La vita che passa in un attimo

Il nostro tempo è limitato, quindi non sprechiamolo vivendo la vita di qualcuno che non siamo noi. Non lasciamoci catturare dai verità indiscusse  che ci portano a vivere secondo il pensiero di altri. Non lasciamo che il rumore delle idee degli altri soffochino la nostra voce interiore. E, ancora più importante, abbiamo il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra sensazione. In qualche modo loro sanno cosa vogliamo realmente essere e  diventare. Tutto il resto è marginale. Siamo affamati. Siamo folli …..che questa vita che passa ogni giorno e non durerà in eterno

Iniziato un nuovo anno

La verità é che l’anno che inizia é la solita cosa ignota per tutti: non sai a quali prove ti obbligherà, quanti sorrisi e traguardi porterà, a quanti amici dovrai dire addio con quanti altri rafforzerai la tua amicizia, se ti troverai ad affrontare cammini che pensavi ancora lontani. La verità é che non ragioniamo più in termini di anni, o mesi, o settimane. Il qui e l’adesso sono le sole cose che possediamo. Cose da sapere usare con cura, assieme a chi le riempie e le accompagna. Da considerare preziose come pepite d’oro. É un elemento così impalpabile e sfuggevole, il tempo. Cosi  preciso e, per molti aspetti, così ostile. Per questo il proposito migliore che possiamo avere é trascorrere il tempo consapevolmente vivendolo ora senza ansia senza angoscia, senza programmi a lungo termine ieri è passato domani chi sa se arriverà oggi è il nostro momento

Conservare i cibi…in modo ecologico

I materiali plastici sono un problema per l’ecosistema. Inquinano i mari, danneggiano finiscono persino nel nostro organismo  secondo un indagine del WWF ingeriamo una carta di credito a settimana. Questo è un idea dei motivi per cui dobbiamo puntare ad un mondo di attenzioni e cambiare le scelte quotidiane è un primo passo verso questa direzione. Il concetto di usa e getta è all’antitesi dell’ecologia, specialmente quando si parla di oggetti di plastica, ma purtroppo in cucina è un ‘fenomeno’ resistente ancora siamo lontani dal concetto di usa e riusa, ovvero di plastiche che non impattano nell’eco sistema perché a fine del loro uso se fatto correttamente non hanno abbattuto alberi ne usato energia per la loro conversione. In molte case ad esempio pellicole e sacchetti continuano a popolare i ripiani del frigorifero e della dispensa. Ecco alcune alternative alla plastica per conservare i cibi, a beneficio dell’ambiente  . I barattoli di vetro ad esempio in cui si vendono le verdure sott’aceto e sott’olio, alcuni tipi di  yogurt, salse di pomodoro, una volta svuotati e adeguatamente lavati si rivelano utilissimi contenitori. Sono perfetti per chiudere ermeticamente avanzi di cibo, brodo, cipolle tagliate a metà, formaggi iniziati, trattenendo gli odori e garantendo un eccellente conservazione Fogli di cera d’api. Si stanno facendo largo da un po’ di tempo, e hanno tutte le carte in regola per diventare l’ alternativa alla pellicola. I fogli di cera d’api sono degli involucri in tessuto rivestiti di cera d’api, che si avvolgono direttamente sui cibi  pane, frutta, verdura, alimenti cotti  oppure sui loro contenitori la cera li fa aderire alle superfici, mantiene l’umidità dell’alimento, garantisce impermeabilità. Si possono lavare e riutilizzare, sono ecologici, igienici, non alterano i sapori e non rilasciano alcuna sostanza tossica.

Buonanotte…

Buonanotte  a questa sera di Settembre ancora calda, ai momenti felici che l’estate ci ha regalato, ai pensieri che ci hanno maturato come uva  al sole e ai tuffi nel mare che lasciamo con una particolare tristezza nel cuore; buonanotte a ciò che verrà, a settembre che già si sta avviando alla fine ,per lasciare il posto  all’autunno che si  presenterà più piovoso buonanotte  agli impegni che si addensano sul calendario. Buonanotte  a noi e alla nostra vita, Che, nonostante le troppe cadute, ci faccia trovare la  forza di  volare, che ci faccia apprezzare la bellezza vera e che ci insegni a proteggerla come un pulcino sotto le ali, quando questo mondo proverà a metterla ancora in pericolo.

