Siete davvero convinti che zucche, carote, peperoni e sedano servano solo per preparare gustose insalate? Forse non avevate ancora visto l’orchestra che suona solo gli ortaggi la Vienna Vegetable Orchestra, la prima band che suona con gli ortaggi! Il progetto musicale è iniziato 15 anni fa per gioco. L’orchestra, formata da 12 elementi, è ben presto cresciuta in tutta Europa, facendo appassionare la gente sia alla musica che ai temi ambientali, di cui il gruppo si fa portavoce. L’orchestra singolare, voluta oltre dieci anni fa da Dale Stuckenbruck, 63enne musicista tedesco che insegnava musica a Long Island. Orchestra singolare, dicevamo, ma non l’unica: esiste un’orchestra vegetale viennese già da parecchio tempo, stessa cosa per la London Vegetable Orchestra; ma è l’unica orchestra di questo tipo a New York, chiamata a esibirsi nelle scuole, nelle biblioteche, negli eventi più diversi. È anche comparsa in un piccolo film .Ai musicisti non è richiesto solo l’impegno ordinario fatto di note e spartiti: la durata degli strumenti vegetali è breve, prima di ogni sessione di prove ne devono costruire di “freschi” intagliando zucche, meloni e carote. Per ogni concerto servono circa 70 chili di verdura ed oltre tre ore per prepararli artigianalmente come strumenti musicali. Ecco, così, che nascono violini fatti di porri, trombe di peperoni, batterie di zucche, tamburi di sedano e flauti di carote. Gli strumenti vengono conservati in acqua e ghiaccio in modo che restino sodi a lungo e producano suoni nitidi.La Vegetable Orchestra è in grado di riprodurre qualsiasi tipo di musica, dal jazz a quella elettronica, con l’obiettivo di far scoprire i suoni naturali insiti in ciascun ortaggio. Durante la performance musicale, inoltre, il pubblico riceve anche una zuppa calda di verdure.
Metti una sera a cena…
Metti che una sera a cena ti viene voglia di stupire i tuoi amici….La fonduta di formaggio è un piatto tipicamente svizzero, conviviale, pensato per riunire le persone intorno ad una pietanza collettiva gustosa e molto stuzzicante. La fonduta prevede la fusione di due o più formaggi in un pentolino apposito chiamato caquelon, cioè un contenitore in ceramica, ghisa, rame o acciaio dal fondo molto spesso, per evitare che il contenuto bruci. Sul fondo della pentola infatti si forma sempre una crosta assai prelibata che viene gustata per ultima. Le ricette per la fonduta sono numerose anche se le due più classiche sono quella svizzera, appunto, con groviera, vino e liquore, oppure quella valdostana, con la fontina. 400 g di formaggio fontina doc.30 g di burro 4 tuorli d’uovo 25 cl di latte intero fresco. Pan carrè oppure verdure facoltativo: olio al tartufo bianco o tartufo bianco in scaglie. Tagliate a pezzetti la fontina, ponetela in una ciotola e unitela al latte: lasciatela riposare per 4 ore circa, fuori dal frigo. Successivamente in una pentola dal fondo spesso fate sciogliere il burro e unite la fontina con il latte. Tenete la fiamma bassa, mescolate con delicatezza e quando il formaggio è sciolto aggiungete i tuorli d’uovo, incorporandoli velocemente per evitare che solidifichino. Mescolate con calma e facendo con il mestolo movimento a forma di “8” e lasciate cuocere a fuoco bassissimo per 20 minuti. Aggiungete due cucchiaini di olio al tartufo bianco oppure qualche scaglia, se vi piace. Tagliate il pan carrè a quadratini oppure le verdure che preferite, cotte o crude, che poi potrete intingere nella fonduta. La fonduta può anche essere versata sulla polenta. Buon appetito!
Chi lo avrebbe mai detto?
