Cucinare ci rende tranquilli e rilassati

Cucinare è un piacere, a volte una vera e propria passione. Ma qual’è il vero motivo per cui ci piace preparare piatti prelibati? In passato preparare il pranzo e la cena era considerato un dovere. Ma anche in quel tempo le donne si dilettavano a cucinare cibi speciali per poi farsi onore durante feste e banchetti. Saper cucinare era considerato una grande dote che ogni donna sognava di avere. Oggi la società è cambiata. Gli uomini sanno cucinare quasi più delle donne. Il lavoro non permette di spendere molto tempo alla preparazione degli alimenti ma quando si tratta di invitare amici e parenti bisogna esibire le nostre doti culinarie. Allora si sfogliano libri e siti di cucina per dare il massimo di noi . In realtà saper cucinare è una dote innata che ognuno di noi ha. Il motivo è molto semplice. Quando noi gustiamo un piatto ne apprezziamo a primo impatto l’aspetto, l’odore, il sapore, l’emozione che evoca. Quando cuciniamo succede la stessa cosa. Cerchiamo di produrre l’aspetto che noi vorremmo, di creare il gusto che a noi piace e di trasmettere l’emozione che noi proviamo. Forse non tutti siamo in grado di dosare in maniera esatta tutti gli ingredienti ma quando lo facciamo con il cuore i risultati sono per la maggior parte dei casi positivi. Ci piace cucinare perché ci piace gustare prima di tutto e poi ci sentiamo soddisfatti quando gli altri apprezzano le nostre specialità. E’ un modo per sentirci apprezzati e valorizzati. Aumentiamo la nostra autostima e ci allontaniamo dai sintomi della depressione.

Come organizzare una cucina esterna

Come organizzare una cucina esterna Avete una cucina esterna e volete organizzarla in modo facile e pratico per cucinare e mangiare al fresco con parenti e amici durante la bella stagione? Nessun problema, le vostre cene in giardino a base di insalata di farro, branzino alla griglia. visto che le cucine esterne sono quasi sempre delle seconde cucine, sappiamo che molto probabilmente questa sarà più piccola, compatta e funzionale della prima, quindi dovrete fare in modo di avere un doppione per ogni utensile di uso frequente così da non dover continuamente fare avanti e indietro con l’interno della casa. Portate nella vostra cucina esterna solo l’indispensabile stoviglie, posate, pentole, poca biancheria per la casa, cibi, condimenti e bevande, lasciando in quella interna gli elettrodomestici che non usate quotidianamente, le stoviglie di riserva e tutto ciò che utilizzate di rado. In questo modo avrete poche cose da disporre con facilità nella vostra cucina esterna, senza dovervi preoccupare troppo dei problemi di spazio. Spesso queste cucine si trovano nei portici o in giardino, quindi assicuratevi che ci sia la giusta illuminazione per cucinare e, se non volete una seconda lavapiatti, attrezzate il lavandino in modo tale che abbia tutto l’occorrente per lavare velocemente gli utensili utilizzati.

Dopo i 40 anni dovresti lavorare 3 giorni a settimana

Superati i 40 anni bisognerebbe lavorare di meno: questi i risultati di uno studio condotto in Giappone, dopo aver analizzato le capacità cognitive di un gruppo di uomini e di donne australiani ed averle incrociate con le loro abitudini lavorative. Il risultato è stato chiaro: superando le 25 ore di lavoro a settimana, il cervello di un 40enne inizia ad essere meno efficiente. Ma questo non significa che il riposo assoluto faccia bene: neanche i disoccupati hanno ottenuto punteggi alti.I protagonisti dello studio sono stati sottoposti ad un test cognitivo sotto pressione e il risultato più alto è stato raggiunto da chi aveva lavorato 25 ore a settimana. I disoccupati hanno ottenuto punteggi dal 15 al 25% più bassi, seguiti a stretto giro da chi aveva lavorato più di 40 ore. A quanto pare lo stress e la fatica, fisica e psicologica, compromettono la funzionalità del cervello: questo significa che per sfruttare a pieno le proprie capacità cognitive bisognerebbe mantenere un equilibrio fra lavoro e vita privata, con 3 giorni a settimana in ufficio e il resto del tempo impegnato in altre attività. Lavorare tre giorni a settimana è un obiettivo abbastanza irreale: e lo stress per i quarantenni di oggi, una generazione che viene chiamata “sandwich” perchè si trova stretta fra la cura dei figli ancora piccoli e quella dei genitori già anziani, di certo non manca! Per aiutare il vostro cervello a riprendersi dallo sforzo delle 40 ore e più settimanali, di lavoro, vi consigliamo due bicchieri di vino oppure un bel pezzo di cioccolata: oppure, al limite, convincete il vostro capo a fare una pausa in ufficio magari difronte a un bel cesto di frutta fresca!

