Come avere una casa sempre profumata di pulito quando si ha un cane

Il cane, si sa, è il migliore amico dell’uomo, ma a volte il suo odore non è gradevole quanto la sua compagnia… specialmente se adora rotolarsi nelle aiuole del giardino. Giocare nello sporco può essere fonte di odori molesti, ma molti altri fattori possono contribuire a far sì che il tuo cane non sia esattamente profumato. Per fortuna esistono anche tante soluzioni semplici e rapide…Come evitare che il cane abbia un cattivo odore Prevenire è sempre meglio che curare, e ci sono diversi modi per neutralizzare sul nascere lo sgradevole “”odore di cane””, prima che diventi un problema. Per prima cosa, assicurati di fare al tuo amico a quattro zampe una regolare toeletta, perché se il pelo viene trascurato può impregnarsi di sporco… e a quel punto il cattivo odore può diventare un problema costante. Se il cane emana un odore sgradevole, non è detto che sia sempre colpa sua. Anzi, a volte il poverino è del tutto innocente! I suoi giochi, la cuccia o la cesta dove solitamente dorme e le ciotole possono contribuire a spandere cattivi odori dentro casa. Per evitare che accada, cerca di tenere sempre puliti tutti gli oggetti con cui il cane viene a contatto: lava le ciotole come fai con i piatti del resto della famiglia e lava regolarmente e a fondo anche la sua cuccia o copertina. Perché è importante tenere pulita la casa per eliminare il cattivo odore dei cani Pulire regolarmente tutte le superfici passando l’aspirapolvere e lavando è un altro modo per combattere il cattivo odore dei cani. I pavimenti in laminato sono più facili da ripulire se al cane è scappato un bisognino inopportuno, Se al tuo cane capita di sporcare il tappeto o la moquette, cospargi del bicarbonato sulla zona interessata, lascia asciugare e poi passa l’aspirapolvere. Ricorda di aprire spesso le finestre per arieggiare la casa. E profumarla può aiutarti a eliminare i cattivi odori dovuti al cane. Malgrado il tuo impegno e il suo comportamento ineccepibile, la presenza del cane in casa può creare un cattivo odore persistente. Per una soluzione continua, colloca i profumatori nelle varie stanze della casa.

Come eliminare l’odore di pesce dopo aver cucinato

Tenere un diffusore in cucina aiuta a deodorare l’ambiente e rilascia una fresca e piacevole fragranza. Fai solo attenzione a posizionarlo lontano dagli alimenti. Se hai cucinato un piatto a base di pesce, dai una bella rinfrescata a tutta la stanza Esistono alcuni semplici accorgimenti che puoi adottare, mentre cucini il pesce, per limitare i cattivi odori ed evitare che i tuoi ospiti siano tentati di tapparsi il naso. Per prima cosa, prima di iniziare a cucinare chiudi le porte di tutte le stanze camere da letto, salotto, bagno e ripostigli. In questo modo i pesanti odori del pesce resteranno confinati in cucina. Secondo: assicura una buona ventilazione. Accendi la cappa aspirante sul piano cottura e, se possibile, apri le finestre. Il prossimo passo è essenziale, e all’indomani sarai felice di averci pensato, specialmente se qualche volta ti è capitato di fare colazione a pochi centimetri di distanza da una pentola incrostata e puzzolente di pesce della sera prima. Lava tutto immediatamente, se possibile già mentre cucini. Getta gli scarti e gli avanzi del pesce dopo averli ben chiusi in un sacchetto e, se puoi, porta immediatamente fuori l’immondizia. A questo punto puoi sederti a tavola e gustare il pesce in tutta la sua invitante fragranza, che non avrà nel frattempo invaso tutta la casa.

