Lo stress sul posto di lavoro diminuisce radicalmente la produttività, per questo motivo la Ferray Corporation, un’azienda giapponese, ha deciso di correre ai ripari, riempiendo i propri uffici di gatti per rilassare i propri dipendenti. A Tokyo ci sono severe politiche per gli animali domestici, per questo motivo pochissimi hanno cani o gatti in casa. Accarezzare un amico peloso è quindi un vero lusso. La scelta non è stata senza conseguenze, i gatti infatti masticano i cavi, gettavano in terra penne, lapis, graffiano i muri e saltano sulle tastiere del computer. Nonostante ciò i dipendenti hanno imparato ad amarli e la comunicazione tra loro è migliorata esponenzialmente. E per quei dipendenti che non hanno un animale domestico è previsto uno speciale “bonus gatto”, ovvero circa 35€ euro per chi decidesse di adottarne uno. Anche in fase di colloquio per l’assunzione il tema “gatti” è molto importante e chi non li ama difficilmente viene assunto.
Un viaggio intorno al mondo
Una coppia americana ha deciso di fare borse e valige e intraprendere un viaggio intorno al mondo con i propri tre figli. L’impresa, però, non è semplice ed hanno deciso di chiedere l’aiuto di una baby sitter che li accompagni in viaggio e li aiuti ad accudire i bambini. Hanno quindi creato un annuncio ricevendo molte più richieste di quelle che si sarebbero mai aspettati: quasi 20.000 persone candidate per il lavoro! La coppia già da tempo gestisce un blog di viaggi, ma solo recentemente ha deciso di vendere la loro casa nello Utah ed intraprendere questo giro del mondo, che inizierà il prossimo luglio. Zelanda e l’Asia e promette già di essere una grande avventura. Va detto che non tutti hanno accolto positivamente la richiesta, alcuni hanno criticato lo stipendio tra i 1.200 e i 1.500 dollari considerato troppo basso per qualcuno che dovrebbe far giocare e accudire i bambini, cucinare e pulire. Una critica forse un po’ troppo severa considerato che oltre a questa cifra sono comprese tutte le spese di viaggio, vitto e alloggio!
I giardini zen
Chi segue la filosofia orientale sa bene che il principio di non dualità si ritrova in ogni aspetto della vita quotidiana. Per questo motivo, i cultori della filosofia zen, ritengono che la creazione, e la passione, di un giardino zen abbia numerosi benefici sulla salute, ma soprattutto sulla psiche umana. La visione occidentale si distacca totalmente dalla visione orientale nel capire l’essenza del giardino. Se per noi, nati in occidente, la cura di uno spazio verde può rappresentare un semplice passatempo, per la cultura orientale sta a significare la cura dell’anima, dell’essenza di noi stessi. Il giardino zen è, infatti, il luogo della meditazione, della scoperta di se stessi. Curare un giardino zen è come curare la propria salute, coccolarsi. Sposare la filosofia zen non può far altro che creare benefici alla salute umana. In apparenza, per chi non la conosce, la cura di questo giardino potrà apparire noiosa o monotona ma, secondo gli esperti, lo studio degli elementi essenziali del paesaggio zen aiuta l’individuo ad entrare in contatto con il suo io più profondo, quello più nascosto dalla superficie. E’ in grado di offrire calma, di ripristinare la concentrazione perduta e riordinare la pace che alberga in noi. Il rituale zen è dominato dall’elemento del silenzio, della non parola, che invoglia alla meditazione e alla contemplazione, cosicché il benessere possa farsi strada nell’animo umano.
