Lasciare le cose a mezzo

Un meccanismo dannoso che ci porta a vivere non a pieno. Provando purtroppo ad agire solo a metà, ma abbandonando poi ogni volta, o troppo di frequente e troppo presto, senza portare realmente a termine nulla. In due parole la mania di lasciare le cose a mezzo”di iniziarle ma poi lasciarle a metà. A tutti è capitato, e non si tratta di un vero problema se è accaduto qualche volta. Ma lo diventa se si tratta di una strategia utilizzata troppo spesso o addirittura dell’unica strategia  possibile.Finire ciò che si inizia un elemento necessario.Finire ciò che si inizia è importante non è affatto qualcosa di secondario, ma al contrario è fondamentale ed è anche ciò che da davvero senso a quello che facciamo.  Finire ciò che si inizia è l’unico vero modo per mettersi davvero in gioco, e poter quindi raccogliere dei risultati positivi e soddisfacenti. Lasciare le cose a metà invece significa innanzitutto non mettersi in gioco del tutto, e di conseguenza non ottenerne alcuna soddisfazione concreta. Lasciare le cose a metà significa provare solo un po’.Lasciare le cose in sospeso è indice di poca convinzione, poco impegno, a volte di paure ed insicurezze, che non ci consentono di andare fino in fondo. Proviamo a fare qualche esempio. Se voglio avere un giardino curato tutto l’anno dovrò essere disposto ad andare fino in fondo, servirà a poco lasciare le cose in sospeso. Se voglio farmi conoscere dalle persone, dovrò mettermi davvero in gioco Se voglio costruire qualcosa di nuovo ad esempio un’attività, un progetto, dovrò provarci davvero, e non mollare troppo presto altrimenti non potrò mai sapere come andrà a finire, né raccogliere dei veri risultati. Dobbiamo all’inizio insistere fare leva sulla  pazienza, sulla capacità di gestire l’impulso di evitare o mollare alle prime difficoltà, la perseveranza e la resistenza, la gestione dei pensieri e delle emozioni che inevitabilmente si innescheranno mentre proviamo a fare qualcosa, tra cui ad esempio la frustrazione. Tutte risorse che colui che è abituato a lasciare le cose a metà non conosce e non è abituato ad utilizzare. E proprio per questo motivo risultano essere deboli o quasi inesistenti. Lavorando seriamente su tali aspetti, è possibile fare davvero molto ed iniziare un ottimo processo di cambiamento. Correndo il rischio come conseguenza di poter accedere ad una migliore e più piacevole qualità di vita. Non è importante da dove parti, tu continua a provarci, e prima o poi scoprirai di essere più competente di quanto pensi”.Con il giusto impegno, voglia di mettersi in gioco, tutto può cambiare.

Foglie di banana come incarto

L’iniziativa arriva dalla Thailandia: un supermercato di Chiang Mai ha deciso di confezionare i prodotti del reparto ortofrutta fasciandoli nelle foglie di banana. Un’idea “eco friendly” che ha ricevuto immediato successo: le foto di frutta e verdura imballate nelle foglie verdi che sono finite sui social, ottenendo i “mi piace” entusiasti degli utenti. Le immagini sono belle da vedere e i prodotti acquistano maggior freschezza. Le foglie, inoltre, sono senza pesticidi, come riportato sull’etichetta. L’idea è stata ripresa anche in Vietnam, dove alcune grandi catene di supermercati , hanno iniziato a confezionare gli ortaggi con le foglie di banana. Un portavoce della catena Lotte Mart ha spiegato alla stampa che i nuovi imballaggi sono ancora in fase di prova, ma il progetto è quello di sostituire definitivamente la plastica in tutti i punti vendita del Paese. Oltre a confezionare frutta e verdura, Lotte Mart ha intenzione di usare le foglie di banana anche per la carne

Gli involucri della birra diventano commestibili

Un’idea geniale e innovativa. Un birrificio americano ha trovato un modo davvero innovativo di produrre imballaggi  che pur essendo biodegradabili e non inquinanti per l’ambiente sono resistenti e funzionali al trasporto delle lattine di birra Si tratta degli anelli, solitamente realizzati in plastica, che tengono insieme le confezioni di lattine di birra da sei. Un’azienda della Florida che produce birra artigianale, la Saltwater, ha deciso di realizzarli in grano e orzo, un materiale biodegradabile al 100% e commestibile dagli animali, che all’apparenza assomiglia ai cartoni delle confezioni di uova.Si chiamano “Edible Six Pack Rings” gli anelli prodotti dalla Saltwater che, se dovessero finire in mare, possono essere mangiati dai pesci e dalle tartarughe, senza causare i danni dell’inquinamento da plastica. Gli stessi involucri, se non dovessero essere mangiati, si scioglieranno comunque nel giro di due o tre mesi, sia che finiscano in acqua sia che rimangano sulle rive del mare Gli anelli di plastica delle confezioni spesso finiscono nell’oceano, creando un vero pericolo per uccelli, pesci e tartarughe. Questo tipo di imballaggi, infatti, possono ferire e uccidere gli animaliEvitare la dispersione della plastica nell’ambiente è dunque un’esigenza molto sentita, specie negli Stati Uniti, visto l’elevato consumo di lattine di birra, anche in spiaggia.Utilizzare confezioni ecologiche e biodegradabili è una tendenza che si sta affermando sempre di più in tutto il mondo. Ricordiamo il caso dei supermercati in Asia che hanno sostituito sacchetti e confezioni di plastica con le foglie di banana

