Il podargo

Il podargo è piuttosto simile, come dice il nome scientifico, agli uccelli rapaci Hanno generalmente un corpo tozzo, che contribuisce a farli somigliare a tronchi di alberi e foglie secche. Il piumaggio è criptico, e consente al Podargo una mimetizzazione perfetta tra la corteccia degli alberi. Infatti esso può essere bruno-rossiccio o grigio con qualche rara vermicolazione di verdastro-muschio. La piumazione è simile per i maschi che per le femmine, l’unica differenza cromatica consiste nel fatto che i maschi presentano spesso colori sul grigio e le femmine varietà più sul marrone. Le parti superiori sono generalmente più scure, a differenza di quelle inferiori che variano dal marrone crema-nocciola chiaro al grigio; in alcuni esemplari sono quasi biancastre. I podarghi hanno zampe piuttosto corte, nascoste sotto le piume del ventre, e sono anisodattile, vale a dire con tre dita avanti e una dietro. Posseggono un becco piuttosto corto e tozzo, che ricorda la bocca delle rane da cui prendono il nome comune inglese. I podarghi hanno occhi piuttosto grandi che occupano gran parte del cranio e consentono un’ottima vista notturna. Sono dotati di un’iride di colore giallo o arancione L’aspetto dei pulcini è totalmente diverso da quello degli adulti, hanno una forma tondeggiante e all’apparenza morbida con una livrea bianca. Difficile vederli volare sul mare ma anche in foreste troppo fitte

Le sfide

Che si tratti di cambiare la casa, di tornare all’università a 40 anni di cucinare una cena a base di piatti esotici, di mantenere un giardino in perfetto stato, tutti noi abbiamo sfide personali da affrontare. Non c’è bisogno di viaggiare in tutto il mondo per superare se stessi. Ogni giorno è pieno di piccole sfide, più o meno pesanti da affrontare. Per alcuni, la sfida può essere chiedere un aumento, per altri cambiare lavoro, per qualcuno affrontare una sfida significa avere il coraggio di uscire dalla nostra zona di confort , interrompere la nostra routine e assumerci un rischio spingendo noi stessi oltre il nostro limite. Perché a volte  non siamo in grado di fare quel salto? Quelle voci dentro di noi che sussurrano «Sei troppo vecchio» oppure «non ce la farai mai». A volte siamo noi a creare degli ostacoli causati da paure o blocchi che derivano dal nostro passato. Ci  rendiamo conto della nostra incapacità o mancanza di tempo i figli, il nostro lavoro e in questo modo non proviamo nemmeno a fare il primo passo. Eppure tutti potremmo essere capaci perché ognuno di noi ha le proprie qualità interiori: il coraggio, la perseveranza e il perdono. Il trio vincente per affrontare una sfida. Possiamo vederli nella nostra vita professionale, personale e amorosa. Come dice il proverbio: “La fortuna sorride agli audaci”. Oltre alla soddisfazione e all’orgoglio, affrontando un rischio, sarà a nostra autostima a giovarne. Infatti, quando abbiamo il coraggio di fare qualcosa, la nostra autostima cresce e scopriamo qualità dentro di noi che non credevamo di possedere. Molte sono le ragioni per vivere una sfida, non ultima la possibilità di raccontarla. Di essa rimane un ricordo significativo e il desiderio del confronto. Di fronte una sfida si prova ad arrivare sino in fondo dando il massimo naturalmente si vince nella misura in cui ci si mette in gioco.

Un albero di Natale a prova di …gatto

Sicuramente molti voi ad  ad oggi hanno  addobbato un albero di Natale con tutto il sentimento e la passione, alcuni di voi però avranno sicuramente in casa anche un gatto… un amico a quattro zampe che non aspettava altro per passare il tempo che voi finiste l’opera, e magari riuscire a distruggere quanto di bello avete creato. Ma prima ancora che preservare la bellezza dell’albero, bisogna preservare la salute del nostro gatto. Se infatti un grosso abete dovesse cadere su un piccolo gatto, potrebbe ferirlo. E se un gatto si scaglia contro un abete poco stabile, è probabile che questo accada. Il consiglio è quindi quello di fissare l’abete al meglio. Rendetelo sicuro che sia stabile e ben piantato nell’eventuale vaso che lo contiene. In alcuni casi si possono utilizzare ganci per fissarlo alla parete o al soffitto. Anche del filo da pesca può essere una buona soluzione, discreto perché invisibile.Oltre alla stabilità dell’albero, bisogna fare attenzione ad altri aspetti molto delicati. Gli abeti prodotti appositamente per il periodo natalizio, tendono a trasportare molte sostanze chimiche negli aghi. Non sono tanto gli aghi che i gatti tendono a mangiare, ma l’acqua in cui si trova l’albero e in cui cadono gli aghi tossici. I gatti cercheranno di bere da quest’acqua, quindi bisogna fare in modo che ciò non accada. Gli aghi di pino in sé non sono tossici e in generale i gatti non cercheranno di mangiarli. Ma c’è il pericolo che un ago di pino possa rimanere incastrato nell’intestino di un gatto e causare una foratura, irritazione o blocco. Quindi se temiamo che il nostro gatto possa mangiarli, sarà meglio orientarci su un abete artificiale.Da ultimo, vi diamo qualche consiglio per salvaguardare le decorazioni dell’albero di Natale. Una buona tattica è di mettere l’albero in casa qualche giorno prima di decorarlo e osservare come si comporta il gatto. Se non attira più di tanto la sua attenzione, potremo addobbarlo dopo qualche giorno con decorazioni scintillanti. Magari applichiamo prima quelle più resistenti e poi quelle delicate, solo se il gatto non mostra interesse. Se invece il nostro caro amico è immediatamente incuriosito dal nuovo elemento in casa e non smette di stuzzicarlo, sarà meglio limitare le decorazioni a palline molto resistenti e oggetti dalle forme e materiali non pericolosi per il gatto.

