Se una persona mangia la pizza una volta a settimana, aldilà del fatto che sia in rispetto per la propria dieta, non ha la passione per la pizza.Al contrario fa parte ad una persona che la mangia spessissimo, e ne vorrebbe di più, quindi si trattiene. Come per ogni tipo di passione. La passione è da comparare all’ossessione per qualcosa. Una persona che abbia davvero la passione per la lettura non leggerà 5 libri l’anno. Ne leggerà almeno 50, nonostante faccia un lavoro che lo impegna tantissimo ed abbia mille impegni diversi. Perché troverà il modo di farlo appena ha un minuto di tempo libero. Se senti una passione per qualcosa, farai di tutto per averla,vederla,mangiarla,studiarla,capirla.Se non è così hai sbagliato ad usare il termine, non è passione ma piacere. Certo, il limite tra passione e ossessione è davvero minimo ma quando usiamo un termine dovremmo conoscerne la realtà. Non esiste cosa per cui si senta passione vera che non risulti in qualche modo un’ossessione. Un po’ come in amore: la passione per un uomo o una donna ti farà di certo compiere qualcosa di pazzesco per lui o lei. Annullerai anche un pochino tutto ciò che sta intorno, cambierai abitudini, sarà sempre al primo posto ed è quello, di diritto, che occuperà rispetto a tutto il resto. Se non è così, è tiepido amore, che può andar benissimo: meno responsabilità, minor coinvolgimento, sbattimento relativo. Ma non è passione, e non ne ha il minimo profumo. Perché la passione, verso qualsiasi cosa, quando esiste, si sente da lontano.
Decorare la tavola
Per decorare una bella tavola basta usare i giusti complementi di arredo per esaltare al meglio la bellezza e l’eleganza di una stanza, in base alla ricorrenza. Potremmo decorare la tavola del pranzo con i fiori, sfruttando l’occasione per arricchire la stanza con vasi di fiori vivaci e profumati senza investire cifre economiche esagerate. La prima cosa da fare per abbellire la tua tavola per un pranzo, consiste nel creare un centrotavola ricco di fiori colorati. Per realizzare questo progetto puoi usare un semplice vaso di vetro rotondo, trasparente o colorato, da riempire preferibilmente con fiori freschi meglio delle rose rosse e gialle, le margherite e della gypsophila. In alternativa al contenitore di vetro puoi usare un cestino in vimini quest’ultima soluzione è maggiormente adeguata alle occasioni informali, ma adeguata anche ad un pranzo, indipendentemente dall’occasione ricorrente. In aggiunta al centrotavola inoltre, puoi usare dei contenitori ricchi di fiori freschi, al cui interno sistemare fiori freschi o finti, colorati e con gambi lunghi. Prendi dunque delle ciotole di vetro trasparente e riempile d’acqua per metà, disponi qualche fiore dentro la ciotola e aggiustala accanto al posto di ogni commensale. In alternativa ai fiori puoi riempire le ciotole con semplici petali colorati. Un’altra idea originale per decorare la tua tavola con i fiori, consiste nel creare dei segnaposto. Per realizzarli ti basta unire un fiore ad un pezzetto di cartoncino ritagliato, preferendo un cartoncino dello stesso colore del fiore. Se possiedi un livello sufficiente di capacità manuale con il decoupage inoltre, puoi decorare il cartoncino in modo vario e originale, utilizzando strass, perline e fiocchetti da incollare sopra il cartoncino. Successivamente dovrai scrivere il nome del tuo invitato su ogni bigliettino, e unire quest’ultimo al fiore artificiale tramite un nastro colorato.
Ci sono giorni che va tutto storto….
