Isole…..

Immaginate di stendere un telo di velluto azzurro su un piano e sparpagliarvi sopra dei diamanti. Probabilmente, questa è la metafora migliore per descrivere le numerose isole minori italiane, dove “minore” fa riferimento unicamente alle ridotte dimensioni geografiche. Alcune di queste isole sono a se stanti, altre sono riunite in arcipelaghi dal fascino smemorato. Circondate dalle acque più azzurre, la bellezza ed i tesori di questi orli di terra hanno affascinato l’essere umano fin dall’alba dei tempi. Le Egadi ne sono un esempio, questo arcipelago si trova in Sicilia, ma fa riferimento alle province di Trapani e Marsala. La storia delle Egadi  non è meno affasciante o antica di quella delle Eolie Naturalmente nei secoli hanno seguito la storia della Sicilia, subendo varie dominazioni che hanno lasciato splendide tracce archeologiche. La bellezza delle Egadi risiede nel fatto che la mano dell’uomo non si è ancora appropriata di tutto il paesaggio, per cui il visitatore può godere non solo del mare più cristallino e dei suoi fondali incantevoli, ma anche dei paesaggi terrestri e dedicarsi a passeggiate o trekking immersi nella natura incontaminata; un’esperienza che non potete assolutamente perdervi è la scalata a dorso d’asino. Dopo un’impegnativa giornata dedicata all’esplorazione delle bellissime spiagge e calette o trascorsa in barca, avrete sicuramente fame: sappiate che oltre ai tradizionali piatti a base di pesce come il pesce spada arrosto e il figatello di tonno fritto, la cucina delle Egadi ha mantenuto tracce della dominazione dei Mori e quindi le pietanze caratteristiche sono a base di couscous.

Sole mare

L’estate nel suo vigore, il mare finalmente non è più un miraggio ma un compagno fedele. Ma con il mare arrivano anche  le temute scottature solari. Sarebbe a rischio un italiano su due: Usano abbronzanti al posto dei protettivi, sminuiscono gli effetti dei raggi Uv e credono che stare più tempo al sole acceleri la tintarella. A mettere in guardia i vacanzieri sono gli esperti. I più a rischio sono i bambini e gli anziani. Gli effetti  di una scarsa attenzione all’esposizione al sole e delle scottature sono desquamazione ed esfoliazione della pelle, prurito e bruciore e colpi di calore Un italiano su 3 pur di abbronzarsi in fretta rischia di non proteggersi bene nel primo vero giorno di sole. Tra gli errori maggiori c’è l’utilizzo di creme abbronzanti al posto di quelle protettive e il sottovalutare gli effetti dei raggi solari . Spalle , viso e décoltè sono le parti più soggette alle scottature. Gli anziani  sono una categoria delicata perché, avvertendo meno il senso della sete e bevendo dunque meno, rischiano in maggior misura di andare incontro a secchezza della pelle, condizione che li rende più vulnerabili ad arrossamenti e scottature .Per affrontare in sicurezza l’esposizione al sole il principale accorgimento è idratarsi abbondantemente, dentro e fuori: sia in superficie, con creme o altre protezioni, sia dall’interno, bevendo da 1,5 a 2 litri di acqua. I sali minerali, sottolinea la dermatologa sono idratanti e antiossidanti. Sodio, magnesio e potassio sono tra le fonti principali di energia per la pelle: reintegrarli è fondamentale tanto più se pensiamo che, già senza le condizioni limite dell’estate, perdiamo 600 cc di acqua ogni giorno. Infine, ricordano gli esperti, è importante evitare un’esposizione prolungata al sole, e di abbronzarsi nelle ore centrali della giornata, quando i raggi solari sono più intensi, anche se al mare la percezione delle temperature è più gradevole

