I truck più golosi dell’estate

Con l’estate in tutta Italia ci sono manifestazioni di street food da non perdere! Ma questi simpatici mezzi api e furgoncini colorati che di solito offrono squisite bontà da leccarsi i baffi, si trovano anche saltuariamente in giro per le città e i luoghi di mare. Invitanti stuzzichini, hamburger, frittate da gustare in piedi e tante specialità regionali da leccarsi i baffi solo il loro piatto forte, eccone alcuni tra i più famosi Il Furgoncino porta in giro per le Marche e nel resto d’Italia i suoi deliziosi panini. Il suo mantra? Pane, vino e rock ‘n roll! Puoi prenotare anche il “furgoncino a domicilio” se fai una festa in giardino a casa tua! Bianco Bufala serve deliziose capresi di Mozzarella di Bufala DOP e pomodoro. È il progetto di un team di ragazzi campani che girano l’Italia a bordo della loro “aparella”. Pizza e Mortazza è un food truck fortissimo colorato come una fetta di Mortadella Bologna, che serve assieme alla classica focaccia bianca saporitissima. California Bee è il food truck di California Bakery in versione pic-nic. Lo trovi in giro per Milano con i suoi bagel, i pancake, i muffin. Da leccarsi i baffi! The Farmers. Ai ragazzi di The Farmers piace rompere le uova. A bordo della loro Ape cucinano deliziose frittate. Sul loro blog raccontano le loro avventure in giro per l’Italia e se vuoi intercettarli c’è anche  il calendario dei loro spostamenti.

Capelli sotto il sole

Sotto questo sole…. al mare in montagna in città… Fuori e dentro l’acqua, sotto il sole, sferzati da vento, sale e cloro: i capelli in estate sono sottoposti a un continuo stress. E hanno bisogno di molte attenzioni, se vuoi evitare brutte sorprese. Ecco qualche consiglio per trattarli bene. Anche sotto l’ombrellone, i capelli hanno bisogno di protezione, lo sai vero?  La coda è sempre irrinunciabile?  Sì, soprattutto per chi ha la chioma abbastanza lunga. Quest’estate va di moda legata con un foulard oppure con un nastro che poi legherete alla borsa rigorosamente in paglia. Per perfezionare l’effetto finale basta passare sulle lunghezze un velo di gel, che aiuta a disciplinare i capelli. Chignon casual: come si fa? Basta applicare la mousse strutturante su radici e lunghezze per poi lavorarle passando le dita fra i capelli, in modo da accentuare la naturalezza. Poi si crea una coda di cavallo morbida, la si lega all’altezza della nuca mentre si spingono un po’ in avanti le radici, per dare volume. Infine, la coda si attorciglia e si avvolge su se stessa senza tirarla troppo e si fissa il tutto con le forcine, creando uno chignon molto soft. Le trecce sono sempre in voga? Certo: soprattutto nella versione tribal, perfetta per chi ha i capelli di lunghezza media. Si possono realizzare in poche mosse, preparando prima i fusti con un velo di crema . Dopo aver alzato le radici con le mani, si procede alla realizzazione di tre trecce larghe, due ai lati della testa e una al centro: è importante intrecciare senza tirare troppo per creare un effetto finto spettinato, e quando torni a casa lavali nel modo giusto. Se invece li vuoi lasciare liberi proteggili con un cappello, ce ne sono di tutto i tipi e per tutte le occasioni. In vacanza comunque, l’appuntamento con lo shampoo è quotidiano. Per questo fai attenzione alla scelta del prodotto che deve essere attenta e ancora più mirata.

