Single non è obbligatoriamente favoloso, ma può essere ok

Single non è obbligatoriamente favoloso, ma può essere consciamente ok senza dover dare troppe spiegazioni. Per cominciare a vederla così ci sono delle cose che si possono fare, da soli, senza dover attendere qualcuno. Soprattutto nel week end, ecco come godersi il proprio tempo Cercate un museo, un monumento, un palazzo nella vostra città che non avete ancora visitato e fatelo. Da soli. Non dovrete aspettare nessuno, non dovrete correre o stare ai tempi di nessuno. Solo al vostro. Il vostro migliore amico, è il divano e il telecomando a seguire. Fate attività. Fate lunghe lunghissime colazioni, magari fuori casa e leggendovi un giornale. Cominciare la giornata senza dover guardare l’orologio sarà il mantra del sabato-domenica. Andate al parco e osservate la gente. Look azzardati e vari deliri personali portati nei giardini pubblici non mancano e sono sempre materiale per future conversazioni o ricerche sociologiche personali, magari portate con voi il cestino da pic-nic e approfittatene per mangiare all’aria aperta. Se invece avete bisogno di una ricarica, andate in una Spa e regalatevi un massaggio. Lasciate lo smartphone chiuso e lontano da voi e godetevi il relax;Mangiate un dolce o portatelo a casa e gustatevelo in tutta tranquillità davanti al vostro talk show preferito. Fate un corso in palestra, di quelli con la musica che vi fa orrore e che vi ricorda che siete scoordinati senza speranza. Nel week end le classi sono meno affollate e con meno invasati. L’entusiasmo da post allenamento vi farà comunque credere per circa mezza giornata che lo seguirete fedelmente per il resto dell’anno. Serve per arricchire la lista dei buoni propositi;Non andate a lavare la macchina e se proprio volete, non rimanete dentro mentre i rulli lavano il vostro veicolo. No, questo no. Aggiornate la vostra playlist e andate a correre, se avete la fortuna di avere il mare vicino fatelo sulla sabbia, se state in città fatelo al parco, se avete una campagna vicina fatelo su di un prato magari la sera trattenetevi più a lungo e godetevi un meraviglioso tramonto….e domani si ricomincia.

La fioritura dei ciliegi

Se c’è un momento speciale per visitare il Giappone è quello della fioritura dei ciliegi. Le prime gemme sbocciano a fine marzo per regalare chiome rosa per tutto il mese di aprile, nel nord del paese anche fino ai primi giorni di maggio. La fioritura dei ciliegi è un evento in Giappone, tanto che esiste un calendario nazionale che indica, città per città, le date probabili delle fioriture, calcolate in base alle temperature che si sono verificate in autunno e in inverno, quando le gemme hanno cominciato a formarsi. In Giappone fate come i giapponesi che vanno ad ammirare i ciliegi in fiore “hanami” in giapponese nei parchi, lungo i fiumi e sulle pendici delle montagne sacre. Ecco alcuni luoghi dove andare in Giappone per vedere le fioriture più spettacolari. Nel centro di Tokyo, il Shinjuku Goyen è un’oasi di verde con oltre mille ciliegi sia precoci che tardivi, quindi dal 20 marzo a tutto aprile le chiome rosa si alternano nelle loro infinite sfumature. Quando il primo ministro va ad ammirare i ciliegi in fiore, lo fa in questo romantico parco della capitale giapponese dove passeggiare tra viali, aiuole e laghetti. Ad Osaka i luoghi per l’hanami sono almeno tre: il parco del castello di Osaka, con 4000 ciliegi dalle ampie chiome sparsi su ampi prati perfetti per i pic-nic. Migliaia di ciliegi anche nell’Commemorative Park e lungo il fiume Okawa dove passeggiare in una cornice di fiori rosa da ammirare anche facendo una mini-crociera sul fiume.

 