Niente più biscotti sbriciolati nel tè

l piacere di un buon può essere ancora maggiore se questo è associato da una bella scatola di pasticcini. Un piacere che però viene meno se scopriamo, come spesso accade che, all’interno della scatola, parte dei biscotti da o latte sono già in pezzi o se ancora peggio il biscottino si sgretola nelle nostre mani cadendo nella tazza.Un problema che ora potrebbe essere risolto definitivamente grazie alla ricerca realizzata da un giovane ricercatore inglese Qasim Saleem in un articolo pubblicato nella rivista Measurement Science  hanno fornito delle preziose indicazioni per fabbricare biscotti perfetti. E’ stato possibile stabilire infatti, che il periodo critico durante il quale i biscotti si danneggiano è quello immediatamente successivo alla cottura. Mentre i biscotti si raffreddano l’umidità tende a diffondere dal centro verso l’esterno. In questo modo il volume della porzione centrale si riduce mentre l’esterno si espande, producendo uno stress che può favorire la comparsa di minuscoli crack nel biscotto. Una minima sollecitazione come quella provocata dall’impacchettamento o dal trasporto è sufficiente a questo punto per completare l’opera mandando in frantumi i dolcetti. Il problema è anche legato alla qualità dell’impasto base utilizzato per fare i biscotti e tende a peggiorare nel caso in cui questo contenga una bassa percentuale di grassi e zucchero.Il gruppo di Saleem è giunto a queste conclusioni analizzando con un fascio laser cosa avviene durante la fase di raffreddamento dei biscotti chiamati “Rich Tea”. La tecnica utilizzata è la stessa che permette ai geofisici di controllare, mediante rivelamenti aerei, eventuali movimenti nelle aree interessate dai terremoti. Per i fabbricanti di biscotti, che fino ad oggi hanno potuto garantire la qualità dei prodotti immessi sul mercato solo grazie ad una attenta cernita di quello che veniva sfornato, si offre ora la possibilità di migliorare la resa controllando in maniera opportuna umidità e temperatura dell’intera catena di produzione.

Una cascata a forma di albero di Natale

Le cascate sono tra le più spettacolari meraviglie della natura, Abbiamo assistito alle incredibili immagini provenienti da Stati Uniti e Canada dove l’ondata di gelo ha fermato anche le celebri cascate ma ve ne è una in Messico che stupisce chiunque la osservi.Si trova nel canyon Sumidero, nel Chiapas, e si chiama Arbol de Navidad, dal momento che la sua forma ricorda in maniera sbalorditiva quella di un albero di Natale. Questa cascata non è certo l’unica nel canyon, ma è senza dubbio quella che colpisce di più con le sue decine di metri d’altezza. La cascata si è formata in migliaia di anni a causa del ciclo idro-geologico e delle caratteristiche chimico-fisiche della roccia. Purtroppo l’inquinamento rischia di intaccare anche questa meraviglia naturale: le modifiche alla composizione dell’acqua stanno indebolendo la struttura e il prelievo dell’acqua da parte dell’uomo riduce ancor di più il flusso d’acqua della cascata, rendendo ancor più precario l’Albero di Natale.

Le proprietà del tè

Si può scrivere in diversi modi – tè, thè o the – e rappresenta la bevanda più diffusa nel mondo dopo l’acqua. Il the viene estratto dalle foglie della pianta Camelia Sinensis, un arbusto sempre verde che può raggiungere un’altezza di due metri al massimo. Le foglie di questo arbusto vengono raccolte quattro volte l’anno in Cina, Giappone e India mentre in Kenia, ad esempio, accade tutto l’anno. L’utilizzo del risale alla notte dei tempi. All’inizio furono i cinesi e, grazie ai monaci, si diffuse anche in Giappone e in Corea. I portoghesi lo portarono per primi in Europa ma furono gli olandesi a commercializzarlo in Europa. Nel corso dei secoli poi, questa bevanda divenne molto popolare anche in Europa, fino a diventare una vera e propria icona delle tradizioni inglesi. Visto il prezzo molto alto, dato dalle tasse, era all’inizio una bevanda a uso dei nobili e della borghesia che utilizzavano servizi pregiati di porcellana, provenienti dalla Cina, e servito in principio dopo pranzo per passare ad essere bevuto alle cinque del pomeriggio.  Il vanta numerosi effetti benefici ma per poter godere appieno delle sue qualità, occorre prestare attenzione alla sua preparazione: Se si prepara il rispettando alcune semplici regole, come la temperatura e il tempo d’infusione, si avrà una bassa estrazione della teina. I sei tipi di più comuni sul mercato sono: il nero, il tè rosso/tè nero indiano, l’oolong  il tè verde, il tè giallo e il tè bianco.  Tutte queste varietà derivano dal processo di lavorazione per cui si avranno dei per niente ossidati, lievemente ossidati. Il suo sapore può essere erbaceo, floreale, fruttato, di malto, ecc. Il the è considerato una bevanda salutare, ricca di proprietà benefiche: agisce molto bene come antiossidante poiché contiene sostanze polifenoliche, note fin dall’antichità, in grado di contrastare la diffusione dei radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento e della degenerazione cellulare