Ci sono giorni in cui sembra che ci siamo alzati dal letto con il piede sbagliato. Abbiamo un appuntamento di lavoro aspettato da tempo e salta; avevamo fissato di mangiare una pizza con il nostro amico,ma la cosa risulta impossibile, litighiamo con nostra moglie,in ufficio non va bene niente. In questi momenti, tutto risulta troppo complicato e sembra che nulla possa andare bene. Non solo: ci guardiamo intorno e sembra che tutti si siano messi d’accordo per peggiorare ancora la nostra giornata. Scordatevi che la vostra vita sia perfetta. Non lo sarà mai e questo è bene, perché così avete la possibilità di progredire. Quando tutto va male, è perché vi state concentrando solo sui vostri fallimenti. Forse è ora di valutare le aspettative che avete. Le persone che vivono aspettandosi solo cose positive trovano molte disillusioni lungo il loro cammino Non lasciatevi abbattere dalla tristezza e dallo sconforto. Di certo è difficile sorridere quando tutto va male, ma in che altro modo potreste mai migliorare la vostra visione delle cose? Invece di passare le notti preoccupati per quello che dovete fare, usate il vostro tempo per realizzare un piano che vi permetta di risolvere ciò che potete risolvere. Se oggi tutto va male, concentratevi sulle cose che possono migliorare. Tutto il resto lasciatelo scorrere; anche se non ci credete, poco a poco le cose si metteranno nel giusto posto della vostra vita. Ricordatevi che nessuna vita è perfetta Quanto tempo passate a confrontare la vostra vita con quella degli altri? A un primo sguardo, può sembrarvi di avere una vita complicata, piena di problemi e per nulla perfetta. Ebbene, sappiate che non siete gli unici. Quando tutto va male, pensate a dove vi trovate e a dove volete arrivare Smettete di fare paragoni con gli altri e di credere che a loro le cose vadano meglio. Forse quell’amica che sembra avere sempre fortuna o forse quel cugino che cambia macchina ogni anno ha così tanti debiti che non riesce mai ad andare a dormire tranquillo. Ciò che fanno gli altri non dev’essere al centro dei vostri pensieri.
Vuoi essere felice ?…..Mangia bene !
Tutti sappiamo che mangiare è uno dei piaceri della vita e la ricetta della felicità si nasconde nei nostri piatti: molti alimenti, i cosiddetti “comfort food”, sono in grado di alleviare le emozioni sgradevoli e aiutare a ritrovare la serenità. Una corretta ed equilibrata alimentazione va ad influenzare la corretta produzione di neurotrasmettitori. tra questi la serotonina, l’ormone del buonumore. La dottoressa Raffaella Cancello, ci spiega non esistono veri e propri cibi del buonumore, ma, alcuni nutrienti contenuti in determinati alimenti risultano necessari per produrre un mediatore del benessere, la serotonina appunto. Il principale nutriente per produrla è l’aminoacido triptofano: si trova nel latte e derivati, nel pesce, nell’albume, nella soia e nelle carni bianche.Per essere sereni bisogna dedicare il giusto tempo anche al pasto, non si deve mangiare in fretta e nemmeno parlando o guardando lo smarthphone. E’ fondamentale seguire una dieta bilanciata: fare una buona colazione, mangiare a pranzo e la cena non dev’essere il pasto più abbondante.Diversi studi recenti hanno dimostrato come la depressione sia spesso associata ad una dieta ricca di grassi saturi, povera di verdura e frutta fresca, insomma una dieta di scarsa qualità. Inoltre, la carenza di magnesio e vitamine del gruppo B favorisce i sintomi più seri. Uno studio ha identificato le sostanze presenti negli alimenti che hanno le stesse funzioni degli ingredienti utilizzati nei farmaci antidepressivi, confrontando tra loro più di 1700 sostanze. Sono emersi gli alimenti del buonumore, tra questi cioccolato, fragole, mirtilli e the. In un altro studio, i ricercatori dell’Università di Otago hanno dimostrato che frutta e verdura fresche fanno bene all’umore. Un’altra ricerca, ha osservato l’effetto del cioccolato sull’umore di volontari sani di mezza età. Le persone che hanno consumato regolarmente piccole dosi di cioccolato hanno raggiunto livelli molto più elevati di calma e contentezza Quindi possiamo affermare che il cioccolato fondente e con almeno il 70% di cacao, non solo è buonissimo, ma aiuta ad abbassare il cortisolo, l’ormone dello stress. E’ ricco di antiossidanti, favorisce il rilascio di endorfine, ormoni che aiutano a combattere la depressione dando una sensazione di benessere.E’ quindi scegliendo gli alimenti giusti che possiamo migliorare salute, umore e lucidità mentale. Mangiare bene può quindi essere davvero la strada per sentirsi felici.
