Il calo della passione in una coppia è allo stesso tempo uno dei fenomeni più temuti ma anche più frequenti. Ci si ritrova così: insieme da poco tempo ma comunque alle prese con una forte calo della libido. E allora, scatta il panico. Si comincia a guardare il partner con sospetto e la paura di aver sbagliato tutto si fa più forte. Sul tema però interviene la dott.ssa Rachel che difende i più ansiosi e preoccupati. ‘Crediamo davvero di poter avere una relazione monogama per 50 anni e avere la stessa passione di sempre con il partner? Non credo proprio’. Così ha rivelato l’esperta a Business Insider.Secondo la specialista la passione dura circa 18 mesi dopo il primo appuntamento. Niente paura quindi. Sentire un calo della libido è assolutamente normale. Respirate se sta succedendo anche a voi.Ciò che può fare la differenza è come la coppia affronta questo problema. Secondo l’esperta la maggior parte delle persone pensa che la passione debba essere lì come qualcosa di scontato e incontrastabile. Al contrario, spiega, essa va creata di volta in volta. Di situazione, in situazione, di anno in anno.Dal punto di vista pratico la Sussman si raccomanda di programmare il sesso sul calendario. Secondo la specialista la misura aiuterebbe le coppie molto impegnate o con dei figli, o con orari diversi sull’ora di andare a letto.Questa misura sembra troppo cervellotica a tanti, ma in realtà proprio pianificare un incontro consente di lasciare spazio all’immaginario dell’attesa. Così, sapendo di poter organizzare gli impegni in funzione di quel momento, si riuscirà a viverlo con migliore libertà. Ancora, un ultimo consiglio: aspettare. Secondo numerosi studi il momento più propizio per il sesso in una coppia è quando i figli sono grandi e vanno via di casa. Lì sì che la musica cambia.
L’amore per sempre non è impossibile
L’amore “per sempre” non è impossibile. E ci può essere. Ma sempre più spesso le coppie attraversano crisi che possono provocarne la fine. Eppure, anche in questi casi, l’amore, quello che c’è stato, conta. E si dimostra positivo anche quando c’è da mettere un punto. Risolutivamente. Per farlo con bontà e altruismo.In alcune precedenti ricerche si era già parlato dell’incapacità di porre fine a un rapporto a causa di motivazioni egoistiche. E quindi, ad esempio, l’amore non si chiude per paura di rimanere soli. O per difficoltà economiche. O per alcune questioni legate alla famiglia e agli amici. Ad ogni modo, l’”io” prevale. Pochi giorni fa, invece, una nuova rivelazione. Un team di ricercatori canadesi e statunitensi ha da poco scoperto, infatti, che anche l’altruismo è apprezzabile. E che, in qualche modo, influenza il nostro agire in amore. Lo studio, pubblicato sulla rivista Journal of Personality, ha sottolineato che anche i bisogni del partner vengono considerati anche alla fine del sentimento. E valutati attentamente.Non si sa perché prevalga questa bontà d’animo: “è qualcosa pro-sociale”Per giungere a queste conclusioni, gli esperti dell’Università dello Utah hanno realizzato due studi differenti. Nel primo sono state monitorate 1.500 persone per dieci settimane. Nel secondo, invece, hanno osservato 500 partecipanti prossimi alla rottura della relazione. Ebbene, secondo Samantha Joel, “Quando le persone percepivano che il partner era fortemente coinvolto emotivamente nella relazione, erano meno propensi a sospendere il rapporto”.In altre parole, si ha paura che l’altro soffra. Arrivando così a sopravvalutare l’emozione dell’altro. “In generale non vogliamo danneggiare i nostri partner e ci preoccupiamo della loro sofferenza”, commenta Joel. Ciò serve a dimostrare che “ci si prende cura dell’altro e ci si preoccupa del partner e dei suoi sentimenti”. E conclude: “Non ci sono valide spiegazioni sul motivo per cui c’è questa attenzione. E’ qualcosa pro-sociale”.
