Il Kapi Luwak

Una delle novità sul panorama alimentare mondiale è il Kopi Luwak, un caffè salito agli albori della cronaca perché… deriva dalla cacca degli zibetti. Questo particolarità lo ha reso una merce molto ricercata da un certo tipo di clientela, ne ha alzato il prezzo e l’ha fatto diventare una rarità destinata a chi, da sempre, è alla ricerca di specificità Ma cos’è esattamente il Kopi Luwak? E perché sarebbe meglio evitarlo? Anni fa alcuni coltivatori del Sud est asiatico si accorsero di una cosa strana: nelle piantagioni di caffè vivevano alcuni animali che si cibavano delle bacche ma che, una volta digerite, le espellevano quasi interamente nelle loro feci.Questi animali sono gli zibetti, chiamati anche civette delle palme che, vivono nei dintorni delle piantagioni di caffè. Il fatto che queste bacche siano state in parte digerite e poi espulse, dà loro  un sapore differente e unico che le ha rese una rarità, costosa: il Kopi Luwak viene venduto più o meno a 800 dollari al chilo, praticamente 12 dollari a tazza. Essendo quindi una fonte di guadagno notevole, nel Sud Est asiatico sono molti coloro che hanno cominciato a sfruttare questi animali per la produzione di caffè, tenendoli in cattività. Il problema è che questo tipo di zibetto non si nutre solo di bacche di caffè: è infatti onnivoro e alimentarlo solo ed esclusivamente di caffè ne peggiora le condizioni di salute. Per legge gli zibetti vengono lasciati liberi dopo tre anni. Il caffè Kopi Luwak è già di per sé qualcosa di difficile da bere, sapendo che è stato digerito da un animale, ma berlo sapendo che è anche costato la vita dell’animale è ancora peggio.

Le uova sono anche blu

Nel Temuco, capoluogo della regione dell’Araucania, spesso è probabile trovare nei mercati uova dal guscio blu, verde ma anche di varie gradazioni. Questo colore sarebbe trasmesso dal gene O, olive, che agisce sullo sfondo bianco del guscio che dà la colorazione blu mentre lo sfondo marrone dà il verde. La gallina che fa queste uova tipiche è l‘araucana. Da alcune testimonianze storiche si è scoperto che vi erano due razze di polli: le colloncas e le quetros. I primi privi di posteriore e senza ciuffetti, mentre i secondi dal corpo normale e con il ciuffo. La razza è originaria dell’America ed è stata ottenuta incrociando polli di origine mediterranea.La razza senza posteriore proviene dall’Asia, in particolar modo Bali e sono stati importati in Cile dagli olandesi. Però a Bali non si trovano uova di questo genere, quindi questa particolarità è prettamente cilena. Le uova azzurre sono molto interessanti sia per i caratteri somatici della gallina, ma principalmente per l’insofferenza all’allevamento intensivo.Questi animali devono essere cresciuti all’area aperta e proprio per questo motivo che genereno il colore blu e spesso anche verde.Le caratteristiche fisiche sono la cresta lunga, il becco corto e grosso, zampe di colore verde e senza coda. Le uova bianche: tutte le uova delle galline hanno il guscio bianco fatto principalmente di carbonato di calcio. Non importa quale sia la razza, la maggior parte sono bianche. Le uova marroni: il guscio di questo uovo ci mette molto tempo per svilupparsi. Il tempo totale è di 26 ore dove nelle ultime 4-6 si attua il processo di sviluppo dell’uovo. Molto interessante è l’interno dell’uovo marrone che è sempre bianco, in quanto il colorante marrone non penetra nel guscio, ma all’interno lascia il colore originale.Le uova verdi sono create da un incrocio di razze e le galline in possesso dei geni blu e marrone creano questo tipo di uovo. I gusci d’uovo sono di colore verde sulla parte esterna e blu sul lato interno.

Corna si o corna no

Corna sì o corna no? La domanda è quella che si sono posti in Svizzera e, a differenza da quanto si possa immaginare, è riferita alle mucche da carne e da latte. Nello specifico si parla di vacche e capre con le corna o senza. E per sostenere la prima opzione è stato indetto un referendum con l’obiettivo di far sì che non si pratichi la decornazione. L’iniziativa di carattere popolare, che si chiama “Per la dignità degli animali da reddito agricoli iniziativa per vacche con le corna”, vuole fare in modo che vengano messi a disposizione incentivi di carattere economico per quegli allevatori che decidono di non tagliarle. Le ragioni sono numerose: dal dolore che provano gli animali durante questa pratica, alla loro utilità. Infatti le corna servono a comunicare, ma anche a tante altre cose, come scegliere le gerarchie all’interno del gruppo. In genere vengono tagliate per evitare che gli animali si feriscano e perché le stalle, in caso di corna, devono ovviamente essere più grandi. Quindi, se nel caso di persone le corna sono una cosa da non avere, quando si parla di mucche si tratta di una presenza non solo gradita, ma a quanto pare essenziale. Però in Svizzera al momento soltanto il 10 per cento di mucche e capre ha ancora le corna, la restante parte ne è infatti priva.Il referendum non impone il divieto di tagliarle, al contrario incentiva economicamente chi non lo fa. Se dovesse passare si tratterebbe di investire nel progetto una cifra pari a 15 milioni di franchi l’anno, Soldi che gli iniziativisti, ovvero i promotori del referendum, ritengono facili da reperire nel capitolo economico destinato all’agricoltura. Per di più, non c’è da stupirsi che per prendere questa questione sia stata scelta la strada del referendum, infatti in Svizzera si tratta di una pratica molto comune. Da quelli sul cibo, fino al referendum che ha sancito che la tutela delle piste ciclabili sia anche competenza dello Stato, sono tantissime le volte in cui i cittadini sono chiamati ad esprimersi in maniera diretta.Ora lo dovranno fare sulle corna.

