Dedica un po di tempo a te

Rilassarsi, oramai è diventato difficile e spesso, anche se abbiamo del tempo disposizione, non riusciamo a staccare la mente da bollette, appuntamenti, lavoro, famiglia, ecc. Dedicare a noi stessi almeno 30 minuti al giorno, ci rende persone migliori e la nostra vita migliora di conseguenza. Fermati in un luogo silenzioso e se possibile all’aperto a contatto con la natura. Vai in giardino e  prenditi un po’ di sole. Ne basta veramente poco. 20 minuti di sole al giorno ci permettono di produrre vitamina D indispensabile per le ossa e il cervello. Bevi qualcosa di buono e nello stesso tempo rilassante, come una gustosa tisana alla malva, un the. Evita i mezzi pubblici e l’automobile. Cammina!Circondati di cose belle e frequenta luoghi tranquilli. Ascolta la tua musica preferita. Se lo stress è molto, chiudi gli occhi e concentrati sul respiro e sulla pancia che si sgonfia e gonfia. Dopo pochi minuti noterai che la mente incomincerà a liberarsi, principalmente nel momento dell’inspirazione. Colora. Compra un libro di Mandala indiani e colorali. Spegni il telefono, fisso e cellulare, spegni tv e ogni oggetto che potrebbe disturbare la tua quiete. Impara ad ascoltare il silenzio. Ricordati che i problemi non si risolvono sempre pensando ininterrottamente e quasi sicuramente stressarti  dietro ad ogni cosa non migliorerà la situazione. Quindi lascia andare i pensieri. Cerca di vivere una vita di qualità la vita è una… ora….adesso

 

Fermatevi e respirate per un’attimo

A volte le tecniche più semplici sono anche le più efficaci.  È il caso della “pratica dei tre respiri“. In condizioni normali, la nostra mente si allontana  e perdiamo del tutto il contatto con il nostro corpo e con il qui e ora. Quando ce ne accorgiamo, possiamo solo arrestarci per qualche istante e fare tre respirazioni, con calma.Tutto qui. L’interessante di questa pratica è la sua facilità: è breve e semplice e la si può ripetere molte volte, nel corso della giornata, a prescindere dall’umore, senza ricorrere a uno sforzo intenso o prolungato. Si può praticare in varie situazioni.  Ogni volta che stai per compiere una certa azione cucinare, recarsi in ufficio, entrare in casa, sederti a tavola per mangiare, andare in giardino, fermati un attimo, e per tre respiri completi riprendi semplicemente il contatto con il tuo corpo e la tua mente.Ogni volta che “riprendi coscienza” per un attimo  cioè che emergi dai pensieri e dalla distrazione formula l’intenzione di restare lì almeno per la durata di tre respiri completi. Porta la cognizione sull’ intera esperienza del momento, comunque essa sia. Se è ad esempio una condizione di impazienza, limitati a sentire la qualità intensa dell’esperienza del momento presente, inclusa l’impazienza, senza volerla cambiare. Abita solo l’esperienza per la durata di tre respiri completi.Ogni volta che ricadi in una delle tue solite abitudini compulsive, come fantasticare, navigare in internet o tenerti molto occupato, vieni a patto con l’io, stabilendo di tornare alla realtà solo per tre respiri, per poi essere disponibile  a riprendere il comportamento abituale. Se ad esempio sei davanti al computer, passando distrattamente da una cosa all’altra e ingannando il tempo con attività compulsive. Se ti “svegli” per un attimo e ti accorgi di cosa stai facendo. Fermati e, per la durata di tre respiri completi, fai piena esperienza della compulsione. È un’esperienza fisica, che comporta un senso di accelerazione e di energia nel corpo. Ma non devi spezzare la compulsione, bensì sentire il disagio che motiva il comportamento compulsivo. Quando ti trovi nel mezzo di un’esperienza dolorosa e angosciosa, vieni a patti con le resistenze dell’io, dicendogli che starete con il disagio solo per la durata di tre respiri, dopodiché potrete decidere a cosa rivolgere l’attenzione. Il “patto” si può rinnovare più volte. Più entriamo volutamente in rapporto con questi attimi di sofferenza, più comprendiamo che rifiutare l’esperienza è più doloroso che sentirla appieno. Questi insegnamenti sono tratti dai monaci del monastero zen di Plum Village.

