Quando ridere diventa una terapia

Non c’è niente al mondo di così irresistibilmente contagioso come il riso e il buonumore, disse Dickens. Ebbene si, sicuramente ricorderai tante cose della tua vita dalla gita al mare con gli amici, agli eventi che hanno segnato la tua vita, ma di sicuro ricorderai quella volta che hai riso a crepapelle fino ad avere i crampi allo stomaco Proprio così, ridere è un gesto tanto semplice quanto benefico: è terapeutico, permette di allontanare ogni negatività e aumentare la propria vitalità. La risata può essere spontanea e generata da qualcosa di divertente o da qualcuno dotato di un grande senso dell’umorismo. Ma non solo, può anche essere indotta. Ebbene sì, si può ridere anche senza motivo. Questo il focus dello Yoga della risata, una disciplina accessibile a tutti che insegna con un po’ di allenamento a lasciarsi andare a una risata liberatoria. I benefici psico-fisici sono tanti: la pratica infatti, se svolta con regolarità, permette di ritrovare il benessere e fare il pieno di energia. In cosa consiste? Questa pratica, decisamente liberatoria, si svolge in gruppo perché la risata grazie ai neuroni specchio che si attivano  quando si è in compagnia di altre persone diviene contagiosa. Porta il tuo corpo a ridere, la tua mente lo seguirà’ stando a quanto afferma il Dott. Kateria è possibile ridere anche se non c’è uno stimolo comico. Innescare la risata è molto semplice: si ispira con il naso, si trattiene l’aria nei polmoni e si espira ridendo. Più ci si allena e più la risata si sblocca e si lasciano così andare emozioni bloccate, ci si sente più leggeri

Colazione energetica

Semplice e veloce da fare, la tazza di frullato è un grande aiuto per chi è sempre di corsa.Come prepararlo: fate un frullato cremoso, versatelo in un piatto vuoto, quindi aggiungere un po’ di frutta ed altri ingredienti come semi di sesamo, bacche di Goji, fichi, mirtilli o banane. L’aspetto più importante è quello di trarre vero piacere nel mangiare la vostra prima colazione gustosa e colorata. Niente di meglio per iniziare il vostro nuovo giorno

Sonnellino pomeridiano una buona abitudine non per tutti

Il pisolino è previsto dal nostro orologio biologico afferma la psicologa Farina La nostra naturale propensione al sonno è regolata dalle cosiddette ‘finestre’ permissive: una è quella serale, una è quella postprandiale. Sono questi i momenti in cui il nostro corpo si dà il permesso di lasciarsi andare  al sonno. Concedersi una pennichella dopo pranzo, dunque, è buona norma, ma non per tutti: solo chi dorme bene la notte può farla, tutti gli altri dovrebbero evitarla. Chi soffre di insonnia non dovrebbe mai dormire di giorno, puntualizza l’esperta: Per loro si tratterebbe solo di un finto recupero. Il pisolino potrebbe seriamente danneggiare la già delicata struttura del sonno di chi dorme male. Il tavolo dove si è appena finito di mangiare ma meglio il divano  morbido e accogliente, il silenzio della casa concilia il sonno: tutto sembra essere un invito ad addormentarci. La pennichella, però, non dovrebbe durare oltre i 30 minuti. È un riposino ristorativo, il tempo di cui il nostro corpo ha bisogno per recuperare è breve. Superando di molto la mezz’ora, c’è il rischio di svegliarsi scombussolati o con un forte mal di testa. Alla lunga i pisolini prolungati possono portare il soggetto a sviluppare disturbi del sonno. Il pisolino va fatto dopo pranzo e non in altri momenti della giornata. L’orologio biologico ci dice che siamo pronti a due riposi: uno è quello serale, un altro è quello postprandiale. Non ne prevede altri, non è nella nostra natura. Sentire il bisogno di addormentarsi nel tardo pomeriggio o in altri momenti della giornata potrebbe essere il sintomo di notti vissute male. Insomma, se ci viene sonno sull’autobus o se sentiamo il bisogno di sdraiarci e chiudere gli occhi in un orario in cui il nostro corpo dovrebbe essere attivo, dovremmo iniziare a valutare la qualità del nostro sonno notturno.

La pazienza

Nel trambusto impetuoso delle emozioni, dei tempi, dei ritmi quotidiani sempre di corsa, del bisogno di soddisfare subito i nostri desideri o di “mordere la vita” che significa: afferrala, ora!, dover agire, la pazienza sembra una condanna. È la capacità di riconoscere, profondamente, il ritmo e il tempo e le condizioni che servono perché la realtà si possa manifestare. È un rovesciamento. È stare con la meraviglia del ritmo e del tempo che serve perché i frutti possano maturare al sole, affinché in nove mesi un bambino si possa formare nella pancia della sua mamma, perché la torta possa cuocere e lievitare in forno ma anche per far sì che l’ingorgo di macchine sulla strada si sciolga e il traffico ritorni scorrevole. E allora sì, è essenziale per la nostra vita e può essere una delle chiavi che la rende felice, che ci permette di onorarla al meglio.

