Cucina Vegetariana

La Cucina Vegetariana non è solo un cambiamento della cucina tradizionale, è un vero e proprio stile di vita che si basa sulla non assunzione di prodotti di origine animale. Come per tutti i regimi alimentari, che spesso ipotizzano uno stile di vita alternativo, il vegetarianesimo invita a seguire poche semplici regole: soprattutto la non assunzione di carne. È possibile mangiare alcuni tra i derivati animali, come le uova, il latte ed i latticini, seppur in misura ridotta. Carne e pesce sono eliminati completamente dalla dieta vegetariana, vengono sostituiti con altri prodotti vegetali che apportano le proteine necessarie al proprio fabbisogno giornaliero. Il tofu, ad esempio, è un ottimo prodotto vegetale in grado di fornire una buona quantità di proteine all’organismo. Si può comunque fare un buon piatto anche vegetariano,  esistono molte ricette, anche tradizionali e tipiche, a base di verdure gustose e ricche di sapore, senza utilizzare prodotti di origine animale.

Hamburger vegetali alla piastra

Chi l’ha detto che il vero hamburger è solo di carne? Gli hamburger si possono preparare in moltissimi modi e quelli vegetali sono davvero gustosi: dagli hamburger di verdure, agli hamburger con i formaggi o con i legumi, la scelta è infinita e appaga sempre i gusti di tutti. Gli ingredienti per preparare questi hamburger, sono tanti: dai fagioli, ai ceci, alla quinoa, all’orzo, al miglio, al grano saraceno, in un alternarsi di sapori e profumi sempre invitante e appetitoso. Bastano una piastra, le verdure, gli ortaggi e i legumi in casa, e l’idea di un gustoso hamburger da gustare davanti alla TV, comodamente seduti sul divano, arriva da sola. Non solo amati dai vegetariani, ma apprezzati da tutti, gli hamburger vegetali cotti alla piastra sono una vera delizia. Preparati per farcire un morbido panino o per arricchire un piatto di una gustosa insalata di stagione, sono poi una valida alternativa per proporre a casa menu sempre diversi.Per preparare gustosi hamburger alla piastra, vi serviranno: 400 g di ceci, 1 cipolla rossa, 1 cucchiaino di concentrato di pomodoro, ½ peperoncino rosso piccante, 60 g di pane, 1 uovo a temperatura ambiente, 60 g di pinoli, olio di semi di mais, sale.

Cresce l’interesse per il vegano

Salutare per il corpo e per l’anima, la cucina vegana è una delle tendenze alimentari in crescita negli ultimi anni. L’attenzione a sostenibilità e salute conducono sempre più a una dieta senza carne, uova e altri derivati animali. I vegani differiscono tra loro in funzione del pragmatismo con cui si adattano alla vita reale. La maggior parte di coloro che si definisce vegano segue principalmente la sola dieta vegetale.Per questo TheFork, tra le principali app di prenotazione online di ristoranti, ha deciso di approfondire il fenomeno attraverso un sondaggio Ormai da diversi anni le opzioni vegane nel panorama alimentare sono in crescita così come l’interesse dei consumatori. In Europa, l’Italia ha registrato l’aumento più forte di prenotazioni presso i ristoranti che offrono anche piatti vegani: i booking sono cresciuti infatti di 26 volte L’Italia è anche il paese del gruppo TheFork con il maggior numero di ristoranti con opzioni vegane: il 22% dei ristoranti offre almeno un piatto veg nel menù. Se l’Italia è il paese con il maggior numero di indirizzi vegan friendly, a livello di città è Parigi a offrire la più ampia scelta con 293 ristoranti. In Italia la top tre è costituita da Roma (264), Milano (124) e Torino (55).Le donne sono in generale più propense a uno stile di vita vegano rispetto agli uomini e laddove i consumatori non si sono dimostrati interessati ad abbracciare questa filosofia, la maggior parte si è dichiarata disposto a ridurre il consumo di carne.In Italia il trend risulta positivo con l’80% dei rispondenti che dichiara di voler provare un ristorante vegano e il 48% si dice interessato a limitare il consumo di carne in futuro.