Non mangiate impasti crudi
Durante la preparazione di una torta o di biscotti, per tante persone, la tentazione di assaggiare l’impasto crudo a base di farina dalla ciotola è molto forte, anche un modo per capire se le dosi sono corrette o c’è qualcosa da modificare. E’ un’abitudine che abbiamo fin da piccoli, da quando mamme e nonne ci facevano leccare cucchiai e ciotole dei dolci che preparavano con tanto amore. Questa abitudine però può essere dannosa perché l’impasto potrebbe contenere batteri pericolosi per il nostro organismo. E questo non è dovuto solo alla presenza di uova non cotte che possono veicolare la salmonella. Anche la farina cruda può nascondere dei rischi, in quanto potrebbe teoricamente ospitare l’Escherichia coli, un batterio dannoso che provocare infezioni anche piuttosto gravi, che, oltre che essere in agguato in ambienti umidi come la carne per hamburger cruda o non ben cotta, il latte non pastorizzato, le verdure a foglia verde ed il sidro, è in grado di vivere e proliferare anche in ambienti secchi e aridi. La notizia arriva da uno studio condotto presso i Centers for disease. Gli studiosi hanno preso in considerazione i dati riguardanti le cause di un’epidemia di Escherichia coli . Gli esperti si sono resi conto che molti dei pazienti colpiti avevano degustato un impasto fatto in casa non cotto.I ricercatori hanno riscontrato che tutto questo era collegato all’ utilizzo di alcuni marchi di farina ed era significativamente associato alla degustazione di un impasto fatto in casa non cotto, bastava anche una piccola quantità di farina contaminata ingerita a scatenare l’intossicazione.I loro dati hanno mostrato che, sebbene la farina sia un alimento a bassa umidità, cruda può essere un veicolo per i patogeni di origine alimentare.Per eliminare qualsiasi rischio basta gustare i dolci dopo averli cotti: il calore elevato e prolungato infatti uccide i batteri patogeni. Questa ricerca è stata condotta analizzando farine americane. In Italia si spera ci siano ben più certezze.
Dopo le ferie….coccolati ancora
Le ferie ormai sono finite, il calore del sole, il tramonto sul mare, un ricordo, siamo ormai rientrati nel nostro quotidiano…Per non perdere subito e totalmente i benefici delle vacanze buon idea è dedicarci ancora qualche minuto per noi vi diamo un suggerimento provate un Candle Massage un massaggio molto particolare che si effettua con il liquido caldo delle candele. E’ un trattamento polisensoriale che trae origine dall’Ayurveda, l’antica scienza indiana per la quale corpo, mente e spirito sono strettamente legati tra loro. Il Candle Massage è caratterizzato da movimenti lenti ed avvolgenti, molto simili a carezze che aiutano a ritrovare equilibrio e benessere. Questo massaggio è anche un vero e proprio trattamento di bellezza che nutre e disseta la pelle e la rende più luminosa e liscia, tonica e soda.
Si ottiene uno stato di benessere totale, dato, oltre che dal massaggio, anche dai colori, dagli odori e dal calore. Il calore ha un duplice effetto, sia estetico perché intensifica l’azione del massaggio che rilassante, distendendo i muscoli ed allentando le tensioni. Inoltre, i colori emanati dalla luce della candela e le essenze che si sprigionano fanno rientrare il Candle Massage tra i trattamenti di cromoterapia ed aromoterapia. Gli oli essenziali più utilizzati per le loro proprietà specifiche sull’organismo sono ginepro, rosmarino, melograno, tè verde e vaniglia.Il trattamento inizia con l’accensione della candela che inizierà ad espandere i profumi degli oli essenziali. Si procede con l’esfoliazione della pelle con uno scrub, successivamente sulla persona in posizione prona viene fatto colare il liquido della candela sciolta a partire dalla zona cervicale, fino alla zona lombare, alle gambe e ai piedi, massaggiando prima con le mani e poi con le braccia. La persona viene poi messa in posizione supina e si procede con il trattamento cominciando dall’addome e continuando sul resto del corpo. Alla fine del massaggio, che dura circa 60 minuti, viene offerta una tisana ayurvedica.
