Cheese Tea: come è fatto e qual è la sua storia

Il Cheese Tea non è altro che un freddo, verde o nero, ricoperto da uno strato schiumoso di latte facoltativo, e crema di formaggio e cosparso di sale. La bevanda è dolce, come il Bubble Tea, ma ha un caratteristico finale salato. L’uso della cannuccia in questo caso è sconsigliato poiché non permetterebbe di assaporare questa sovrapposizione di sapori; il metodo più giusto, secondo gli esperti, è quello di sorseggiarlo dalla parte superiore della tazza con un angolo da 40 a 45 gradi, anche per evitare che si formi il classico baffo di schiuma.Come il Bubble Tea, anche il Cheese Tea è nato tra gli stand del mercato notturno di Taiwan, intorno al 2010, quando i venditori decisero di unire il formaggio in polvere e il sale alla panna montata e al latte, così da formare uno strato schiumoso e piccante sulla cima di una tazza di tè freddo. Nel 2012, questa ricetta si diffuse nella provincia di Guangdong in Cina,ma con qualche variante qualitativa; i fornitori dietro il depurato salone da tè HeyTea iniziarono a usare vero formaggio al posto di quello in polvere e a combinarlo con il latte fresco. A HeyTea, il tè al formaggio divenne presto così famoso da richiamare un numero spaventoso di clienti, con code tanto lunghe da girare intorno all’isolato e tempi di attesa di circa 2-3 ore.Negli anni successivi il Cheese Tea, come il Bubble Tea, è divenuto popolare anche in altre parti dell’Asia, tra cui Hong Kong, Singapore e Malesia. Si pensi che nelle principali città della Cina, molti negozi di vendono una media di mille tazze di Cheese Tea al giorno. La bevanda è ora nota anche in Giappone, tanto che l’azienda produttrice di bevande giapponesi Kirin ha intenzione di crearne una versione imbottigliata.

 

Al bando la plastica monouso

Entro il 2021 il consumo di oggetti in plastica monouso sarà vietato in tutta l’Unione Europea. Articoli usa e getta come posate, bastoncini cotonati per pulirsi le orecchie, piatti, cannucce, miscelatori per bevande le palettine per mescolare il caffè e bastoncini per palloncini, infatti, costituiscono oltre il 70% dei rifiuti marini. È la proposta votata oggi dal Parlamento Europeo e passata con 571 voti favorevoli, 53 contrari e 34 astenuti. L’Eurocamera avvierà negoziati con il Consiglio non appena i ministri Ue avranno stabilito la propria posizione comune.  Gli eurodeputati hanno aggiunto all’elenco delle materie plastiche vietate proposto dalla Commissione i contenitori per fast-food in polistirolo espanso e gli articoli di plastica ossi-degradabili come sacchetti o imballaggi. L’Eurocamera dichiara inoltre guerra ai mozziconi di sigarette che contengono plastica, la cui quantità nei rifiuti va ridotta del 50% entro il 2025 e dell’80% entro il 2030, con i produttori di tabacco chiamati a farsi carico dei costi di trattamento e raccolta, compreso il trasporto. Lo stesso vale per i produttori di attrezzi da pesca contenenti plastica, che dovranno contribuire al conseguimento di un obiettivo di riciclaggio. Sempre ai paesi Ue spetterà ridurre il consumo dei prodotti in plastica per i quali non esistono alternative scatole monouso per hamburger e panini e i contenitori alimentari per frutta e verdura, dessert o gelati del 25% entro il 2025. Altre materie plastiche, come le bottiglie per bevande, dovranno essere raccolte a parte e riciclate al 90% entro il 2025