Bagni caldi per il benessere mentale
A volte, quando si è giù di corda, si pensa che una sessione in palestra, oltre ad allontanare le tensioni, possa favorire il buonumore. In realtà un’alternativa, decisamente più piacevole, ci sarebbe. Che dire, ad esempio, di semplici ma rigeneranti bagni caldi? Stando a quanto riporta un quotidiano Brittannico, i ricercatori dell’Università di Friburgo avrebbero scoperto che, frequentare una spa, per un’ora due volte alla settimana farebbe bene alla propria salute mentale. Proprio così, in caso di depressione, condurrebbe a un moderato ma durevole miglioramento dell’umore.Bagni caldi, un valido rimedio contro la depressione Come si spiega? Stando a quanto si legge sulla rivista New Scientist, la temperatura corporea gioca un ruolo di grande importanza nella regolazione del ritmo circadiano che, spesso, nelle persone depresse è piuttosto alterato. Ecco allora che, sottoporsi a dei bagni caldi, potrebbe aiutarli a risolvere il problema. Così facendo, stando a quanto emerso dallo studio, la loro temperatura aumenterebbe di circa 2° C.Al fine di giungere a questa conclusione, sono state chiamate in causa 45 persone. Tutte affette da depressione. E’ stato chiesto loro di sottoporsi a due bagni termali bisettimanali o a due sessioni di esercizio aerobico 40/45 minuti due volte a settimana. “I bagni ipertermici sembrano essere un metodo rapido, sicuro e facilmente accessibile per ottenere un miglioramento clinicamente rilevante del disturbo depressivo” Proprio così. Dopo un paio di settimane, le persone affette da una grave depressione avevano migliorato la loro situazione. Nonostante gli esiti interessanti della ricerca, le persone affette da depressione, da moderata a grave, debbano essere trattate con farmaci antidepressivi. Non solo. Dovrebbero anche sottoporsi a una terapia cognitivo-comportamentale o sociale intensa.
Vi commuovete guardando un fil…. siete più forti
A casa comodamente seduti su una poltrona con vicino un camino con la legna che scoppietta, oppure al cinema,o magari a teatro, ci sono persone che piangono facilmente davanti a un film, o a una commedia altre si vergognano di mostrare le proprie emozioni, soprattutto gli uomini, perché pensano che le lacrime indeboliscano, una sciocchezza machista senza alcun fondamento. La verità è che piangere vedendo un film non è un segno di debolezza, al contrario, indica che la persona è psicologicamente più forte.Piangere non è motivo di vergogna, ma un segno di umanità che indica un’emozione, sia essa tristezza, felicità, rabbia, nostalgia, e al di sopra di tutto è un sintomo di empatia. Le persone che lo fanno tendono anche ad avere più successo a livello sociale. Quando i personaggi di un bel film sono ben interpretati, siamo portati a metterci nei loro panni, a vedere la realtà attraverso i loro occhi. Tutti noi, a vari livelli, cerchiamo l’identificazione con il cinema. Alcuni studi realizzati usando la neuroimmagine funzionale hanno rivelato che il nostro cervello si collega quasi al personaggio con cui ci identifichiamo, nella misura in cui attiviamo le stesse aree del cervello, collegate a ciò che il personaggio sta facendo, le stesse aree che sta utilizzando per svolgere i suoi compiti, come camminare, saltare o battere le mani.Questa risorsa permette anche di comprendere la sua situazione e il suo punto di vista, e di sperimentare gli stessi stati emotivi. Ovviamente l’empatia è intimamente legata al modo in cui è strutturato il nostro cervello, soprattutto con i neuroni specchio, i principali responsabili del fatto di metterci nei panni degli altri. Uno studio realizzato presso la Claremont Graduate School lo ha spiegato in modo molto chiaro.In quell’esperimento, gli psicologi hanno chiesto ai partecipanti di assistere a un video dell’Ospedale Pediatrico La metà delle persone ha visto una parte del video che mostrava un padre che parlava del cancro in fase terminale del figlio, l’altra metà una parte in cui il bambino e il padre visitavano lo zoo e non si accennava alla malattia. Com’era prevedibile, il passo in cui il padre parlava della malattia del figlio ha suscitato una risposta emotiva più intensa: i partecipanti hanno mostrato un aumento del 47% dei livelli di ossitocina nel sangue.Ogni partecipante ha dovuto poi prendere una serie di decisioni collegate al denaro e ad altre persone. I risultati hanno mostrato che chi aveva assistito al video dal contenuto più emotivo è stato più generoso con gli estranei e più propenso a donare denaro e chi ha donato del denaro ha detto anche di sentirsi più felice.