Dipingere sull’acqua
Grazie ad una tecnica particolarissima in cui si lasciano cadere piccole gocce di colore in una ciotola d’acqua, questo artista riesce davvero a creare composizioni incredibili. Ebru o marmorizzazione è una tecnica di decorazione cromatica su carta che imita, riproducendone le chiazzature di colore, una superficie di marmo. Consiste nel porre un foglio di carta sulla superficie dell’acqua ed è resa possibile grazie alle proprietà di liquidi diversi insolubili l’uno nell’altro. I liquidi utilizzati sono quindi l’acqua, che forma lo specchio per la creazione della tavolozza cromatica, e i pigmenti ad olio diluiti in trementina e bile di fegato bovino. L’olio e la trementina risultano per la loro natura insolubili in acqua e costituiscono la sostanza da veicolare sulla superficie del foglio da marmorizzare, mentre la bile ha una funzione tensioattiva, ovvero permette di rompere parzialmente la tensione superficiale dello specchio d’acqua. La soluzione di pigmenti oleosi viene dunque deposta sulla superficie dell’acqua con schemi e disegni ordinati dall’artigiano. Solitamente si opera deponendo delle gocce che successivamente possono essere “tirate” utilizzando delle sottili. A questo punto non rimane che deporre il foglio da decorare sulla superficie, avendo cura di farvi planare il foglio in tutte le sue parti e di ritirarlo subito non appena questo mostra i segni dell’acqua che vi penetra.
Il sale affumicato
Il sale affumicato è ottimo per le ricette a base di pesce, per dare un tocco in più alle patate e per salare determinati primi piatti.Il sale affumicato ha un tipico aroma di legna e resine, utile anche per dare ulteriore spessore a selvaggina e cacciagione. Non solo, l’impiego del sale affumicato trova il suo impiego anche sulle tartare di tonno. Il sale affumicato inoltre trova il suo impiego tra i primi piatti, potete usarlo per salare le farfalle ai fiori di zucca oppure la classica carbonara. Ma come si fa?Come descritto, il sale affumicato vede molteplici usi, tuttavia, a causa del suo elevato costo, però, qualcuno potrebbe essere tentato a impiegarlo con parsimonia. E’ per questo motivo che vi daremo la ricetta del sale affumicato fatto in casa.In una ciotola, preparate una salamoia con acqua e sale. Aggiungete il sale fino a saturazione, cioè fin quando questo non riuscirà più a sciogliersi .In un barattolo o in una vecchia pentola, mettete dei trucioli di legno non trattato. Possibilmente impiegate trucioli di quercia, di ginepro, eucalipto, noce…. Assicuratevi di usare legno non trattato.Accendete i trucioli. Vi basteranno piccoli pezzetti di legno stagionato. Quando i trucioli inizieranno a bruciare, coprite il barattolo. Il fumo dovrà rimanere bloccato all’interno. Con un gioco di abilità dovrete velocemente porre la salamoia nel barattolo contenente il fumo. In alternativa, potete aspirare il fumo con una grossa siringa e iniettarlo nel contenitore contenente la salamoia. Tale procedura va ripetuta più e più volte. A questo punto, potete lasciare che l’acqua evapori spontaneamente al sole e recuperare i grossi cristalli di sale come avviene nelle saline. Oppure, potete riscaldare la salamoia in forno ed estrarre da li il sale affumicato. Basteranno pochi minuti a 180 °C.
Agrumi e demenza
Il consumo di frutta e in particolar modo di agrumi, secondo uno studio condotto in Giappone dalla Tohoku University è legato ad una minore incidenza della demenza. Potrebbe non essere una mela al giorno a togliere il medico di torno, ma un’arancia. O un pompelmo, un limone, due mandarini. Gli agrumi, grazie alle sostanze antiossidanti contenute mantengono il cervello ‘giovane’, afferma la ricerca di recente pubblicazione. Gli agrumi fanno bene al cervello, conclusione tratta confrontando dati raccolti in anni. A queste persone sono stati sottoposti quesiti sulle loro abitudini alimentari, e in particolare sul consumo di arance e simili. I soggetti sono quindi stati suddivisi in gruppi: chi consuma agrumi su base giornaliera, chi 3 o 4 a settimana, chi meno di due volte a settimana. Tenendo in considerazione alcuni fattori come età, stato di salute generale, è emerso che le persone che consumano più agrumi hanno il 23% di possibilità in più di non sviluppare la demenza. I flavonoidi in essi racchiusi avrebbero infatti il potere di prevenire la neuro-degenerazione. E la conseguente perdita di funzioni cognitive tipica di malattie come la demenza. Tuttavia si tratta di una patologia complessa, e gli autori dello studio ammettono alcuni limiti. Ma la statistica ha dati piuttosto evidenti, ed è una strada che non si può tralasciare di percorrere. E’ emerso inoltre che chi consuma più agrumi sono le donne, mediamente più istruite e conduttrici di stili di vita sani. Chi mangia meno agrumi è tendenzialmente chi ha abitudini alimentari scarsamente sane e poca cultura alimentare.