Il ristorante dove è più difficile entrare è nello stato di New York, ma a 250 km dalla Grande Mela precisamente a Earlton, luogo sconosciuto alla maggior parte di foodie e gastroexperts. Qui la lista d’attesa è completa fino al 2025, e hanno smesso di prendere prenotazioni dall’aprile 2014. Damon Baehrel è il proprietario di quello che sembra essere il ristorante più esclusivo in assoluto. Se volete cenare da lui infatti bisogna pensarci almeno cinque anni prima, dato che prima di allora le serate sono già tutte prenotate. Inoltre Damon fa tutto da solo a meno che non si contino la moglie e un amico che lo aiutano a gestire le prenotazioni: è lo chef, ma anche il cameriere, il contadino, il giardiniere, il casaro, il produttore di insaccati e carne, l’enologo, il falegname…Insomma, quando si dice un’impresa individuale. Anche il modo di fare e intendere la cucina qui è particolare: vengono utilizzati unicamente i prodotti a km 0 ricavati dalla proprietà Tutto viene creato, comprese la farina e l’olio. Abbandonato da tempo lo zucchero, come dolcificanti sono invece utilizzati essenze di frutta concentrata, e nel particolare uva .È incredibile come questo chef sia riuscito ad ottenere un tale successo senza mai avvalersi della pubblicità ma solo del passaparola.Tra i clienti vi sarebbero anche molte celebrità, come Martha Stewart e Jerry Seinfeld, e, secondo indiscrezioni, anche la famiglia Obama avrebbe prenotato.Se volete provarlo, massima calma e aspettate il 2020, quando riapriranno le prenotazioni per il 2025.
I laghi rossi… ma non è inquinamento
Un fenomeno naturale, curioso e sorprendente che affascina biologi e fotografi. Sono i laghi le cui acque assumono il colore rosa. Ancora più sorprendente è sta succedendo in giro per il mondo: Australia, Senegal, Spagna, Canada, Azerbaigian e anche Italia. Nel nostro Paese a fare invidia ai fenicotteri sono le Saline di Cervia, dove i cristalli del minerale vengono pigmentati di tante sfumature del colore.“In Australia un lago non lontano da Melbourne è diventato rosso. Le immagini hanno rapidamente fatto il giro del web, e in tanti hanno temuto che si trattasse di una qualche forma di inquinamento. Invece si tratta di un fenomeno totalmente naturale, come ha puntualizzato su Facebook la direzione del parco. Non è inquinamento ll lago salato nel parco Westgate è rosso in questa stagione a causa dei livelli di sale molto elevati, delle alte temperature, della luce del sole e della mancanza di precipitazioni. Alcune alghe che crescono sopra il sale sul fondo del lago causano la colorazione rosso-rosa. Godetevi lo spettacolo dicono i responsabili del parco ma non entrate in contatto con l’acqua .La colorazione del lago tornerà normale nel corso dei prossimi mesi, con l’arrivo dell’inverno e il conseguente calo delle temperature.
Cosa accade se non facciamo la doccia per due giorni
A tutti può capitare di non fare una doccia per uno o due giorni. Si tratta di una dimenticanza che, però, ha ricadute significative sul corpo. A rivelare le conseguenze di un simile comportamento è una ricerca pubblicata da TwentyTwoWord e realizzata da un team di ricercatori americani. In pratica, in questo periodo, il corpo è oggetto di una vera e propria invasione batterica e di funghi. Sono oltre mille le tipologie di batteri che ricoprono il corpo in simili condizioni; si tratta di micro organismi spesso pericolosi per l’uomo, soprattutto se entrano in contatto con gli occhi, il naso e la bocca. Ma anche la pelle che può soffrire la mancanza prolungata di una doccia. Secondo i ricercatori, infatti, il contatto del sudore e l’umidità comporta abrasioni cutanee, infezioni, la proliferazione di funghi e, di conseguenza, di cattivi odori. La dermatite ad esempio, è una delle possibili conseguenze con macchie scure che si compattano con il tempo provocando uno strato di sporco difficile da eliminare, ma solo nei casi più gravi di scarsa igiene. Sono gli occhi, la bocca, i genitali, le ascelle ed il viso a rappresentare le aree del corpo più a rischio infezioni batteriche perciò è utile tenerle sempre ben pulite, lavandole accuratamente con l’ausilio di una spugna e un ottimo detergente e asciugandole bene.Anche la durata della doccia è importante. Un’esposizione eccessiva all’acqua corrente può comportare la rimozione del film idrolipidico della pelle, rendendo l’epidermide secca e squamosa. Insomma lavarsi è utile, ma è indispensabile non esagerare. Anche i bambini che hanno una pelle più delicata, devono essere lavati per non più di due volte alla settimana.
