L’ube

Si possono preparare cucinandole come le patate normali, fritte, lessate o in purea. La pianta di questa patata richiede un terreno leggero e profondo, senza umidità in eccesso. Ogni anno occorre modificare lo spazio rigenerando il terreno, è una varietà primordiale, semi selvatica, le sue qualità sono nella resistenza alle malattie e alla siccità. Si raccolgono a fine estate e sono difficili da trovare: non vengono coltivate in larga misura e sono ancora vive grazie alla produzione in orti familiari o di piccoli produttori. La buccia è piuttosto spessa, mentre la particolarità è data dal colore della polpa interna, di colore viola, profumata quasi di nocciola, molto appiccicosa e dal sapore vicino a quello della castagna. L’ube è utilizzato tradizionalmente per la preparazione di pietanze dolci a cui conferisce il caratteristico e sorprendente colore viola.Le preparazioni comuni sono  la marmellata, chiamata halaya ube oppure il dessert conosciuto come halo halo e che è il più diffuso in assoluto nella gastronomia filippina. La marmellata di ube dal tipico colore viola che da qualche anno sta impazzando nella cucina occidentale e in maniera particolare negli Stati Uniti, è abbastanza difficile da reperire in Italia. Queste patate sono ricche di antiossidanti, sostanze nutritive che proteggono l’organismo e aiutano a ridurre l’invecchiamento. I mirtilli sono da tempo riconosciuti come una grande fonte di antiossidanti, ma la polpa delle patate vitelotte ne è una fonte ancora più rilevante grazie alle antocianine, pigmenti che si trovano nei vegetali e agiscono come difensori nella prevenzione del cancro e dell’invecchiamento.

Le uova

La prima cosa che dovete sapere è che, se avete degli  albumi da recuperare, non siete obbligati a farlo subito perché gli albumi possono anche essere congelati nel freezer di casa per circa 3 mesi. Congelare gli albumi è semplicissimo: basta sistemarli nelle classiche vaschette destinate ai cubetti per il ghiaccio, avvolgendole  poi con la pellicola. In questo modo avrete albumi congelati e porzionati: dovrete soltanto avere cura di tirarli fuori dal freezer e lasciarli decongelare a temperatura ambiente, prima di riutilizzarli. Ricordate inoltre che gli albumi possono essere utilizzati nella preparazione di moltissime torte, soprattutto quelle morbide, al posto dell’uovo intero tenendo semplicemente a mente che 2 albumi = 1 uovo intero. Vi suggeriamo una ricetta veloce e gustosa.. provatela .Frittata di albumi con prosciutto e noci: in una padella antiaderente soffriggete mezza cipolla rossa in olio d’oliva. Aggiungete quindi 100 g di prosciutto cotto a dadini oppure sminuzzato e una manciata di gherigli di noce, anch’essi sminuzzati. In una ciotola a parte mescolate energicamente con una frusta 2 albumi d’uovo con un cucchiaio di latte e un pizzico di sale. Aggiungeteli quindi in padella e lasciate cuocere per un paio di minuti e poi girate la frittata per altri 2 minuti. Povera di colesterolo e ricchissima di proteine, la frittata di soli albumi è pronta

Siete stressati? Bevete più caffè!

Del caffè molte persone non riescono proprio a farne a meno, soprattutto nei momenti di forte stanchezza, quando mancano le energie per portare a termine tutti gli impegni della giornata. Sugli effetti di questa bevanda sono già state effettuate numerose ricerche che hanno dimostrato che il caffè può proteggerci da molte malattie, agevolando alcune funzioni del cervello e dell’organismo. ‘ultima novità però è che il caffè può anche essere adoperato per combattere lo stress! A dimostrarlo una ricerca condotta dall’Università di Coimbra che studiato gli effetti della caffeina su dei topi. Da questo esperimento è uscito fuori che questa sostanza aiuta a gestire l’ansia, riuscendo ad evitare la depressione o le perdite di memoria. Bere quindi caffè aiuta molto chi vive un momento di stress cronico. Niente più scuse per i caffeinomani, bevete pure le vostre tazzine senza troppe preoccupazioni

La medicina migliore? La patata dolce

La batata, o patata americana, viene usata dalle popolazioni giapponesi per curare anemia, ipertensione e diabete. Non sono superstizioni: la scienza ne conferma gli effetti benefici Una dieta quotidiana basata su cibi semplici e poveri di grassi: nel passato non c’era altra scelta. In questo modo però l’uomo è riuscito a evitare le patologie alimentari che ora invece sono diventate comuni, per esempio il diabete. In Italia circa il 7% della popolazione ne è colpita. Sebbene ci sia una tendenza familiare, il rischio di sviluppare diabete aumenta con l’età, l’obesità e la scarsa attività fisica. Mentre la scelta di un’alimentazione basata soprattutto su verdura e frutta e su prodotti freschi e non raffinati, serve come prevenzione. Alcuni cibi hanno persino una azione curativa. Se vi state chiedendo come utilizzare una batata rossa in cucina, la risposta è semplice. In tutte quelle ricette in cui usereste le normali patate o la zucca, dato che il sapore di questo tubero è a metà strada tra questi due più noti e utilizzati alimenti. Potrete ad esempio cucinare un risotto di batata, oppure invitare i vostri amici per gustare insieme delle ottime ‘batate al forno’! A differenza delle normali patate, la batata rossa può essere consumata anche cruda insieme alla sua buccia ben lavata è ottima ad esempio anche nell’insalata.