Il mare ci rende felici

Il mare fa bene alla salute, sia a quella fisica che a quella mentale: le persone che vivono vicino al Grande Blu, infatti, sono più felici, rilassate e godono di una salute maggiore. Lo ha dimostrato un team di ricerca, che ha condotto un approfondito studio sui dati di 48 milioni di britannici. Gli scienziati, coordinati dal dottor Benedict Wheeler, dopo aver raccolto le risposte a un questionario su scala nazionale hanno diviso i partecipanti in base al dato indicato sulla salute, che poteva essere “buona”, “abbastanza buona” o “non buona”. Incrociando questi dati con quelli degli indirizzi di residenza è emerso chiaramente il beneficio di abitare a due passi dal mare. Coloro che vivevano entro un chilometro dal Grande Blu infatti, in media mostravano un tasso di salute superiore rispetto a chi viveva nell’entroterra perché il mare fa bene alla salute? Quello inglese, innanzitutto, non è il primo studio a giungere a questa conclusione, e anche l’esperienza personale suggerisce che il mare ci fa sentire più rilassati e sereni. Non a caso in un esperimento in cui i aderenti dovevano scegliere un panorama naturale per la propria abitazione  le opzioni erano montano, marino o di campagna , il più votato è stato proprio quello sul mare. Secondo gli scienziati britannici uno dei motivi principali risiede nel fatto che chi vive nei pressi del mare fa molto più esercizio fisico durante l’anno, ad esempio camminando sulla spiaggia o facendo sport marini come il nuoto, la navigazione a remi e così via. Va inoltre aggiunta la componente psicologica legata al colore, ai profumi, ai suoni e alla leggera brezza marina che accarezza il viso, in grado di conciliare il relax come poco altro. Senza dimenticare che per moltissimi la spiaggia è sinonimo di divertimento. Tutto ciò non può far altro che concorrere a migliorare la nostra salute fisica e mentale. I ricercatori stanno provando a capire se alcuni dei benefici della vita vicino al mare possono essere trasferiti altrove e se laghi e fiumi donano i medesimi, virtuosi effetti.

Rientrare dalle vacanze

In principio era la vacanza, ovvero “staccare la spina” … durata, breve o lunga, lontano, sia fisicamente che mentalmente, dalla vita quotidiana. Dunque, mare, sole, giorni di riposo, relax, più tempo da dedicare a noi stessi, non più inondati dai problemi e dalle responsabilità di tutti i giorni. Le prime sensazioni possono essere incredibili, fatica, stanchezza, demotivazione e malinconia, si è più stanchi di quando si è partiti. Certo, è normale questo tipo di reazione, ma si tratta di manifestazioni che in breve tempo sbiadiscono, così come i ricordi della brezza sulla spiaggia. Ma, spesso si parla di “Post- Vacation Blues” ovvero “Stress da rientro”, una Sindrome che porta con sé sintomi fisici e psicologici non proprio piacevoli, e dovuti alla ricerca di assestamento, in quanto durante il periodo “di stacco” ci si è abituati a lasciare. Persistono nel tempo influenzando negativamente la ripresa della gestione dei ritmi di vita, che invece dovrebbero riadattarsi ovviamente al solito tran-tran, sensazione di intontimento, caos e difficoltà a concentrarsi, sembra di essere dentro una bolla. A questi si aggiungono “sintomi” di carattere affettivo, perdita di entusiasmo, irritabilità e chiusura relazionale. È proprio ciò che avviene anche in questo caso, pensate come può essere vissuto il ritorno alla vita “normale”, magari dopo aver vissuto dei giorni in assoluta libertà, senza doversi curare degli orari, concedendosi momenti di divertimento e relax. Poi tutto ad un tratto ci si ritrova catapultati in una vita che spesso e volentieri è sinonimo di lavoro, scuola, doveri, al di fuori di in un’atmosfera sognante di cui una vacanza è portatrice. Non esistono regole valide per tutti, ma possono essere utili alcune considerazioni, in primis riprendere con gradualità, in modo che mente e corpo possano riabituarsi. Per molti le vacanze non sono esattamente riposanti, meglio concedersi un po’ di relax vero prima di riprendere. E perché no, cercare di apportare dei miglioramenti relativamente a quelle situazioni che generano più disagio e fatica, le stesse lasciate prima di partire.

