Arredare in stile zen

Arredare la camera in stile zen è sempre più di moda anche in Italia: considerate però che la cultura nipponica è diversa dalla nostra, quindi i mobili sono pensati per vivere praticamente sul pavimento. Quando si sceglie l’arredamento non bisogna valutare solo il design ma anche la comodità di oggetti e complementi d’arredo, si rischia altrimenti di stancarsi presto di questo stile. La soluzione è quella di dare un tocco orientale con pochi oggetti, abbinandoli con gusto a linee pure e moderne, trovando il giusto compromesso tra stile e comfort. L’arredamento giapponese attribuisce particolare rilievo alla gestione dello spazio, che dev’essere secondo regole precise, in una visione armonica d’insieme. Le caratteristiche basilari sono: pulizia nelle forme, ordine geometrico, colori puri dalle tonalità. Ciò che balza all’occhio principalmente sono il letto basso e i numerosi cuscini. Tipico dell’arredo giapponese è anche il divanetto-tavola. I complementi d’arredo dovranno seguiranno linee rettangolari e quadrate, mai curve e ovali. L’arredamento,dovrà essere spoglio e sobrio: tutti gli elementi, ad eccezione del paravento, saranno bassi e orizzontali. Non abbinate agli oggetti giapponesi mobili in legno grezzo: i giapponesi sono i maestri della laccatura. Potete collocare, fontane e giardini zen secondo i giusti criteri. Una camera da letto in stile giapponese dividerà gli spazi mediante le cosiddette fusuma, pareti scorrevoli in carta shoji, in grado di diffondere discretamente la luce. Un’altra idea in questo stile consiste nell’adottare paraventi e semplici divisori personalizzati. Per quanto riguarda la pavimentazione, ispiratevi al tatami, tipico delle case giapponesi in paglia di riso intrecciata e rivestita in giunco. Un tocco di frivolezza non può mai mancare anche nella camera in stile giapponese, basteranno alcune orchidee o dei vasi con canne di bambù per dare all’ambiente un tocco aggraziato.

Matcha muchacha!

In mezzo a un arduo latte d’oro, a uno zenzero aggressivo e a un esoso miele di manuka che pare abbia benefici incalcolabili almeno quanto il suo costo, si colloca, in veste di più abbordabile dei cibi miracolosi, il rassicurante ma anche freddo matcha. Meraviglia delle meraviglie, questo prodotto, che altro non è che la polvere color smeraldo ottenuta da foglie di giapponese che crescono al riparo dalla luce, è un autentico concentrato di benefici per il corpo e per la mente: non a caso quando gli antichi monaci giapponesi zen, mica gli ultimi degli sprovveduti insomma, dovevano meditare per ore a digiuno, l’unico loro bisogno era, appunto, la “spuma di giada”, una bevanda fatta sbattendo con un frustino il match. Inserito anche tra gli alimenti antitumorali più consigliati, il matcha vive, oggi, anche una sana popolarità, che lo rende protagonista di numerosissime foto e davvero non si contato gli estimatori hollywoodiani di questa polvere arrivata dal Sol Levante e in grado di, combattere l’invecchiamento della pelle, calmare le mucose dello stomaco e dell’intestino, ridurre e qui le ragazze ci vanno nozze il senso di fame ma anche il livello di colesterolo nel sangue, aiutando a prevenire le malattie cardiovascolari, e infine caricare di energia a rilascio lento, grazie all’alta concentrazione di L-Teanina, un aminoacido che stimola il sistema nervoso centrale in maniera morbida ma costante, rilassante e tonificante al tempo stesso. Sappiamo benissimo che, ora che avete letto cotante proprietà, vorrete, se già non lo avete fatto, provare il matcha in una delle sue molteplici versioni si va dal classico fino a frullati, cappuccini, dolci e gelati.