Riso e olio di cocco
Un piatto di riso bianco = 200 calorie. Bene ma non benissimo. Perché se da un lato il riso se integrale ancora meglio è un vero jolly per dimagrire in fretta e senza troppa fatica perché sazia e si presta a infinite combinazioni, dall’altro è appurato che abbia un alto indice glicemico fa salire rapidamente gli zuccheri nel sangue e per questo andrebbe sempre accompagnato da un alimento proteico come carne, pesce e formaggio. Proprio nel mezzo tra i pro e i contro, ecco che si inserisce l’olio di cocco. Sì, proprio il superfood che riesce a dividere fior fiori di esperti, da un lato esaltato come fosse la panacea di infiniti mali grazie alla sua capacità di bilanciare gli ormoni e metabolizzare i grassi, dall’altro ritenuto «veleno puro» a causa della sua alta percentuale di grassi saturi, noti per aumentare i livelli di colesterolo e di conseguenza il rischio cardiovascolare per la precisione contiene oltre l’80% di grassi saturi, più del doppio della quantità che si trova per esempio nel lardo. Ma in questa ricetta ipocalorica, l’olio tanto amato a Hollywood non viene usato come condimento ma come parte del processo di ebollizione del riso. Come riporta il Daily Mail, gli scienziati del College of Chemical Sciences avrebbero trovato un trick niente male per abbassare drasticamente le calorie del riso. Tutto ciò che devi fare è aggiungere giusto un cucchiaino di olio di cocco al processo di cottura, per poi lasciarlo raffreddare durante la notte. Fine. In pratica, aggiungendo questi due passaggi al semplice processo di bollitura del riso puoi ridurre l’apporto calorico del 60% e se la matematica non è un’opinione è proprio un bel traguardo. Il motivo per cui l’aggiunta di una sostanza come l’olio di cocco funziona per ridurre le calorie complessive è relativamente semplice: le molecole di grasso dell’olio, infatti, trovano la loro strada all’interno del riso durante il processo di ebollizione e raddoppiano così la barriera digestiva. Lasciarlo poi raffreddare per 12 ore enfatizza ancora di più questo legame rendendo difficile la disgregazione degli enzimi digestivi è un nuovo modo di affrontare il problema dell’obesità», sostiene il dott. Sudhair,. Riso e olio di cocco, questo matrimonio s’ha da fare.