Baciare fa bene alla salute
Si sa al cuore non si comanda. Uno dei gesti più romantici e positivi che favorisce piacere e benessere mentale, è sicuramente baciare il partner, ma parrebbe essere anche un vero e proprio toccasana per la nostra salute fisica. Lo sapevi che una persona in media passa più di 20.000 minuti della propria vita a baciare? E circa il 40% degli over 55 ritiene che baciare regolarmente il proprio partner sia importante per mantenere viva la passione in un rapporto, come evidenziato da un recente studio. Ma i benefici del baciarsi vanno ben oltre il legame di coppia. Pronte a protendere le labbra? È un mini allenamento. Stando agli esperti, in un bacio intenso vengono coinvolti circa 146 muscoli, tra cui 34 muscoli facciali e 122 muscoli posturali. Con un “allenamento di baci” di fatto i muscoli lavorano così tanto che alcuni ritengono possa giovare al tono mascellare, tenendo alla larga le rughe. Baciare aiuta anche l’attività cardiovascolare. Proprio così, al pari di un tapis roulant, di una corsa al parco o di una qualsiasi attività aerobica, il bacio fa bene al cuore, e tutto questo, senza costringervi a sottoporvi a lunghissime sedute in palestra o esercizi complessi e sfiancanti. Quando ci si bacia infatti, il cuore si attiva e pompa più sangue; questo rappresenta un’ottima ginnastica per il nostro muscolo, che si manterrà più giovane e in forma. Il modo ideale per fare esercizio fisico, stando immobili e senza il minimo sforzo, vero? Fa bene alla salute emotiva… Quando si bacia, l’organismo rilascia un mix di sostanze chimiche e ormoni che prolungano i livelli di felicità. Quando ti abbandoni alle effusioni, viene rilasciata l’ossitocina l’ormone dell’amore che, oltre a offrire una sensazione di benessere, ti fa sentire più vicina al partner. Dulcis in fundo, durante il bacio le terminazioni nervose presenti sulle labbra stimolano la produzione di dopamina, altra sostanza chimica del cervello che stimola la felicità. E per quelle che amano la scarica di endorfine che segue un allenamento, la buona notizia è che dopo aver baciato la sensazione provata è simile… ma senza aver messo piede in palestra!
Intossicazioni alimentari dove si nascondono
Nell’immaginario comune un’intossicazione alimentare è facile da contrarre dietro il cibo di strada o quello più elaborato. Invece, c’è molta più probabilità di restare intossicati da cibi valutati “sani”, come le insalate, germogli di soia e succhi di frutta. A spiegarlo è Bill Marler, un legale specializzato in casi di intossicazione alimentare, che ha vinto 780mila euro per i suoi clienti, ha svelato i primi sei alimenti che non mangerebbe neanche sotto tortura. Insalata in busta. Potrebbe sembrare più igienica di quella fresca da lavare, e invece è stata già maneggiata da molte persone, e questo aumenta il rischio di intossicazione. Succhi di frutta a crudo. Possono sembrare sani, ma Marler assicura che uno dei suoi primi casi è stato proprio causato da un succo di mela a crudo diventato un ricettacolo di un pericoloso batterio Germogli di soia. In America, germogli crudi e poco cotti sono stati collegati a più di 30 casi di avvelenamento alimentare batterico negli ultimi 20 anni. L’avvocato dice: “Ci sono stati troppi focolai per non prestare attenzione al rischio di contaminazione del germoglio”. Hamburger al sangue. “Il motivo per cui tutti i prodotti macinati devono essere cotti più a lungo è che i batteri presenti sulla superficie della carne possono essere presenti, tritati, anche all’interno. Se poco cotti possono provocare avvelenamento o salmonella”. Uova crude o poco cotte. “Sebbene il rischio di contaminazione da salmonella è molto minore di quanto non lo fosse vent’anni fa è bene sempre mangiare le uova ben cotte”. Ostriche. Nel corso degli ultimi anni, le ostriche sono diventate più pericolose, secondo Marler a causa del surriscaldamento delle acque. “Le ostriche sono filtratori, raccolgono tutto ciò che c’è nell’acqua. Se ci sono batteri potrebbero esserci problemi, e ne ho visti più negli ultimi cinque anni che negli scorsi venti. Non vale la pena rischiare
