Sentiamo frequentemente dire che siamo ciò che mangiamo, indubbiamente ciò è vero dato che un’alimentazione sana è fondamentale per la nostra salute. Non abbiamo mai pensato, però, che ciò che mangiamo è in grado di influenzare anche la nostra personalità. Una ricerca scientifica ha infatti dimostrato che la generosità è strettamente legata ai piatti che mangiamo. Per essere precisi è il livello di serotonina a condizionare questo aspetto del nostro comportamento. Questo neurotrasmettitore è legato alle sensazioni di benessere. I ricercatori hanno somministrato ad alcuni volontari un integratore di serotonina, ad altri, invece, è stata somministrata una sostanza neutra. Tutti i partecipanti quindi venivano monitorati in situazioni in cui si poteva donare del denaro, verificando se e quanto donavano. Chi aveva ricevuto l’integratore risultava essere più generoso delle persone a cui era stato somministrato il placebo. Questo potrebbe aprire un nuovo filone di ricerche sulla relazione,tra cibo e personalità.
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Un bicchiere di vino come un’ora di palestra
Non si tratta di un sogno o di una bufala! La notizia arriva direttamente dal Canada, esattamente dall’Università di Alberta, che ha condotto un particolare studio sui benefici del vino rosso. Secondo i risultati, con un bicchiere di vino rosso si ottengono dei risultati equivalenti a quelli che si otterrebbero con un’ora di palestra. Il segreto risiede nel resveratrolo, un composto che si trova sia nella frutta secca che nel vino. Un dosaggio elevato di resveratrolo naturale migliora le prestazioni fisiche oltre a rinforzare il sistema cardiaco e la resistenza ossea. Quindi bere un bicchiere di vino solamente rosso migliora i benefici dell’attività fisica o apporta vantaggi anche a chi non conduce alcuna attività. Questo è solo uno dei numerosi studi che vanno a confermare i benefici del vino rosso a tavola. Attenzione a non esagerare però, il consumo eccessivo potrebbe portare ad effetti opposti. Quindi niente più sensi di colpa per l’happy hour!
Il mare ci rende felici
Il mare fa bene alla salute, sia a quella fisica che a quella mentale: le persone che vivono vicino al Grande Blu, infatti, sono più felici, rilassate e godono di una salute maggiore. Lo ha dimostrato un team di ricerca, che ha condotto un approfondito studio sui dati di 48 milioni di britannici. Gli scienziati, coordinati dal dottor Benedict Wheeler, dopo aver raccolto le risposte a un questionario su scala nazionale hanno diviso i partecipanti in base al dato indicato sulla salute, che poteva essere “buona”, “abbastanza buona” o “non buona”. Incrociando questi dati con quelli degli indirizzi di residenza è emerso chiaramente il beneficio di abitare a due passi dal mare. Coloro che vivevano entro un chilometro dal Grande Blu infatti, in media mostravano un tasso di salute superiore rispetto a chi viveva nell’entroterra perché il mare fa bene alla salute? Quello inglese, innanzitutto, non è il primo studio a giungere a questa conclusione, e anche l’esperienza personale suggerisce che il mare ci fa sentire più rilassati e sereni. Non a caso in un esperimento in cui i aderenti dovevano scegliere un panorama naturale per la propria abitazione le opzioni erano montano, marino o di campagna , il più votato è stato proprio quello sul mare. Secondo gli scienziati britannici uno dei motivi principali risiede nel fatto che chi vive nei pressi del mare fa molto più esercizio fisico durante l’anno, ad esempio camminando sulla spiaggia o facendo sport marini come il nuoto, la navigazione a remi e così via. Va inoltre aggiunta la componente psicologica legata al colore, ai profumi, ai suoni e alla leggera brezza marina che accarezza il viso, in grado di conciliare il relax come poco altro. Senza dimenticare che per moltissimi la spiaggia è sinonimo di divertimento. Tutto ciò non può far altro che concorrere a migliorare la nostra salute fisica e mentale. I ricercatori stanno provando a capire se alcuni dei benefici della vita vicino al mare possono essere trasferiti altrove e se laghi e fiumi donano i medesimi, virtuosi effetti.