Il rito del tè

Il rituale del pomeridiano è una delle immagini più rappresentative della tradizione inglese: si tratta di un momento irrinunciabile che deve le proprie origini alla duchessa Anna di Bedford. Agli inizi del 1800 gli inglesi erano solito consumare soltanto due pasti al giorno: la prima colazione e la cena. Sembrerebbe che la duchessa, per placare la sensazione di fame e di spossatezza che la coglievano nel pomeriggio, decise di incaricare la servitù di apparecchiare nel suo salotto caldo e qualche dolcetto intorno alle cinque del pomeriggio. La novità fu accolta così bene dagli amici più stretti della duchessa che a poco a poco l’idea si diffuse e prese piede prima nelle classi più ricche, per poi essere seguita da tutti. L’appuntamento delle ore 17.00 è evoluto e nel tempo è diventato sempre più strutturato, arricchendo il buffet con dolci, pasticcini, torte e stuzzichini salati. Nel 1900 è diventato una vera e propria occasione mondana, irrinunciabile per le classi dell’alta società e della borghesia che utilizzavano questo piacevole momento della giornata per organizzare incontri sociali, di affari e di beneficienza. Da quel momento nacquero numerose le sale da e i negozi dedicati a questa piacevole bevanda. Gli hotel più importanti di Londra cominciarono a servire il ai loro clienti: oltre agli eventi più classici si diffuse la moda del danzante. Sempre nei primi del Novecento, nelle nuove sale da vi era possibile approfittare della presenza abituale di un cartomante o chiromante che offriva i suoi servizi divinatori ai clienti. Ancora oggi è per gli inglesi un piacere irrinunciabile che neppure la frenesia del lavoro d’ufficio nella cosmopolita Londra ha potuto soppiantare.

L’indecisione al ristorante ecco da cosa deriva

Avere troppa scelta non è sempre positivo, perché il nostro cervello può “incepparsi” mentre calcola costi e benefici di ciascuna delle opzioni che ci si presentano. Il risultato è la classica difficoltà a prendere una decisione, determinata da un fenomeno che gli psicologi chiamano “sovraccarico di scelta”. Probabilmente lo avete già collaudato davanti al ricco e prelibato menù di un ristorante, al negozio di oggetti da regalo durante una vacanza o magari al supermercato mentre siete alla ricerca di un pacco di caffè o di di biscotti. Per svelare i meccanismi cerebrali che sottendono al sovraccarico di scelta, un team di studiosi del California Institute of Technology ha sottoposto un gruppo di volontari ad alcuni esperimenti durante una risonanza magnetica scoprendo che il numero migliori di opzioni da cui attingere è compreso tra 8 e 15. Gli scienziati hanno mostrato ai partecipanti un set di 6, 12 e 24 immagini differenti, chiedendo loro quale avrebbero scelto come tema per un oggetto da mettere in vendita, come ad esempio una tazza per la colazione. Dalle scansioni cerebrali è emersa un’intensa attività in due specifiche aree del cervello: la corteccia cingolata anteriore, nella quale vengono valutati i potenziali costi e benefici delle decisioni, e lo striato, una regione del cervello che determina il valore di ciò che abbiamo innanzi. Camerer e colleghi hanno osservato che la massima attività è stata registrata in presenza di 12 immagini, mentre con 6 e 24 è risultata inferiore. Per quale motivo?La ragione, risiede nel “peso” dell’elaborazione del cervello mentre valuta la ricompensa la tazza migliore possibile e la quantità di lavoro necessaria per determinare qual è l’immagine più adatta. In parole semplici, all’aumentare delle opzioni aumenta la possibilità di ricompensa, tuttavia quando la scelta diventa troppo ampia il cervello fa fatica a determinare la soluzione migliore, proprio a causa del sovraccarico. Concludendo, 6 opzioni sono troppo poche mentre 24 troppe,. Sulla base di questo risultato, Camerer e colleghi suggeriscono che il numero di scelte più adatto è compreso tra 8 e 15.

Piccoli segreti in cucina

Oggi per voi alcuni piccoli segreti che ci semplificano la vita in cucina. Tenete sempre da parte gli scarti delle verdure, bucce comprese: accuratamente lavati e surgelati, possono diventare la base per un ottimo brodo vegetale da preparare in velocità! Conservate i limoni tenendoli a bagno nell’acqua, che cambierete due volte a settimana: resteranno freschi e gustosi più a lungo. Per tagliare i pomodori usate sempre un coltello a seghetto. Le foglie del pomodoro schiacciate aiutano ad alleviare il prurito delle punture d’insetto. Invece di surgelare il basilico per conservarlo, provate a metterlo, bel lavato e asciugato, in vasetti sott’olio: sentirete che aroma! Per eliminare l’odore di aglio e cipolla dalle mani, lavatele con sapone di Marsiglia e un cucchiaino di caffè macinato. Se il sedano vi risulta poco digeribile, sbiancatelo prima di consumarlo: immergetelo in acqua bollente per 2 minuti e poi raffreddatelo in acqua e ghiaccio. Non conservate una cipolla già tagliata per più di 1 giorno: per quelle poche ore tagliatela a fette e inzuppatela in una tazza piena di acqua o riponetela nell’apposito contenitore