Perdere tempo

Perdere tempo è un concetto molto relativo. Così tanto che converrebbe rivedere un po’ questa idea e persino applicarla da un altro punto di vista: quello di un valido strumento di benessere. Pensiamoci bene: viviamo in una società che ci ha convinti che il tempo è “oro” e che ogni secondo della nostra vita deve essere vissuto per trarne un vantaggio, un profitto. Accettare questo approccio alla lettera ci avvicina senz’altro a quel labirinto familiare e ricorrente di disturbi quali stress e ansia. Si tratta di quelle condizioni che, come un termometro, riflettono una malattia latente del nostro mondo, ovvero quella di trascurare noi stessi. D’altra parte, il tempo non è oro, né argento né rame: il tempo è vita. Saperlo gestire e permetterci ogni tanto di non fare nulla, limitandoci invece a “essere, sentire e stare”, ci consente di guadagnarci in salute. Tuttavia, ci costa molto mettere in pratica questa idea. Quando passiamo tante ore della nostra vita in modalità “produttività”, persino la mente arriva a interpretare che sdraiarsi sul divano e riposare è perdere tempo.D’altra parte, il Dottor Alex Soojung-Kim Pang, esperto in gestione del tempo,  spiega nel suo libro Rest: why you get more when you work less che è il momento di fare una profonda revisione del nostro stile di vita e di lavoro. Dobbiamo prendere coscienza del fatto che, a volte, perdere tempo significa guadagnarlo; è permettere a noi stessi di ricaricarci e di trovare la calma nel disordine. Lavorare meglio non significa lavorare di più, bensì lavorare meno, con maggiore produttività e riposare meglio.

La Pazienza

L’impellenza della vita quotidiana, il lavoro, cucinare, pulire, le vacanze al mare, la casa in montagna, i genitori anziani da accudire, i figli,ci mettono a dura prova imponendoci ritmi di vita e attività che spesso finiscono col superare la nostra umana sopportazione ed espongono il corpo e la psiche ad alti livelli di stress. La perdita della pazienza può essere uno dei sintomi più evidenti che per prima insorge. Che fare, a quel punto, per vivere una vita più sana e serena? La buona notizia è che è possibile continuare a fare tutto quel che si è fatto fino a quel momento, ma con una qualità differente. Ed è proprio questo che può aiutarci a vivere meglio. Un’arma segreta, ma alla portata di ciascuno di noi, che ci può aiutare in tale processo è la pazienza. La pazienza non ha nulla a che vedere con la passività o la rassegnazione, ma al contrario è una posizione attiva, segno di grande potere. E’ una pratica emotiva liberatoria che ci aiuta ad aspettare, osservare, e decidere come agire al meglio. Non è una forma di attesa, ma è un duro lavoro che si effettua dentro di sé mentre si aspetta. Non è un ignorare i problemi, ma concedersi del tempo, laddove possibile, per affrontarli con maggiore lucidità ed evitare azioni avventate. E’ la capacità di dilatare nel tempo la gratificazione al fine di ottenerne una più grande in seguito. E’ l’abilità di calmare la mente quando si è sotto stress. Esortare una persona agitata ad avere pazienza può essere molto dannosa ed elevare ulteriormente la sua frustrazione, fastidio, malessere e impazienza. Avere pazienza, infatti, non significa trattenersi, perché questa modalità interiore crea tensione, inibisce e eleva ulteriormente l’aggressività .La pazienza può essere paragonata ad una forma di indulgenza, un riallacciare al proprio potere intuitivo, al proprio punto profondo evitando di cadere nelle trappole che la delusione crea. Spesso, infatti, quando si è in preda all’impazienza si finisce per commettere azioni di cui ci si può pentire. La pazienza è anche legata alla fiducia, alla speranza, alla motivazione, alla continuità. Non è un’azione, ma uno stato mentale.

