Il galateo… e la scarpetta

ll Galateo vieta e sconsiglia alcuni comportamenti principalmente quando si invitano ospiti o quando si è invitati. Come abbiamo più volte detto, la frase “Buon Appetito!” prima di iniziare il pasto è da evitare. Ma non è l’unica, ci sono altre affermazioni sconsigliate, come per esempio “non fare complimenti”, “vuoi la ricetta?”, “finitelo, altrimenti lo buttiamo…” oppure “non fai il bis?”. Secondo il Galateo, la tavola non deve essere apparecchiata mettendo i tovaglioli dentro i bicchieri ed esclude l’utilizzo di piatti e posate di plastica. È ammesso, invece, il centrino in carta messo sul vassoio d’argento con il quale si servono i dolci. Anche per quanto riguarda le bevande le bottiglie di plastica sono un tabù e, inoltre, non devono essere servite in tavola già iniziate. Assolutamente da evitare l’utilizzo di stuzzicadenti. Questi servono soltanto come mezzo per portare i cibi alla bocca ma solo per gli stuzzichini dell’aperitivo. Non è tollerato usare lo stuzzicadenti in altro modo, quindi è consigliabile non metterli in tavola. Qualora qualcuno avesse la necessità di eliminare qualche residuo di cibo incastrato tra i denti, può farlo recandosi alla toilette dove sarà libero di risolvere il problema. Un’abitudine informale assolutamente da evitare in cene e pranzi formali è la cosiddetta “scarpetta”. Il pane è l’alimento che meglio si presta a essere messo in bocca senza posate. Inoltre, di sicuro ognuno di noi ha ricordi legati al cibo mangiato con le mani: sono spesso ricordi che risalgono all’infanzia, o a momenti trascorsi con amici, vissuti in situazioni e ambienti informali. La scarpetta, in realtà è un vero piacere per il palato ma, purtroppo, il galateo lo vieta. Come vieta di raccogliere, anche solo con la forchetta, l’eventuale condimento della pietanza rimasta nel piatto. Pazienza!

Un pensiero su “Il galateo… e la scarpetta

  1. Quella di non dire buon appetito, sinceramente, è una colossale stronzata. Si dice in tutte le lingue, perché mai gli italiani dovrebbero differenziarsi? E che cosa ci sarebbe di “poco fine” nell’augurare buon appetito?

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