Bungalow sull’acqua

C’è stato un tempo in cui gli ambitissimi bungalow sull’acqua erano solo un prodotto della fantasia dei turisti. Chi cercava l’ultima isola paradisiaca in posti come le Fiji, o le Maldive  aveva solo due alternative: una camera d’albergo o una villa vicino al mare . È quasi difficile da credere ora, quando si atterra in una di queste destinazioni, vedere i tantissimi bungalow allineati lungo i pontili e che si affacciano sulle acque azzurre e trasparenti che hanno reso famosi questi luoghi. Nel 1967, sull’isola di Raiatea  che, non avendo una spiaggia di sabbia, si stava rivelando difficile da vendere un gruppo di californiani ha avuto l’idea per un alloggio da sogno che avrebbe cambiato per sempre le cose: il bungalow overwater, sull’acqua. All’epoca i tre assicurarono al governo locale che, come i capanni da pesca tradizionali tahitiani, non avrebbero danneggiato i coralli con le loro strutture con il tetto di foglie di pandano, e quello che avevano promesso allora resta valido ancora oggi. I loro tre bungalow al Bali Hai Hotel divennero presto un vero trend, una moda che poi si diffuse a Bora Bora e non solo; dopo tutto, le bellissime casette a palafitta regalavano una esperienza meravigliosa nella magia del mare, senza dover usare una maschera da sub o una bombola per l’ossigeno. E adesso, (covid a parte) , questi luoghi esclusivi sono spesso scelti per i viaggi di nozze, in quanto location molto ambite non solo per il loro lato romantico, ma anche perché permettono facilmente di osservare le tante meravigliose di creature marine più belle che mai

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