Un esercito di pulcini nasce in discarica

Un’orda gialla, pigolante e del tutto innocua ha invaso a piccoli saltelli le strade di Marneuli, in Georgia, nazione situata sulla linea di confine tra Europa e Asia. Le immagini del video, girato da un cittadino del luogo, Sahid Bayramov, mostrano l’”invasione”degli animaletti in una discarica: fra i pigolii e le espressioni di assoluto stupore dei presenti, L’ipotesi più probabile, è che le decine di centinaia di uova siano state gettate in discarica dai dipendenti di un’azienda di pollame che, considerandole per qualche motivo non adatte alla “lavorazione”, le hanno smaltite Le uova trovando le condizioni di calore adatte si sono schiuse ed ecco quindi che il piccolo esercito di pulcini, ormai salvi, si è riversato tutto insieme prima sul terreno non battuto della discarica e poi, a quanto riportano le cronache, fino alle porte della città. Sempre stando ai racconti che arrivano dalla Georgia, pare che il sindaco abbia assicurato che gli animali sono stati tutti adottati dai cittadini come animali domestici. Un po’ difficile da credere, questa sembra più la soluzione più “fiabesca” ad una storia Resta il fatto che le immagini mostrano davvero quello che significa “un uovo” e rende evidente il collegamento fra l’alimento e la vita intrinseca che contiene. Queste vite tenaci corrono, camminano fra i piedi di chi non può arginarli mostrando una sorta di resilienza involontaria ma paurosamente simbolica. Questo piccolo esercito piumato potrebbe essere più “utile” di quanto non si creda.

Esistono alcune piante in grado di assorbire le tossine

La maggior parte delle persone pensa alle piante da interni come semplice complemento d’arredo. In realtà alcune ricerche condotte dalla NASA sull’argomento hanno dimostrato che alcune di esse possono addirittura migliorare la qualità dell’aria in casa, assorbendo sostanze dannose per l’organismo come il benzene presente nei detergenti e nei pesticidi. Secondo la NASA, fra le piante che svolgono questa utile funzione ci sono le gerbere, che si presentano alla vista come delle grandi margherite colorate. Nonostante siano originarie di Continenti molto caldi come l’Africa e l’Asia, reggono bene anche in casa purché siano ben esposte alla luce solare. Simile alla gerbera è il Chrysanthemum morifolium, che appartiene alla famiglia dei crisantemi. I suoi fiori dai colori giallo, bianco e rosa sono quelli che alla prova dei fatti risultano i migliori nell’eliminare le sostanze tossiche. Se al contrario si cerca qualcosa di più elegante e quindi più facile da abbinare con il resto degli arredi, si può optare per lo spatafillo, caratterizzato da lunghe foglie di colore verde scuro. Sebbene il suo potere purificante, il suo fiore bianco può dare irritazione alla pelle: quindi attenzione se in casa ci sono animali o bambini piccoli. Un’altra alleata contro l’aria “cattiva” degli spazi domestici è l’edera, pianta decorativa sempreverde di cui esistono numerose varietà. Essendo rampicante, se ne consiglia la coltivazione sul terrazzo sulle pareti dove può crescere rigogliosa. Nei piccoli appartamenti di città, in alternativa all’edera si può acquistare l’aloe vera, che ha tantissimi benefici tra cui appunto quello di assorbire le tossine rilasciate per esempio dalle pitture e dagli inchiostri. Infine, non può mancare la cosiddetta “lingua di suocera” dall’ inconfondibile foglia ondulata a serpente che, durante il riposo notturno, trasforma le molecole di anidride in ossigeno, e il nastrino anche noto come “pianta ragno” che grazie alle sue foglie appuntite rimuove grandi percentuali di monossido di carbonio. Alla voce piante-arbusto ci sono invece due grandi classici di uffici e sale d’attesa in generale: il ficus benjamin, risultato tra i migliori nell’ eliminazione di agenti inquinanti emessi dal mobilio e tappeti, e la dracena o tronchetto della felicità, che richiede pochissima cura e tanto sole.