 

Sentire la mancanza di qualcuno

Sentire la mancanza di qualcuno è una delle sensazioni più dolorose che si possano provare, perché non significa solo ricordare i bei momenti vissuti con una persona; anche se non fa più parte della nostra vita, ed è uscita dal nostro cuore da molto tempo, il suo ricordo ci opprime giorno e notte. Perché le persone ci mancano? È possibile evitarlo? Il problema sta nel vuoto che si crea quando queste persone escono dalla nostra vita, per poco o per sempre. Lo spazio dev’essere riempito in qualche modo e non sempre la soluzione è far entrare qualcun altro, o fare altro. Quanto fa male sentire la mancanza Possiamo fare molti esempi che fanno scaturire questo sentimento: un amore dell’adolescenza, un amico a cui vogliamo molto bene, un genitore che è morto un po di tempo fa, i momenti di felicità con la nostra famiglia quando eravamo bambini.Non desideriamo provare questo sentimento, ma è qualcosa che non possiamo controllare, e che fa davvero male. Oltre ad avvertire la mancanza di una persona o una situazione, quello che sentiamo davvero è una forte pressione al petto, accompagnata da lacrime che cadono dai nostri occhi.Quando si ama in profondità qualcuno e si è stati davvero felici, il fatto di non essere più insieme è motivo di infelicità. Di certo è comprensibile nei primi momenti, ma dopo un periodo di tempo, si dovrebbe andare avanti e continuare con la propria vita.Sentire la mancanza di qualcuno è molto più che ricordare e, soprattutto, molto più che soffrire. Potete avere un bel ricordo del mare o di un viaggio fatto con degli amici. Tuttavia, sentire la mancanza va oltre. La mancanza è affrontare il vuoto causato da una perdita, ed è molto difficile riempirlo nuovamente!

Vivere in uno spazio ristretto

Vivere in uno spazio ristretto al giorno d’oggi è una soluzione usata da un numero di persone sempre crescente, specie nelle realtà urbane. Lontano però dall’essere necessariamente un limite, abitare in pochi metri quadrati presenta sicuri vantaggi e in alcune città come Milano Roma Firenze   gli appartamenti minuscoli sono addirittura un trend! Meno spazio hai a disposizione, in effetti, più alto sarà il risparmio energetico, minore sarà il tempo impiegato nelle pulizie e sarai più stimolata sia a liberarti del superfluo che a vincere la pigrizia avventurandoti fuori casa. Naturalmente, dovrai adottare alcune accortezze per far sì che il tuo miniappartamento non diventi un ambiente soffocante: dovrà essere strutturato e organizzato alle tue specifiche esigenze. Sarà quindi di indispensabile non solo sfruttare ogni centimetro a tua disposizione scegliendo mobili e complementi d’arredo multifunzionali, ma anche favorire l’essenzialità e il minimalismo. Attenzione: questo non significa affatto dover rinunciare al clima intimo e accogliente tipico degli spazi raccolti. Ti sembra un’impresa difficile? Magari anche no, Non solo divano letto o divano dotato di cassettoni estraibili: se lo spazio è micro, la soluzione è un mobile a parete mutabile con divano e letto matrimoniale a scomparsa, Si tratta di un mobile-parete composto da un divano a due posti, da un vero letto matrimoniale ed una mensola-ripiano a scomparti. E il tavolo da pranzo? La dritta furba è una consolle quando è chiusa, ha le dimensioni giuste per essere posta all’ingresso accanto al tavolo può essere una prolunga per cene con amici Parola d’ordine: praticità! Una lampada da terra magari dotata di mensole su cui appoggiare i libri, cassette e contenitori impilabili, sedie pieghevoli, sono solo alcune delle tante soluzioni che puoi adottare per rendere l’ambiente meno zeppo di oggetti inutili e ingombranti. Un carrellino dotato di ruote può essere un vero jolly: di notte comodino, di giorno postazione per il tuo pc, di sera piano d’appoggio per le tue cene con gli ospiti. E per l’ingresso? Gli appendiabiti più trendy sono veri oggetti decorativi e si fissano al muro . L’idea più in voga? Maxi pomelli di design disseminati sulla parete d’ingresso sapranno accogliere i tuoi ospiti con un tocco colorato e originale.!

