È la cosa più desiderata al mondo. Nessuno è in grado di quantificarlo o definirlo ma…tutti sappiamo cosa significa. Tutti vogliamo l’amore, tutti volgiamo essere amati. Ci sono molti tipi d’amore. Si può amare da amanti, da amici, da genitori, da figli, da marito o da moglie, da fratello e sorella.Si può amare da migliore amico, da amico intimo o da ammiratore segreto. Si può amare da fan o da artisti, da nonni, da zii, cugini. Si può amare da singoli individui o essendo parte di un gruppo. Ed esistono molti modi di amare. Si può amare con una canzone, con una poesia, con un abbraccio, un bacio, un mazzo di fiori, un messaggio, una mail. Si può amare con uno sguardo, un sorriso, una parola, un gioiello, un viaggio al mare in montagna…Si può amare con un tono di voce, con un biglietto, una lettera. Si può amare con un apprezzamento, una battuta, uno scherzo. L’amore può farci sentire al settimo cielo e può anche farci sprofondare nel mare degli abissi…Può esaltarci o deprimerci. Può riempirci l’anima di gioia e spezzarci il cuore in infiniti pezzettini. A volte le relazioni possono apparire difficili. Le probabilità che qualcuno si innamori di te e te di lui quando si è single non sembrano molto alte Le possibilità che tutti e due proviate le stesse cose, non possono essere così elevate. Eppure il mondo è pieno di persone che hanno una relazione…Non c’è alcun dubbio che certi si accontentano, mentre altri hanno avuto la “fortuna” di aver trovato una delle loro anime gemelle: qualcuno da amare, onorare ed adorare. I trucchi mentali che spesso “turbano” le relazioni si basano in prevalenza sulle diverse aspettative e regole che portiamo all’interno della relazione. Tutti noi abbiamo le nostre preferenze, convinzioni e sensibilità riguardo alle cose e, quando il nostro partner ha idee diverse dalle nostre, questo può causare degli scontri. La cosa migliore per per portare avanti una relazione è prendere coscienza che ci saranno dei momenti meravigliosi e momenti “bui” in ogni manifestazione d’amore, ma che le cose meravigliose sono indubbiamente più forti.
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Il peggior alleato delle vacanze estive…separate
Quale sentimento è il peggiore alleato per le vacanze estive separate? Il sentimento nemico numero uno è la gelosia. È un meccanismo che scatta quasi in automatico e che fa leva sulla paura che lui o lei possa incontrare un’altra. Si nutre delle insicurezze, dei traumi passati, dei fantasmi interiori. Quando due persone si amano sentono di appartenersi e, a volte, perdono il confine della propria individualità. Quando poi la paura dell’abbandono ci mette lo zampino, si rivendica di avere il partner tutto per sé. Il desiderio dell’altro si trasforma in una pretesa di possederlo, anche a distanza. ‘Chissà che starà facendo?’, ‘Mi ha detto che era con gli amici: sarà vero?’, sarà sul mare con un altra? ‘E se ha già conosciuto un’altra?’. La gelosia solleva tante, troppe domande. Difficilmente lei o lui riuscirà a contenersi e la riverserà addosso stando ore e ore al telefono. Dando inizio a tensioni e scenate…Come valido aiutante, invece,(consiglia l’esperta di vita di coppia Kartyl), la libertà. Il che non significa tradire né fregarsene dell’altro. Ma esprimere se stessi, godersi le vacanze anche se si è in due luoghi diversi. Imparare a stare bene anche senza l’altro: d’altronde, che male c’è? Quel che conta è essere trasparenti e fedeli, rispetto ai propri bisogni e alle richieste del partner. Senza sentirsi incastrati, in colpa o traditi. Ma semplicemente liberi”. Nel suo significato più ampio amare è desiderare che il partner sia felice. Che si senta quindi libero, sempre: in presenza o assenza della compagna o del compagno. Che vi cerchi al telefono per voglia, e non dovere, di sentirvi. Insomma: che stia con te perché lo sente davvero, non perché deve farlo. Una vacanza separata ben riuscita consolida il legame, scava il cuore in profondità, offrendo nuovi spunti di crescita, di riflessione di consapevolezza di cosa abbiamo o cosa non potremmo avere più. È un esperimento da fare che consiglio, soprattutto a chi non l’ ha ancora vissuto, troppe volte perdiamo di vista il valore delle cose che abbiamo solo quando subentra la paura di perderle si aprono nuovi scenari
Le delusioni…diventano le cicatrici del cuore