Vino rosso anche d’estate ecco come fare

Mare sole montagna, afa, caldo insopportabile sì in molti, in estate, sentono soltanto il desiderio di un bel bicchiere di acqua fresca, di una bibita ghiacciata o di una bella birra fredda e spumeggiante. In tanti, invece, apprezzerebbero, sorseggiare un bel calice di vino rosso. E’ ben risaputo, però, che il caldo non è un buon alleato dei vini rossi. Quando la colonnina di mercurio sale il vino rosso tende, purtroppo, a sciuparsi velocemente. Per questo, con la bella stagione si preferisce ripiegare su vini bianchi oppure rosè. Ma gli appassionati dei vini rossi possono stare tranquilli. Con qualche accortezza potranno gustare la loro bevanda preferita anche in estate. L’esperta Moulton spiega come fare. Temperatura, luce e ossigeno sono gli elementi che più di ogni altro aiutano a rovinare il vino. Per questo, specialmente in estate, è importante conservare i vini rossi nella maniera giusta. In primo luogo, occorre accertarsi che non prendano troppa aria. A tal fine è sufficiente mettere sempre un tappo alla bottiglie prima di riporle. In questo modo, anche una volta aperta la bottiglia, si impedirà il passaggio dell’aria che può causare un rapido deterioramento del vino. Allo stesso tempo, per proteggere il vino dalla luce e dal caldo, è importante conservarlo in un luogo fresco e asciutto. l frigorifero si rivela la soluzione migliore. Anche per i vini rossi. Chi lo gradisce potrà consumare il vino bello fresco godendo di un piacevole refrigerio anche nelle giornate più calde. Per chi, invece, il vino rosso lo preferisce soltanto a temperatura ambiente, basterà tirare fuori la bottiglia un’ora prima di berla. Così conservati i vini rossi possono conservare fino a 3-5 giorni dall’apertura. I bianchi e i rosè, invece, si conservano fino a sei giorni. Per godere a pien del piacere di un buon vino rosso anche in estate, conviene scegliere, nei mesi più caldi, dei vini più leggeri optando, ad esempio, per un pinot nero in luogo di un merlot.

Attenzione ad usare il telefono di notte

Alzi la mano chi non usa il cellulare prima di addormentarsi. Bene, sappiate che è un’abitudine che potrebbe causare seri problemi sia al cervello che al corpo Il problema, in realtà, non è tanto l’uso dello smartphone, del tablet o del computer in sé, quanto della forte luce che emettono. È una luce talmente forte che ci permette di usare questi dispositivi anche durante una giornata di sole. Non a caso lo schermo di notte è stato paragonato a una piccola finestra illuminata. Il corpo segue un ciclo naturale che permette di rimanere svegli e vigili durante il giorno e aiuta a riposare durante la notte. Quando si fissa uno di questi schermi prima di dormire, il cervello va in tilt. Il motivo è semplice: lo confonde con il sole del mattino e smette di produrre melatonina, l’ormone responsabile del sonno. Il ciclo sonno/veglia inizia a diventare irregolare come se testasse una sorta di jet lag artificiale. Diventa sempre più difficile addormentarsi e, alla lunga, può causare un’insonnia cronica. Nella migliore delle ipotesi…Tutta colpa di quella brillante luce blu Se il corpo non produce più melatonina, sono guai seri. Non dormire a sufficienza, o almeno, quanto richiedono corpo e cervello di ognuno, può portare a disturbi del sonno fino all’insonnia cronica. Dormire poco e male rende più sbadati il giorno successivo e richiede uno sforzo enorme per riuscire a trovare la giusta concentrazione quando si studia o si è in ufficio, senza contare che mette anche a durissima prova la memoria che inizia a perdere colpi. Se questo ancora non bastasse, l’interruzione del naturale sonno dovuta alla mancata produzione di melatonina provoca anche un altro effetto indesiderato: scombina gli ormoni che controllano la fame e vi farà trovare difronte al frigo o peggio di fronte a un piatto di spaghetti anche di notte, aumentando, il rischio di obesità. A cui si aggiunge anche una maggiore predisposizione alla depressione. Non servono grandi prove per affermare che la luce prodotta dai vari dispositivi digitali, scaldando la retina, danneggia in generale la nostra vista nel corso del tempo. C’è ancora qualcuno che se la sente di usare uno smartphone, un tablet o un computer prima di addormentarsi?