 

 

Ecco come creare un angolo, dove rilassarti, e ricaricare le tue energie.

La vita di oggi è frenetica e spesso stressante. Creare un angolo zen in casa, dove rilassarvi, meditare e ricaricare le vostre energie, fatevi aiutare dalle fontane zen sono perfette per questo scopo, con il delicato rumore che l’acqua produce scorrendo aiutano a calmare lo stress, favoriscono il relax e creano un flusso di energia positiva. Arredo minimale e naturale.Scegliete pochi arredi e pochi accessori. Un arredamento Zen deve rispecchiare uno stile essenziale, e tutti gli oggetti di questo piccolo rifugio di pace dovranno essere preferibilmente in materiali naturali: legno, bambù, vimini e carta, ad esempio. www.ferrinigift.it

Le nuove tendenze green

Come per moda e food, anche il giardinaggio ha le sue tendenze, eccovi quella dei micro giardini. Non confondeteli con i bonsai giapponesi, gli alberi in miniatura che con il loro mistero hanno conquistato tutto il mondo, i micro giardini sono veri e propri mini prati con diverse specie di fiori e piante, naturalmente di dimensioni ridotte. Dedicarsi alla esecuzione di micro giardini, è una medicina naturale per corpo e anima. Il contatto con la vegetazione infatti, riduce lo stress, aiuta i livelli di concentrazione e rende più felici. Dopo l’orto in casa, la tendenza che vedeva protagonisti gli ortaggi da auto produrre sui terrazzi, ecco che i micro giardini entrano nelle case degli appassionati di giardinaggio. I micro giardini, possono essere realizzati con qualsiasi tipo di pianta, dalle erbe aromatiche alle piante grasse, ma ovviamente le piante tropicali sono quelle più ambite. Per realizzare un micro giardino è necessario acquistare un terreno apposito. Questo terreno prende il nome di Pacfal ed è più leggero del classico terriccio, non richiede molta acqua, non necessita di fertilizzanti e soprattutto contrasta la produzione di batteri delle piante. Poi resta da pensare al contenitore dei micro giardini e qui c’è davvero da sbizzarrirsi. Vasi di vetro, piccole serre miniaturizzate, barattoli, lattine e addirittura lampadine della luce. Una grande passione per il green e la costanza potranno portarvi alla realizzazione di micro giardini bellissimi, eventualmente anche da preparare su richiesta per altre persone o, più semplicemente, da regalare come segno di amicizia.

Giardino zen fai da te

Luogo simbolo dell’armonia interiore e della salvezza dello spirito, il giardino zen è un ottimo alleato per combattere lo stress e generare la calma e la tranquillità di cui si ha bisogno. Per questo la filosofia orientale ha successo nella civiltà occidentale, poiché è in grado di contrastare lo stress quotidiano. E’ possibile acquistarne uno, ma è anche possibile realizzarne uno, comodamente a casa, con la tecnica del fai da te,sarete in grado di costruire il giardino più adatto alle vostre esigenze. In modo da poter ritrovare il benessere psichico una volta rientrati nella propria abitazione, lasciandosi lo stress del lavoro alle spalle e ritrovare la serenità persa. Abbracciando la filosofia orientale è possibile rilassarsi, lasciando che il nervosismo abbandoni il nostro corpo.Come abbiamo già accennato, è possibile creare in casa il proprio giardino zen con pochi e semplici passaggi. Un’operazione davvero elementare. Tutto ciò che vi occorre, sono dei materiali di facile reperibilità, affinché possiate creare da soli questo elemento portante della filosofia orientale. Vi occorre per realizzare questo giardino fai da te della sabbia bianca, una base di legno delle stecchette di legno per i bordi, tre pietre grandi ed altre più piccole, piccole piantine, olio essenziale e un piccolo rastrello. Questi sono i materiali che dovrete procurarvi per realizzare il vostro giardino zen da tavolo fai da te. Riempite il rettangolo di legno che avrete assemblato con la sabbia,disponete: le pietre, la piantina e l’olio essenziale. Con l’utilizzo del rastrello, disegnate le forme più varie, in modo da poter scaricare la tensione.