La solitudine una condizione di libertà

La solitudine è da sempre vista con un occhio diffidente ma non è affatto una condizione negativa. Scegliere di passare del tempo da soli non significa essere soli, tutto il contrario. Chi di noi non ha mai desiderato un momento di pace e silenzio tutto per sé? E’ successo a tutti, ma quasi sempre accade per “guarire” un certo tipo di situazione. Stiamo soli per pensare, per riflettere, per sbollire la rabbia, per non farci vedere piangere dagli altri. Insomma: oggi, se si sceglie di stare da soli, non è quasi mai per il semplice gusto di godersi la propria compagnia. Una persona che sceglie di mangiare al ristorante da sola, di guardare un film al cinema in solitaria o, più semplicemente, di passeggiare lungo mare da sola è subito etichettato come strano. Perché? Cosa c’è di strano nel voler passare un po’ di tempo in compagnia di sé stessi? È l’università di Dublino che lo conferma: uno studio ha evidenziato infatti che le persone che amano trascorrere con regolarità del tempo da sole sono coloro che hanno maggiore autostima, che sviluppano una migliore creatività e sono più empatiche e attente alle emozioni degli altri. Stando da sole, infatti, si riflette sulla propria persona, ci si conosce e si lavora, inconsciamente, sulla formazione del nostro. Si diventa persone più sensibili, attente e premurose ai bisogni altrui proprio perché abituate a prendersi cura di sé e ad amarsi. La verità è che le persone strane non sono quelle che hanno bisogno di avere dei momenti in solitudine ma quelli che, al contrario, non riescono a rimanere da sole. Non bisogna considerare la solitudine come una malattia e non bisogna vederla con timore o paura: paura di rimanere sole, di deludere gli amici, di mollare i contatti o di allontanare gli amori. Nessuno vi giudicherà se una sera non uscirete per rimanere a casa in solitudine, questa vostra “pausa” vi renderà anzi più socievoli ed empatici la volta successiva. Non sentitevi in colpa se amate trascorrere del tempo solo per voi: ricordatevi che siete l’unica persona con cui passerete tutta la vita. Uscite fuori, godetevi il cielo azzurro distese in giardino su di una amaca, sorseggiando una fresca bibita, guardatevi un bel film al cinema con i pop-corn taglia maxi e andate a letto felici di aver avuto un appuntamento galante con voi stesse.

Sentimenti

Sentimenti: emozioni radicate in noi, che non cambiano velocemente e che per questo incidono in modo persistente sulle nostre scelte. I sentimenti faticano a cambiare in base alle reazioni della persona con cui ci relazioniamo, i sentimenti ci portano ad esercitare le nostre virtù di pazienza, perdono, comprensione, compassione. Anche quando si ritiene che un sentimento sia passato o quando succede qualcosa di così grave da portarci a mettere dei confini e a mostrare che esternamente i nostri gesti sono cambiati per la nostra difesa personale, per la nostra sopravvivenza o per scovare il nostro equilibrio spesso ci vuole altro tempo perché il sentimento scompaia: inizialmente è solo seppellito sotto emozioni molto forti, magari di rabbia, di delusione, di dolore, di sofferenza, d’ingiustizia.Il sentimento si affievolisce solo non nutrendolo più, ma il tempo di questo affievolimento è strettamente personale e comunque lungo per tutti. Un esempio di come i sentimenti ci portino ad esercitare le nostre virtù: un sentimento d’amore verso un figlio, un nipote, ci porta ad aver maggior pazienza, a perdonare più facilmente un gesto brusco una parola scortese. Un esempio di calo di un sentimento: quando si ama qualcuno come un genitore o un coniuge, anche se per motivi di sopravvivenza si è costretti a non frequentarli, una volta che si riesce a guarire la rabbia, la sofferenza e l’ingiustizia, con il perdono e con la compassione, resta il sentimento dell’amore che non sarà più sicuramente attivo come quando lo si nutriva con esperienze in comune e il relazionarsi, ma rimarrà lungamente…. il sentimento.