Un idea Geniale !

Il covid e le relative restrizioni ci hanno fatto venire una voglia di viaggio, di mare di montagna di libertà e aria aperta che non pensavamo nemmeno di poter avere. Sì, è il classico meccanismo che si innesca quando qualcosa ci viene proibita: la desideriamo di più. Ed è per questo che i camper stanno avendo un successo di proporzioni mai viste. Ma sta accadendo anche qualcos’altro: vogliamo più spazio, e comodità, anche in campagna. Soprattutto perché, tempi e Covid permettendo, vogliamo passare in mezzo alla natura più di qualche giorno, semmai qualche settimana. E, perché no, per chi può farlo anche qualche mese. Ed ecco, quindi, che arrivano le idee per averlo questo spazio, a prezzi che non pensavamo possibili: il De Markies è un camper che triplica il suo spazio. Si apre a soffietto, e di colpo diventa ben 3 volte più grande.Il progetto, risale al 1985, ma soltanto la recente impennata di interesse e amore per il camper e il viaggio economico ha spinto ha cominciare, finalmente, la sua produzione. Ed eccolo finalmente. Parliamo di un camper così grande che, nello spazio in cui di solito deve stare tutto, c’è solo la zona giorno. In uno degli spazi che si aprono si fa una veranda con tanto di studio dove poter collocare un salottino . E nella terza parte, anch’essa proveniente dall’apertura a soffietto, la zona notte, con mobili e  ben due stanze da letto. Una casa, più che un camper. Eppure il prezzo, sarà probabilmente tra i più bassi del mercato.

Una casa con meno di dieci mila euro

Tra le nuove tipologie di case più interessanti ce n’è una che, davvero, potrebbe cambiare per sempre il nostro modo di abitare. Quella in metallo. Le case in metallo nascono, diciamo così, un po’ per caso. Inizialmente erano i prefabbricati al Polo nord, le case di fortuna e i rifugi di montagna, oppure i container trasformati, per risparmiare, in piccole case indipendenti. Poi, di colpo, sperimentando ci si è resi conto che hanno delle caratteristiche uniche: flessibilità e resistenza agli urti, elasticità per resistere a terremoti e pesi, ma anche isolamento, e leggerezza. Uno dei punti più interessanti, però, è quello economico. Le case di metallo, se costruite in un certo modo, sono molto economiche. Così tanto che un piccolo rifugio lo si ottiene con poche migliaia di euro. L’esempio più classico, e più diffuso, è quello del container: si compra un grosso container sì, proprio quelli commerciali che viaggiano sulle navi che portano cesti e vari articoli dall’estero e lo si isola, in modo che trattenga il calore d’inverno e il fresco d’estate. Fatto questo, non resta che aprire delle grandi finestre e porte. Ed ecco fatto. Se consideriamo che il container costa poche migliaia di euro, anche soltanto duemila per i più piccoli tremila euro, per quelli più grandi  il costo per renderlo una vera e propria mini casa è presto detto: quello degli infissi e dell’isolamento. Diciamo,  altri duemila euro circa . Ecco perché con soli quattromila si può già avere una casa si arreda con un mobilio semplice e funzionale  Ma, per lo stesso principio, ci sono case di metallo a più piani, fatte proprio con questo spirito risparmiatore, e sono stupende, oltre che economiche. La loro leggerezza fa sì che le si possa rialzare da terra, magari con dei pali, e poi servite con scale metalliche altrettanto economiche. Insomma, una casa di metallo, con meno di diecimila euro, ma anche con meno di ottomila, la si ottiene. E sarà bellissima.