Latte, burro e formaggi, per l’Europa non possono essere vegetariani
I prodotti vegetariani e vegani non possono essere commercializzati con denominazioni come latte, crema di latte o panna, burro, formaggio e yogurt, che il diritto comunitario riserva ai prodotti di origine animale. Lo ha stabilito la Corte europea di Giustizia. La normativa Ue riserva infatti le denominazioni come crema di latte o panna, chantilly , burro, formaggio e yogurt, unicamente ai prodotti lattiero-caseari, vale a dire i prodotti derivati dal latte. Anche l’aggiunta di indicazioni descrittive o esplicative che indicano l’origine vegetale del prodotto in questione, non influisce su tale divieto. Quindi addio burro di tofu, addio formaggio vegetale, addio panna veggie. La sentenza prendere origine da una causa tra una società tedesca e l’associazione Verband Sozialer Wettbewerb. Esistono delle eccezioni, comunque, esplicitamente previste dalla normativa, come per il prodotto tradizionalmente denominato crème de riz in francese. Allo stesso modo, tra le eccezioni, è ammessa palesemente, a certe condizioni, anche l’utilizzazione, nella denominazione inglese di un prodotto, del termine inglese cream con un termine secondario, in particolare per designare bevande alcoliche o zuppe.
Fratellini distruggono il Titanic di Lego
Sono saliti in piedi sulla nave Titanic di Lego, saltandoci sopra con le scarpe. Il peso eccessivo ha provocato il crollo e il conseguente danno di oltre 1500 euro alla mostra Brikmania. Due fratelli romani,sfuggiti all’attenzione dei loro genitori, sono riusciti ad arrampicarsi di nascosto sopra la principale attrazione della mostra al Guido Reni District. L’opera d’arte, lunga 7 metri realizzata con i famosi mattoncini, ha però ceduto. Il danno è avvenuto quando il personale di reception preparava la chiusura compiendo gli ultimi sopralluoghi. A scoprire i due fratellini mentre si arrampicavano e saltavano a pieno peso sull’opera d’arte, uno steward della security che stava verificando quanti visitatori erano rimasti nei padiglioni dell’evento espositivo che ospita le 120 opere dedicate alla storia dei mezzi di trasporto costruite da 20 artisti utilizzando ben 3 milioni di mattoncini. Un bambino era già in piedi sulla parte anteriore del ponte della nave e saltava, mentre l’altro si stava aiutando nell’arrampicata tirando giù i mattoncini della fiancata del modello, e abbattendo tutte le scialuppe e omini che gli capitavano a tiro, pestandoli a terra ad ogni tentativo di sollevarsi. Lo steward è riuscito a far scendere i due ragazzini mentre il personale di reception, all’istante informato, rintracciava i genitori che si erano attardati in un’altra sala purtroppo il danno ormai era fatto tre persone ci hanno messo due ore solo per raccogliere i pezzi volati dappertutto nella sala. I genitori si sono scusati tanto essendo degli appassionati e sono apparsi costernati a tal punto da offrirsi loro stessi come aiuto per la raccolta dei mattoncini da terra, ma non è bastato. Purtroppo alcune decine di pezzi rintracciabili solamente in raccolte, rimasti schiacciati dal peso dei bambini con le scarpe, si sono irrimediabilmente deformati e non si incastravano più come prima compromettendo la stabilità di alcune strutture del modello Il personale della mostra si è fatto dare i dati dalla famiglia alla quale saranno addebitati i costi di ripristino dell’opera d’arte. Nella stessa serata due artisti, già impiegati nell’allestimento, sono stati convocati d’urgenza dagli organizzatori e si sono messi al lavoro per identificare i pezzi rovinati in modo irrimediabile, recuperare dal magazzino dei ricambi quelli disponibili e successivamente ordinare i mancanti.
