‘Firenze Romantica’ è quello che fa per voi: potrete scoprirete le più celebri e piccanti storie d’amore vissute nella splendida cornice del capoluogo toscano!

Visitare la Toscana

La Toscana è mare, montagna, campagna, terme e arte. E’ una delle regioni più amate dai turisti stranieri, prolifica di ispirazioni artistiche ed enogastronomiche d’eccezione grazie alla fitta rete di Strade del Gusto sparse nel territorio e di opere d’arte di forte richiamo internazionale, uno su tutti il David di Michelangelo, una delle sculture più famose al mondo. Il mare si pregia della presenza delle sette isole-gioiello dell’Arcipelago Toscano Elba, Isola del Giglio, Montecristo, Capraia, Pianosa, Giannutri e Gorgona, delle spiagge della Maremma, della riviera apuana e del meraviglioso mare dell’Argentario; la natura esplode rigogliosa nel Mugello, in Versilia, in Vallombrosa, sull’Appennino dove spicca l’Abetone e tra le Alpi Apuane, per scendere dolcemente nei paesaggi rilassanti delle colline dove si produce il vino per eccellenza il Chianti, ma non solo. Ci sono le colline, della Val di Sieve e la Val di Cecina, c’è la Val d’Orcia, la Val di Chiana, la laguna di Orbetello e altre oasi verdi. Toscana è relax che ha fatto la storia del termalismo italiano: da Montecatini a Chianciano, dai Bagni di Lucca alle Terme di San Giuliano, la rete termale della regione include 14 località all’avanguardia per soggiorni improntati sulla salute del corpo e dell’anima. Culla del Rinascimento italiano, basterebbe da sola Firenze e il suo centro storico Patrimonio dell’Umanità Unesco per ripercorrere la storia dell’intero Paese. Ma tesori unici sono sparsi nelle altre città d’arte della regione, da Lucca a Livorno, da Siena ad Arezzo, da Pisa a Massa-Carrara, senza tralasciare i borghi minori dal fascino medievale e le cittadelle fortificate sparse un pò ovunque nel territorio, e in ogni angolo che andrete troverete cibo e vino eccellenti