Giardini bellissimi dl mondo

Ci sono nel mondo giardini bellissimi di ogni dimensione e tipologia,tra i più quotati in questa arte vi sono sicuramente  i giardini giapponesi  Lontano dal Paese del Sol Levante fioriscono e danno spettacolo rigogliosi giardini coltivati secondo tradizione. Ma se credete che giardino giapponese voglia dire solo giardino zen, vi sbagliate. Bisogna innanzitutto sapere che quelli che da noi sono considerati appunto giardini zen, non sono affatto zen. Chiamati karesansui si distinguono per la mancanza di acqua corrente e quindi per le distese di ghiaia e sabbia, pettinata dai rastrelli e tra cui spunta, di tanto in tanto qualche solitario arbusto. In realtà i karesansui non sono esclusivi dei templi zen, e viceversa i templi zen presentano molti altri tipi di giardino. Dunque come giardino giapponese valgono a pieno titolo tutti quelli che, dal karesansui, al roji, al kaiyu-shiki-teien, ne rappresentino principi compositivi. Ve ne suggeriamo alcuni magari da visitare. Con i suoi 100 anni di storia, Huntington, a San Marino in California, è il posto giusto per fare il giro dei fiori del mondo. Oltre ai incantevoli Desert Garden e persino Shakespearian Garden, non poteva mancare in Japanese Garden. Il classico ponte a mezzaluna sul laghetto zen in cui nuotano le multicolor carpe koi, nonché la casa storica giapponese, la sala da tè e un bellissimo giardino di bonsai hanno attirato, dal 1928, più di 20 milioni di visitatori. L’Anderson Japanese Gardens a Rockford è di certo uno dei più suggestivi. Anche in questo caso si cerca l’armonia tra tre elementi principali: l’acqua, la terra e la vegetazione, ove vengono immersi con grazia i manufatti umani, come pagode, lanterne e ponti. Forte del recente ampliamento ad opera di Kengo Kuma, il Portland Japanese Garden si presenta ancora una volta ad essere il più bel giardino orientale fuori patria. Ben otto varietà di giardini diversi tra cui non mancano quello di sabbia e il flat garden, con arbusti bassi e piatti, o il natural garden, concepito per far riflettere sulla brevità della vita

I giardini zen

Chi segue la filosofia orientale sa bene che il principio di non dualità si ritrova in ogni aspetto della vita quotidiana. Per questo motivo, i cultori della filosofia zen, ritengono che la creazione, e la passione, di un giardino zen abbia numerosi benefici sulla salute, ma soprattutto sulla psiche umana.La visione occidentale si distacca totalmente dalla visione orientale nel capire l’essenza del giardino. Se per noi, nati in occidente, la cura di uno spazio verde può rappresentare un semplice passatempo, per la cultura orientale sta a significare la cura dell’anima, dell’essenza di noi stessi. Il giardino zen è, infatti, il luogo della meditazione, della scoperta di se stessi.Curare un giardino zen è come curare la propria salute, coccolarsi. Sposare la filosofia zen non può far altro che creare benefici alla salute umana. In apparenza, per chi non la conosce, la cura di questo giardino potrà apparire noiosa o monotona ma, secondo gli esperti, lo studio degli elementi essenziali del paesaggio zen aiuta l’individuo ad entrare in contatto con il suo io più profondo, quello più nascosto dalla superficie. E’ in grado di donare calma, di ripristinare la concentrazione perduta e riordinare la pace che alberga in noi.Il rituale zen è dominato dall’elemento del silenzio, della non parola, che invoglia alla meditazione e alla contemplazione, cosicché il benessere possa farsi strada nell’animo umano.

Arredare con i fiori

L’ikebana è un’arte antica che viene da Giappone, sviluppata dai monaci buddisti come esercizio zen, per creare composizioni di fiori ed elementi naturali secondo un armonioso equilibrio di accostamenti. Tecnica decorativa che rende la casa graziosa in modo originale, grazie ad un raffinato elemento da posizionare a centro tavola, o in un punto dove diventi l’assoluto protagonista. L’ikebana prevede che i fiori vengano disposti secondo alcuni principi.Per cominciare, la composizione non è solo floreale, ma si utilizzano rami, radici, sassi, pezzi di legno, tutto ciò che si potrebbe trovare in un giardino. Ogni elemento utilizzato dev’essere di natura organica, anche il vaso dovrà essere in pietra, legno, argilla, e il meno vistoso possibile, perché sarà la composizione la vera protagonista. Esistono diversi stili e forme di ikebana, ogni composizione ha il suo nome e appartiene ad un certo filone tematico, insegnato da scuole ben precise.In linea generale, la disposizione deve seguire il principio ternario, ovvero rifarsi all’idea del triangolo. Per esempio, disponendo un ramo lungo, magari in fase di germogliatura per poter godere del momento dello schiudersi de boccioli, oppure una lunga foglia che indica il cielo; un altro più corta che rappresenta la terra, e un elemento intermedio, ovvero l’uomo, tre forze che creano l’equilibrio dello spazio, che può essere il fiore stesso. Ovviamente non occorre creare un triangolo geometrico, piuttosto l’idea di esso: prendete per esempio un recipiente basso e largo, in cui disporrete sul fondo dei sassi, e infilate una lunga foglia o ramo, accanto un fiore il cui peso propenda verso il basso, ed infine un rametto di misura intermedia. Oppure potete prendere un vasetto trasparente lungo e stretto, infilarci dei rami lunghi, un fiore basso e colorato, e una foglia allungata che fuoriesce piegandosi verso la base. Esistono anche dei corsi anche in Italia di Ikebana, spesso promossi dagli istituiti di cultura giapponese, per imparare a creare queste scenografiche composizioni con i fiori e le piante del nostro paese, un mix di creatività e décor dal sapore squisitamente zen.