Il Pomelo
Il pomelo è un agrume che produce esperidi frutti con una particolare struttura commestibili e molto apprezzati, frutta e verdura ricca di vitamina C, fibre, acqua e zuccheri solubili fruttosio.Il pomelo si mangia crudo, come la maggior parte degli agrumi, oppure trasformato in succo, marmellata, frutta candita, gelatina ecc. Con il flavedo del pomelo porzione esterna e colorata della buccia ricco di oli essenziali, si possono aromatizzare varie ricette che spaziano dall’antipasto al dolce; con la polpa o il succo dell’endocarpo invece, si confezionano bevande e dolci di vario genere anche granite, e gelati le caratteristiche organolettiche e gustative del pomelo non sono gradite a tutti. Certamente meno calorico delle arance, dei mandarini, delle clementine e dei grossi mandaranci, il pomelo è anche più aspro ed amarognolo più simile, ma non altrettanto “sgarbato”, al pompelmo.Nonostante somigli molto ad un limone, anche se la forma è leggermente allungata sul vertice superiore –simile ad una “pera” il pomelo ha dimensioni più simili a quelle di un melone. Il colore del flavedo è verde che tende al giallino durante la maturazione, l’albedo parte interna della buccia e la colonna centrale sono bianchi e spugnosi, mentre l’endocarpo succulento(polpa è traslucido e di colore giallo tenue. Se vi piacciono i sapori forti e speziati, allora provatelo in questa gustosa ricetta insalata thai, preparata con pomelo, peperoncini, coriandolo, arachidi tostati e cocco. Oppure Pomelo, pompelmo, lime e olio d’oliva: una combinazione perfetta per marinare il vostro carpaccio di capesante. Originario del Sud e Sud Est Asiatico, comparve in Giappone solo nell’era An’ei in seguito agli scambi commerciali con il continente asiatico e oggi è arrivato anche nelle nostre tavole
Mangiare a casa fa bene alla salute
Volete avere una dieta più sana? Rinunciate al ristorante e preparate i vostri pasti con le vostre mani. Mangiare a casa è motivo di migliore salute e forma fisica, dichiarano gli esperti. Chi mangia a casa ha abitudini alimentari migliori di chi mangia spesso fuori. E’ quello che riporta il Daily Mail. Secondo lo studio, cucinare a casa ha diversi benefici sul lungo termine.Mangiare a casa fa bene alla salute, e alle tasche.Non è una sorpresa che mangiare fuori sia molto dispendioso, mentre mangiare a casa permetta di risparmiare. Ma che a questo risparmio si associno benefici fisici è meno scontato. Certo, si tende a pensare che i piatti consumati al bar, in trattoria siano meno ‘dietetici’ perché arricchiti di condimenti e preparati con procedimenti complessi. Tuttavia non è solo in questo che mangiare fuori risulta meno salutare che preparare i pasti a casa.Lo studio ha sottolineato infatti come i pranzi e le cene casalinghi siano mediamente più ricche di frutta e verdura rispetto a quelle consumate fuori. Per riscontrarlo, i ricercatori hanno utilizzato un’unità di misura chiamata ‘Indice di alimentazione sana’ Presi 437 soggetti adulti , è stato chiesto loro di indicare tutti gli alimenti consumati durante la settimana precedente. Precisando dove li avevano mangiati. Incrociando i dati, è emerso che mangiare a casa porta le persone a consumare più verdura e frutta. Mentre al ristorante si tende ad ordinare con più facilità carni, primi piatti, piatti composti, a casa si cucinano verdure, si mangia un frutto. Perchè ? Azzardiamo alcune ipotesi. Quando si ordina un piatto al ristorante, si tende a scegliere qualcosa che a casa non si mangia spesso, magari perché la preparazione è lunga o complessa. Difficilmente si ordina un piatto di broccoli. Mentre a casa, il contorno di verdura è praticamente onnipresente. Inoltre, al ristorante si tende ad ordinare un dessert a fine pasto. Mentre a casa è molto più semplice sbucciare un arancia piuttosto che aver preparato una torta. Ecco che se queste scelte vengono fatte con una certa frequenza, possiamo immaginare come sul lungo termine influiscano sulla salute del nostro corpo
Distributori automatici curiosi
Da quando è stato inventato dagli inizi del 1880 in Inghilterra dove dispensava Cartoline Postali, il Distributore Automatico ha cambiato molte cose ed anche il modo di vivere facilitando non poco la Vita. Siamo abituati a vedere le svariate merendine e bevande, o addirittura Bottiglie di Vino, Scarpe o Calzini, ma ne esistono alcuni davvero curiosi, come in giro per il mondo come ad esempio il distributore di pane in scatola che potrete trovare in Giappone. In questo Distributore potrete acquistare una scatola sembra più una Lattina di Pane . Il Pane è aromatizzato in gusti diversi: Caffè, Cioccolata e Frutta. Sempre in Giappone potrete trovare il distributore di lattuga Un Distributore di verdura che si chiama “The Chef’s Farm” e può far crescere 60 piante di Lattuga al giorno con l’esposizione alle Lampade Fluorescenti. Caffè, snack e merendine, le macchinette erogano anche pasti caldi pronti da mangiare, ottenuti scaldando a microonde piatti congelati.
