Pensa di farcela e cela farai

Quando nasciamo, ci viene “consegnato” una scatola dentro alla quale, oltre al nostro nome e cognome già belli e pronti ad essere da noi “indossati”, abbiamo trovato anche alcuni schemi di comportamento e di ragionamento a cui attenerci.Già il nome e il cognome non sono cosa da poco: ti assicuro che chiamarsi Fulvio invece di Francesco, Davide, Marco o altri nomi comuni in qualche modo influisce sulla tua vita, così come lo fa il cognome, la città, il periodo storico in cui siamo nati ecc. Nella famosa “scatola” troviamo una serie di elementi che potenzialmente ci influenzeranno. Sottolineiamo potenzialmente perché scopo di un percorso di presa di coscienza di sé, è anche quello di liberarci da questi schemi. Cosa ancora più importante, “che tu creda di farcela o meno, avrai comunque ragione”, è che insieme a tutto ciò nella scatola troviamo anche un paradigma.Il paradigma che troviamo “bello e pronto” nel pacco, quello a cui crede la maggior parte delle persone le quali faranno di tutto per convincerti che è vero… è che il nostro benessere dipende da ciò che troviamo nel mondo.Detto in termini più semplici: gli avvenimenti positivi creano la tua felicità e quelli negativi la tua infelicità. Quando troverai il partner che da tanto desideri, quando otterrai il lavoro tanto sognato, quando avrai la disponibilità economica che da sempre ambisci, allora, finalmente sarai felice. Ma dovrai stare attento, perché basterà perdere una qualsiasi di queste cose perché tale felicità svanisca da un momento all’altro. Nella scatola viene inserita, in genere, anche l’informazione secondo cui la felicità sarebbe una qualità breve, temporanea e destinata ad avere una durata limitata nel tempo.Ma tutto questo non ci piace molto, vero?Forse è possibile rispedire la benedetta scatola al mittente o, se preferiamo , tenertela, meglio inserirci dentro qualcosa di diverso. Siamo noi, attraverso le nostre credenze, a creare la realtà che viviamo,e non viceversa come siamo abituati a pensare abitualmente. Che tu creda di farcela  o di non farcela in ogni caso, le cose avverranno assecondando il tuo schema di pensiero.

 

 

 

Relazioni usa e getta

Spesso sulle relazioni che viviamo oggi, negli ambiti di coppia e in amicizia, c’è l’impressione che siano molto più superficiali e usa e getta rispetto a quelle del passato. Forse i social hanno solo messo in luce pubblicamente ciò che già succedeva nel privato, ma un abbondare di foto e frasi che riguardano le persone e le relazioni che le legano, che poi si rivelano dei buchi nell’acqua, perché gli amori finiscono e le amicizie pure, magari da un giorno all’altro, senza motivi apparenti. Il giorno prima vedi una foto che ritrae due persone sorridenti e abbracciate, con tanto di didascalia del tipo “Ti amo come non ho mai amato nessun altro” o “La nostra amicizia è unica al mondo, nessuno ci dividerà”.E il giorno dopo, tutto quel sentimento non esiste più.Via le foto, via gli stati che etichettavano la relazione, e magari, perché no, si pubblica qualche post o storia provocatori su Instragram   che alludono in modo subdolo o esplicito alla persona che abbiamo eliminato dalla nostra vita, ma che fino a qualche giorno prima dicevamo di amare. Frasi piene di odio, di cattiveria, dando in pasto aspetti intimi e privati della coppia e dell’altra persona che, magari eliminata virtualmente è impossibilitata a replicare, può solo venire a sapere da terzi ciò che l’altro sta divulgando circa il loro  ex  rapporto. In passato trovavi un uomo o una donna e ci morivi con i risvolti negativi del caso, mentre oggi si parla di amore e si vantano “ti amo” e “amici per sempre” e poi 24 ore dopo ognuno per la sua strada, con tanto di ripicche, frecciatine, rimozione di ogni traccia della relazione Non riusciamo a riconoscere un rapporto autentico e un vero sentimento? Non riusciamo a sentire quando qualcuno è profondamente connesso a noi? Non sappiamo stare da soli? Abbiamo bisogno di dimostrare qualcosa agli altri per colmare delle insicurezze?Non ci diamo neanche il tempo di capire cosa stia succedendo dentro di noi che già tutto il mondo lo sa.Mettiamo in piazza i rapporti prima ancora di viverli intensamente, di sentirli entrare nel nostro cuore. All’inizio è normale che sia così quando conosci una persona giusta, che sia nell’ambito di una coppia o in amicizia: sono quelle persone che ti stravolgono la vita e che entrano in connessione con te in modo spesso casuale e inaspettato, e non capisci bene cosa stia succedendo, sai solo che quelle persone ti fanno sentire a casa e ti rendono la vita migliore, ti rendono una persona migliore. E speri con tutto il cuore che rimangano accanto a te per sempre, nonostante tutto. Nel bene e nel male, lo senti quando una persona è destinata a far parte della tua vita in modo profondo e quando invece c’è qualcosa che non va, per cui non vale la pena lottare o minare la tua serenità. Quando ci passi e lo vivi in prima persona con tutte le conseguenze e gli errori del caso, poi ti accorgi della differenza nelle relazioni successive, forse perché hai imparato a leggere dentro di te con sincerità e a gestire davvero una relazione, con la consapevolezza che è un impegno giornaliero e costante fatto non solo di cuori, bacetti e sorrisi, ma anche di difficoltà, incomprensioni, momenti delicati, scelte.