Le delusioni sono le cicatrici del cuore. Alcune grandi, alcune piccole altre antiche e profonde, ma ognuna di esse porta un nome. Il nome di un amico, di un genitore, di un compagno, di un parente segni di prove e dolori superati che ogni tanto ancora fanno male, come le ossa rotte quando cambia il tempo. Ma le delusioni sono anche le medaglie del cuore, che affermano la vostra capacità di amare e di dare fiducia alle persone anche se queste vi hanno feriti, traditi e ingannati. Sono le medaglie che dimostrano quanto coraggio abbiate per riuscire a credere ancora nell’amore nonostante sappiate quanto male può fare.Una delusione diventa una cicatrice del cuore quando smettiamo di provare risentimento verso chi ce l’ha provocata, allora la ferita si chiude non sanguina più, ma noi siamo diventati più forti e un po’ più prudenti .Come quando da bambini cadevamo con la bici o giocando a pallone e tornavamo a casa con le ginocchia sbucciate, così doloranti da farci che non saremmo mai più saliti su qualsiasi cosa avesse avuto le ruote, ma poi quando ancora non era nemmeno caduta la crosta e il richiamo degli amici in strada diventava troppo forte, correvamo di nuovo verso un’altra avventura. Certo il cuore non è un ginocchio, ma il processo di ripresa è più o meno lo stesso e le delusioni fanno male quanto noi glielo consentiamo. Pensate, se da bambini invece che le carezze e le coccole della mamma, aveste buttato sale sulle vostre sbucciature, cosa sarebbe successo? Il dolore sarebbe diventato insopportabile e sicuramente la voglia di tornare a giocare vi sarebbe passata del tutto. E’ così anche per le vostre ferite del cuore, se continuate a torturarle con pensieri angosciosi e sensi di colpa seguiteranno a sanguinare e allora tornare ad amare sarà veramente difficile. Curatele, invece, e tenetevele strette, saranno i vostri piccoli campanelli d’allarme che vi avvertiranno ogni volta che sarete in pericolo, per ricordarvi che amare si può, ma senza dimenticare di difendere se stessi.
Perchè l’amore fa passare la fame
Quando ci innamoriamo il nostro cervello accresce la produzione di dopamina, noradrenalina e feniletilamina , neurotrasmettitori che inondano il corpo e scatenano reazione fisiologiche, quali il battito cardiaco accelerato, l’aumento di sudorazione, l’euforia, l’eccitazione, l’insonnia e anche… il minore appetito. È proprio la PEA, sostanza chimica con una struttura simile a quella delle anfetamine, che ci riempie di entusiasmo amoroso ma chiude lo stomaco. Non si sa esattamente come questo neurotrasmettitore agisca sull’inibizione della fame, ma la sua “esplosione” nel nostro organismo durante l’innamoramento ci regala moltissima energia ed eccitazione emotiva. A livello biologico, insomma, è tutta questione di chimica. Nella fase iniziale dell’infatuazione, quando si desidera focosamente l’altra persona, senza però che si sia ancora instaurata una relazione a due, l’organismo è inondato dagli ormoni dello stress. È il classico “sfarfallìo” del cuore, che chiunque ha sperimentato di fronte all’uomo o alla donna per cui ci si è presi una cotta, spesso seguito da vampate di calore, viso che arrossisce, mani che sudano. Reazioni repentine, irrefrenabili, spesso persino inaspettate, legate a momenti intensi vissuti insieme alla sospirata dolce metà. E se poi Cupido mette bene a segno le sue frecce, e colpisce dritto al cuore i tremiti lasciano il posto all’euforia: l’amore, ricambiato, è travolgente, folle, smodato. Energia allo stato puro che spazza via il sonno, la fatica e, appunto, la fame. Perché, in un certo senso, è come se ci nutrissimo solo d’amore. E anche Dante, pur non conoscendo la “chimica dell’amore”, è risaputo che soffrì di inappetenza, quando si innamorò di Beatrice.
Un oceano rosa
Regalare un mazzo di fiori è uno dei modi più comuni con cui gli uomini dimostrano che ci tengono, soprattutto quando ne hanno combinata una bella grossa! Un uomo per far tornare a sorridere la moglie, diventata cieca in seguito a complicanze del diabete, ha piantato milioni di piantine nel suo giardino in modo che potesse almeno sentire il profumo e quindi la potenza della natura.Il signore e la signora Kuroki dopo 30 di matrimonio e di duro lavoro nel loro caseificio in Shintomi, avevano deciso di passare il resto della loro vita a viaggiare, nel giro di una settimana però lei è diventata cieca a causa del diabete ed i medici non hanno potuto fare niente per bloccarlo. La signora è entrata nel tunnel della depressione ed era triste per tutte le cose che avrebbe voluto fare e vedere e che adesso resteranno per sempre un sogno nel cassetto. Il marito, per cercare di aiutare l’amore della sua vita, ha piantato nel suo giardino una quantità incredibile di fiori Shibazakura rosa sperando che la gente vedendoli, passasse a trovare la donna e che lei potesse sentire il calore avvolgente e magnifico dell’incontro con persone sconosciute. Piantina dopo piantina in 10 anni il signor Kuroki ha creare un bellissimo oceano rosa che oggi viene visitato da 7mila persone al giorno, il giardino è una grande attrazione ma tutti vogliono conoscere la donna per cui è stato fatto tutto questo. Una storia dolce, romantica e incredibile, il signor Kuroki è un fuori classe, fa sfigurare tutti gli uomini del mondo!