Week end di primavera è ora di aria aperta

Finalmente la primavera è arrivata ed anche le condizioni meteorologiche sembrano pian piano migliorare. I primi raggi di sole caldi ci portano subito a sentir la voglia di trascorrere una giornata all’aria aperta, che sia al mare, al lago o in un prato. E quando si parla di una giornata da trascorrere in mezzo alla natura, è d’obbligo organizzare un picnic, per mangiare all’aria aperta e beneficiare dei raggi di sole e dei profumi che la primavera offre. Ma per organizzare un picnic perfetto, non bisogna lasciare tutto al caso. Ecco cosa non deve mancare! A prescindere dalla tipologia di cibo che deciderete portare, ci sono degli accessori che non dovranno mancare, necessari per consumare viveri e bevande in tutta comodità. Oltre a piatti, bicchieri, posate di plastica e tovaglioli di carta in abbondanza, sarà utile portare anche un contenitore con chiusura ermetica dove poter riporre gli eventuali avanzi, e qualche sacco per la spazzatura. Per non cedere alla sonnolenza pomeridiana, anche un thermos di caffè sarà di vostro gradimento! Ma l’elemento indispensabile che non potrà mancare per il vostro picnic perfetto è uno o più teli, possibilmente resistenti e della misura idonea al numero dei partecipanti. Necessari sia per apparecchiare e consumare tutte le pietanze, ma anche per potersi rilassare in tutta comodità dopo aver mangiato. Come preparare un picnic perfetto: cosa mettere nel cestino I veri simboli di un picnic sono soprattutto due: una coperta ed un cestino da picnic, solitamente di vimini, capiente e già accessoriato non il tipico kit da picnic. Ma al di là del tipo di cestino, quello che più ci interessa è anzitutto il contenuto! Sono infinite le idee di menù da picnic, ma tutte devono mantenere due semplici particolarietà : bontà e comodità. L’ideale è quindi, scegliere delle pietanze buone da gustare anche fredde e che si possono preparare con anticipo, ma anzitutto che siano pratiche da gustare anche con le mani. Quindi, via libera a panini, tramezzini, torte salate, frittate farcite, insalate di riso e di verdure.

Pasquetta le gite fuori porta

Nella Repubblica Ceca è il giorno della pomlázka, che significa sia frustata sia benedizione. I ragazzi colpiscono le ragazze con rametti di salice e loro donano uova colorate. Lo scopo metaforico è quello di scacciare spiriti maligni.  Negli Stati Uniti è il giorno in cui si fa la caccia alle uova nel giardino della Casa Bianca. In Polonia il Lunedì di Pasqua è detto lunedì bagnato. La tradizione vuole che gli uomini inseguano le donne cercando di bagnarle con l’acqua. Da noi è Pasquetta. Pasquetta non è parola che si trovi sul calendario. Ufficialmente è il Lunedì dell’Angelo, il giorno che segue la Pasqua ed è festivo. La tradizione lo vuole giorno di gite fuori porta, di pic nic all’aria aperta,è comunque una festa della chiesa, anche se non di precetto, non è cioè obbligatorio andare a messa.Chiaramente è un diminutivo di Pasqua entrato nell’uso popolare per indicare la giornata festiva che segue la Pasqua. Anche la tradizione della gita fuori porta potrebbe venire dal Vangelo. L’evangelista Luca racconta una delle prime apparizioni di Gesù risorto: si mostrò ai discepoli in viaggio a Emmaus, poco fuori Gerusalemme. Non più in città, ma fuori dalle porte. Chi apprezzasse le uova sode il giorno di Pasquetta dovrebbe andare a Tredozio qui è la giornata del campionato nazionale di mangiatori di uova sode. A Figline Valdarno, in provincia di Firenze, c’è il palio tra i bambini dopo quello delle contrade la domenica di Pasqua. A Fiorenzuola d’Arda, in provincia di Piacenza c’è la gara del Pont al’ov, un gioco di abilità in cui i due contendenti devono tentare di rompere l’uovo dell’avversario colpendolo con la punta del proprio, che invece deve restare intero. In Puglia c’è il rito per la fertilità alla Sacra Roccia di San Vito, un megalite al centro del pavimento di un tempietto cristiano. Le persone attraversano il foro della roccia per guarire e propiziare la fertilità

I giorni di Festa

Per chi è credente  la festa di Pasqua è il momento più sentito della liturgia cattolica, in cui Cristo risorge sconfiggendo le tenebre e la morte e diventa promessa di speranza per tutti gli uomini. In ogni caso, il giorno è l’occasione riscoprire le tradizioni di Pasqua e per festeggiare la buona stagione che sta per arrivare. Grazie al lunedì festivo che lo accompagna, Pasqua diventa l’occasione per interrompere la routine quotidiana, soprattutto se si sceglie di trascorrerla lontano dalla città magari all’aria aperta per i primi pic nic dell’anno Nell’antichità la pasqua era la festa delle uova con la “ciaccia”. Questo era favorito anche dal fatto che, dopo il riposo invernale, le galline e le oche producevano uova ad un ritmo più intenso che nel resto dell’anno. Le massaie ne mettevano da parte quante più potevano e le facevano poi trovare in un cesto sul tavolo di cucina il giorno in cui il parroco si recava a benedire la casa, affinché fossero anch’esse benedette. Quando finalmente arrivava la mattina di Pasqua, la massaia si alzava particolarmente presto e provvedeva a lessare le uova, le metteva a bollire nel paiolo e si regolava in modo molto personale circa il tempo di cottura: la regola dei sette minuti è piuttosto recente e qualcuno ricorda ancora che spesso i tuorli avevano un bel bordo verdastro. Il menù della colazione consisteva in un uovo benedetto con ciaccia al rigatino, dolci e vino. Il singolare usato per l’uovo ha valore soltanto come indicazione del tipo di alimento, perché in quanto al numero non si ponevano limiti, anzi, se ne faceva argomento di conversazione tra amici e parenti e qualcuno tentava anche di stabilire record. Quando la colazione era stata così abbondante e sostanziosa, il pranzo dovesse essere piuttosto semplice: si trattava il più delle volte di tagliatini in brodo e gallina lessa.Tutta la settimana compresa fra il lunedì dell’angelo e la domenica era considerata festiva perché dedicata all’incontro tra parenti: le donne tornavano per un giorno a pranzo nella famiglia d’origine e, per poterlo permettere a tutte, era necessario avere a disposizione più giorni. Era il cosiddetto “armeéno” per il quale si preparava il pranzo dei giorni speciali, ricorrendo anche alla pasta comprata. Il menù era composto da minestra in brodo cannoncini al sugo, carne stufata  ed insalata. Il pranzo poteva poi concludersi con dolci che erano stati confezionati per la Pasqua.