Fermatevi e respirate per un’attimo
A volte le tecniche più semplici sono anche le più efficaci. È il caso della “pratica dei tre respiri“. In condizioni normali, la nostra mente si allontana e perdiamo del tutto il contatto con il nostro corpo e con il qui e ora. Quando ce ne accorgiamo, possiamo solo arrestarci per qualche istante e fare tre respirazioni, con calma.Tutto qui. L’interessante di questa pratica è la sua facilità: è breve e semplice e la si può ripetere molte volte, nel corso della giornata, a prescindere dall’umore, senza ricorrere a uno sforzo intenso o prolungato. Si può praticare in varie situazioni. Ogni volta che stai per compiere una certa azione cucinare, recarsi in ufficio, entrare in casa, sederti a tavola per mangiare, andare in giardino, fermati un attimo, e per tre respiri completi riprendi semplicemente il contatto con il tuo corpo e la tua mente.Ogni volta che “riprendi coscienza” per un attimo cioè che emergi dai pensieri e dalla distrazione formula l’intenzione di restare lì almeno per la durata di tre respiri completi. Porta la cognizione sull’ intera esperienza del momento, comunque essa sia. Se è ad esempio una condizione di impazienza, limitati a sentire la qualità intensa dell’esperienza del momento presente, inclusa l’impazienza, senza volerla cambiare. Abita solo l’esperienza per la durata di tre respiri completi.Ogni volta che ricadi in una delle tue solite abitudini compulsive, come fantasticare, navigare in internet o tenerti molto occupato, vieni a patto con l’io, stabilendo di tornare alla realtà solo per tre respiri, per poi essere disponibile a riprendere il comportamento abituale. Se ad esempio sei davanti al computer, passando distrattamente da una cosa all’altra e ingannando il tempo con attività compulsive. Se ti “svegli” per un attimo e ti accorgi di cosa stai facendo. Fermati e, per la durata di tre respiri completi, fai piena esperienza della compulsione. È un’esperienza fisica, che comporta un senso di accelerazione e di energia nel corpo. Ma non devi spezzare la compulsione, bensì sentire il disagio che motiva il comportamento compulsivo. Quando ti trovi nel mezzo di un’esperienza dolorosa e angosciosa, vieni a patti con le resistenze dell’io, dicendogli che starete con il disagio solo per la durata di tre respiri, dopodiché potrete decidere a cosa rivolgere l’attenzione. Il “patto” si può rinnovare più volte. Più entriamo volutamente in rapporto con questi attimi di sofferenza, più comprendiamo che rifiutare l’esperienza è più doloroso che sentirla appieno. Questi insegnamenti sono tratti dai monaci del monastero zen di Plum Village.
Cane o gatto?
Se volete un rapporto unico, travolgente e imperdibile prendete un cane o un gatto: nel primo caso avrete un rapporto estroverso e anche chiassoso, nel secondo caso sarà un rapporto introverso fatto di leggeri miagolii e di strofinamenti. Tenete presente che qualsiasi sia la vostra scelta sono animali che cercano la compagnia di un essere umano e quindi non amano rimanere a lungo da soli, e questo non vale solo per i cani ma anche per i gatti! Non solo ma mettete in conto che dovendo partire per le vacanze o per lavoro lasciandoli a casa servirà qualcuno che li accudisca o dovrete mettere in conto la spesa di un canile o gattile. Prendere un animale è un’esperienza bellissima ma va valutata bene in quanto dovrete considerare che un cane vive circa 15 anni ed un gatto arriva a 17 anni quindi un impegno a lungo termine. Se scegliete un gatto maschio o femmina sterilizzatelo e prendetelo piccolo altrimenti, se adulto, sarà molto meno disponibile. Se non volete un animale “appiccicoso”, alla ricerca costante di attenzioni e coccole dettate buone abitudini fin dall’inizio, ad esempio quando siete a tavola a mangiare e anche quando andate a dormire, abituateli ai loro cibi e lasciateli a dormire nelle loro cucce, saranno i vostri migliori fedeli amici
Diamanti nella fiamma delle candele
