I giorni di Festa

Per chi è credente  la festa di Pasqua è il momento più sentito della liturgia cattolica, in cui Cristo risorge sconfiggendo le tenebre e la morte e diventa promessa di speranza per tutti gli uomini. In ogni caso, il giorno è l’occasione riscoprire le tradizioni di Pasqua e per festeggiare la buona stagione che sta per arrivare. Grazie al lunedì festivo che lo accompagna, Pasqua diventa l’occasione per interrompere la routine quotidiana, soprattutto se si sceglie di trascorrerla lontano dalla città magari all’aria aperta per i primi pic nic dell’anno Nell’antichità la pasqua era la festa delle uova con la “ciaccia”. Questo era favorito anche dal fatto che, dopo il riposo invernale, le galline e le oche producevano uova ad un ritmo più intenso che nel resto dell’anno. Le massaie ne mettevano da parte quante più potevano e le facevano poi trovare in un cesto sul tavolo di cucina il giorno in cui il parroco si recava a benedire la casa, affinché fossero anch’esse benedette. Quando finalmente arrivava la mattina di Pasqua, la massaia si alzava particolarmente presto e provvedeva a lessare le uova, le metteva a bollire nel paiolo e si regolava in modo molto personale circa il tempo di cottura: la regola dei sette minuti è piuttosto recente e qualcuno ricorda ancora che spesso i tuorli avevano un bel bordo verdastro. Il menù della colazione consisteva in un uovo benedetto con ciaccia al rigatino, dolci e vino. Il singolare usato per l’uovo ha valore soltanto come indicazione del tipo di alimento, perché in quanto al numero non si ponevano limiti, anzi, se ne faceva argomento di conversazione tra amici e parenti e qualcuno tentava anche di stabilire record. Quando la colazione era stata così abbondante e sostanziosa, il pranzo dovesse essere piuttosto semplice: si trattava il più delle volte di tagliatini in brodo e gallina lessa.Tutta la settimana compresa fra il lunedì dell’angelo e la domenica era considerata festiva perché dedicata all’incontro tra parenti: le donne tornavano per un giorno a pranzo nella famiglia d’origine e, per poterlo permettere a tutte, era necessario avere a disposizione più giorni. Era il cosiddetto “armeéno” per il quale si preparava il pranzo dei giorni speciali, ricorrendo anche alla pasta comprata. Il menù era composto da minestra in brodo cannoncini al sugo, carne stufata  ed insalata. Il pranzo poteva poi concludersi con dolci che erano stati confezionati per la Pasqua.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...