Piatti rossi per mangiare meno snack

Ad ogni festa sempre la solita storia: i piattini con gli snack e le patatine si svuotano troppo velocemente e tocca riempirli di continuo. C’è un modo, però, per far sì che venga ridotto il consumo di questi cibi: basta metterli in un piatto rosso. Proprio così, lo ha dimostrato l’Università di Basilea! I ricercatori hanno condotto diversi esperimenti facendo compilare un questionario a soggetti ignari, per distrarli, ed offrendo loro simultaneamente degli snack su piatti di vari colori: bianchi, blu e rossi. Risultato? Quelli che avevano il piatto rosso hanno consumato molto meno rispetto agli altri. La spiegazione sarebbe che il colore rosso favorisce inconsciamente all’attenzione, di conseguenza si ridurrebbe il consumo “distratto” di cibo e bevande.

Cosa non fare sotto la doccia

Recarsi in bagno e fare la doccia è un gesto che, quotidianamente, si è soliti compiere. L’igiene personale conta, ma bisogna prestare le dovute attenzioni. C’è chi vede questo semplice rituale come un momento rilassante ma, in realtà, spesso ci si misura con errori in doccia che, anziché giovare al proprio fisico, potrebbero danneggiarlo.Dal lavare il viso sotto la doccia all’utilizzare una vecchia spugna vegetale o un rasoio, ecco gli  errori più diffusi che tutti dovrebbero accuratamente evitare al fine di non trasformare una piacevole pausa relax in qualcosa di nocivo per la salute.Mai lavarsi il viso mentre si fa la doccia. Secondo l’esperto di cura della pelle Kaye Scott, il calore dell’acqua, così come la pressione, sono tutt’altro che benefici. Il caldo è nemico dei capillari e il rischio è quello di andarli a dilatare rendendoli visibili, soprattutto sulle guance. L’acqua calda può anche privare il viso dei suoi oli protettivi naturali. La pelle risulterà così più secca e si andrà ad agevolare la formazione delle rughe. Meglio dunque lavarlo con acqua tiepida nel lavandino del bagno, e asciugarlo con un asciugamano morbido facendo attenzione a provocare graffi. Molte persone credono che utilizzando la spugna possono mantenere la pelle in splendida forma. Sbagliato. Spesso le cellule morte della pelle restano incastrate nella sua struttura porosa l’umidità che si crea nell’ambiente doccia è un vero e proprio ricettacolo di batteri e funghi. Inoltre se si lascia il rasoio in una zona umida, potrebbe infettare la pelle a ogni utilizzo. Una lama lasciata sotto la doccia, là dove ci sono anche capelli e pelle morta, può infatti causare peli incarniti e irritazioni.

Il pane a forma di cocomero

Sole mare estate, la  novità è il pane a forma di cocomero. Aspopola un coloratissimo pane da tagliare che ricorda nella forma e nei colori uno dei frutti più amati della bella stagione. La richiesta del pane a forma di cocomero da parte dei cittadini è così elevata che il panificio che lo ha ideato non riesce ad soddisfare tutti. Jimmy’s Bakery, fino a poco tempo fa era una comune panetteria. Ma ora il suo pane a forma di cocomero sta facendo il giro del mondo grazie alle fotografie pubblicate sul web e sui social network, soprattutto su Instagram. Così gli ideatori del pane a forma di cocomero stanno conquistando una fama inaspettata. Lee Wen-fa ha ideato il pane a forma di cocomero per incoraggiare i bambini a mangiare di più nonostante il caldo, nei mesi in cui per via delle elevate temperature si rischia di perdere facilmente l’appetito. Per realizzare il pane a forma di anguria si utilizzano soprattutto coloranti naturali come le fragole e il succo di fragole per la parte rossa e il tè verde in polvere, molto popolare in Oriente, per la parte verde che va ad imitare la buccia dell’anguria. I semini dell’anguria sono realizzati con bambù commestibile. Il pane a forma di cocomero è diventato così popolare che Jimmy’s Bakery si ritrova a sfornarne ben 100 pagnotte al giorno. Viene realizzato soprattutto sotto forma di pane in cassetta da affettare per realizzare toast e panini.

Come conservare le uova?