La prima candela della storia risale a circa 2.200 anni fa. A quel tempo, i cinesi avevano già appreso come sfruttare il grasso di balena come combustibile, ma c’è un mistero che dura da allora: da cosa è composta nel dettaglio la fiamma di una candela? Un collega di mi ha detto: ‘ovviamente nessuno sa da cosa sia composta la fiamma di una candela Gli ho detto che credevo che la scienza avrebbe potuto spiegare ogni cosa.Assistito dal suo studente Zixue Su, Zhou ha creato una nuova tecnica in grado di togliere particelle dal nucleo della fiamma di una candela, cosa mai eseguita in precedenza. E, con grossa sorpresa, ha scoperto che la fiamma contiene tutte e quattro le forme di carbonio.E’ stata una sorpresa perchè ogni forma di solito viene creata a partire da differenti condizioni. Era già noto da tempo che alla base della fiamma ci fossero molecole di idrocarburi che, durante la combustione, vengono convertite in anidride carbonica, ma come questo possa verificarsi è sempre rimasto un mistero. All’interno della fiamma di una candela, quindi, è possibile trovare particelle di fullerene, molecole sferiche composte interamente di carbonio, oltre che grafite e carbonio amorfo. La quarta forma del carbonio, invece, è rappresentata da minuscole nanoparticelle di diamante, in quantità di milioni.Purtroppo le particelle di diamante vengono bruciate durante il processo, e convertite in anidride carbonica, ma questa ricerca cambierà per sempre il modo in cui consideriamo la fiamma di una candela.Siamo stati entusiasmati nel sentire della scoperta di piccole particelle di diamante nella fiamma delle candele” dice Rosey Barnet, direttore artistico di una delle più grandi aziende produttrici di candele. “Anche se non c’è ancora un modo per estrarre proficuamente queste particelle, rimane una scoperta esaltante e che potrebbe cambiare il modo in cui le persone vedono le candele. La ricerca dell’Università di St. Andrews sarà d’interesse per tutta l’industria delle candele”.
Svegliarsi bene
Persisti a svegliarti più stanco di come ti sei addormentato? Al risveglio sei scontroso, e le giornate cominciano sempre con il piede sbagliato? Un modo per risolvere questo problema è guardare a Oriente: nei monasteri tibetani, le mattine sono fredde e le giornate faticose. Per allontanare la tentazione di rimanere sotto le coperte, i monaci si sfregano forte le orecchie, premendole verso la testa. Ripetono il movimento venti volte. E’ uno degli esercizi tibetani per superare lo shock da risveglio, una serie di lunghi e ripetuti auto-massaggi sulle parti critiche del nostro corpo: gli occhi, la fronte, lo stomaco, il petto. Ma il risveglio può essere addolcito anche senza ricorrere alla disciplina buddista. L’importante è stimolare nel modo giusto i cinque sensi, per farli passare dal riposo alla veglia. Udito.La sveglia è il peggior nemico dell’essere umano. Ma non tutte devono essere per forza martellanti, tormentose. La musica è un buon espediente: provate a programmare sulla radiosveglia una stazione amica o scegliere nello stereo un album che vi possa far sperare che sarà una buona giornata. Olfatto. Cominciare la giornata con l’odore giusto può essere la strategia decisiva. Come? Con un deodorante d’ambiente. Una vera e propria sveglia per nasi. Tatto. Le lenzuola devono essere fresche , il pigiama morbido e stoffa naturale. Le fibre naturali, infatti, ci fanno riposare meglio, perché aiutano la traspirazione. Gusto. La colazione è il pasto più importante della giornata, ma doverla mettere insieme al mattino, ancora semi-addormentati, non può che impoverire la preparazione. Meglio allora pensarci la sera, prima di andare a dormire. Riempire la macchina del caffè, mettere tazze, stoviglie, cornflake, pane da tostare e zucchero su un vassoio, al centro della tavola. Al risveglio, trovare tutto pronto vi farà sentire come in albergo. Vista.I colori sono fondamentali. Il verde è l’ideale per rilassarsi, mentre la luce della lampada da comodino dovrebbe essere blu: secondo la cromoterapia, è il colore che ha un effetto ansiolitico maggiore. L’ideale per addormentarsi in fretta, e tenere lontane le preoccupazioni, al risveglio. Per completare questo senso di armonia, lasciate un libro aperto sul comodino. Qualcosa di saggio ma anche veloce da leggere, come una massima zen