Giornate estenuanti

Vi aspetta una giornata estenuante? Riprendete una maglietta “vissuta” del vostro essere umano preferito L’odore del partner  a patto che non sia appena uscito dalla palestra, ha sul nostro cervello un immediato effetto calmante. È la conclusione piuttosto intuitiva di una ricerca pubblicata sul Journal of Personality, che dà ragione scientifica alle abitudini che molti conosciamo: dormire con una t-shirt del partner addosso, o spingersi dalla sua parte del letto quando non c’è. I ricercatori dell’Università hanno reclutato 95 coppie etero e chiesto agli uomini di indossare una maglietta per 24 ore, astenendosi da bagnoschiuma profumati, deodoranti, sigarette, cibi odorosi e altri prodotti che potessero modificare la naturale “fragranza” corporea. Gli indumenti usati sono stati poi assegnati in modo casuale alle partner e mischiati con magliette pulite e altre indossate da sconosciuti. Per il test olfattivo sono state scelte le donne perché il loro “naso” è più sensibile di quello maschile. Dopo aver annusato le maglie senza conoscerne il proprietario, le volontarie hanno dovuto superare due situazioni stressanti un test di matematica e la simulazione di un colloquio di lavoro, riferire i propri livelli di stress e fornire un campione di saliva. In quelle che avevano odorato la maglietta del partner, lo stress percepito prima e dopo le prove è risultato minore. Al contrario, le t-shirt degli sconosciuti hanno sollecitato la produzione di cortisolo, forse perché siamo evolutivamente e involontariamente portati ad attivare una risposta di attacco o fuga in risposta all’odore di un maschio che non fa parte della cerchia familiare.

L’atteggiamento più funzionale

Giornate caldissime, la tua partner torna a casa dal lavoro stanca e nervosa, e comincia a lamentarsi per un litigio avuto in ufficio con il capo. Ecco una tipica situazione quotidiana che, se non gestita efficacemente, può dare avvio a inquietudini all’interno della relazione a due, John Gray autore del libro,  “Gli uomini vengono da Marte le donne da Venere” sostiene che molti dei conflitti di coppia derivano dall’inesatta convinzione che i nostri partner siano simili a noi, che provengano cioè dal nostro stesso pianeta. Invece, uomini e donne pensano, sentono, si comportano e vivono in modi diversi. Conoscere le differenze tra i due sessi può dunque aiutare ad evitare molti conflitti inutili. Ad esempio, quando una donna parla delle proprie difficoltà, l’uomo tende ad ascoltarla quel tanto che basta per offrire una soluzione che secondo lui può farla stare meglio, l’uomo potrebbe cedere alla tentazione naturale di assumere un atteggiamento risolutivo, ad esempio dicendo alla partner frasi come “dovresti licenziarti e cercare un posto di lavoro dove sei stimata”. Dall’altra parte, per le donne, parlare dei propri problemi ha l’obiettivo di esprimere i propri sentimenti e avere comprensione; ricevere una soluzione le fa solo sentire non ascoltate e non validate nelle loro emozioni. Un atteggiamento paziente, in cui l’uomo si limita ad ascoltare con complicità la convivente, magari dicendo una frase come “devi avere proprio avuto una giornata faticosa…” è dunque il più efficace in questi casi.