Un immagine straordinaria

Un verme con le corna da diavolo? Una specie di elaborata creazione di pasta? Un fiore tropicale porta-fortuna? Niente di tutto questo. L’immagine, che circola da poco su Reddit, rappresenta in realtà la zampa di una zanzara, la foto non è accompagnata da maggiori informazioni. Ma l’immagine proviene in realtà da un microscopio elettronico a scansione realizzato dal fotografo Steve Gschmeissner. È stato selezionato per il concorso International Images for Science della Royal Photography. L’immagine mostra la parte finale della zampa di una zanzara, tra cui un artiglio, le squame e il pulvillus, un cuscinetto carnoso con peli adesivi. Secondo la descrizione fotografica di Gschmeissner, queste squame costellano l’intero corpo delle zanzare ma sono particolarmente dense vicino alla zampa e possono aiutare a proteggere l’arto e permettere alla zanzara di atterrare sull’acqua, dove questi insetti depongono le loro uova. “Gli insetti sono fantastici perché hanno tutti questi sottili dettagli microscopici” Un artista scientifico Gschmeissner ha una laurea in zoologia e decenni di esperienza nella ricerca sul cancro attraverso il microscopio. I suoi clienti vanno da collezionisti di belle arti e società di media a scienziati e designer di copertine di album. Nel suo portfolio ci sono ragni, millepiedi, vespe, larve e formiche. Ha fotografato cellule di lievito, alghe e dettagli di una foglia di marijuana. Ha anche fotografato i vicini invisibili dell’umanità, dai batteri trovati su strofinacci e cellulari ai microbi che vivono nelle nostre bocche e nei nostri reni per non parlare degli acari che considerano le nostre ciglia come la loro casa. ha fotografato pollini, parassiti e parassiti domestici. Sono fortunato ha dichiarato perché faccio qualcosa che amo. Mi diverto e mi esalto ancora nel farlo.

 

E dopo la Befana, tutti a dieta!

Si calcola che saranno più di milione le donne ma anche gli uomini che passata l’Epifania si metteranno a dieta per smaltire i chili di troppo guadagnati nel corso delle feste. E guarda caso, proprio ora iniziano le pubblicità dei prodotti dietetici, delle diete miracolose, i consigli più improbabili dei guru più stravaganti Se siete ancora indecisi tra la dieta della frutta, quella vegana, quella vegetariana, quella solo con la pasta quella del minestrone, il consiglio è di iniziare la dieta del buon senso.  Già sentita? Sicuri? si ispira ai principi della scienza dell’alimentazione è una scienza, non una moda; tiene conto delle caratteristiche individuali della persona che la segue; prevede buon senso ed elasticità. Perché tutte le cose rigide prima o poi si rompono, non promette miracoli ma si pone obbiettivi, cominciando con quello di non ritrovarsi, a Befana 2018, di nuovo indecisi sulla dieta da seguire. E un ultimo consiglio, da anti guru dell’alimentazione: prima di partire in tromba con la dieta che avete scelto, provatevi i jeans del mese scorso, il costume, se andate in piscina, e guardatevi allo specchio. Siete così sicure di dover dimagrire? Perché non siete obbligate a farlo. Magari state bene così, o comunque vi piacete, così come siete. Solo voi potete dirlo, non lasciatevi influenzare dalle pubblicità che a dicembre vi hanno spinto a ingozzarvi e adesso vorrebbe farvi digiunare a gennaio. Se vi metterete a dieta anche quest’anno, fate che sia una scelta vostra. E quindi non fatevi mancare l’unico ingrediente irrinunciabile per una sana alimentazione: la motivazione.

 