Un caffè speciale
Al solo pensiero dei broccoli vi viene in mente quel caratteristico odore nauseabondo? Bene, pensate che ora in Australia è appena arrivato il caffè a base di questo vegetale, ottima fonte di vitamine C, K, A, B6, oltre a folati, magnesio e potassio, tra molti altri nutrienti. All’agenzia scientifica del governo australiano CSIRO si sono messi in testa di recuperare i broccoli che a causa dell’aspetto imperfetto non vengono messi in vendita. Beh, ci sono riusciti, con un’idea geniale. Li hanno trasformati in polvere, un estratto vegetale ad altissimo valore nutritivo: due cucchiai equivalgono a una porzione di broccoli, con il suo carico di sostanze nutritive e funzioni benefiche. L’idea di associare questa polvere al cappuccino poi, non è altro che una variante possibile delle tante versioni un po’ hipster dei cosiddetti “lattes”: dal matcha al pink latte in cui viene usata la barbabietola in polvere per colorare di rosa il cappuccino. Ma le ricette per utilizzare i broccoli in polvere e sfruttarne i benefici sono tendenzialmente infinite, perché puoi aggiungerli a un impasto di una torta salata o dolce, alla pastella dei pancakes o delle crepes o a un frullato, magari usando la ricetta degli smoothies . E se invece a te piacciono i broccoli “veri”? Uno studio pubblicato del British Journal ha provato che l’accoppiata broccoli più broccoli in polvere potenzia i benefici anticancro di questa verdura principalmente quando viene cotta troppo, quindi molla il cappuccino e preparati ad aggiungere due cucchiai di polvere alla pasta coi broccoli di tua mamma!
Amare due persone…si può
Probabilmente conoscete qualcuno a cui è successo, o forse è accaduto a voi stessi: persone che vivono con il proprio partner per anni e, nello stesso tempo, hanno un’altra relazione. E affermano di amare entrambi allo stesso modo. È possibile amare due persone insieme o è solo un sogno? Nella nostra cultura, monogama e per ordine della Chiesa cattolica, non è visto di buon occhio vivere due relazioni insieme, anche quando non si tratta di infedeltà. Infatti, la poligamia o l’amore plurimo, sono uno stile di vita non diffusamente accettato. Abbiamo sulle nostre spalle troppi secoli di regole e norme sociali tacitamente accettate dalle quali risulta difficile liberarsi.Quindi, se fin da piccoli ci è stato insegnato che possiamo avere un solo partner abbiamo anche ipotizzato di conseguenza che si possa amare una sola persona. Tuttavia, molte persone cercano spesso l’aiuto di uno psicologo perché amano due persone insieme e non sanno cosa fare. Il dato curioso è che queste persone non sempre sentono il peso dell’infedeltà, ma piuttosto sperimentano un conflitto interiore perché la società richiede loro una decisione che essi sono incapaci di prendere, perché il loro cuore è diviso. In realtà, il nostro cuore, per usare un eufemismo, non include un contatore. Non smettiamo di amare perché amiamo già un altra persona. In realtà, se ci pensiamo bene, l’unico amore che esige di essere esclusivo è quello per il partner, quando per esempio l’amore per i genitori, i bambini o gli animali non lo è. Quindi, se siamo in grado di amare molte persone, non è possibile anche amare anche due partner nel contempo? Molteplici studi hanno mostrato che quando ci innamoriamo si creano dei grandi cambiamenti nel nostro cervello, cambi che ci portano ad agire e sentire in modo diverso e possono fare in modo che in quel momento vediamo solo la persona oggetto del nostro desiderio. Tuttavia, questa è la fase della infatuazione, la fase iniziale in cui i sentimenti sono molto intensi, dopo la fase della infatuazione, questi ormoni ritornano a livelli normali e sviluppiamo quello che viene definito amore maturo, che è differenziato da un maggior impegno e, attraverso il quale si consolida il rapporto di coppia. Pertanto, è molto probabile che possiamo sentirci innamorati di una persona e provare amore maturo per un altra insieme e se entrambe le relazioni continuano nel tempo, possiamo arrivare ad amare entrambi allo stesso modo, o almeno in modo simile. In realtà, la chiave non sta nel chiedersi se sia possibile amare due persone assieme, ma se questo ci rende felici e rende felici anche i nostri partner. Nel caso dell’amore plurimo, nel quale c’è il consenso di tutte le parti, la felicità è possibile. Tuttavia, quando c’è infedeltà o ci si sente a disagio in questa situazione a causa dei propri valori morali, amare due persone si trasforma in un conflitto che non da nessuna felicità.