Aspettative

Spesso capita di sentir dire dalle persone “Io al tuo posto avrei fatto questo e quello! E’ una persona che se ne frega, che non mi capisce,un egoista, ecc”.Capita a volte, presi dalla rabbia, dalla frustrazione, dalla delusione, di cadere in questa trappola e incastrarsi nelle  stesse aspettative. Ma  non possiamo misurare il mondo in base a ciò che faremmo in una data situazione. Perché? Semplice. Perché non siamo il metro del mondo. Tu sei solo tu. Con le tue esperienze, le tue emozioni, i tuoi pensieri. E ciò che tu faresti, lo faresti proprio perché letto con i tuoi occhi, alla luce di chi sei e di come agisci normalmente. Non è detto che sarebbe in assoluto il modo migliore. Ma sicuramente sarebbe il tuo modo. Le altre persone non sono te. Non hanno avuto la tua stessa educazione, gli stessi valori, le stesse esperienze. Non hanno le tue emozioni, non pensano al tuo stesso modo. Non sono te. Dunque come potresti pretendere che ragionassero “come farei io al loro posto” se sono così diversi da te?Quando ci arrabbiamo con qualcuno perché ci aspettiamo che agisca in un dato modo perché noi faremmo così al suo posto, ricordiamoci che non siamo il metro del mondo, che il mondo non è fatto da nostre fotocopie, ma da persone diverse da noi e che come tali, risponderanno a loro modo e non necessariamente per cattiveria o per mancanza di rispetto, probabilmente perché intrappolate nei sentimenti, in questioni di cuore che non fanno ragionare razionalmente, o per abitudine, per circostanze o per incapacità a dire no all’altro. Dunque, se proprio vogliamo fare qualcosa, non sprechiamo inutilmente energie ad attribuire un colore a comportamenti agiti o mancati di altre persone ragionando con il nostro metro, ma chiediamogli il perché hanno agito così, dicendo loro come questo ci ha fatto sentire. Molto spesso ci accorgeremo che le persone non si sono nemmeno accorte di averci causato dolore e non ne avevano la minima intenzione. Impariamo ad accettare che siamo tutti diversi e che il nostro, sebbene così ci appaia, non è necessariamente il modo migliore di agire, pensare, essere. Non aspettarti dagli altri quel che tu faresti al loro posto così non rimarrai mai deluso,ma conta sempre sempre su di te.

 

Perché proviamo emozioni?

