La gestione del tempo

Quante volte al giorno avete detto: “non ho tempo”? Non ho tempo di fare quello, di vedere gli amici, di stirare, di cucinare... Sappiatelo, sono tutte bugie. Abbiamo ben 16 ore di tempo siamo stati stretti, ne abbiamo levate ben 8 per dormire, in cui riuscire a svolgere perfettamente tutto ciò che vorremmo. La gara alla clessidra quotidiana può essere tranquillamente abolita. Come?  Ponetevi una domanda ogni mattina: cosa devo fare oggi che mi interessa davvero? Cucinare, palestra, uscire coi bambini, fare shopping, leggere, un bagno rilassante, uscire con gli amici, andare al cinema… la lista si sa, è infinita. Ma è questione di matematica: se si lavora 8 ore al giorno e se ne dorme 8, ne restano ben altre 8 dove infilarci tutte queste cose. Moltiplicate per 5 sono 40 Escluso il weekend. E anche se diminuiamo drasticamente il numero di ore disponibili ve ne rimangono pur sempre 2 o 3 per gestirle. E’ solo una questione di scelte! Decidete che per ogni giorno, avrete due ore solo per dedicarvi a ciò che vi piace. Ovvero cosa volete veramente. Se per media passate almeno una o due ore anche su Facebook, capite già che potreste fare altro. Sicuri che oggi quell’ora la passerai con chi non ti sta nemmeno simpatico? Cambiate progettualità: scegliete la qualità del vostro tempo da spendere. Non siete obbligati tutti i giorni a fare la pausa pranzo con i colleghi antipatici, piuttosto prendete e andate a fare una passeggiata con un panino o un libro. Ne guadagnerete in salute sia mentale che fisica. E avrete recuperato almeno mezz’ora della vostra giornata per fare ciò che vi piace.  Impostate un ordine del giorno. Iniziate a tenerti un calendario personale su cui segnare le vostre priorità. Ma anche quelle personali! Non solo lavoro, visite mediche, gestione dei figli. Segnatevi ben in rosso che alle 18 dovete andare in palestra o che alle 19, prima di cena, hai tutto il tempo di farti un bagno rilassante, con musica e candele. In poche parole, almeno all’inizio di questa vostra rivoluzione, programmate le vostre giornate. E usate i colori! Magari quelli più bui e tristi per le cose noiose, mentre i colori vivaci per quelle che proprio vi piacciono tanto. Avrai un super assistente che saprà tenere ogni singolo segreto.  Cambia la lingua Che non vuol dire passare dall’italiano all’arabo. Anzi! Vuol dire proporsi alla tua vita in modo differente. E’ brutto, negativo e pesante dire sempre “non ho tempo”. Cerca di dirlo in un altro modo. “Mi piacerebbe iniziare quel libro quest’estate quando sarò distesa al sole””Carina la palestra, ma ho appena iniziato gli esercizi in casa sul mio nuovo tappetino””Mi piacerebbe andare al cinema nel fine settimana, ma devo rispettare la scadenza di quel lavoro extra che mi hanno chiesto di fare”Insomma, la chiave non è dare priorità al tuo programma, ma programmare le priorità.

 

 

Ti voglio bene o ti amo

Ti voglio bene o ti amo, quale vale di più? Anche tu facilmente ti sei posto questo quesito, senza magari arrivare ad una risposta certa. Sai  perché accade questo? In amore un soggetto può essere confuso dalle forti emozioni provate che lo spingono a dedicarsi totalmente ad una persona: a volte infatti si crea confusione in quanto non si capisce all’istante se quello che si prova è solo del semplice affetto e attrazione, o se si tratta di qualcosa di più forte. Da qui le numerose e variopinte espressioni di affetto e di amore che i partner si scambiano: dai più classici “ti voglio molto bene” o “ti voglio un bene dell’anima” al più romantico “tesoro ti amo ” e moderno “ti amo di bene” tanto in voga tra i più giovani. Questa varietà di linguaggio riflette in tutto e per tutto il sentimento che un individuo prova nei confronti di qualcun altro che non è, unico e uguale per tutti: non si ama infatti in una sola maniera e allo stesso modo non si vuol bene a tutti in egual modo. Che significa ti voglio bene: te lo sei mai domandato? In senso letterale questa espressione significa “voglio il tuo bene”. Nella maggior parte delle regioni d’Italia viene utilizzato “ti voglio troppo bene” per esprimere il proprio affetto nei confronti di un famigliare o di un amico in quanto rispetto alle parole ti amo viene considerato meno intimo e passionale. In generale quindi siamo più abituati ad utilizzare questa espressione per tutte quelle relazioni che sono prive di una carica erotica su cui si basano i rapporti d‘amore. Ma fai attenzione: quando un ragazzo dice ti voglio bene ad una ragazza non vuol dire che non è innamorato o che il sentimento provato non sia tuttavia forte. Lo stesso può capitare se una ragazza ti dice ti voglio bene, perché volere il bene di qualcuno è sempre una forma d’amore. A conferma di ciò, alcuni soggetti preferiscono dire ti voglio bene ma no ti amo per mantenere il rapporto in una fase di stallo  dando l’impressione di non essere interessati realmente alla persona che hanno accanto. Altri invece trovano banali scuse per fuggire alle domande del compagno ormai stanco della vita di coppia, spesso questo incrementa   litigi che compromettono ancor di più la monotonia del rapporto e incrementano le possibilità di rottura della relazione..

Non sarai un buon leader se non rifai il letto!!