I crudisti cosa c’è da sapere

I crudisti sostengono che gli alimenti crudi, o trattati a non più di 42-45 gradi, conservano intatti i principi nutritivi: vitamine, minerali, oligoelementi e soprattutto enzimi. Consiglio sempre di mangiare almeno una porzione di verdura e ortaggi crudi durante il giorno perché tutto ciò che è crudo è più vivo, spiega Nemi, nutrizionista. Nel cibo crudo ritroviamo integre tutte le sostanze nutritive e vitali, le vitamine, i composti fitochimici, i sali minerali che consentono al nostro corpo di mantenere la completa salute. Anche chi non è crudista mangia frutta e verdura cruda. La principale misura preventiva riguardo il loro consumo  è il lavaggio accurato in acqua potabile, magari spazzolandole bene ed eliminando parti deteriorate o scure che possono nascondere batteri. È consigliabile usare dei taglieri diversi da quelli usati per carne e pesce, proprio per evitare contaminazioni .Mentre sui benefici per la salute del mangiare verdure e ortaggi crudi non ci sono dubbi, qualche perplessità sorge in merito a pesce e carne. Consumare la carne cruda può essere piacevole soprattutto d’estate, ma tartare, carpaccio e altri tipi di carne cruda possono nascondere insidie per la salute La cosa più importante da verificare al momento dell’acquisto della carne è che sia stato mantenuto il rispetto delle temperature, ovvero che non sia stata interrotta la catena del freddo necessaria alla conservazione del prodotto. Bisogna limitare l’esposizione dei cibi a temperatura ambiente prima del consumo, è importante mantenere separato il crudo dal cotto anche nel frigorifero per evitare contaminazioni batteriche, proprio perché parassiti e batteri si moltiplicano più facilmente con le alte temperature della stagione calda . Inoltre, meglio consumare le tartare immediatamente senza farle rimanere troppo a temperatura ambiente o magari sotto il sole.Infine il pesce Anche chi non è crudista, ma ama la cucina etnica lo mangia crudo tant’è vero che in Italia sono sorti tanti ristoranti Sushi.  Il rischio del pesce crudo è legato alla presenza di Anisakis, un parassita presente nelle viscere di alcuni pesci  che può trasferirsi nelle carni dopo la morte dell’animale e trasmettersi così all’uomo Combattere l’Anisakis non è facile perché si tratta di un parassita piuttosto resistente. Che fare, dunque, se si vuole mangiare pesce crudo? “Il primo passaggio da effettuare per limitare la presenza di Anisakis è eviscerare il pesce il prima possibile, bisogna effettuare il dovuto trattamento di bonifica, tenerlo, cioè, a una temperatura di -20°C per almeno 24 ore.

Eleganti presentazioni

Avete sempre creduto che l’unico modo possibile per dare una forma geometrica e definita alla pasta sia preparando delle lasagne da tagliare in porzioni quadrate o rettangolari? Non è proprio così. Se pensate che mostrare con stile un piatto di spaghetti sia difficile, provate con un coppapasta! Come fare? Niente di più facile e veloce! Sistemate il coppapasta rotondo nel cuore di un piatto fondo e adagiate al centro dello stampo una porzione di spaghetti al vino Chianti, ad esempio, magari dopo averli avvolti attorno ad un forchettone. A questo punto rimuovete delicatamente il coppapasta e guarnite la vostra semplice bontà con una foglia di basilico e una spolverizzata di formaggio grattugiato: avrete una porzione dall’aspetto più ordinato e lascerete la fascia esterna del piatto pulita o, se preferite, libera per ulteriori guarnizioni a base di erbe aromatiche, salse o ciò che desiderate unire al vostro primo piatto.