Speciale week-end

Non c’è niente di meglio che prendersi del tempo libero da passare all’aria aperta in mezzo alla natura e lontani dalla città rumorosa e frenetica. Montagna, campagna, mare e lago sono tutti luoghi ideali per calmarsi e godersi  la famiglia gli amici e, in questi casi, portare con se dei piatti gustosi per un pranzo veloce e semplice da preparare è quel che ci vuole per godere al massimo della giornata, un cestino da pic-nic ben accessoriato e via….si parte!! www.ferrinigift.it

Meno acqua per essere più in forma

L’estate è finalmente arrivata ora sole mare e spiagge ci aspettano Per ritrovare la forma perfetta, ecco i cibi che aiutano a smaltire i liquidi in eccesso con effetto benefico per la salute .Quello che rovina la linea non sempre è grasso da eliminare con una dieta ipocalorica, ma un accumulo di liquidi che richiede un approccio diverso.La tendenza alla ritenzione idrica è molto frequente e per contrastarla è necessario scegliere cibi che mantengano i reni in buona salute e facilitino l’azione drenante.Alleati preziosi sono frutta e verdura che, ricche di potassio, svolgono un’azione antagonista nei confronti del sodio.Il tarassaco, l’asparago, i cipollotti e l’ananas sono potenti diuretici; il limone, l’arancia e le fragole, grazie al loro buon apporto di vitamina C, sostengono la circolazione aiutando i reni nel lavoro di drenaggio. Ecco la ricetta di una crema di riso con  frullato di frutta Cuocete il riso con 180 g di acqua, facendolo sobbollire finché non avrà assorbito tutta l’acqua. Aggiungete quindi 60 gr di latte, un pezzetto di vaniglia, una scorza di limone e cuocete finché non diventa una crema, infine frullate tutto con 3 cucchiaini di stevia e 150 g di acqua. Fate raffreddare. Frullate le fragole, lasciandone 2 a parte con altri 3 cucchiaini di stevia e un cucchiaio di succo di limone; frullate anche le albicocche. Tagliate a dadini la mela con la buccia e a spicchietti le fragole tenute da parte.Mettete sul fondo dei bicchieri metà dei dadini di mela e qualche spicchio di fragola, poi versate la crema di riso e i frullati di albicocca e fragola; completate con la frutta rimasta e ciuffetti di menta.

E pizza sia!! ma attenti alla scelta

Basta scorrere la lista di una qualsiasi pizzeria per rendersi conto delle mille facce che può assumere la più italiana delle ricette: a fianco delle classiche Margherita e Marinara si sono ormai guadagnate un posto fisso la pizza con mozzarella di bufala insieme alla sempre più diffusa Ortolana. Fin qui tutto bene, ma come non rimanere perplessi davanti a un’inquietante Katerpillar con una farcitura così piccante e indigesta da perforare ogni difesa gastrica o allo sviamento di una Patatosa devastata da una montagna di patatine fritte e ketchup? Le differenze non sono solo nel gusto, ma anche nella sostanza energetica .Se tra una Marinara con pomodoro, olio e origano e una Capricciosa condita con carciofini, funghi, olive, prosciutto e abbondante mozzarella ci possono essere anche 500-600 calorie di differenza, l’ibrida pizza patatosa può sfondare il muro delle 1300 calorie. E a proposito dei grassi, una curiosità certamente da americani: gli esperti del Georgia-Pacific di Atlanta hanno studiato la pizza e hanno ideato un modo per renderla meno calorica. Basta appoggiare una salvietta di carta assorbente evitando quella che si sfalda facilmente sulla superficie di una pizza calda per rimuovere fino al 14 per cento dei grassi.E le pizze surgelate? Vendute in confezioni con tutti gli ingredienti necessari per prepararle, sono pronte in una ventina di minuti, richiedono solo un piccolo sforzo per l’impasto ma il gusto e la fragranza sono tipici del prodotto appena sfornato. Possono essere farcite a piacere, ma per un giusto equilibrio la farcitura deve costituire più o meno il 50% del peso totale. Le pizze surgelate già pronte e farcite, sono il massimo della praticità e della velocità: si mettono nel forno già caldo e dopo 5-10 minuti si possono portare in tavola. Rispetto alle prime arrivate sul mercato, quelle di oggi vantano gusti e compattezze migliori, grazie ai progressi delle tecniche di conservazione. È importante però dare un’occhiata a ingredienti ed etichetta nutrizionale