Piante aeree

Le piante normalmente vivono e si sviluppano grazie alle radici ancorate al terreno, in vasi o direttamente in terra, sappiamo che anche in acqua diverse specie vegetali si trovano ottimamente; meno nota, e per certi versi davvero sorprendente, è la strategia di alcune piante dette epifite o più comunemente aeree, le cui radici sono in grado di assorbire il loro nutrimento dall’aria. In natura si trovano prevalentemente in climi molto umidi  e utilizzano supporti per aggrapparsi i rami degli alberi ad esempio, ma anche i pali della luce. Vivono così alcune specie di orchidee per esempio, ma anche la tillandsia, pianta appartenente alle Bromeliacee estremamente decorativa. In verità esistono diverse tillandsie ma quasi tutte sono accomunate dall’essere piante aeree, ovvero dall’assorbire il nutrimento necessario attraverso i tricromi che ne ricoprono le foglie, che appaiono come piccoli ‘peli’ sulla superficie, i quali permettono alla pianta di agire come una spugna assorbente. Le foglie sono lunghe e strette, e a seconda della varietà più o meno liscie, più o meno ‘pelose’, e di diverse colorazioni. Un’estetica esotica e decorativa per una pianta che non necessita né di terra né di vaso: se la volete coltivare a casa, vi basterà fornirle un supporto in modo che le radici si possano aggrappare; solitamente si utilizza un pezzo di corteccia o un ramo di legno, oppure per un effetto particolarmente zen potete utilizzare una pietra, un oggetto di vetro, o ancora una pianta la tillandsia non si comporta come un parassita, quindi l’altra pianta le servirà solo come appoggio. La temperatura ideale per la tillandsia è intorno ai 20 gradi, e occorre sistemarla in una zona umida della casa, come la cucina o il bagno. La luce dovrà essere abbondante ma non diretta in natura vivono all’ombra delle foreste, mentre le annaffiature saranno molto rare 1 vaporizzazione al mese è sufficiente se collocate in un ambiente umido.

Idee regalo per la festa della mamma

Per le mamme che amano prendersi cura del verde, ma vivono in un piccolo appartamento in centro città e non possono concedersi un piccolo orto, l’idea regalo perfetta è quella di un mini giardino da interni, provvisto di semi veri, oppure di un giardino zen che la farà sicuramente rilassare. Un’altra idea è massaggiatore plantare, perfetto dopo una giornata lunga, fatta di mille impegni quando potrà sedersi comodamente su una poltrona e godere del benefico effetto. Un regalo perfetto sul davanzale di una finestra è un porta vaso con una pianta fiorita. Il cuscino musicale, perfetto per le mamme che amano ascoltare la propria musica preferita, magari la sera prima di addormentarsi. Infine per le mamme con la passione per la cucina, e in particolare per il sushi vi segnaliamo il vassoio completo di bacchette e ciotoline. A questo punto noi alcune idee ve le abbiamo suggerite, non  resta che fare gli auguri alle mamme, e augurarvi buona caccia al regalo più giusto!