Soffrire per amore

L’amicizia è uno dei sentimenti più belli e puri che esistano. Un amico è una figura presente nel momento del vero bisogno. Esso non ti giudicherà mai, ti mostrerà rispetto, ti farà sorridere nelle giornate più tristi e ti accetterà per quello che sei e non per quello che hai. Tra i segnali che dimostrano la profondità di una amicizia, c’è la capacità di saper consolare. Come aiutare una amica che soffre per amore, classica situazione in cui la vera amicizia esce fuori con l’unico intento di lenire le sofferenze di chi sta male. L‘amore a volte è scorretto. Prima di consolare una amica, bisogna capire per quale motivo sta soffrendo. Si tratta di un amore non corrisposto, di un sentimento che non è mai stato dichiarato oppure è la conseguenza di un rapporto terminato e non se ne vuole fare una ragione? Se la vostra amica sta soffrendo a causa di un amore non corrisposto, in questo caso dovrete farle capire che non si tratta di qualcosa di sbagliato in lei. Dovrete farla svagare, farle conoscere altre persone. Chiamatela, o inviatele spesso dei messaggi, per accertavi che stia bene e, qualora volesse vedervi, non negatele un appuntamento. Se la vostra amica dovesse essere timida da non essere in grado di far capire a colui per cui ha perso la testa di provare un sentimento molto bello, piuttosto che farla cadere in depressione, cercate di aiutarla a sciogliersi, specificandole che se il sentimento non dovesse essere corrisposto dovrà reagire positivamente. Aiutatela, ma non fate l’errore di illuderla o lusingare la persona per cui ha perso la testa. Se la sofferenza deriva da un rapporto terminato, in questo caso bisogna valutare tutte le motivazioni. Un rapporto può finire per tanti motivi. Però, in tutti i casi, si tratta di una situazione molto delicata, essendoci stato comunque un rapporto tra i due, è sempre bene non schierarsi totalmente da un lato. L’unica mossa onesta e matura, è quella di capire bene quali siano state le vere cause della fine della relazione e rispondere a queste in maniera concreta mettendo l’amica di fronte anche a delle sofferenze maggiori. La verità riesce sempre ad essere accettata, anche dopo molto tempo. Aiutatela a reagire non piangendole addosso ma facendola svagare anche contro la sua volontà, fatela uscire per un aperitivo se avete occasione portatela al mare, in montagna e  ricordatele inoltre che il vero amore non finisce e che quindi, evidentemente, quel ragazzo non era persona adatta per lei.

 

Chiudere una relazione

Uno dei più grandi errori che possiamo fare alla fine di una relazione è considerare il nostro ex una persona ancora importante e presente nella nostra vita. È difficile allontanarsi da qualcuno con cui abbiamo condiviso esperienze e persino anni della nostra vita. Ci siamo abituati alla sua presenza ed entrambi abbiamo adottato alcune abitudini comuni.  Ma prima si volta pagina, meglio è. Dobbiamo accettare che la relazione è finita, che non c’è possibilità di ritorno e che la nostra vita deve andare avanti, abbiamo molte esperienze da fare! Rimanere ancorati al passato ci farà soffrire invano e non ci permetterà di goderci la vita. Come possiamo agire per cambiare questa situazione? Abbiamo più tempo per noi, quindi approfittiamone. Facciamo tutto quello che non abbiamo potuto fare quando stavamo con il partner, cerchiamo nuovi hobby, passiamo più tempo con i nostri amici e la nostra famiglia. Adottiamo nuove abitudini, come fare una passeggiata in bici o andare a correre molto presto al mattino, bere un caffè facendo colazione da soli in mentre leggiamo il giornale… Qualunque cosa! Pensiamo a noi stessi, prendiamoci cura di noi e viziamoci. Un errore è credere che il ex continuerà a rimanere lì per noi. Certo abbiamo dimenticato una parte della nostra persona durante il rapporto.  Aspettarsi qualcosa dall’altra persona vuol dire non darle il tempo di cui ha bisogno per affrontare il suo stesso dolore. È chiaro che bisogna confidarsi con qualcuno che ci capisca, ma dobbiamo anche trovare il  modo di lasciarsi andare per andare avanti. Un altro dei grandi errori quando si decide di chiudere una relazione è mantenere il nostro ex come personaggio principale in tutte le nostre conversazioni. È chiaro che dobbiamo sfogarci e parlare dell’argomento, ma perché ripetere mille volte quello che gli altri sanno già? Comportarci in questo modo ci impedirà di superare la rottura, mentre continuiamo a mantenere la presenza di qualcuno che non fa più parte della nostra vita. Ci ritroviamo in una di queste situazioni? Evitiamole riduciamo il tempo per superare la rottura. Smettiamo di aggrapparci a qualcosa che è già finito o non faremo altro che danneggiare noi stessi.