Anzia da partenza

Le ferie dovrebbero essere il periodo dell’anno in cui ci si rilassa di piú. Quello in cui si mettono da parte le preoccupazioni quotidiane e ci si dedica solo a sè stessi. Tuttavia la partenza estiva per molti italiani si rivela una fonte di ansia. Lo stress da vacanza è piú diffuso di quanto si possa immaginare. A dimostrazione di come, talvolta, staccare la spina sia più facile a dirsi che a farsi. Anche il pensiero dei documenti di viaggio e le procedure burocratiche può causare stress da vacanza. Così come la paura di abbandonare la routine quotidiana e quella di non riuscire a godere a pieno della meta prescelta, mare o montagna che sia. Alcuni viaggiatori vanno in ansia per l’eventuale assenza del wi-fi presso il proprio alloggio. Altri temono il momento del passaggio di consegne e dello smaltimento della posta elettronica. Non manca, infine, chi teme di dover rinunciare a partire all’ultimo momento. Proprio per evitare tutte queste angosce e non farsi rovinare le ferie dallo stress da vacanza, suddividersi con i compagni di viaggio i compiti relativi alla pianificazione del viaggio evita, prima di tutto, ansie e stress. I trasferimenti da e per l’aeroporto possono essere programmati con anticipo. Una classica lista al momento di fare borse e valigie renderà il compito più semplice. Ed eviterà brutte sorprese all’arrivo. Così come un controllo dei documenti di viaggio. Una fotocopia del documento di identità da tenere nella memoria del proprio smartphone potrebbe, inoltre, tornare utile in caso di smarrimento del portafogli. Quando si parte si dovrebbe cercare quanto più possibile di staccare la spina. Iniziando, ad esempio, col dimenticarsi l’orologio. Quello di cui si dovrebbe, invece, ricordarsi è di procurarsi una guida della meta scelta. appuntandosi in anticipo i luoghi che si desidera vedere. Il modo migliore per non preoccuparsi delle e-mail è quello di impostare una risposta automatica. In questo modo chi scriverà avrà la certezza di ricevere riscontro una volta rientrati. Una pianificazione del lavoro e delle scadenze prima della partenza aiuterà a smaltire gli adempimenti più importanti. Ed un’assicurazione di viaggio consentirà di gestire con maggiore tranquillità la spiacevole eventualità di dover cancellare la propria prenotazione. Ciò che mette maggiormente apprensione nel momento di organizzarsi per la partenza è la sensazione di aver dimenticato di fare qualcosa di importante prima di partire. Non manca, inoltre, chi, entra nel panico al momento di fare i borse e valige

 

Frutta…speciale..

L’estate è la stagione dei frutti di bosco… more, mirtilli, lamponi ed anche i ribes… quindi quale occasione migliore se non gustarli adesso, magari raccolti freschi in montagna, piuttosto che quelli che si trovano di serra tutto l’anno Il ribes è un frutto assolutamente benefico per l’organismo, e dal sapore molto particolare. La sua acidità, in particolare quella del ribes rosso, lo rende utile in cucina, e viene impiegato per ‘sgrassare’ e rinfrescare piatti dal sapore molto consistente come quelli a base di carne, specialmente la selvaggina, o alcuni formaggi. Questa acidità è altrettanto utile quando invece si vuole dare una nota fresca ad un dolce, giocando con il contrasto tra lo zucchero e le note aspre del frutto. Ecco dunque una ricetta per realizzare una salsa di ribes, aromatica e speziata, che andrà a completare e a rinfrescare i dessert estivi. Perfetta per panna cotta, cheesecakes, per arricchire torte al forno, ciambelloni, e sicuramente dolci al cioccolato. E’ totalmente vegan. Non ci vuole una scienza per preparare la salsa di ribes. Ma potete fare diversi tentativi per renderla speziata al punto giusto, oppure aromatizzarla, o dolcificarla a piacere. O, perché no, scegliere di prepararla in purezza, solo con ribes e zucchero. Vi serviranno infatti una tazza di ribes rossi, sgranati e lavati. Mezza tazza di zucchero semolato. Tre tazze d’acqua. Mettete lo zucchero e l’acqua sul fuoco, in modo da preparare uno sciroppo. Quando il liquido dolce bollirà, lasciatelo addensare per due-tre minuti. A questo punto aggiungete i frutti, e cuocete fino a che diventano una salsa cremosa. Girate spesso e tenete la fiamma bassa perché non attacchi. Non dovrà diventare una marmellata, bastano pochi minuti di cottura, e la si può servire fredda oppure tiepida. La salsa può essere inoltre speziata o aromatizzata. Per esempio, aggiungendo una bella scorza di limone non trattato allo sciroppo. Oppure aggiungendo cannella in stecca, chiodi di garofano, oppure anice stellato. Anche il cardamomo crea un delizioso aroma, così come lo zenzero fresco grattugiato.