Un tiramisù speciale
Se siete appassionati di Birra non potete non provare questo particolare Tiramisù che se fatto con una ottima Birra doppio malto e per di più Belga vi assicuro che vi mangerete anche il piatto.Ecco come preparare questo insolito dolce. Per 4 persone:100 ml di Birra chiara doppio malto,100 ml di caffè,1 cucchiaio di zucchero, per la crema:3 tuorli d’uovo,30 ml di Birra,3 cucchiai di zucchero,150 gr di Mascarpone,100 ml di Panna,150 gr di Pavesini,Cacao Amaro Preparare lo Zabaione alla birra montando i tuorli con lo zucchero ed aggiungere 30 ml di Birra verso la fine. Versare il composto in un pentolino e far bollire il composto. Dopodiché fare raffreddare.Montare la Panna, aggiungere il Mascarpone e mescolare il tutto in modo delicato.Aggiungere lo zabaione alla birra ben freddato preparato prima.Preparare Bagnare versando 100 ml di Birra in un pentolino facendo evaporare l’alcool, aggiungere lo zucchero e farlo sciogliere completamente nel composto, aggiungere il caffè, mescolare bene il tutto e spegnere il fuoco.Prendete dei vasetti a vostro piacere per comporre il tiramisù sarebbe carino usare piccoli boccali di Birra, intingete i Pavesini nella bagna di birra e caffè e disponeteli a strati nei vasetti alternando la crema al mascarpone ed una spolverata di cacao.Proseguite a formare gli starti fino a sopra i vasetti o fino a vostro piacimenti finendo la composizione con la crema al mascarpone ed una spolverata di cacao.Lasciate in frigo per almeno 2 ore e Gustatevi il vostro Tiramisù.
Il controllo è spesso insicurezza
ll controllo è un modo di manifestare insicurezza. Avere bisogno di sorvegliare continuamente l’altra persona, significa che non si ripone abbastanza fiducia in lui/lei o che semplicemente si ha paura, inconsciamente, che l’altro si allontani .Far parte di una coppia e quindi dover rispettare alcune “regole”, come l’essere fedeli, non significa dover tagliare le ali al proprio partner.Se la nostra intenzione è trasferirci per un altro lavoro inseguire i nostri sogni, anche se sarà complicato da accettare o organizzare, nessuno potrà o dovrà impedircelo. La rinuncia o la scelta di favorire è impegnarsi perché la relazione continui. Quando si è coinvolti risulta più complicato, dal momento che si tende a pensare di star facendo “ di una mosca un elefante”. Ma è proprio ciò di cui cercano di convincervi le persone che vi controllano. Probabilmente Sara, accanto a Luca, si sente speciale. Lei è la sua principessa, la cosa migliore che gli sia capitata, è unica e insostituibile. E, proprio per questo, lui crede di avere il diritto di decidere sulla sua vita e lei, inconsciamente, si lascia controllare.Lascia che lui abbia il coltello dalla parte del manico sul fatto che lei che possa uscire o non uscire con chi le pare, non rispondere subito al telefono se non vuole, che non debba passare per forza le domeniche con la sua famiglia o fare tutti i viaggi insieme. Di sicuro lei si sente protetta e al centro del suo mondo. Ma a lungo andare può diventare segno di avere a che fare con una personalità manipolatrice. Ricordate sempre: siete gli unici padroni della vostra vita. E i vostri partner dovrebbero essere i vostri più grandi alleati, non certo i primi ad affossarvi, e più vi capiranno 