Cosa mangiare per vivere più a lungo
Negli ultimi anni siamo diventati tutti più attenti all’alimentazione: cerchiamo di mangiare meno e meglio, più verdure e meno carne, più alimenti naturali e meno cibi confezionati. Un bene, almeno finché non si sfocia nell’ossessione salutistica. Dan Buettner, giornalista del New York Times, ha individuato le cinque regioni con la maggior concentrazione di centenari curiosi di sapere le abitudini alimentari delle popolazioni più longeve ? Noci, nelle zone blu se ne consumano due maciate al giorno, come snack e da un recente studio è emerso che chi mangia noci riduce il suo tasso di mortalità del 20% rispetto a chi non ne mangia. La frutta secca in generale inoltre è in grado di ridurre i livelli di colestero cattivo fino al 20%. Consumare cibi interi Senza dividere per esempio il tuorlo dall’albume nel caso delle uova. Secondo le ultime ricerche infatti sembra che gli elementi presenti negli alimenti lavorino insieme per essere benefici. Meglio quindi scegliere prodotti con una lista degli ingredienti chiara e breve, meglio ancora se a km zero. Acqua Bisogna bere almeno 7 bicchieri d’acqua al giorno. Gli studi infatti dimostrano che una buona idratazione riduce anche la possibilità di coaguli nel sangue. Alcol Nelle zone blu si bevono da uno a tre bicchieri di vino rosso al giorno. Un’abitudine che aiuta a il nostro corpo ad assorbire gli antiossidanti. Attenzione agli eccessi però: le quantità massime per una donna sono di un bicchiere al giorno e per un uomo due. Tè verde È dimostrato che riduce il rischio di malattie cardiache e diversi tipi di tumore. Tè verde, elisir di benessere Caffe’ Sull’isola di Nicoya, in Sardegna e in Grecia se ne beve parecchio. Un recente studio ha dimostrato che il caffè riduce il rischio di demenza e morbo di Parkinson che sembrano essersi rivelati veri e propri elisir di lunga vita.
La pasta non fa ingrassare
La pasta, l’alimento italiano per eccellenza spesso accusato di far lievitare il girovita, non solo non farebbe ingrassare, ma addirittura potrebbe essere un prezioso alleato per perdere peso. Negli studi analizzati sono state coinvolte oltre 2.500 persone, che hanno consumato in media 3 piatti di pasta a settimana in sostituzione di altri carboidrati, nel contesto di una dieta sana, equilibrata e a basso indice glicemico. Sarebbe proprio il basso indice glicemico della pasta a renderla un alimento ‘virtuoso’ da includere nella dieta, a differenza dei prodotti con alto indice glicemico i famosi zuccheri raffinati che fanno schizzare immediatamente alle stelle i livelli di glucosio nel sangue, con tutto ciò che ne consegue in termini di salute, in particolar modo per il rischio diabete e patologie dell’apparato cardiovascolare. I partecipanti coinvolti negli studi hanno beneficiato così tanto dalla pasta che dopo tre mesi hanno addirittura perso mezzo chilogrammo. Lo studio ha rilevato che la pasta non ha contribuito all’aumento di peso o all’aumento del grasso corporeo l’analisi ha mostrato una leggera perdita di peso, quindi contrariamente alle preoccupazioni, la pasta può essere parte di una dieta sana come ad esempio quella a basso indice glicemico. Prima di lanciarsi a bollire l’acqua per le tagliatelle e a informare cannelloni va sottolineato che le quantità erano esigue e che la pasta è stata valutata in un contesto di dieta sana ed equilibrata; insomma, se sognate di far sparire mezzo chilo di carbonara o di lasagne al giorno e dimagrire resterete molto ma molto delusi.