La bici il mezzo di trasporto del futuro

La bicicletta sarà il mezzo di trasporto del futuro.  Perché non inquina e perché pedalare è divertente e ci aiuta a mantenerci in forma e in salute, abbassando lo stress e prevenendo obesità e malattie cardiocircolatorie. Come abbellire e rendere più comoda? Ecco alcune idee. Se vi spostate in bici per andare a scuola o al lavoro, e nel tempo libero, potrebbe servirvi una comoda borsa per ciclisti, in cui riporre tutti gli oggetti da tenere al sicuro mentre pedalate. La potrete realizzare da soli con del tessuto resistente, ago e filo. Potrebbe esservi utile anche una macchina da cucire. Ma potreste anche, realizzare un cestino per la bici fai-da-te? Ad esempio, potrete recuperare il classico cesto di vimini. Ma se non ne avete uno a portata di mano, probabilmente sarà più semplice reperire una normale cassetta per la frutta e la verdura in legno. Magari riverniciatela con colori impermeabili, così che non possa rovinarsi per la pioggia e l’umidità. E visto che ottobre ci sta regalando ancora splendide giornate di sole perché non approfittarne per un pic nic al parco? Se lo raggiungerete in bicicletta, potrete preparare in anticipo e per comodità un cestino con tutto l’occorrente per il vostro pranzo sul prato, che sarà anche molto comodo da trasportare. Potrete riporre al suo intero forbici, posate, bicchieri e tovaglioli. Insomma la bici facile da parcheggiare e salutare può diventare una nostra cara compagna di viaggio in ogni stagione.

Come organizzare un pic -nic perfetto

L’estate è il periodo ideale per organizzare belle scampagnate, gite al mare e in montagna,meglio se accompagnate da un picnic perfetto. Trascorrere una piacevole giornata all’aria aperta è quello che ci vuole per staccare la spina dalla routine quotidiana. Godendosi la natura, alberi e prati verdi in compagnia di amici e della famiglia. Perché tutto fili liscio, però, è bene preparare con cura l’occorrente per la scampagnata ed il picnic. Nell’immaginario collettivo il pic-nic perfetto non può prescindere dal cestino in vimini carico di provviste. Da consumare in allegria su una grande coperta a quadrettoni distesa sull’erba. La realtà, però, può essere anche molto diversa dalla fantasia e dai luoghi comuni. Quel che conta è non dimenticare nulla riguardo il contenuto. Il cibo può spaziare da panini a frittate, pasta fredda e insalate, etc. a seconda del nostro gusto. Oltre ai viveri e le bevande è però fondamentale non dimenticare il necessario per consumarle in comodità. Dunque piatti, posate e bicchieri di plastica, tovaglioli di carta in abbondanza, saranno fondamentali. Ricordate anche di portare con voi dei contenitori ermetici per riporre gli eventuali avanzi e sacchi per la spazzatura. Per non cedere alla sonnolenza pomeridiana, sarà ben gradito un termos di caffè. E alla base del vostro pic-nic perfetto non può mancare ovviamente l’elemento indispensabile: un telo adatto allo scopo. L’ideale sarebbe portare due teli impermeabili e relative coperte da mettere sopra. Uno per il picnic vero e proprio, dove apparecchiare e consumare cibo e bevande. L’altro per rilassarsi in comodità dopo il pasto. Non trascurate, infine, i giochi o passatempo dopo pasto. I classici da fare al prato sono pallone, racchettoni, bocce, etc. per i più attivi. A chi prevede una giornata di totale relax, invece, consigliamo le carte da gioco od un buon libro.