Boom della pasta integrale

Diciamoci la verità ma cosa c’è di più buono di un piatto di pasta ? Gli Italiani lo sanno bene infatti cresce sempre di più il mercato della pasta e ancor più cresce l’interesse per la pasta integrale: secondo una ricerca Doxa-Aidepi, il 53% degli italiani la sceglie per il suo gusto e perché fa bene alla salute, grazie al contenuto in fibre e sali minerali e al ridotto indice glicemico. Il trend salutista degli italiani coinvolge in particolare, secondo la ricerca “Gli italiani e la pasta” realizzata da Doxa per l’Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane. Tra le referenze a scaffale, nell’ultimo anno la pasta integrale ha mostrato, assieme alla pasta di kamut e a quella di farro, tassi di crescita vicini al 20%, ma nei volumi è ancora periferico rispetto alla pasta di semola tradizionale, che rappresenta circa il 90% del mercato.In Italia si fa pasta integrale da 50 anni. La sua produzione è regolata dalla “legge di purezza sulla pasta”, normativa varata nel 1967. Nel suo impasto c’è acqua e semola integrale di grano duro, prodotto che si ottiene dalla macinazione del grano duro liberato da sostanze estranee e impurità ma “lasciando” la parte esterna del chicco, o crusca. Il che da’ alla pasta integrale il colore più scuro, un sapore diverso e, dal punto di vista nutrizionale, meno calorie e più fibre, in media circa 8 grammi ogni 100 di prodotto.La crescita della pasta integrale  conclude Paolo Barilla è la prova che nel mondo della pasta c’è posto per tutti e ormai il consumatore ha la possibilità di scegliere. Quella integrale è la risposta del settore alle ultime linee guida nutrizionali, che evidenziano l’importanza di integrare più fibre nella nostra alimentazione. La pasta integrale può dare il suo contributo con tutto il gusto di un piatto sempre gratificante e mai privativo.

 

 

Heme

Carne o non carne? Questo uno dei dilemmi più discussi del trascorso anno. Gli ordinamenti sono molteplici e originali, ma la realtà dei fatti è una sola: gli animali stanno finendo. E a breve non sarà più una questione di morale ma di mera necessità trovare un’alternativa alle nostre tanto amate bistecche. Nell’oceano di proposte veg si fa stada Impossible Foods, azienda californiana con un unico obiettivo: creare un hamburger di verdure per gli amanti della carne. Pare ci siano riusciti ponendosi un semplice interrogativo: cos’ha la carne che le verdure non hanno? Il sangue. E nel sangue è contenuta l’Heme. Questa molecola, che fa parte dell’emoglobina, è presente in tutte le creature viventi, e aggiunta all’hamburger di verdure sembrerebbe conferire un gusto identico alla carne, guadagnandosi il podio delle proteine veg.

Un piatto ricco e profumato

Lo stufato è un piatto ricco, profumato e dalle radici antiche. Deve il suo nome alla cottura che avveniva sulla stufa nelle case campestri e ancora oggi è una vera e propria esplosione di sapori: la carne cuoce lentamente e per lungo tempo nel brodo o nel vino diventando morbida e saporita. Infatti la differenza tra brasato e stufato è soltanto nei nomi perché tanto tempo fa la carne era cucinata in una casseruola messa sulle braci. Stufato, invece, deriva da “stufa” che molti anni fa era adoperata per cuocere gli alimenti. Lo stufato, inoltre, è un modo per cuocere gli alimenti e potrete anche usarlo per preparare pietanze di pesce o verdure. Lo stufato di carne è perfetto nelle fredde sere invernali e può essere accompagnato ad una purea di patate o a delle verdure saltate. Se volete preparare uno stufato con carne di manzo i tagli migliori saranno: spalla, muscolo, cappello del prete e fiocco. Nel caso in cui preferiate uno stufato a base di carni bianche, potete utilizzare sovra cosce e fusi di pollo. Nella ricetta originale la carne viene cotta in due momenti: una prima rosolatura in padella con burro oppure olio e una seconda in casseruola con brodo, verdure e aromi. La prima cottura è molto importante perché permette alla carne di caramellarsi all’esterno rimanendo morbida all’interno. Usate una pentola antiaderente, fate sciogliere una noce di burro e rosolate la carne tagliate a pezzi non troppo grandi su tutti i lati. Ricordate che lo stufato ha bisogno di tempo: per una cottura ideale servono almeno 2 ore e mezzo, rigorosamente a fiamma dolce. Per la base del vostro stufato vi consigliamo di utilizzare un trito classico di cipolla, carote e sedano: rosolatele in olio Evo in una padella prima di cuocerli in casseruola con gli altri ingredienti. La verdura che per eccellenza accompagna lo stufato è la patata: la sua consistenza infatti le permette di assorbire il sugo e acquisirne il sapore. Per una variante saporita potete utilizzare funghi e piselli: il vostro stufato acquisterà un gustoso sapore dolciastro.