Proprio così: rifare il letto al mattino è il primo passo per essere leader! Sono tante e diverse le opinioni a riguardo ma tanti la reputano un’abitudine sana per vivere meglio. E specialmente se siete re e regine del temporeggiare ad andare  in bagno sotto la doccia o in cucina per la colazione, questa veloce accortezza mattutina nei riguardi della vostra stanza vi abituerà a rinnovare ogni giorno lo stesso patto e a dargli la dovuta importanza. Ma che c’entra l’essere leader? La verità sul legame tra il rifare il letto e l’essere leader si fonda su una singola premessa: se non si è in grado di trainare se stessi e mantenere una promessa a se stessi come si potrebbero mai trainare gli altri e affermarsi come leader? Non è un caso se, proprio nella vita militare, il primo incarico mattutino è rifare il letto. L’ufficiale William McRaven, ammiraglio della Marina, tenne una conferenza all’Università del Texas dove spiegò: “Per avere successo nella vita, iniziate la giornata portando a termine un compito: rifatevi il letto”. Da qui lo stesso ammiraglio ha anche scritto un libro, dove  racconta infatti che, sotto le armi, viene dato un valore immenso al rifare correttamente il letto. E per “correttamente” si intende un allineamento maniacale al centimetro di cuscino, lenzuola e coperta. Certo, nella vita di tutti i giorni non è necessario essere così severi con se stessi: chi d’altronde non si concede un margine di errore nel rifare il letto?

Vivere bene…..Istruzioni per l’uso.

C’è chi sta benissimo in un appartamento di  50 metri quadrati nel centro più centro della città e chi preferisce stare in campagna, non interessato al “tutto a portata di mano”. Se una persona adora scendere nel vivo della metropoli a bersi un caffè in mezzo alla folla, senza scomodarsi troppo, è importante non sia costretto a vivere in periferia. Ognuno ha un proprio concetto di benessere personale. È infatti molto soggettivo, ma dentro di noi sappiamo bene cosa prediligere e ci renda felici, anche solo per pochi secondi. Ecco perché diventa necessario non puntare troppo in alto, si rischierebbe di rimanere delusi, ma nemmeno sempre in basso, facendo così non arriveremo da nessuna parte. Cosa ci regala quel senso di benessere, anche limitato nel tempo, capace di far conoscere al mondo il nostro sorriso e toglierci quel senso di pesantezza che, a volte, ci prende la bocca dello stomaco? Proviamo a chiedercelo e facciamo il possibile per sentirlo! Ce lo meritiamo! Dopo tanti sacrifici, sogni infranti, obbiettivi più o meno raggiunti, sudore e, cosa siamo disposti a fare per premiarci a vivere bene? Prefiggersi piccoli step, così che possiamo raggiungere con consapevolezza i nostri obbiettivi e, ad ogni gradino superato, diamoci un premio. Sì, anche solo stappandoci una rosa o stappando una bottiglia di vino  o correndo a perdifiato nel giardino. Di solito funziona, ma ognuno di noi ha un personalissimo modo di porsi obbiettivi, ed un altrettanto intimo sistema per premiarsi. Per il resto, se avete almeno una persona al mondo che tifa per voi, e riuscite a farne sorridere almeno altre due, allora siete persone fortunate. Credeteci, alla fortuna non si chiude la porta!!

Creare in casa uno spazio relax aiuta a vivere meglio

Osservando attentamente la tua casa non avrai grandi difficoltà a scovare un angolo dove poter creare una piccola zona relax. Se la casa lo consente, sistema un tavolino . Potrai utilizzarlo per leggere, cucire, o fare colazione: scegli un tavolo poco voluminoso e dalla forma ironico: se hai un vecchio mobile scartavetra e ridipingi, personalizza con il tuo gusto. Il segreto di un nido creativo è che, per quanto piccolo sia, deve essere uno spazio di gioco, dove rilassarsi, ritrovare il contatto con se stessi e andare a caccia di ispirazione. Per costruire il proprio comodo nido impossibile prescindere dal divano, che deve essere comodo e in grado di far posto a tutte le persone di casa. Spesso i materiali in pelle sono decisamente più costosi; se hai un budget ridotto orienta la tua scelta verso un divano in tessuto, che potrai rivestire con un tessuto del colore che ami. Se per il tuo angolo relax scegli una poltrona aggiungi un pouf, che occuperà meno spazio rispetto una struttura fissa, ma sarà utilissimo per distendere le gambe. E non farti mancare tanti cuscini, morbidi e di tante forme diverse. Usa le candele, la luce della fiamma viva è ancestrale e guida l’essere umano dall’antichità. Il legame che abbiamo con il fuoco e gli elementi della natura si sposa all’oscurità della notte, al potere dell’inconscio e tutto ciò che è segreto. Prova un brucia essenze con un profumo intrigante e posiziona tante candele, diverse per forma e colore, intorno e regalati momenti con atmosfere da fiaba.angolo-relax-3

Succede nel week end

Si chiama stress da week end e sembra che siano molti gli italiani a soffrirne, principalmente chi vive in famiglia. Questo malessere può tradursi nella sensazione di stanchezza, con episodi di ansia e nervosismo. Ecco perché è rilevante correre ai ripari e imparare a vivere i giorni in cui non si lavora con autorevole spirito di libertà, rinvenendo la calma e il piacere di non far nulla. Cereali integrali e fibre insieme a verdura e frutta fresca aiutano l’organismo con una dieta antistress a prova di buon umore: durante il fine settimana trasforma la colazione in un vero e proprio rito. Frullati, spremute, pane fatto in casa e alimenti genuini ti aiuteranno a ritrovare il benessere. Parola d’ordine: calma, a partire da una buona masticazione.Colazione-dolce-tgcom