Romantiche candele
Quando pensate ad una candela sicuramente vi verranno in mente situazioni romantiche, come ad esempio una cena a due. Oppure un bel bagno rilassante con la vasca circondata da piccole candele che creano giochi di luce sul muro. Tutto questo può essere presente proprio a casa vostra! Non fa parte solo di un immaginario così distante dalla vostra quotidianità! Comperare delle candele profumate per la vostra casa è un gesto semplice ma ricco di valore. Oggi la funzione della candela è totalmente cambiata rispetto al passato. Se prima la sua unica funzione era quella di illuminare o di venire in soccorso in momenti di emergenza, oggi le candele sono profumate, inebriano la casa di piacevoli essenze e le loro forme e i loro colori così particolari le rendono veri e propri complementi d’arredo. Provate e mettere delle candele profumate e colorate su una mensola bianca e vedrete il bell’effetto che faranno nella vostra stanza. Provate poi anche ad accenderle e chiunque si accorgerà della loro silenziosa, ma così costante presenza. Prima dell’acquisto verificate sempre la loro profumazione e pensate a dove posizionarle all’interno della vostra casa. Potreste sceglierne un paio diverse per ogni stanza, così da cambiare profumazione a seconda di dove vi troviate. Una candela può essere anche un piacevole pensiero da fare per Natale o per qualsiasi ricorrenza. Chiunque sarà felice di ricevere un oggetto così semplice eppure così ricco di intensità e profumo. Le candele profumate migliori sono quelle a base di oli essenziali: sostanze naturali dall’intensa fragranza, perfette per rendere ancor più “casa” la vostra abitazione.
Chi ha inventato le patatine fritte?
Ma voi, ve lo siete mai chiesto da dove nascono alcune cose ormai banalmente entrate nel nostro fare quotidiano? Ad esempio, chi inventò le tanto amate ed internazionali patatine fritte? Bella domanda…. L’onore dell’invenzione spetta al Belgio. Qui la patatina fritta è una vera e propria cultura, si trovano ovunque friggitorie che servono il prodotto in cestini o coni di carta e serviti da una varietà di condimenti. Le sue origini sono state certificate dal giornalista Jo Gérard che trovò un manoscritto risalente al 1781 che raccontava come le patatine fossero fritte prima del 1680.Gli abitanti della zona occupata dall’attuale Belgio erano soliti andare a pesca per poi friggere in olio il bottino raccolto. Quando però il fiume congelava e la pesca diventava pericolosa gli abitanti sostituivano l’alimento con le patate, fritte allo stesso modo e tagliate a forma di piccoli pesci. Le patate fritte si sono diffuse in Francia ed in Belgio a partire dal 1830, ma saranno conosciute in Nord America con il nome di french fries solo dopo la Prima guerra mondiale. In Gran Bretagna prenderanno il nome di chips. mentre, le patatine fritte rotonde, sottili e croccanti furono inventate da George Crum, un cuoco americano di origini indiane. Come sono nate? Un cliente troppo esigente, tanto tempo fa, mandò indietro ben tre volte un piatto di patatine fritte. George decise quindi di vendicarsi e tagliò le patate a fette molto sottili in modo da renderle croccanti e inafferrabili con la forchetta. Contrariamente a quanto si credesse, le patatine furono molto apprezzate dal cliente, rendendo il ristorante di George famosissimo. Successivamente vennero invece inventate le buste per patatine fritte.
La casa di marzapane diventa realtà
Si trova in Texas la casa più dolce… la favola di Hansel e Gretel sembra divenuta realtà.Che fosse un’artista stravagante ed eccentrica era ben chiaro sin da quando decise di trasformare la villetta dei suoi genitori in una casa stregata, l’occasione all’epoca era Halloween.In clima natalizio però, la poliedrica Christine McConnell ha deciso di mettere da parte zucche e mostri e di trasformare la stessa abitazione in una deliziosa casa di marzapane, riprendendo proprio quella ideata per Hansel e Gretel. E’ stata infatti realizzata la casa di marzapane più grande del mondo! Alta 6,5 metri, per una superficie di oltre 230 metri quadri, ha le dimensioni di una grande villetta ed ha conquistato un posto nel Guinness dei Primati. Sicuramente non si tratta di un piatto dietetico. Per “preparare” la costruzione, gli ingredienti utilizzati sono stati solamente: 815 kg di burro, 1325 kg di zucchero di canna, 3.325 kg di farina e 7.200 uova; la casa contiene un totale di 35,8 milioni di calorie. Bill Horton ha ideato la costruzione della casa, come iniziativa di beneficenza per un ospedale regionale. La casa di marzapane ha resistito al sole del Texas ed anche ad alcuni temporali. Ma gli insetti, avranno resistito a tale tentazione?