Pesci piovuti dal cielo

Nella città di Qingdao si è verificato un evento atmosferico notevolmente insolito; una vera e propria pioggia di frutti di mare, con gamberetti e stelle marine precipitati dal cielo sui parabrezza delle vetture. Gli automobilisti, increduli per quanto stava succedendo, hanno iniziato a scattare diverse fotografie che hanno fatto il giro del mondo. Le immagini che circolano sono tutte vere.Ma com’è possibile che animali marini come questi possano davvero piovere dal cielo? Le autorità della affollata città costiera della Cina orientale non hanno ancora diramato un comunicato ufficiale; del resto vi è più di una possibile spiegazione. L’evento è accaduto durante la seconda settimana di giugno, quando la provincia orientale dello Shandong è stata investita da una violentissima tempesta, con forti piogge e venti Non a caso gli eventi atmosferici sono stati così intensi che la città cinese ha subito ingenti danni alle attrezzature e ai trasporti. In un simile contesto non va esclusa la probabile formazione di una potente tromba d’aria, che avrebbe sollevato gli sfortunati animali dalla superficie del mare e che, dopo averli trasportarti in aria, li avrebbe scagliati con violenza sulle strade della città dove fra l’altro sono giunti anche chicchi di grandine grandi come palline da golf. L’ipotesi più probabile, tuttavia, è un’altra: quella della distruzione di un mercato del pesce causata dal vento. A quella velocità avrebbe spazzato via interi banchi e cassette stracolmi di frutti di mare, spargendone il contenuto.

 

Spunta una stella marina

Una stella marina e un pesce mai visti prima nel Mediterraneo, foreste di soavi coralli multicolore che cingono uova di squalo, stupende distese di gorgonie e tantissime altre specie sono state documentate in una recente spedizione scientifica attorno alle Isole Eolie, in Sicilia. I ricercatori a bordo del catamarano Oceana Ranger, organizzazione internazionale che si batte per la tutela degli habitat marini, durante la missione non si sono però imbattuti nella sola, straordinaria biodiversità italiana. L’ombra dell’inquinamento è infatti emersa, tra accumuli di bottiglie di vetro, stoviglie di plastica, pneumatici, parti di reti da pesca abbandonate Nell’area degli affascinanti vulcani sottomarini sono state individuate diverse specie di coralli in pericolo di estinzione, come il corallo bambù e soprattutto il rarissimo corallo nero, che nei fondali della Sicilia è presente con la foresta più vasta. Attorno a diversi di questi coralli erano attaccate moltissime uova di squalo. Particolarmente affascinanti le scoperte della stella marina Zoroastro fulgens e del ghiozzo di Kolombatovic un piccolo pesce della famiglia Gobiidae che vive ad alcune decine di metri di profondità. Sino ad oggi, infatti, si pensava che entrambe queste specie fossero diffuse soltanto nel mar Adriatico Sebbene il mare profondo si trovi appena al largo delle coste delle Isole Eolie, queste acque sono in gran parte inesplorate e nascondono una biodiversità molto ricca.