Il dilemma è comune, e riguarda la temperatura a cui vanno mantenute. C’è chi sostiene la necessità del frigorifero, chi caldeggia la temperatura ambiente. La maggior parte degli europei tiene le uova in frigo, ma hanno ragione? I sostenitori della refrigerazione pensano che senza di essa si rischi la formazione di batteri. Diversi produttori, scienziati, chef sostengono che se un uovo è contaminato, la temperatura ambiente permetterà al batterio di moltiplicarsi, mentre il colore, l’odore non cambieranno, per cui capirlo ad occhio nudo sarebbe impossibile. C’è anche uno studio americano, a sostenere questa tesi. Più di 2000 uova provenienti da allevamenti intensive sono state conservate a temperature diverse per 4 settimane. Le uova più danneggiate erano quelle conservate a temperature più alte. Non mancano tuttavia le opinioni inverse: le uova si conservano perfettamente al di sotto dei 20 gradi per anche un mese. E’ per questo che i supermercati le espongono fuori dal frigo. Per una settimana a qualsiasi temperatura ambiente se l’uovo è biologico e fresco. Militari impiegati in spedizioni sottomarine affermano di mantenere le uova in una stanza non refrigerata e consumare tranquillamente le uova per settimane. Inoltre qualcuno afferma che il posizionarle in frigo nello scomparto sulla porta rovina le uova a causa dei continui scossoni. Infine, le uova a temperatura ambiente migliorano anzi, a volte sono la chiave del successo la pasticceria. Alcune sono state tenute alla temperatura media di un frigo, altre a temperatura ambiente. Con cadenza regolare sono state testate le uova, cercando presenze batteriche. Dopo 1 settimana le uova apparivano identiche, dopo 2 settimane i risultati continuavano ad essere uguali. Tutte le uova erano perfettamente sane. Il campione è piccolo naturalmente, ma i risultati, a detta di Jay Tolley, manager dei laboratori, dimostrano che conservare le uova dentro o fuori dal frigo non influisce sulla loro sicurezza.

Uovo sodo piccoli trucchi

Sembra impossibile che una preparazione così elementare sia protagonista di tante discussioni di cucina, preparare delle uova sode non è difficile, ma ci sono decine di micro-passaggi e ‘trucchi’ per renderle più o meno cotte, più o meno sbucciabili. Prima di tutto, se siete incerti sulla freschezza dell’uovo, fate un test. Ponetelo in una ciotola con acqua fredda: se va sul fondo è fresco, se galleggia è meglio non mangiarlo. Se è un uovo di campagna potrebbe essere sporco, ma non dovrete lavarlo o permetterete ai batteri di entrare nel guscio, meglio strofinare via la sporcizia con un tovagliolino di carta. La diatriba più grande sta nell’acqua di cottura: l’uovo va immerso in acqua fredda o già bollente? Ebbene, la cottura funziona con tutti e due i metodi, ma è preferibile immergerlo in acqua fredda, perché l’acqua calda crea uno ‘shock termico’ che fa rompere il guscio più facilmente.  In molti consigliano di aggiungere mezzo cucchiaino di sale all’acqua, che farà rassodare l’albume più in fretta ed eviterà che esso fuoriesca eccessivamente in caso di rottura del guscio. A tale proposito, se evitate il passaggio del sale  ma vedete che il guscio si sta crepando, aggiungete all’acqua di cottura dell’aceto: farà rassodare subito l’albume che sta per fuoriuscire. I tempi di cottura variano a seconda della compattezza che volete dare al tuorlo: se vi piace ben sodo occorrerà cuocerlo per circa 7 da quando l’acqua comincia a bollire; se amate la consistenza più morbida, 6 minuti basteranno il tuorlo sarà compatto ma morbido al centro. Una volta passato il tempo di cottura, prendete l’uovo e immergetelo in acqua fredda, per far abbassare subito la temperatura e permettere al guscio di staccarsi facilmente dall’albume. Lasciatelo almeno 5 minuti, e poi sbucciatelo rompendo il guscio picchiettandolo su una superficie dura: cominciate dalla parte più grossa, la ‘base’ dell’uovo, dove troverete una piccola cavità con dell’aria che faciliterà l’operazione. Un metodo veloce per sgusciare diverse uova sode insieme o uno solo in mezzo minuto è quello di immergerle in un pentolino con acqua fredda, freddissima, tappare con un coperchio e agitare rapidamente il contenitore da destra a sinistra non dall’alto al basso per circa 20 secondi: quando toglierete il tappo avrete tutte le vostre uova sgusciate.

L’uso degli hashi (bacchette)

Ecco un suggerimento se vi trovate a a fare una perfetta cena in stile  Giapponese magari con degli ospiti provenienti da questo paese è bene sapere che…Quando  prendete del cibo dai piatti di portata è bene usare la parte posteriore degli hashi, non quella che si porta alla bocca.
Per offrire un assaggio a qualcuno prendete il cibo con gli hashi e mettetelo nel suo piatto, non passate il cibo direttamente dai vostri bastoncini ai suoi perché è considerato un gesto che porta sfortuna.
Quando non si tengono in mano gli hashi vanno appoggiati sull’appoggia-hashi, è preferibile evitare di lasciarli sul tavolo o sul piatto.
Non usare le bacchette per indicare persone o cose perché anche questo è poco educato. Anche infilzare il cibo e tenere gli hashi con entrambe le mani sono gesti che è preferibile evitare.094552047-e0a5e9c9-a364-4593-9473-3b94e49c2cb9