 

Giardini da sogno

Un giardino, anche se molto piccolo, è il sogno di molti. Uno spazio esterno ci permette infatti di godere appieno della bella stagione e di dedicarci a piacevoli attività all’aria aperta, come per esempio il giardinaggio, i pranzi in famiglia e con gli amici, la lettura su una amaca, o semplicemente anche solo il riposo, sdraiati su un lettino. Se abbiamo la fortuna di possedere un terreno non possiamo quindi perderci l’occasione di curarlo con attenzione e decorarlo nel migliore dei modi. E’ importante che il giardino  sia sempre in ordine e ben organizzato. Ma come trasformare un fazzoletto di terra in una piccola oasi verde ricca di fascino ? Prima di tutto occorre progettare il nostro piccolo giardino: valutiamo lo spazio a disposizione, pensiamo a come vorremmo viverlo per esempio se preferiamo uno spazio in cui pranzare all’aperto, magari dotato di area barbecue, o invece un prato in cui far giocare i bambini, in che stile lo vorremmo allestire e quali varietà tipo di alberi o fiori ci piacerebbe piantare. Oltre al verde dovremo poi pensare alla pavimentazione e all’arredo. Un’area pranzo richiederà infatti  un rivestimento diverso dal giardino all’inglese o da quello zen.. Quando avremo definito tutti questi elementi, rivolgiamoci infine ai rivenditori, per acquistare  dei mobili da giardino o dei salottini, e finalmente godetevi tutto il suo splendore.

 

La pausa pranzo può essere Zen

Prendersi tempo, anche se poco, i fondamenti zen ne “L’arte di lavorare in consapevolezza” del monaco, vietnamita per la pace Thich Nhat Hanh Uno spuntino al volo continuando a lavorare, qualcosa da sgranocchiare velocemente tra un impegno e l’altro o giusto per fare qualcosa. Mangiare al lavoro spesso si riduce a questo, quando invece potrebbe essere uno dei momenti della giornata a cui dedicare particolare cura, perché in grado di contribuire a realizzare un ambiente lavorativo felice,  senza tensioni. Le regole fondamentali sono avere consapevolezza del sé, o presenza mentale; prendersi del tempo, da dedicare soltanto all’atto di mangiare; se si mangia al lavoro la regola fondamentale è tuttavia quella di prendersi del tempo ce lo insegna la filosofia zen. Quando mangiamo in modo corretto nutriamo il sangue, il corpo e lo spirito; se invece non mangiamo cibi del giusto tipo, o se mangiamo troppo, se riesci a scegliere uno spuntino sano da mangiare al lavoro, potresti mangiarlo comunque in modo malsano, per esempio continuando a lavorare con una mano mentre reggi il cibo con l’altra. Quando fai uno spuntino al lavoro, per esempio mangiando un mandarino, per favore mettitelo sul palmo della mano e guardalo in modo da renderlo reale. Non ci vuole molto tempo, solo due o tre secondi. Osservalo puoi vedere un bell’albero, un fiore, il sole e la pioggia, e anche un piccolo frutto che si sta formando. Puoi vedere il suo colore cambiare dal verde all’arancione. Se guardi il mandarino in questo modo ti rendi conto che contiene tutto l’universo, il sole, la pioggia, le nuvole, gli alberi, le foglie, tutto quanto. Sbucciare il mandarino, annusarlo e gustarlo può renderti molto feliceeating-on-the-job-intro-it

 

 

Ricercare….

Tipico della cultura giapponese, il  giardino zen sta diventando popolare e amato anche nel nostro paese. I giardini zen, nella cultura paesaggistica giapponese, sono conosciuti per il loro effetto rilassante e calmante; sono luoghi in cui si ritrova il proprio benessere circondati da elementi naturali, l’aspetto del giardino segue l’alternarsi delle stagioni: è una continua evoluzione, proprio come è in continuo movimento il mondo. Il giardino, nella filosofia, zen crea un vero e proprio spettacolo, dove ogni cosa è manifestazione di un concetto e dove gli elementi – acqua, piante e pietre – sono riprodotti in maniera metaforica da sassi, ghiaia e fontanelle. Vivendo in centro Firenze non ho un giardino all’ esterno ma ne ho comunque acquistato uno, e  di tanto in tanto mi prendo dei secondi per sedermi e rilassarmi, l’effetto è lo stesso: raggiungere la pace interiore attraverso il tempo speso nella meditazione di questo piccolo spazio dedicato solo a me. Insomma, l’aspetto così minimalista e rigoroso del giardino zen mi porta all’ essenzialità e alla ricerca di quanto più semplice e armonioso ci sia in me003195 Giardino zen rett. lungo cm.30x12H1.5 182207