Prendersi cura di se

Non è sempre facile né scontato come potrebbe sembrare. A volte ci occupiamo del corpo, magari solo quando fa male, poi ce ne scordiamo. Altre volte ci dedichiamo al corpo più per una questione di forma, di apparenza, di estetica che non per reale interesse, rispetto e stima A volte ci prendiamo cura della nostra vita psico emotiva quando sentiamo male al cuore magari per una delusione d’amore . Più di rado ci dedichiamo ad essa quando già stiamo bene, per potere stare meglio o anche solo per il gusto di conoscere chi siamo Talvolta alberga in noi una sorta di senso di colpa nel dedicarci a noi stessi, come se fosse un atto di egoismo verso le persone  a cui vogliamo bene che ci stanno intorno. In realtà, se non affrontiamo i nostri disagi interiori, come possiamo occuparci al meglio degli altri, come possiamo offrire loro l’attenzione e l’affetto che meritano? Perché aspettare di non stare bene per dedicare del tempo a noi stessi quando potremmo stare meglio quando stiamo bene e potenziare le nostre risorse che ci torneranno utili nei momenti di difficoltà? Spesso Si giudica se stessi  con giudizi crudi, es. sono inadeguato, , incapace, brutto, stupido, non faccio mai nulla di giusto,ecc.. ogni giudizio è soggettivo, rappresenta una visione della realtà, come tale non può essere né giusto né sbagliato. Ognuno ha il suo.  Si resta confinati nella mente: quando si rimugina troppo, e il pensiero in genere è orientato al passato, o al futuro, si perde di vista il presente, e tutto quello che si sta vivendo in quel momento. Proiettarsi nel futuro o nel passato impedisce di essere consapevoli del presente e soprattutto di agire,  è l’unico momento in cui possiamo veramente cambiare le cose. Alla lunga questo atteggiamento può indurre ansia, tristezza, depressione, stress Si sviluppa inoltre una dipendenza: esistono dipendenze di diversi tipi, non solo da sostanze, ma anche e soprattutto emotive. Sono proprie queste ultime le più difficili da riconoscere e strappare. Quando si vive una condizione di abbandono, a causa del giudizio di sé, della mancata accettazione, accettazione, amore, quando si fugge dal presente, ci si rifugia nelle dipendenze per smorzare il dolore che sorge a causa di queste condizioni. Alcol, droghe, nicotina, smartphone, televisione, sesso, pornografia, shopping compulsivo, gioco d’azzardo, slot machine, soldi, si può diventare dipendenti praticamente da tutto e da tutti. Si sostituisce una forma di affetto di benessere con qualcosa che allevia per il momento la tensione, ma alla lunga rischia di creare maggiori danni e soprattutto non risolve i problemi Nessuno si può sostituire a noi. Nessuno può fare al nostro posto qualcosa che noi stessi non siamo disposti a fare per primi. Tutto questo, volendo, può essere imparato.

Sneet sono sempre di più

I single che non cercano fidanzati, storie d’amore batti cuore.Sono un nuova classe di persone che non cercano né di formare una coppia stabile, né flirt passeggeri. Ed aumentano in numero esponenziale anno dopo anno. Essere single sta iniziando a non essere una fase di passaggio. E molte di queste persone prive dell’ ”anima gemella” cercano di proposito questo status. Sneet è l’acronimo di Single not in Engagement, in Expectin, in Toying. Ovvero coloro che stanno bene da soli e che preferiscono questa singletudine a delle relazioni deludenti ed al folleggiare privo di scopo. Essi vengono visti di solito come persone che si chiudono in se stesse e non vogliono dare ad un ipotetico altro la possibilità di farsi conoscere e costruire qualcosa. Come se non valesse nemmeno la pena di far incatenare il loro cuore o solo dare un’opportunità. Gli sneet sono i nuovi single, coloro che preferiscono un programma alla tv, un libro,il dondolarsi su un amaca  a feste rumorose. E che si concedono, forse, in compagnia di altri come loro. L’autosufficienza degli Sneet viene vista male dalle “persone normali”: è avvertita come una chiusura,o semplicemente il mostrare che si sta meglio da soli. In realtà è sentirsi bene con se stesso e riuscire a risolvere da soli i problemi che ci si aspetta di solito di affrontare in coppia. Sneet significa totalmente chiuso a terze persone o all’amore?  Magari no, si ricerca semplicemente qualcuno che sappia davvero dare la scossa alla propria vita. E se la persona non arriva, per il momento, non è un problema. Perché agli sneet serve poco per stare bene con se stessi.