Vivere in uno spazio ristretto

Vivere in uno spazio ristretto al giorno d’oggi è una soluzione usata da un numero di persone sempre crescente, specie nelle realtà urbane. Lontano però dall’essere necessariamente un limite, abitare in pochi metri quadrati presenta sicuri vantaggi e in alcune città come Milano Roma Firenze   gli appartamenti minuscoli sono addirittura un trend! Meno spazio hai a disposizione, in effetti, più alto sarà il risparmio energetico, minore sarà il tempo impiegato nelle pulizie e sarai più stimolata sia a liberarti del superfluo che a vincere la pigrizia avventurandoti fuori casa. Naturalmente, dovrai adottare alcune accortezze per far sì che il tuo miniappartamento non diventi un ambiente soffocante: dovrà essere strutturato e organizzato alle tue specifiche esigenze. Sarà quindi di indispensabile non solo sfruttare ogni centimetro a tua disposizione scegliendo mobili e complementi d’arredo multifunzionali, ma anche favorire l’essenzialità e il minimalismo. Attenzione: questo non significa affatto dover rinunciare al clima intimo e accogliente tipico degli spazi raccolti. Ti sembra un’impresa difficile? Magari anche no, Non solo divano letto o divano dotato di cassettoni estraibili: se lo spazio è micro, la soluzione è un mobile a parete mutabile con divano e letto matrimoniale a scomparsa, Si tratta di un mobile-parete composto da un divano a due posti, da un vero letto matrimoniale ed una mensola-ripiano a scomparti. E il tavolo da pranzo? La dritta furba è una consolle quando è chiusa, ha le dimensioni giuste per essere posta all’ingresso accanto al tavolo può essere una prolunga per cene con amici Parola d’ordine: praticità! Una lampada da terra magari dotata di mensole su cui appoggiare i libri, cassette e contenitori impilabili, sedie pieghevoli, sono solo alcune delle tante soluzioni che puoi adottare per rendere l’ambiente meno zeppo di oggetti inutili e ingombranti. Un carrellino dotato di ruote può essere un vero jolly: di notte comodino, di giorno postazione per il tuo pc, di sera piano d’appoggio per le tue cene con gli ospiti. E per l’ingresso? Gli appendiabiti più trendy sono veri oggetti decorativi e si fissano al muro . L’idea più in voga? Maxi pomelli di design disseminati sulla parete d’ingresso sapranno accogliere i tuoi ospiti con un tocco colorato e originale.!

Giusy Ferreri a Terranuova!!!!

Un sole che sembra dare il benvenuto all’estate, i preparativi che incombono e  poi stasera la musica. Quella travolgente che da quattro anni fa ballare migliaia di persone sulle spiagge, sulle piazze in macchina in ogni luogo e ovunque: quella di Giusy Ferreri e Takagi & Ketra. Stasera alle 21:00 Giusy Ferreri si esibirà sul palco in Piazza della Repubblica a Terranuova Bracciolini in occasione dell’evento organizzato dall’Amministrazione Comunale e dalla Commart associazione Commercianti e Artigiani, Il centro di Terranuova Bracciolini si animerà di cibo e musica in collaborazione con i pub ed i locali del territorio. L’appuntamento è nel centro storico, dalle 19.00, con ingresso gratuito dove si esibiranno anche gli Stranobakkano, i Nord Sud Ovest Trash e i Senza Filtro. Per completare il programma appuntamento per tutti i bambini con giochi ed animazione. Nell’occasione negozi aperti fino a tarda notte