Depurare l’organismo appena svegli

La mattina è importante cominciare la giornata nel modo giusto. Mai come quando ci svegliamo dobbiamo depurare il corpo, per avere a disposizione il massimo delle energie Quando dormiamo le cellule del corpo producono rifiuti metabolici che è decisivo espellere per evitare che i tessuti diventino un ambiente tossico per le cellule. Il rimedio più semplice è un bicchiere d’acqua tiepida da bere al mattino, appena svegli e a digiuno. L’acqua tiepida assunta a digiuno pulisce le pareti gastriche e mette l’intestino in funzione in modo dolce. Attiva i reni e stimola il transito intestinale, favorendo l’assimilazione dei nutrienti che assumeremo con una ricca  colazione. Se un bicchiere di acqua tiepida appena svegli fa bene, il vero segreto per depurarsi già dal mattino è bere a digiuno un bicchiere d’acqua con il succo di un limone spremuto. Infatti il limone ha un grande potere disintossicante sul corpo, depura il fegato e stimola le difese immunitarie. Per molte persone il limone di prima mattina ha un sapore troppo aspro. Per questo possiamo sostituirlo con un cucchiaio di miele da sciogliere in un bicchiere d’acqua tiepida o a temperatura ambiente. Il miele, assunto con regolarità, aiuta a rinforzare il sistema immunitario, contrasta gli agenti patogeni, oltre a rigenerare la cute.Se vogliamo depurarci la mattina appena svegli, soprattutto quando  sentiamo l’esigenza di scaldare il corpo, può venirci in aiuto una tisana all’ortica. L’ortica è un eccellente depurativo e ci permette di attivare il sistema linfatico. Per preparare una tisana all’ortica fate bollire una tazza d’acqua, quindi spegnete il fuoco e versate nell’acqua un cucchiaio di foglie d’ortica essiccate. Lasciate in infusione 5 minuti, quindi filtrate e bevete a stomaco vuoto.

Rooibos, il tè magico

l è una carezza, e non si discute. Ed è arrivato il momento di accogliere in cucina il Rooibos. Perché? Non è difficile da spiegare. La mattina il ti regala una sferzata d’energia, ma con più gentilezza del caffè. E con più eleganza. Il caffè è per gli uffici fumosi dei detective, il è per le stanze di classe. Bere fa sentire aristocratici. Peccato che berlo alle 5 del pomeriggio per parecchi vuol dire: notte in bianco. O almeno, si prende sonno con la serenità del protagonista di un film horror. Il tè deteinato? Nooooo. Si sente che non è sincero. Un senza caffeina sarebbe il top della felicità, credevamo di averla trovata nel tè verde ma è pieno di teina, e abbiamo scoperto che è eccitante Tutte le nostre aspettative le dobbiamo riporre nel Rooibos, il tè dei miracoli che si può bere anche di sera. E non è nemmeno questa la sua qualità migliore. Per cominciare, il Rooibos non è un vero tè, perché viene ricavato da una pianta africana chiamata Aspalathus linearis, di una famiglia diversa da quella del normale tè. È di colore rosso come il karkadè, ha un sapore buono come quello del tè e le sue proprietà medicinali sono state provate dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti. Il rosso Rooibos è infatti in grado di ridurre il rischio di cancro, è di aiuto nelle malattie cardiache, blocca l’invecchiamento precoce e si è rivelato efficiente in molte altre gravi condizioni. Il  Rooibos non contiene acido ossalico, per cui è adatto anche a chi soffre di calcoli renali. Ma fra le sue altre proprietà si possono elencare la presenza di sali minerali, ferro, calcio, potassio, rame, zinco, magnesio. rosso contiene  gli immancabili antiossidanti in forma di flavonoidi e composti fenolici. Una tazza di Rooibos è una bella spazzata di radicali liberi. È un antistress, abbassa la tensione nervosa e anche la pressione alta. Come detto, non contiene caffeina, per cui se si ama molto il, ma si teme di rimanere svegli gustandolo la sera, è la soluzione ideale