Egoismo sano fa bene anche all’amore

Cresciamo con il convincimento che essere egoisti sia sbagliato, che è molto meglio essere buoni e gentili, porgere l’altra guancia e dimostrarsi delle brave persone, in realtà un po’ di sano egoismo è necessario per sopravvivere. L’egoismo sano ci permette di vivere al meglio le storie d’amore, di lasciarci andare senza perdere il proprio baricentro, di saper raccogliere la differenza tra volare e buttarsi da un precipizio senza paracadute. In amore occorre essere forti perché perdersi è fin troppo semplice, quando va bene e si incontra la persona giusta, che prova per noi un affetto sincero e vero, le barriere non sono indispensabili, o quanto meno possono diventare flessibili. Il mondo però è pieno di farabutti e spesso ci si ritrova a dare amore assoluto nella speranza di riceverne un po’ anche noi, e non è giusto, l’amore non si deve mendicare ma ricevere con la stessa intensità con il quale si dà. Prima di dare pensate a quello che ricevete, prima di rinunciare a qualcosa pensate bene per chi o cosa lo state facendo. Accrescere un egoismo buono e mettere noi stessi davanti a tutti gli altri purtroppo è indispensabile e prima si impara, più sofferenze e insuccessi si evitano.

 

Delusione d’amore, l’inutilità delle maschere

Quando arriva una grande sofferenza, come una grande delusione d’amore, la cosa peggiore che possiamo fare è resistere, far finta di niente, fingerci forti mentre abbiamo il cuore spezzato. Credere di aver reagito bene all’inizio, cacciandolo o cacciandola libersi di tutto quello che di suo avete intorno, illude e basta. All’improvviso, qualcosa si  interrompe: la  casa piombata nel disordine, arrivano le crisi gli attacchi lo stomaco si chiude, nessun piatto ci stimola la fame, e si pensa che il problema sia arrivato in quel momento.In realtà, è vero il contrario: quello che accade in questa fase, è ciò che succedeva, prima era una recita, che l’anima ha sgretolato con la forza che la contraddistingue. Il dolore è la prima cura per le delusioni d’amore, il cuore a pezzi la sua conseguenza. Un luogo comune assai diffuso raccomanda l’importanza di mostrarsi vigorosi nei momenti difficili, se non altro per ragioni di orgoglio: mi ha mollata o mollato  dopo 15 anni, non gli darò la soddisfazione delle  mie lacrime. Coerenti con questo ragionamento, molte persone che vivono una delusione d’amore nascondono il dolore, trattengono la rabbia, recitano il copione dell’indifferenza. Fino a che, d’improvviso, tutto crolla e un’atroce sofferenza ci scaraventa nella disperazione più nera. Avere  la sensazione di aver completamente perso il controllo; effettivamente è ciò che accade, ma è proprio quello di cui ha più bisogno per innescare un autentico processo di rinascita. Proprio così: non è possibile farlo se prima non abbiamo buttato via tutte le tossine emotive che ancora albergano nel nostro animo, e che ora stanno finalmente venendo alla luce attraverso il pianto