Prescrizioni di natura

Siete convinti che una passeggiata nella natura sia un vero rimedio? Non siete i soli. I medici scozzesi hanno iniziato a prescrivere attività nella natura, a partire dalle passeggiate, come cure e trattamenti per i loro pazienti. A partire dall’inverno scorso, i benefici che la natura offre all’uomo sono stati riconosciuti come una vera medicina. Succede a nord della Scozia. Grazie all’esito positivo di una sperimentazione dell’anno scorso, è stato firmato un accordo che permette ai medici di prescrivere attività a diretto contatto con la natura come vera e propria cura per i loro pazienti. Ora il sistema sanitario scozzese può prescrivere per alcuni pazienti le cosiddette “prescrizioni di natura”. Così, per chi è affetto da malattie croniche come ansia, depressione, diabete e ipertensione, i medici potranno prescrivere “dosi” di natura insieme alle terapie tradizionali. Giardinaggio, ascolto dei rumori dell’ambiente naturale, passeggiate nei boschi o sul mare, raccolta delle conchiglie sulla spiaggia, o andar per funghi… sono solo alcune delle naturali prescrizioni. Le “pillole di natura” non sostituiscono i farmaci tradizionali. Tutte le attività prescritte sono pensate per affiancare le terapie classiche, con lo scopo di migliorare la salute fisica e mentale dei pazienti.Il progetto punta al riconoscimento dei benefici sul piano fisico che le persone traggono dalla vicinanza con la natura. Dalla riduzione della pressione sanguigna all’abbassamento dei livelli d’ansia, i numerosi vantaggi che si riscontrano dal contatto con l’ambiente circostante aiutano a renderci più felici. Come vi abbiamo già raccontato, il verde ha effetti positivi anche sullo sviluppo delle nostre capacità celebrali! “Perché non lasciarsi aiutare dalla natura? Una regolare vita all’aria aperta aiuta a ridurre il rischio di gravi patologie come tumori, diabete e ictus e a migliorare le condizioni psicologiche di persone che soffrono di ansia, insonnia e depressione. “Tutto questo è a libero accesso e gratuito.

 

Tutti fritti….

Davanti a un bel fritto gli occhi si illuminano, le papille gustative si agitano e lo stomaco a qualunque ora e condizione manda messaggi di ampia disponibilità. Non c’è dubbio: le fritture in tavola hanno una marcia in più, che le colloca ai vertici delle preferenze di bimbi e adulti. Ma non sempre sono leggere e digeribili, al punto che i nutrizionisti più severi le vorrebbero totalmente bandite dal menu. Con alcune attenzioni in cucina e un po’ di moderazione nel consumo non è però necessario essere tanto drastici. Il segreto è semplice ed è tutto nel fatto che, rispetto alla cottura in acqua, la frittura avviene a temperature molto più alte.Il calore elevato provoca due eventi importanti: avvia una serie di reazioni chimiche che producono sostanze particolarmente saporite, e determina la formazione di una crosticina superficiale sul cibo che trattiene all’interno tutte le componenti aromatiche, impedendone la fuoriuscita e la dispersione. Purtroppo il grasso usato per la cottura, che permettendo di cuocere ad alta temperatura determina il pregio gastronomico dei fritti, è anche alla base dei loro difetti. Per prima cosa i residui di olio assorbiti dal cibo ne aumentano l’apporto calorico: 1 grammo di olio fornisce ben 9 kcal. In secondo luogo i grassi subiscono delle profonde modificazioni con il riscaldamento: prima si formano composti poco digeribili che poi, raggiunta la temperatura a cui l’olio comincia a fumare, si separano nei loro costituenti fondamentali, sviluppando una sostanza acre e irritante  che si volatilizza lasciando a contatto col cibo degli acidi grassi liberi dei quali è accertata la potenziale nocività.La resistenza al calore varia da un grasso all’altro secondo la composizione chimica e la prima cosa da fare per ottenere un fritto leggero è orientarsi sui grassi che resistono di più. Contrariamente a quanto molti credono, la scelta migliore è l’olio extravergine d’oliva: non solo contiene grassi più resistenti, ma è anche ricco di sostanze antiossidanti che proteggono l’olio dagli effetti negativi del calore. Se il gusto dell’extravergine disturba il palato, si può ricorrere senza problemi al normale olio d’oliva, casomai miscelandolo con dell’olio di arachide. Tra tutti gli oli di semi quello di arachide è il più simile nella composizione all’olio d’oliva e il più resistente al calore.