La dieta dopo le feste

Alzi la mano chi non ha preso nemmeno un chilo dopo Natale. Scommettiamo che nessuno ha alzato la mano, abbiamo indovinato? Tra cenone della vigilia, pranzo del 25, veglione di Capodanno ed oggi per finire La befana, è impossibile pensare alla linea durante i giorni di festa. La dieta dopo Natale è indispensabile, non solo per dimagrire, ma anche per depurare l’organismo dalle tossine accumulate. Ecco alcuni consigli,si tratta di cibi semplici, da preparare in casa ricette, a base di ingredienti naturali, come zuppe, centrifugati e tisane Prima di vedere quali sono gli alimenti consentiti dalla dieta post natalizia, vediamo quali, invece, sono assolutamente banditi. Prima di tutto, riducete il consumo di carboidrati e zuccheri, quindi pasta, pane bianco, dolci, caramelle, cioccolata ad eccezione di quella fondente, bibite gassate e alcolici, di cui avete certamente consumato in abbondanza durante le feste. Cercate anche di ridurre le porzioni, ma senza saltare i pasti, che devono essere cinque.Gli alimenti che, invece, dovete inserire nella dieta dopo Natale per tornare in forma sono:Tisane disintossicanti e depurative. Bere tante tisane è il modo migliore per eliminare i liquidi in eccesso e le tossine, accumulate nel periodo delle feste a causa del consumo di zuccheri, alcolici e fritture. La tisana più efficiente è quella allo zenzero, che aiuta anche ad alzare le difese immunitarie, a combattere raffreddore e mal di gola. L’ideale sarebbe preparare le tisane e berle al momento. In alternativa, potete preparare la tisana a casa e metterla in un thermos, da portare con voi. Frutta di stagione Come spuntino , l’ideale è mangiare frutta e verdura di stagione. Arance, mandarini, carote, broccoli, spinaci e pomodori sono ottimi per fare il pieno di vitamina C, Zuppe Le zuppe di verdure e legumi sono ottime per sostituire la pasta e depurare l’organismo dagli eccessi delle feste. Vi consigliamo di portare la zuppa anche in ufficio e mangiarla in pausa pranzo, per evitare di mangiare cose poco sane, come panini e pasti pronti. Un altro pasto sano è l’insalata. Le insalate sono molto sazianti e allo stesso tempo, se preparate con i giusti ingredienti, anche sane e leggere. Alla lattuga potete unire rucola, pomodori, carote, sedano, finocchio ma anche tonno al naturale, petto di pollo grigliato, formaggio light, olive. Per condire usate solo un filo d’olio extravergine d’oliva, succo di limone e, se proprio non riuscite a resistere, un pizzico di sale. Acqua, tanta acqua! Ultimo consiglio, che dovrebbe essere scontato: per depurarsi bisogna bere tanta, tantissima acqua! Bevete ogni giorno un litro e mezzo, o ancora meglio due, di acqua. Appena sveglie al mattino a digiuno bevete un bicchiere di acqua tiepida e succo di limone, oppure due bicchieri di acqua a temperatura ambiente, se non tollerate il succo di limone.