Esprimere le emozioni
Per arricchire la comunicazione con gli altri, è molto importante imparare a parlare con il cuore. Sembra facile, ma non lo è. Questo perché non si tratta solamente di dire le cose e nel modo giusto, ma anche di farlo al momento giusto. C’è solo una strada da percorrere per riuscirci: esprimere le emozioni. Non bisogna esprimere le proprie emozioni solo quando va tutto bene. Di fatto, è molto più importante farlo quando le cose vanno male. Quando ci sentiamo confusi, turbati, la via d’uscita non è il silenzio. Non lasciate che queste emozioni restino dentro di voi e vi facciano del male. Esprimete ciò che pensate e provate in qualsiasi circostanza. E assicuratevi di farlo in tempo. Non sempre è facile identificare il momento corretto, ma a poco a poco imparerete a parlare al tempo più opportuno. Non c’è una formula esatta per stabilire cosa definisce o meno una corretta comunicazione emotiva. Di certo nei momenti di irritazione o rabbia si prova un forte desiderio di dire la prima cosa che passa per la testa. La maggior parte delle volte ci pentiamo di aver ceduto a questo impulso, perché alla fine non serve a esprimere quello che vogliamo dire. Anzi, rischiamo di fare danni e bloccare la comunicazione. Parlare con il cuore è sempre più facile quando in ballo ci sono emozioni positive. Non dovremmo mai stare zitti quando proviamo qualcosa di bello e positivo. È un buon modo per cominciare a collegare emozioni e parole, senza l’intermediazione del pensiero. In altre parole, aiuta ad nutrire la spontaneità. Una persona che sa esprimere le emozioni al momento giusto, in maniera chiara e senza ferire gli altri, di sicuro è pronta a portare i suoi rapporti interpersonali a un livello superiore. Questo evita un’infinità di problemi e di angosce. Imparate a comunicare con il cuore, ne vale la pena.
Egoismo sano fa bene anche all’amore
Cresciamo con il convincimento che essere egoisti sia sbagliato, che è molto meglio essere buoni e gentili, porgere l’altra guancia e dimostrarsi delle brave persone, in realtà un po’ di sano egoismo è necessario per sopravvivere. L’egoismo sano ci permette di vivere al meglio le storie d’amore, di lasciarci andare senza perdere il proprio baricentro, di saper raccogliere la differenza tra volare e buttarsi da un precipizio senza paracadute. In amore occorre essere forti perché perdersi è fin troppo semplice, quando va bene e si incontra la persona giusta, che prova per noi un affetto sincero e vero, le barriere non sono indispensabili, o quanto meno possono diventare flessibili. Il mondo però è pieno di farabutti e spesso ci si ritrova a dare amore assoluto nella speranza di riceverne un po’ anche noi, e non è giusto, l’amore non si deve mendicare ma ricevere con la stessa intensità con il quale si dà. Prima di dare pensate a quello che ricevete, prima di rinunciare a qualcosa pensate bene per chi o cosa lo state facendo. Accrescere un egoismo buono e mettere noi stessi davanti a tutti gli altri purtroppo è indispensabile e prima si impara, più sofferenze e insuccessi si evitano.
Le vacanze ci rendono più felici
Qual è la cosa che vi rende più felici? Può sembrare una domanda banale ma vale la pena rifletterci ogni tanto, mettere a fuoco cosa ci rende felici ci aiuta a liberarci del superfluo e di tutte quelle cose che facciamo per gli altri o per dovere e che ci rubano del tempo prezioso. Secondo una recente ricerca per il 49% delle persone, una vacanza al mare in montagna o un viaggio all’estero, supera in felicità anche il giorno del proprio matrimonio, il 51% invece preferisce un viaggio ad un’uscita con il partner. Le vacanze sono una boccata di aria fresca, ci consentono di sentirci liberi e di fare qualcosa per noi stessi, senza doveri e oppressioni. La ricerca, effettuata da una nota agenzia, rivela che viaggiare ci da una carica emozionale che supera anche il matrimonio, la vita di coppia, fare un bambino o gli anniversari. Per il 77% degli intervistati il modo migliore per scongiurare la tristezza è partire. Questo studio ha coinvolto 17.000 persone in 17 paesi nel mondo, una visione ampia che alla fine ci dimostra come certe sensazioni siano universali.