Dalle api nuovi orizzonti per la cura del cancro al seno

Quante pagine si potrebbero scrivere sulle api… ma per iniziare è bene partire da alcuni concetti quasi scontati:le api (operaie) pungono!Le api mangiano e producono il miele! Tutte le api nascono larva ma solo una diventerà regina! E grazie a questi piccoli esseri,  un recente studio apre nuovi orizzonti per la cura del cancro al seno. Un team di ricercatori australiani e statunitensi guidato da Ciara Duffy dell’Harry Perkins Institute of Medical Research,  ha individuato nel veleno delle api una risorsa contro questa malattia: Il veleno delle api induce la morte delle cellule tumorali nel cancro al seno triplo negativo, difficile da trattare, con un effetto minimo sulle cellule sane. Il cancro al seno è la seconda causa più comune di morte per cancro tra le donne, attualmente non esistono trattamenti mirati clinicamente efficaci. Questa ricerca australiana però potrebbe cambiare radicalmente la situazione. Utilizzando il veleno di 312 api mellifere e di bombi di Perth, nella Western Australia, Irlanda e Inghilterra, il team di ricerca ha scoperto che questo distrugge le cellule cancerogene, anche quelle più aggressive.Uno studio del 1950, pubblicato su Nature, aveva già rivelato che il veleno delle api era in grado di ridurre la crescita dei tumori nelle piante; la scoperta di oggi fornisce un altro meraviglioso esempio di come la natura fornisce delle incredibili risorse per curare le malattie umane. In futuro, saranno necessari nuovi studi per valutare formalmente il metodo ottimale di somministrazione, nonché le tossicità e le dosi massime tollerate.

Giornata internazionale del cane

Fedeli, amorevoli, intelligentissimi,strepitosi: il 26 agosto è la Giornata internazionale del cane e in tutto il mondo si celebrano tutti gli esemplari di questa specie animale.La data del 26 agosto si riferisce al giorno in cui la famiglia di Colleen adottò il primo cane, quando lei aveva 10 anni. Da allora, gli animalisti di vari Paesi in tutto il mondo hanno dato voce alla sua iniziativa di dedicare una giornata ai cani, che oggi si festeggia ovunque. C’è anche un sito, anzi un portale, della Giornata Internazionale del cane: andando su nationaldogday.com si viene accolti da un video ispirazionale sulla vita insieme al proprio cucciolo, fatta di sguardi, carezze e coccole indimenticabili Ci sono poi consigli degli esperti per adottare un cane e prendersene cura giorno dopo giorno, oltre a foto dolcissime di cani di ogni razza, colore, taglia e provenienza che potrebbero convincere persino un gattofilo puro a correre al canile e adottare un bastardino di cane, ovviamente. I cani migliorano la vita dei proprietari con l’affetto e la compagnia, ma apportano benefici anche all’intera collettività, alla quale contribuiscono con “incarichi di rilievo”, quali l’assistenza ai non vedenti, il soccorso alle persone in situazioni di emergenza, nonché svolgendo un ruolo importante nei percorsi di riabilitazione più diversi. Non vi diremo che il cane è il miglior amico dell’uomo, lo abbiamo sentito e letto troppo spesso. Ma di sicuro il cane è una presenza benefica per la salute fisica e psicologica di tutti, e in particolare di bambini, anziani e malati. Tant’è che in molti ospedali in tutto il mondo, con il consenso dei medici sono previsti momenti di ricreazione con i cuccioli. Gli studi scientifici dimostrano infatti che accarezzare un cane e prendersene cura innalza i livelli di serotonina, il neurotrasmettitore detto anche “ormone della felicità”, e abbassa quelli del cortisolo, che invece sale proporzionalmente allo stress, sono inoltre uno stimolo ad uscire per delle passeggiate, ma anche a starsene comodamente seduti ad accarezzarli. Sono tanti i benefici legati alla presenza di un cane all’interno del nucleo familiare. I cani aiutano i bambini e gli adolescenti a crescere in modo equilibrato e responsabile, migliorandone la capacità di socializzazione e favoriscono il senso di appartenenza familiare.