Ma gli antichi rimedi funzionano? Alla scoperta dei rimedi dei nostri antenati
Uno dei ricordi che forse ci è rimasto più impresso quando eravamo piccoli e soffrivano di qualche malessere è quello della nonna che si presentava con una tazza contenente un liquido misterioso insistendo affinchè lo bevessimo, e, miracolo, cedendo alle lusinghe del dolcetto se l’avessimo bevuta, ci siamo sentiti meglio! Oggi la scienza sta studiando con occhio critico non solo le “ricette della nonna”, ma anche gli antichi rimedi usati da popoli ormai scomparsi, verificandone l’effettiva efficienza, scopriamo qualche esempio partendo proprio dalla sapienza della nonna …Il brodo di pollo contro il raffreddore: gli studi condotti dal Medical Center di Omaha hanno accertato l’efficacia e ne hanno svelato i segreti. Le proteine di alto valore biologico del pollo accelerano il potenziamento della membrana dei globuli bianchi e delle altre cellule del sistema immunitario, mentre il brodo caldo crea una benefica vasodilatazione delle vie aeree superiori, e ci fermiamo qui ma ce ne sarebbe ancora da dire! Per i babilonesi rappresentava addirittura la resurrezione, parliamo del melagrana, un frutto affascinante per colore e consistenza, oggi gli studi condotti hanno provato che il succo di melagrana è un potente coadiuvante del cuore e previene la formazione di placche nelle arterie, inoltre ha un benefico effetto anche sul nostro cervello, rendendolo più attivo e concentrato. La curcuma, importante ingrediente di molti piatti orientali e del curry, era utilizzata alle Hawaii come base di molte medicine, e gli studi dell’Università di Nottingham hanno verificato e confermato le sue virtù salutari, in particolare il colorante giallo della radice è un potente antinfiammatorio che blocca possibili irritazioni delle articolazioni. Tutti conosciamo la papaia, ma forse non tutti sappiamo che il suo succo ha la capacità di curare ferite ed ustioni, oltre ad essere un antinfiammatorio ed un antibatterico, la papaya uccide i batteri con un’efficacia 500 volte superiore a quella dei normali disinfettanti .Una conferma quindi che molte delle cure dei nostri antenati trovano oggi nella scienza delle solide basi che attestano la loro validità, ma non tutte, in caso di influenza non mettete una cipolla tagliata nella stanza, non vi aiuterà mai assimilando batteri e virus!
Un mondo di nuvole per la biodiversità
Alzare gli occhi al cielo per monitorare ecosistemi e scoprire dove sono distribuite le diverse specie, anche in zone difficilmente accessibili, per cui è molto difficile reperire dati. E vedere come si muovono e come cambiano nel tempo. Un’immagine poetica, suggestiva, ma non per questo meno reale. Perché le nuvole rivelano informazioni importanti su pioggia, luce del sole, temperatura delle superfici e perfino sul tasso di umidità delle foglie, condizioni che determinano dove piante e animali possono sopravvivere. E si sono rivelate preziose nello studio dell’ambiente in tutta la sua varietà. La ricerca è stata pubblicata ed è stata condotta dall’università di Yale. Analizzando quindici anni di dati catturati dai satelliti della Nasa Terra e Acqua, in orbita intorno alla Terra per studiarla, gli scienziati hanno messo a punto un enorme database: due scatti al giorno, dal 2000 al 2014, che immortalano le nuvole su ogni porzione della Terra.Le nuvole hanno quindi guidato i ricercatori nel prevedere dove vivono diverse specie, animali e piante con una precisione spaziale senza precedenti. Rivelandosi un aiuto importante, che potrebbe schiudere prospettive interessanti per le specie più minacciate, spesso difficili da localizzare.
Sogni a occhi aperti …allora sei…
Una ricerca del Georgia Institute suggerisce come sognare ad occhi aperti durante delle riunioni non sia necessariamente una cosa negativa, ma potrebbe essere un segno di intelligenza e creatività.Uno studioso e i suoi colleghi hanno misurato i modelli di attivazione cerebrale di più di 100 persone attraverso la risonanza magnetica Ai partecipanti era chiesto di concentrarsi su un punto di fissazione statico per cinque minuti, e nel frattempo venivano misurate le attivazioni cerebrali durante il compito e durante un periodo in cui non veniva svolto alcun compito a riposo.I partecipanti hanno inoltre compilato un questionario per misurare quanto la mente vagava durante l’arco della giornata. Coloro che hanno riferito di sognare di più ad occhi aperti durante l’arco del giorno hanno anche ottenuto un punteggio più alto nelle capacità intellettuali e creative. La gente tende a pensare che vagare con la mente sia necessariamente qualcosa di negativo perché lo si vede come una mancanza di attenzione Gli studi sono coerenti con l’idea che ciò non sia sempre vero. Alcune persone hanno menti e cervelli più efficienti, pur avendo una maggiore tendenza a vagare con la mente. Avrete sicuramente in mente il professore distratto, o qualcuno che è brillante, ma fuori dal suo mondo, a volte ignaro del proprio essere. Oppure i bambini, intellettivamente più dotati degli altri, che seguono lezioni per loro facilmente comprensibili. Mentre i loro compagni possono richiedere cinque minuti per imparare qualcosa di nuovo, loro capiscono in un minuto, quindi poi hanno tempo di distrarsi. Gli autori dello studio ritengono che questi risultati possano promuovere ulteriori ricerche per capire meglio quando il vagare della mente è nocivo e quando può effettivamente essere utile. Ci sono importanti differenze individuali da considerare, come la motivazione di una persona o l’intenzione di rimanere concentrati su un compito particolare pertanto stare seduti in giardino guardare il cielo e fantasticare 