L’epifania tutte le feste……

“L‘Epifania tutte le feste le porta via“, tanti sono i proverbi legati all’Epifania ovviamente al fatto che la festa dell’Epifania 6 gennaio è l’ultima del periodo natalizio e per un’altra fase festiva si dovrà attendere fino al Carnevale o la Pasqua. Per tale motivo è nata la metafora della befana che prende le feste di natale e le porta via con sé. Tra l’altro è anche il giorno in cui tradizionalmente vengono rimossi gli addobbi natalizi e quindi anche l’albero. Una simpatica filastrocca che si tramanda da generazioni e che sicuramente ricordate è: “La befana vien di notte con le scarpe tutte rotte con le toppe alla sottana Viva, viva la Befana”. La filastrocca sottolinea l’aspetto sbrindellato e quasi ripugnante che la magica vecchia presenta. A differenza di Babbo Natale che, pur nella sua età avanzata, gode di un’immagine  gradevole, la Befana non fa mistero della sua apparenza decrepita che incute timore e ribrezzo, soprattutto ai più piccoli. La sua bruttezza avrebbe una funzione: racchiuso nella forma della vecchietta trasandata vi è tutto il negativo dell’anno appena trascorso, chiuso in una figura sacrificale, la “vecchia” che viene bruciata e che, tuttavia, si riscatta, portando doni ai bimbi buoni. Nel suo personaggio convivono elementi positivi e negativi anche se, complessivamente, prevale l’azione benevola e generosa della consegna dei doni.

Arriva la befana tra fantocce e cavallini

La sera del cinque gennaio si preparava e si sistemava sulla mensola del camino, oltre ad un vecchio calzettone appeso, un fastellino di fieno per far mangiare il ciuchino e uno di sterpi perché la Befana potesse scaldarsi. La mattina i fastellini erano spariti e nel calzettone c’erano cipolle, aglio e carbone per le volte che i ragazzi erano stati cattivi, più qualche arancia, qualche mandarino e qualche cavalluccio per le volte che erano stati buoni. Ogni pezzo era avvolto in strati di carta di giornale e scoprire cosa c’era dentro era sempre una sorpresa La tradizione popolare narra che,  nella cultura contadina del Valdarno Aretino Montevarchi e Terranuova Bracciolini, durante il periodo natalizio non avendo denari per comprare alcunchè ma per riconoscere le festività e festeggiarle, venivano fatti dei dolci con forma di fantoccia per le bambine e cavallo per i maschietti. La tradizione narra, appunto, che tutti i bambini, il giorno della Befana, trovavano un dolce a forma di cavalluccio o di fantoccia. Gli ingredienti di questi dolci erano poveri e in possesso dei contadini. E’ un dolce piuttosto semplice, una sorta di biscotto di pasta frolla a forma appunto di fantoccia befana o cavallo che, nella cultura moderna, viene abbellito e guarnito con cioccolatini, confetti colorati, smarties, scaglie di cioccolato a proprio gradimento .I bambini possono anche mangiarlo inzuppato nel latte al posto dei biscotti… i grandi nel Vinsanto!!!

Cipolla, lacrime di gusto

La cipolla, un ortaggio di frequente utilizzo nelle nostre cucine che ha “drammatiche” conseguenze sui nostri occhi Delizia ed incubo delle nostre cucine: la cipolla Ogni volta che ci apprestiamo a tagliarne una la domanda è sempre la stessa: quando inizierò e quanto a lungo piangerò dopo averla tagliata? Purtroppo la cipolla è anche un ingrediente fondamentale per la maggior parte delle ricette che ogni giorno prepariamo, e quindi, nolenti o volenti, ci tocca sottoporci al “rito del pianto”! E allora, proviamo a trovare qualche rimedio che ci consenta di tagliare impunemente una cipolla? Negli anni molti sono stati i sistemi che le massaie hanno cercato di utilizzare per risolvere questo problema,  dovuto ad un particolare composto chimico che si prigiona dalla cipolla nel momento in cui la tagliamo e che ci limiteremo soltanto a nominare: il propantial-S-ossido.  Ecco allora, tra i vari sistemi escogitati nel tempo con esiti più o meno felici quello di raffreddare la cipolla in frigorifero prima di tagliarla per rallentare la formazione del composto lacrimogeno, quello di girare la cipolla dalla parte opposta rispetto agli occhi con il lato tagliato o ancora quello di bagnare coltello e cipolla prima di tagliarla per disperdere l’accumulo della diabolica miscela lacrimogena. Ancora, qualcuno ha suggerito di masticare un pezzetto di pane durante l’operazione di taglio, mentre altri sono arrivati al punto di predisporre un ventilatore in cucina per indirizzare altrove gli aromi, con esiti più o meno in maggioranza “meno” fortunati. Noi siamo fermamente convinti che l’unico efficace sistema possa essere quello di affrontare il ridicolo dotandosi di un paio di occhialini da piscina per uscire indenni o anche, forse la soluzione migliore in assoluto, di chiedere a nostro marito o moglie di dimostrare quanto ci ama e di sacrificarsi al nostro posto!