Giornata Mondiale della lentezza

Ci siamo scordati cos’è. Ma la lentezza è un vero e proprio toccasana per mente e corpo. Il rimedio perfetto contro lo stress e la fatica della vita moderna. Quale miglior scusa quindi della Giornata mondiale della lentezza, che si celebra oggi il 27 febbraio, per provare a fermarsi un attimo, riflettere, e riscoprire calma e tranquillità? Per cominciare queste 24 ore con il piede giusto, provate a dedicare alla prima colazione circa 10 minuti, (è ovvio che il consiglio vale per tutti giorni non solo per oggi) Può sembrare un’utopia, pressati come siamo tra impegni familiari e impegni di lavoro, ma è un’abitudine che vale la pena riscoprire. A costo di qualche sacrificio. Affrontare con calma il primo pasto della giornata, indispensabile per la ripresa di tutte le nostre funzioni fisiche e mentali, consente infatti non solo di prepararlo in modo equilibrato, ma anche di migliorare e stimolare la comunicazione in famiglia e di riuscire a organizzare e pianificare meglio la nostra giornata. Bisogna evitare di accumulare troppo impegni quotidiani. Imparare a dire di no, per svuotare un po’ la nostra agenda, ed evitare che le giornate si trasformino in una corsa continua, in un derivare di appuntamenti a cui non si è voluto rinunciare. Col rischio di arrivare agli impegni più importanti, senza il tempo e le energie per beneficiarne totalmente. Provate quindi a tenere sempre qualche momento libero nella routine settimanale, da dedicare a voi stessi, alla famiglia e agli amici. Vedrete che vi aiuterà ad affrontare le giornate con più serenità. È importante, per esempio, dedicare del tempo per fare passeggiate, per dedicarvi a d un hobby e non correre da un posto a un altro. Una camminata per esempio ci permette di osservare i volti delle persone, annusare gli odori, godersi l’ambiente che ci circonda e magari fermarsi a parlare con qualcuno.

L’ ikigai

Cosa ti spinge, dopo il suono della sveglia, fuori dal letto al mattino? Alla domanda su quale sia il fattore più potente che contribuisce alla salute e alla vitalità di una persona, il medico Serrallach ha risposto senza esitazione: avere un senso di scopo. Serrallach conferma che, mentre alcuni dei suoi pazienti hanno sviluppato buoni regimi di nutrizione, stile di vita e movimento adeguato per sostenere il loro benessere, quelli senza un chiaro senso dello scopo nella loro vita continuano a lottare con problemi … La qualità distintiva di molti dei suoi pazienti più sani  è che sembrano essere i più allineati verso qualche obiettivo primario legato al significato della loro vita.La cultura giapponese ha in realtà una parola che affronta questo obiettivo. La parola è ikigai e si traduce come “ragione per essere”.Secondo i giapponesi, tutti hanno un ikigai. Trovarlo spesso richiede un’indagine approfondita e una lunga ‘ricerca di sé’ Il termine ikigai è composto da due parole giapponesi: iki, che si riferisce alla vita, e kai, che significa più o meno “la realizzazione di ciò che ci si aspetta e si spera”. Spezzando la parola e il suo simbolo associato, l’ikigai è visto come la convergenza di quattro elementi primari: Quello che ami (la tua passione) Ciò di cui il mondo ha bisogno (la tua missione) In cosa sei bravo (la tua vocazione)in cosa puoi essere pagato (la tua professione) La parola ikigai, quello spazio nel mezzo di questi quattro elementi, è vista come la fonte di valore o ciò che rende veramente utile la vita di una persona. In Giappone, l’ikigai è considerato “un motivo per alzarsi al mattino”. È interessante notare che, mentre incorpora certamente gli aspetti finanziari della vita, la parola è più spesso usata per riferirsi allo stato mentale e spirituale, in contrasto con il nostro attuale status economico.Anche se stiamo attraversando un periodo oscuro o impegnativo, qualora ci stiamo muovendo con uno scopo, qualora ci sentiamo chiamati verso qualcosa o abbiamo un obiettivo chiaro in mente, potremmo ancora sperimentare l’ikigai. Spesso i comportamenti che ci fanno sentire l’ikigai non sono quelli che siamo costretti a prendere in base alle aspettative del mondo che ci circonda, ma piuttosto sono le azioni naturali e le risposte spontanee che emergono da una connessione profonda e diretta con la vita.