Arriva il tè rosso
Battezzato da qualcuno come il the di Mandela, il the di Rooibos rappresenta la soluzione migliore per digerire in maniera naturale. Le preziose proprietà naturali della bevanda sudafricana sono state confermate da diverse ricerche internazionali. Un consorzio di ricercatori ha dimostrato come il tè rosso protegga il fegato dall’accumulo di grassi e aiuti a prevenire i disturbi metabolici grazie ai 25 differenti antiossidanti vegetali contenuti al suo interno. I risultati della ricerca sono stati pubblicati all’interno della prestigiosa testata internazionale Phytomedicine. “Una bevanda come il tè rosso può aiutare nella digestione anche dopo l’avvicinarsi di pranzi e i cenoni natalizi. Grazie alla sua azione antiossidante, aiuta a ridurre lo stress indotto dal pasto, aiutando durante il processo digestivo. Il suo basso contenuto calorico, l’assenza di caffeina le sue proprietà organolettiche uniche, fanno si che questo tipo di tè divenga l’alleato ideale per rimettersi in forma e depurare l’organismo appesantito dalle abbuffate E’ particolarmente indicato durante questo periodo dell’anno, in cui il fegato è messo a dura prova dagli stravizi culinari, rispetto ad esempio a momenti più tranquilli dal punto di vista alimentare”. Un consumo costante di tè rosso aiuta a ridurre in maniera significativa il colesterolo, i trigliceridi e gli acidi grassi. Sono considerate miracolose le virtù del the rosso Grazie alla presenza di calcio, manganese e fluoruro, rinforza ossa e denti. L’ampio spettro di sostanze minerali presenti rendono questo infuso particolarmente indicato a chi pratica un’intensa attività sportiva; L’infuso è caratterizzato da un gusto pieno, più simile a quello del tè che non a quello delle tisane. Si tratta di una delle poche piante della tradizione indigena a diventare la bevanda nazionale del Sud Africa e costituisce un’importante coltivazione commerciale. Da accurati esami scientifici si è appreso che questo the possiede delle preziose proprietà salutari e che la pianta the rosso contiene più di 200 sostanze attive. Per queste caratteristiche è stato proclamato la Star fra i tè
Lavarsi le mani aiuta a cancellare i vecchi pensieri
Recarsi in bagno e lavarsi le mani non è solo un gesto essenziale per l’igiene personale: è anche un ottimo modo per fare tabula rasa nel cervello, cancellando i vecchi pensieri e facendo posto a nuove idee. Lo dimostra un curioso esperimento condotto all’Università di Toronto, in Canada.I ricercatori hanno selezionato un gruppo di volontari la cui attenzione è stata attratta su un particolare obiettivo attraverso un gioco di parole o una breve intervista. In seguito, ai partecipanti è stato chiesto di osservare o di utilizzare una salviettina detergente per le mani. Sottoposti ad una nuova intervista, i soggetti che si erano lavati le mani hanno dimostrato di avere relegato quell’obiettivo nel “dimenticatoio”, dimostrando con le parole e con i fatti di ritenerlo meno importante rispetto ad altri obiettivi più “freschi”, suggeriti dopo. Le persone a cui era stato suggerito un obiettivo riguardante la salute, ad esempio, dopo l’uso delle salviettine hanno perso la tendenza a comportarsi in modo sano, scegliendo più spesso di mangiare una barretta al cioccolato piuttosto che una ai cereali», spiega uno degli autori dello studio. Che il lavaggio delle mani potesse pulire anche il cervello non è una novità assoluta: uno studio precedente aveva già dimostrato che questo gesto è in grado di ridurre l’impatto di esperienze psicologiche pregresse, ad esempio cancellando il senso di colpa associato ad un comportamento immorale. La vera novità dello studio canadese, però, sta nell’aver evidenziato il processo mentale che sta dietro a questo fenomeno. Il lavaggio, spiegano gli autori della ricerca, simboleggia dal punto di vista psicologico una procedura di separazione. Lavare via lo sporco significa quindi lavare via le vecchie idee che derivano da esperienze precedenti, facendo così pulizia per lasciare posto ai nuovi pensieri.