Un tramonto sul mare, un litigio importante, un abbraccio al rientro dalle vacanze, un caffè sul lago…. miglioni le circostanze che evocano  emozioni…. ma cosa sono veramente le emozioni? Le emozioni di base hanno scopi di adattamento molto semplici ma importanti per la nostra sopravvivenza. Per quanto riguarda le emozioni piacevoli gioia, felicità ecc., si può affermare che la descrizione precisa di un’emozione positiva ha la funzione di rafforzare i legami affettivi con le altre persone. Gli studiosi che si occupano di emozioni di recente hanno ribadito la centralità dell’esperienza emotiva quale “canale comunicativo” privilegiato nei rapporti con gli altri. La funzione adattiva delle emozioni spiacevoli o dolorose paura, rabbia, tristezza ecc., invece, sembra essere quella di “avvisarci” e di descrivere situazioni da noi interpretabili come minacciose anche dal punto di vista psicologico oltre che fisico e quindi di agire di conseguenza ad esempio la reazione di paura di fronte ad un pericolo  permette di reagire prontamente per evitarlo. Le emozioni sono esperienze che le persone ricordano con grande frequenza sia per comunicarle ad altri, sia per rimuginarle fra sé e sé. Infatti, le informazioni più importanti che comunichiamo scambi comunicativi con amici, compagni di vita, ecc.  sono le esperienze emotive associate agli eventi che raccontiamo.L’emozione è dunque una esperienza intensa e passeggera che diventa un’occasione per prendere contatto con gli altri in vari modi.

Le vacanze estive una prova per le coppie

Le vacanze estive sono una prova per qualsiasi coppia, visto che si passa dal condividere poche ore al giorno e i fine settimana a stare 24 ore insieme. Richiedono un adattamento, il quale sarà un trionfo o un disastro, in base alle caratteristiche della relazione di coppia e della flessibilità psicologica dei partner. L’estate e le vacanze portano dei cambiamenti piuttosto importanti nella nostra quotidianità. Durante la maggior parte dell’anno stiamo attenti agli orari, alle abitudini, ai doveri figli, lavoro e la coppia resta in secondo piano. Per questo motivo, si è più abituati a lavorare più come una squadra che come coppia a livello romantico. Con l’arrivo delle vacanze, la coppia passa in primo piano. Passando al primo posto e dedicando più attenzione e tempo, sorgono una serie di problemi che, se non gestiti correttamente, finiscono per provocare conflitti o problemi. È come se la mia dolce metà mi desse fastidio Questo problema sorge quando, abituati a stare per conto nostro o piuttosto attenti ai nostri bisogni e doveri, ci vediamo “obbligati” a impiegare parte del nostro tempo e spazio con il nostro partner. Ogni persona, anche se si sta insieme da tanto tempo e si va d’accordo tutto l’anno, ha interessi e abitudini diverse. Nel corso dell’anno possiamo appagare le nostre necessità individuali, ma durante le vacanze estive, è necessario prestare più attenzione anche agli interessi e alle necessità del partner. Questa condizione può essere vissuta con un certo disagio, ma bisogna saperla gestire correttamente per non arrivare alla conclusione che la nostra metà è fonte di fastidio, perché non ci lascia fare quello che siamo abituati a fare. È normale vedere nel nostro partner comportamenti e atteggiamenti che ci piacciono e altri meno. Quanto più tempo trascorriamo con una persona, tanto più normale è che ci diano fastidio i difetti che notiamo. Quando passiamo più tempo con il partner, abbiamo la sensazione che quello che ci dà fastidio ci infastidisca ancora di più. Invece di sviluppare una tolleranza, ad aumentare è la nostra vulnerabilità. Per esempio, se ci dà fastidio che la nostra metà è lenta quando si alza al mattino, durante le vacanze potremo provare alti livelli di disagio. Questo perché quest’abitudine può portarvi a non concludere niente durante la mattinata, arrivare tardi magari sul mare. Nasce così il conflitto quando si notano di più le caratteristiche del partner che non ci piacciono rispetto a quelle che ci piacciono. Inoltre, le persone, in generale, diventano più esigenti con gli altri durante le vacanze perché le aspettano  tutto l’anno e investono tempo e denaro, poi ci sono quelli che sono così bravi o così innamorati da sopportare tutto, nell’attesa di tornare a casa e riprendere la quotidianità, o di mandare al diavolo la loro relazione