Abbronzatura perfetta

Ci siamo ormai sono davvero in tanti pronti per raggiungere le rive del mare o già arrivati da giorni è il picco della settimana di vacanza per eccellenza   il desiderio di moltissimi italiani è ottenere una bella abbronzatura ambrata. Per difendersi dai danni dei raggi ultravioletti è dunque fondamentale l’utilizzo di una crema solare appropriata, con il giusto grado di protezione per la nostra pelle e soprattutto quella dei bambini. Ma una protezione efficace può iniziare anche molto prima di sdraiarsi su un telo da mare o su un lettino, cioè quando ci sediamo a tavola. Con i giusti alimenti, infatti, possiamo non solo aiutare la nostra pelle a proteggersi dal sole, ma anche incentivare l’effetto dell’abbronzatura.I cibi che favoriscono una produzione maggiore della melanina, il pigmento responsabile del caratteristico incarnato scuro della tintarella, sono quelli ricchi di vitamina A.  Si tratta sostanzialmente di frutta e verdura che contengono i carotenoidi, precursori della vitamina A, con le carote “regine incontrastate” per quanto riguarda la concentrazione di queste preziose sostanze, preziosi alleati per l’abbronzatura sono anche gli spinaci, il radicchio, le albicocche, la cicoria, il melone, il pomodoro, il cocomero, le ciliegie, le fragole e anche il sedano. La vitamina A è conosciuta anche col nome di retinolo, benché in questo caso ci si riferisca principalmente alla forma alcolica di origine animale, che ad esempio si trova nel tuorlo d’uovo e nel fegato del merluzzo. Frutta e verdura fresca sono chiaramente ricche di vitamine, tutte sostanze antiossidanti naturali, ma anche di sali minerali e di altri composti che possono supportare una tintarella più sana e sicura. L’esposizione ai raggi solari, infatti, tende ad aumentare i livelli dei radicali liberi, ma con gli antiossidanti di questi alimenti è possibile tenerli a bada. L’ideale sarebbe consumare cinque porzioni di frutta e verdura da 80 grammi nell’arco della giornata, Oltre all’alimentazione e alla protezione con le creme solari, da utilizzare anche in città e non solo sulla spiaggia o in montagna, è importante anche evitare le ore centrali della giornata per esporsi al Sole.

Stessa spiaggia…stesso mare…. ma con qualche novità

Per quest’anno non cambiare stessa spiaggia stesso mare  recita un famoso tormentone estivo. Ebbene sì, le vacanze sono dietro l’angolo. E se anche stavolta avete deciso di restare fedeli alla tradizione, assicuratevi almeno che il vostro stabilimento sia davvero al passo con i tempi.Da questa estate infatti, alcune spiagge italiane si doteranno di una tecnologia che promette di rendere più agevole il lavoro dei bagnini e più gradevole il soggiorno dei clienti. In una parola, diventeranno “intelligenti”. Merito di due fratelli che hanno dato vita a due start app veramente fantastiche. Il servizio si alimenta con l’energia solare grazie ad un minipannello installato sulla punta dell’ombrellone e sfrutta il wireless presente nelle strutture. In questo modo Smart Beach ci “coccola”, dandoci la possibilità di ordinare cocktail e caffè al bar, pagare ed anche ricaricare il nostro smartphone, sempre restando comodamente sdraiati.Il sistema di ordinazioni chiamato GetEat, ad esempio, utilizza un adesivo con Qr Code attaccato allo stelo dell’ombrellone. chiamato Open your beach, ricorda Fabio Traini Si tratta di uno strumento che permette ai bagnini di programmare l’apertura e la chiusura automatica degli ombrelloni. Inoltre, grazie a una scheda programmabile, gestisce automaticamente il processo in caso di pioggia o vento eccessivo.Il bello di questo nostro servizio è che il dispositivo può essere adattato su qualsiasi tipo di ombrellone,  In vista dell’estate dunque, anche la tecnologia è pronta per scendere in spiaggia con noi. E sono già diverse le strutture che, ad oggi, hanno iniziato ad utilizzare i servizi Smart Beach, dovrebbero essere almeno una trentina le strutture della costa adriatica tra Marche, Abruzzo ed Emilia. In più, si pensa di esportare il progetto all’estero.