L’Italia e la sua cucina

Senza alcun dubbio l ’Italia è uno dei paesi più visitati al mondo, è il paese con la cucina più buona e più varia del pianeta. In giro ci sono tragiche imitazioni della cucina italiana come le fettuccine Alfredo, gli spaghetti con le polpette e la pizza con l’ananas. In questo enorme traffico di viaggiatori stranieri, oltre al mix di ricette regionali, di piatti stagionali e di folli imitazioni d’oltreoceano, capire cosa si aspetta dalla nostra gastronomia un turista che arriva per la prima volta in Italia, non è così scontato. Ma quali sono i piatti tipici italiani più conosciuti dai milioni di visitatori che arrivano ogni anno nel nostro Paese? Eccoli qua alcuni dei piatti più richiesti … Si comincia! La Pizza, forse, nasce a Napoli, città che ne rivendica la paternità  e dove di sicuro conosce l’aggiunta della salsa di pomodoro a condimento del sottile strato di pasta. Alla base di tutto un caposaldo della cucina italiana: la pasta fresca accompagnata da un condimento tra i più conosciuti al mondo, il ragù alla bolognese, più spesso conosciuto semplicemente come bolognese. Spaghetti e Italia sono un binomio inscindibile nell’immaginario collettivo dei gastronauti di ogni parte del mondo, in tutti i continenti si cuociono spaghetti, tutti i turisti e i visitatori che giungono nel nostro paese li esigono più e più volte. In Liguria, la salsa a base di basilico e pochi altri ingredienti è la vera bandiera gastronomica della regione. Un umile impasto di farina, acqua, lievito e sale, con il tocco finale di olio evo. La bistecca alla Fiorentina mast della cucina Toscana un buon taglio di carne, ben frollato, con una marezzatura abbastanza evidente e con uno spessore adeguato almeno 4 cm da cucinare su carboni ardenti per gustarla al meglio

Abbracci

Se trasformassimo in realtà tutti gli abbracci virtuali che ci scambiamo alla fine di una telefonata o di un sms, il mondo sarebbe sicuramente un posto migliore. Secondo i ricercatori svedesi Ian Armstrong e Lena Forsell, infatti, non esiste antidepressivo più potente di un abbraccio. E soprattutto non ha controindicazioni. Un abbraccio sincero di 20 secondi produce un ormone che placa paure ed ansie e ha potenti effetti terapeutici. Questo prodigioso tranquillante è offerto gratuitamente ogni volta che si prende una persona tra braccia, che si culla un bambino, che si accarezza un gatto, che si balla con qualcuno o, semplicemente, quando si tiene un amico per le spalle, pensate ad  un abbraccio in riva al mare, al ritorno da una gita, alla stazione, abbracci che durano alcuni momenti, considerato che la durata media di un abbraccio tra due persone è di 3 secondi, forse abbiamo tanto lavoro da fare per migliorare il pianeta. …Un abbraccio.

Il fiore del bacio

È conosciuto come il fiore del bacio ed è originario delle foreste umide dell’America centrale e meridionale, in particolare della Colombia, del Messico, del Nicaragua, ecc. nota per le sue infiorescenze, caratterizzate nelle prime fasi dello sviluppo da una coppia di brattee carnose di colore rosso intenso, che ricordano la forma di due labbra. L’infiorescenza matura, assieme alle brattee. Il periodo di fioritura va da dicembre a marzo. A causa della sua origine, ama ambienti umidi e della giungla, dove piogge costanti e umidità fanno parte della giornata. Cresce sotto i grandi alberi che lo circondano nella foresta, quindi ha bisogno di più accompagnamento per sentirsi a proprio agio. Ha la forma delle labbra quando si bacia, da qui il suo nome sorprendente, anche se è più sorprendente vederlo di persona. Queste “labbra” finiscono per aprirsi a formare una sorta di chioma che protegge i suoi piccoli fiori bianchi che si sviluppano nel tempo. La sua forma è molto attraente per farfalle e colibrì Possono svilupparsi sia a livello del mare che ad un’altitudine di oltre 2.000 metri fintanto che sono sotto grandi alberi che danno loro l’ombra e la temperatura di cui hanno bisogno.

Jabuticaba

Le foglie sono color salmone da giovani e verdi quando maturano; l’albero cresce molto lentamente; preferisce un suolo umido, leggermente acido ma si adatta molto facilmente perfino a substrati alcalino-sabbiosi se curato e irrigato. Ha fiori bianchi che crescono direttamente sul tronco Nel suo ambiente di origine fiorisce e fruttifica una o due volte l’anno, ma con abbondante umidità fiorisce di frequente e i frutti possono essere presenti tutto l’anno. I frutti, di 3–4 cm, con uno o più semi , crescono direttamente sul tronco principale e sui rami della pianta, conferendo un aspetto particolare all’albero. La buccia è massiccia, viola o verdastra, e copre una polpa dolce, bianca o rosacea, gelatinosa. I frutti, raccolti e presentati in grandi cesti sono molto comuni nei mercati brasiliani, sono mangiati soprattutto freschi; la loro popolarità può essere paragonata a quella delluva. Non sono tuttavia durevoli: privi di acidità possono fermentare già 3 o 4 giorni dopo il raccolto, quindi spesso sono usati per marmellate, crostate, e data la facilità a fermentare, per vini e liquori, per questo non facile da esportare  si consuma nei luoghi di coltivazione.