Ecco chi ti cambierà la vita

Se stati cercando una persona che ti cambierà la vita, allora guardati allo specchio. Viviamo tutta la vita alla ricerca di un qualcosa, benessere, reputazione, famiglia, buoni risultati, amore, di quello che non abbiamo. Siamo perseguitati dal principio della mancanza, smaniamo per ciò che non possediamo e quando l’abbiamo ottenuto siamo già alla disperata ricerca di altro. E poi cerchiamo la persona giusta. Quella che ci cambierà la vita, quella che ci tirerà fuori dalle nostre angosce, dai nostri dolori e ci darà la felicità. Pensiamo di essere nati a metà e per quello siamo ininterrottamente alla ricerca della nostra parte mancante. Ma non è così che funziona. Siamo noi a salvarci, trovando e capendo ciò che ci rende felici, amando la vita. Siamo noi stessi i migliori compagni di vita, le persone che non ci deluderanno mai, perché, prima o poi, chi ami ti deluderà, consapevolmente o inconsapevolmente. Perché siamo diversi, creiamo delle aspettative lontane dalla realtà, immaginiamo ciò che non sempre avviene. Smettiamola di farci del male e seguiamo il principio dell’abbondanza. Siamo felici per quello che abbiamo, per un abbraccio, per un amico, per un sorriso, per un piatto di spaghetti condiviso con gli amici o i parenti più cari. Rimbocchiamoci le maniche e non aspettiamo nessuno. La vita è un attimo. Rendiamola un attimo eterno, fatto di risate a crepapelle, di musica, di natura, di amore incondizionato per l’altro, senza aspettarsi nulla, ricordatevelo è la base di tutto non aspettatevi nulla, dagli altri, avranno sempre un alibi una scusa, per qualsiasi cosa vogliate.Se state cercando la persona che vi cambierà la vita, guardatevi allo specchio, chi vedrete davanti a voi sarà colui o colei che vi cambierà davvero la vita.

Sentire la mancanza di qualcuno

Sentire la mancanza di qualcuno è una delle sensazioni più dolorose che si possano provare, perché non significa solo ricordare i bei momenti vissuti con una persona; anche se non fa più parte della nostra vita, ed è uscita dal nostro cuore da molto tempo, il suo ricordo ci opprime giorno e notte. Perché le persone ci mancano? È possibile evitarlo? Il problema sta nel vuoto che si crea quando queste persone escono dalla nostra vita, per poco o per sempre. Lo spazio dev’essere riempito in qualche modo e non sempre la soluzione è far entrare qualcun altro, o fare altro. Quanto fa male sentire la mancanza Possiamo fare molti esempi che fanno scaturire questo sentimento: un amore dell’adolescenza, un amico a cui vogliamo molto bene, un genitore che è morto un po di tempo fa, i momenti di felicità con la nostra famiglia quando eravamo bambini.Non desideriamo provare questo sentimento, ma è qualcosa che non possiamo controllare, e che fa davvero male. Oltre ad avvertire la mancanza di una persona o una situazione, quello che sentiamo davvero è una forte pressione al petto, accompagnata da lacrime che cadono dai nostri occhi.Quando si ama in profondità qualcuno e si è stati davvero felici, il fatto di non essere più insieme è motivo di infelicità. Di certo è comprensibile nei primi momenti, ma dopo un periodo di tempo, si dovrebbe andare avanti e continuare con la propria vita.Sentire la mancanza di qualcuno è molto più che ricordare e, soprattutto, molto più che soffrire. Potete avere un bel ricordo del mare o di un viaggio fatto con degli amici. Tuttavia, sentire la mancanza va oltre. La mancanza è affrontare il vuoto causato da una perdita, ed è molto difficile riempirlo nuovamente!