Lanciato lo smalto al sapore di pollo

Avere mani e piedi curati al mare è tra i desideri di ogni donna, in questo momento escono  gli smalti più cool e gli abbinamenti più belli dell’estate e anche le cose più stravaganti, e quindi non più  smalti per smettere di mangiarsi le unghie, ma  adesso ne sono nati alcuni che al contrario  invogliano a farlo! La famosa catena KFC  ha, infatti, pensato bene di creare un nuovo tipo di smalto… aromatizzato al pollo fritto! Ne sono state create due diverse variabili, uno classico e uno piccante. Per il momento è stato solamente commercializzato ad Hong Kong ma, dato il successo, non è detto che non venga diffuso in altre nazioni. L’idea è nata dalla società di marketing che assiste KFC e che ovviamente ha pensato allo smalto come ad un modo per far parlare dell’azienda, ispirando l’idea che “KFC ti fa leccare le dita”.Data quindi la scaltra mossa commerciale sono state discordanti le reazioni: chi ha definito l’idea geniale, chi invece la crede nauseante, mettendo in risalto come la gente si lavi le mani meno di ciò che dovrebbe e leccarsi le unghie sarebbe davvero anti-igienico.

 

Cocco bello….!!!!

Sole, mare, estate, se in spiaggia al grido di “cocco bello” scattate sull’attenti, forse siete veri amanti di questo frutto esotico. Ecco perché abbiamo pensato di parlarvi di questo frutto ideale anche per preparare delle ricette  sia dolci che salate con questo ingrediente eccezionale. Cocco fresco e cocco secco: Dovete sapere che il cocco fresco non è quello che arriva sulla nostra tavola, con il guscio duro e la polpa dura e croccante. In realtà il cocco appena raccolto è verde e ha all’interno una freschissima acqua energizzante e idratante e una polpa dolce e cremosa. Per consumare il cocco fresco basta tagliare la calotta e poi infilare all’interno una cannuccia e un cucchiaio per bere l’acqua e mangiare la polpa. Purtroppo, raramente questo frutto arriva sulle nostre tavole perché va raccolto e consumato in breve tempo. Il cocco che troviamo più facilmente nei supermercati invece, è il cocco secco, quello che viene rotto con il martello perché ha un guscio molto duro e ha all’interno una polpa bianca a marrone tutta da sgranocchiare. Il cocco è un energetico naturale perché ricco di potassio e grazie alla presenza di vitamina B e C è utile in caso di debolezza, nervosismo e problemi urinari. Ha anche un notevole effetto saziante e può essere utilizzato per ridurre l’appetito quando si segue una dieta dimagrante. Attenzione alle quantità, però, perché è molto calorico. Il latte di cocco non contiene lattosio, ma è ricco di acido laurico che mantiene in buono stato la salute delle ossa. Il cocco ha anche proprietà rigenerative a livello cellulare e aiuta a rinforzare il sistema immunitario. Da qualche tempo inoltre è possibile trovare in commercio uno zucchero molto aromatico che si produce con il nettare di cocco. Lo zucchero di cocco non viene ricavato dal frutto, ma della palma e il fluido che si ottiene è molto zuccherino non è da confondere però con lo zucchero di palma, molto meno conosciuto in Italia.Per produrre lo zucchero di cocco viene inciso il fiore della palma da cocco, per poi ottenere il nettare che poi viene essiccato a temperature abbastanza alte finché l’acqua non viene totalmente eliminata Lo zucchero di cocco è ricco di vitamine, ha un indice glicemico abbastanza basso, non contiene conservanti e non viene trattato con agenti chimici.