I gatti mangiano le bacche di Goji

Questi sono gli ingredienti medi di una confezione di cibo per gatti: carne fresca di pollo disossata, pollo disidratato, patata disidratata, pisello disidratato, grasso di pollo, olio di salmone, semi di lino, alghe marine, polpa di barbabietola disidratata e dezuccherata, lievito di birra, bacche di Goji, scorza di mandarino disidratata, carota disidratata, limone disidratato, banana disidratata, mirtillo rosso, frutto-oligosaccaridi, yucca Ma a un gatto serve tutta questa roba da ristorante salutista di lusso? Nella sua vita, quando mai mangerà bacche di Goji e tuberi tropicali?  Ma quando mai riuscirà a incontrare e addirittura catturare un salmone da cui estrarre esclusivamente l’olio? Dal costo e preparazione di un pasto del genere ci sfami una famiglia di persone. Nel 2017 in Italia sono stati spesi due miliardi di euro per alimenti e accessori per animali domestici, con una media che va dai 30 ai 100 euro mensili a famiglia. Una cifra stratosferica in costante aumento ogni anno in un paese in cui ci sono 60 milioni di questi animali, realmente uno per persona. Lo scorso anno si è speso più per gli animali domestici che per i bambini, anche per il motivo che in Italia di bambini se ne fanno sempre meno. Il segnale è chiaro: gli umani sono problematici, meglio avere cani, gatti e canarini. Quindi non è proprio del tutto vero che i figli non si fanno perché non ci sono soldi per mantenerli, infatti fra sprechi di ogni tipo e acquisti superflui siamo campioni nel buttare i soldi. Facilmente un cane o un gatto danno meno problemi di un bambino che piange e magari obbedisce pure poco. Inoltre le persone, con la totale disgregazione della comunità causata del sistema che tutto vende, si ritrovano sempre più sole e di conseguenza si attaccano eccessivamente agli animali personificandoli. Ma è moralmente giusto spendere tutti questi soldi per animali che normalmente hanno pochissime esigenze e farlo in un mondo dove invece ci sono ancora tante, troppe persone che non hanno nemmeno di che sfamarsi? Nessuno vieta di avere animali in casa ma le bacche di Goji, le banane disidratate, i deodoranti e mille accessori assurdi e del tutto superflui di cui mai gli animali domestici hanno avuto bisogno, cosa c’entrano? Con tutti i lavori utili, urgenti e importanti che ci sono da fare? Il mercato che produce questi e tantissimi altri prodotti simili è semplicemente un mostro che ci fa sembrare normali cose che non lo sono affatto, che ci fa perdere la ragione ogni giorno di più e quando la natura, l’esaurimento delle risorse presenteranno l’inevitabile conto, saremmo totalmente nel panico e impreparati perché non sarà più disponibile lo shampoo o lo snack per il nostro cane. Queste cose però, meglio non dirle; la colpa, lo sappiamo, è della politica, degli immigrati, dei cinesi, degli extraterrestri, comunque non nostra, noi siamo sempre a posto anche quando acquistiamo un pasto da regnanti per il nostro gatto o cane.

 

 

 

Nipoti a casa? tutto pulito e ordinato in un batter d’occhio

Elimina il disordine: 12 minuti Riordina rapidamente le camere con questo semplice trucco: agguanta un cesto della biancheria e passa in rassegna la casa, raccogliendo tutto ciò che è fuori posto. Una volta pieno, svuotalo sul tavolo da pranzo e rimetti ogni cosa a suo posto. E respira…  i giocattoli: 7 minuti. I frugoletti pensano che i giocattoli vivano a terra, sotto i cuscini del divano e ammucchiati dietro la TV. Compra una cesta in vimini o un contenitore che si intoni all’arredamento e tienilo in soggiorno per avere i giochi a portata di mano. Raggruppali lì e chiudi il coperchio. Non lasciare i disegni in un mucchio: appendili piuttosto su una bacheca in sughero affinché possano essere ammirati. A proposito potresti alzare i tuoi punti come nonna, ingaggiando i tuoi nipotini in qualche attività, quando sono da te. Spruzza, strofina, ripeti: 10 minuti Occupati dei germi che i bimbi potrebbero aver portato in casa dal giardino o dal parco. Armata di panno umido e detergente, dai la caccia a manate, fango, schizzi e macchie. Fai particolare attenzione ai piani del tavolo e agli specchi, agli sportelli del frigorifero, ai telecomandi e alle maniglie dei mobili: tutte calamite per i ditini appiccicosi. Riempi la lavastoviglie: 8 minuti Rilassati, non devi lavare tutto a mano: molti giochi dei bambini vanno in lavastoviglie. I giocattoli e i bicchieri in plastica, i piatti e le posate di melammina, gli oggetti del bagno come porta saponette, porta spazzolini e giochi per il bagnetto… e addirittura spazzole e pettini: tutto in lavastoviglie e tornerà come nuovo. E se anche il gatto e il cane prendono parte ai giochi dei nipoti? Fai un blitz in casa per peli, capelli e polvere: 15 minuti Gli amici a 4 zampe amano i bambini e viceversa! Persino i gatti, caratterialmente più indipendenti e meno accondiscendenti, si sciolgono alla vista dei più piccoli. Ma voi riuscirete a mantenere tutto in ordine Meraviglioso, non è vero?