Oggi in particolar modo baciatevi…ma fatelo sempre!
Passionale, torrido, romantico, dolce. Oppure finto, ipocrita. Addirittura traditore. Dietro un bacio non c’è solo il lavoro di 35 muscoli facciali, ma anche molta storia della letteratura e del cinema. Non si poteva, dunque, che celebrare questo straordinario scambio di sentimenti, microbi e ferormoni tra esseri umani, dedicandogli dal 1990 la Giornata mondiale del bacio, quella del 6 luglio. Il bacio è una manifestazione di amore, di devozione, di tenerezza ed è il simbolo di tutto quello che può avvenire di buono nel mondo, tanto da saper spezzare anche il più potente degli incantesimi. E’ anche uno dei gesti più antichi che si conoscano, trasversale a molte culture e può essere praticato in modi diversi, ma il significato è sempre lo stesso: comunicare un messaggio di affetto e di vicinanza. E contribuisce a mantenerci in buona salute. Baciare è importante, e non lo si fa mai abbastanza. La più romantica espressione di amore, affetto e passione, infatti, non solo migliora umore e autostima, ma che è anche un vero e proprio toccasana per la nostra salute. Pertanto baciatevi per salutarvi alla stazione quando salite in treno, stretti tra le braccia del vostro lui nel vostro letto, sulla sabbia in riva al mare in una baita in montagna, quando partite per una vacanza, quando tornate da una vacanza, baciate, vostra mamma, i vostri figli, vostro marito i vostri nonni i vostri amici…..insomma baciate tutti e più possibile sarà solo pura energia per il vostro cuore e la vostra testa
Quando lui va in vacanza senza di te
Le vacanze sono uno dei momenti preferiti dalla coppia. Si desiderano, si attendono, si programmano insieme. Ma non sempre si riescono a fare come si vorrebbe. Talvolta divergenze organizzative, impegni lavorativi o imprevisti dell’ultima settimana ci sottraggono dalle mani il sogno della vacanza condivisa. E la soluzione diventa una: accettare di partire da soli, in tempi diversi. Altre volte, è il partner stesso a rivendicare il bisogno di “staccare la spina” da tutto: relazione inclusa. È allora bene parlarne e chiarire ogni dubbio. Lasciarsi alle spalle gelosia e rabbia, senza dar spago alle ansie da controllo. A ribadirlo è la psicologa Lucia Vaselli, che ci offre una visione positiva sulla vacanza separata. Quali consigli darebbe, per “accettare” questa situazione? Purtroppo ci sono delle volte in cui si è costretti a fare vacanze separate, per questioni organizzative, lavorative o imprevisti. Allora non c’è molto da fare, se non accettarlo. Magari si può pensare a ritagliarsi uno spazio breve, come un weekend al mare, in cui stare intanto insieme. Nulla vieterà di prendersi, in simultaneità, qualche giorno di ferie più in là. Nel caso in cui, invece, è lui che vuole andare in vacanza per conto suo, la faccenda si complica. Se ha dato una spiegazione valida della sua scelta, lei potrà per lo meno mostrarsi comprensiva. Facendogliela comunque scontare con qualche battutina, o con un po’ di broncio: noi donne siamo fatte così. Ma se lui non ha dato motivazioni precise, ecco che potrebbe sorgere un acceso conflitto. L’unica via per uscirne sarà, come sempre, parlarne. Chiaramente prima della partenza. Se si tratta di un rapporto solido, lo scontro servirà a confrontarsi. Per non entrare nel tunnel della rabbia e della gelosia, occorre lasciare che lui viva la sua vacanza. Che senta la mancanza della partner. Il che non potrà accadere, se ce l’ha sempre addosso! Se lei non riesce a trattenersi dal viverla con stress e con manie di controllo, tanto vale ‘forzarsi’ e sforzarsi. Mollare il cellulare a casa, uscire, fare shopping, concentrarsi sul lavoro,aperitivo con gli amici. Potrebbe venir fuori persino il lato positivo di questa apparente solitudine: la bellezza di riscoprire un contatto con voi stessi. In fin dei conti, trascorrere vacanze diverse e separate potrebbe anche far bene alla coppia…