Quando si perde qualcuno

Quando si perde qualcuno importante si scende negli voragini della angoscia si piomba infondo al mare negli abissi più profondi più bui e dopo averci navigato a lungo, toccando il dolore quello inimmaginabile, si ragiona e si cambia. All’inizio manca l’aria ma con il tempo si inizia a respirare di nuovo. Poi il dolore lentamente si trasforma, foggiandosi in qualcosa di molto diverso e stabiliamo con lui una tregua che ci permette di viverci  insieme. Camminiamo da soli e rimaniamo  quasi sempre in piedi in questa nuova vita Dopo molto tempo si raggiunge una certa distensione, ma c’è una cosa impossibile e per la quale non esiste rimedio: il vuoto infinito lasciato da chi non c’è più… Ci adattiamo a vivere senza di loro, si va avanti ma non si accetta mai la Loro l’assenza, non si può, si riesce a nascondere come attori su un palcoscenico ma ci mancheranno per il resto delle nostre vite anche se gli altri non se ne accorgeranno più…..

Essere felici è un arte

Essere felici è un arte che disapprendiamo ogni giorno che diventiamo più grandi, quando mettiamo il piede in una pozza  e invece di ridere a crepapelle come facevamo da bambini  ci preoccupiamo delle scarpe, quando non guardiamo un arcobaleno, perché dobbiamo guidare e non possiamo fermarci. Quando sdraiati in giardino su un comodo divano una farfalla  diventa un fastidio e non più qualcosa di cui sbalordirsi Quando lasciamo che il mondo diventi una inquietudine e non qualcosa da guardare con desiderio di conoscere e felicità . L’ allegria arriva così, ogni giorno e se non la si riconosce, diventa rammarico, nostalgia. Rimpianto per tutte quelle volte in cui avremmo potuto essere felici, ma non l’abbiamo fatto. Ad essere felici ci vuole allenamento e coraggio

Fidati

Covey quando parla di fiducia usa la metafora del conto corrente emozionale dicendo che quando si inizia una relazione e come se si aprisse un conto corrente emozionale tra le parti. In qualunque conto corrente prima di poter prelevare c’è bisogno di versare;  cosi con la fiducia, prima di chiederla  a qualcun altro forse è il caso di fare un versamento noi per primi. Non ci rendiamo conto ma lo facciamo quando guidiamo  la macchina. Lo facciamo  quando attraversiamo la strada, quando andiamo dal medico o quando prendiamo  una medicina. Quando chiediamo un caffè  Lo facciamo quando parliamo con uno sconosciuto. Lo facciamo mille volte al giorno. Lo facciamo quando ci affidiamo  al nostro compagno o alla nostra compagna. A volte, per tutta la vita. Ogni giorno, concediamo  una delle cose più preziose che possediamo appunto  la fiducia. L’unico regalo che non riceveremo  due volte. E lo, facciamo non sempre perché lo vogliamo, ma perché non possiamo farne a meno. Perché la fiducia si dà a tutto e a tutti, per dovere. Perché la fiducia nell’altro, nel nuovo è l’unica cosa che ci permette di vivere. Di crescere. Di evolvere. Di sperare. Per questo, dovrai concederla allo sconosciuto che hai di fronte. Anche solo perché la possa ricambiare.

Non ti creerai dei nemici

Capita in una sera d’estate seduti in giardino dopo una cena tra amici di intraprendere una conversazione e trovarsi a dire delle verità. Dire la verità, la maggior parte delle volte, è sinonimo di offendere le persone. La “verità” è un valore positivo e sarebbe ideale potervi accedere sempre. Allora perché è diventata un mezzo per affrontare gli altri? Una risposta potrebbe essere il fatto di vivere in una società in cui vige l’implicita regola di mentire davanti agli altri per rendere più gradevoli i rapporti umani. Pare che se vogliamo mantenere l’armonia con le persone, dobbiamo mentire. E se decidiamo di abbandonare questo giardino di rose e viole, basta semplicemente dir loro la verità. Un grande paradosso. Quando la verità che racconti li costringe a fare i conti con se stessi. Perché ognuno dentro di se, consciamente o meno, la propria personale verità la conosce eccome. E decide come gestirla: ignorarla, reprimerla, accettarla, abbracciarla. Non ti crei un nemico raccontando la verità. Perché in fondo, chi non la accetta si arrabbia con te perché non può arrabbiarsi con se stesso.