Un appuntamento a Pantelleria

Un appuntamento a Pantelleria Fichi, capperi, zibibbo. Ecco cosa avete in borsa quando rientrate da una vacanza a Pantelleria, il cuore invece lo avete lasciato sull’isola. Gli occhi sono pieni del blu del mare e del verde dell’entroterra e vi domandate come farete a resistere undici mesi e mezzo prima di potervi fare ritorno. Una soluzione c’è e la si trova nei sapori di questa meravigliosa isola, in particolare nei fichi. Succosi, dolci, sono infatti ideali per preparare favolose marmellate che, oltre che spalmate sulle fette biscottate nelle grigie mattinate di gennaio, possono fungere da ingrediente principale per un cocktail dal sapore fermamente mediterraneo. E sarà Pantelleria di nuovo. Come si realizza: 50 ml Gin Mare50 ml Tonica Double Dutch gusto Cucumber & Watermelon 50 ml Vino bianco dry5 ml Gum syrup Pizzico di sale Cubetti di melone congelato Per prima cosa congelare il melone dopo averlo fatto a cubetti o a palline. Una volta pronto versare i cubetti in un bicchiere Aggiungere uno alla volta gli ingredienti e mescolare.

Meno sale vi farà sentire meno caldo

In estate si deve mangiare più leggero, per tollerare meglio le alte temperature e per garantire all’organismo tutti i nutrienti, le vitamine e i sali minerali di cui a bisogno. Meno grassi, più frutta e più verdura sono un inevitabili per la salute, ma spesso proprio in cerca di ricette fresche e sane ci si imbatte in piatti che in realtà sarebbe meglio evitare. Frutta fresca, banane, arance, pompelmi sono un ottimo reintegro naturale, ma tutta la frutta e la verdura fresca in genere sono per natura ricche di potassio. Attenzione anche  agli alimenti ricchi di sale e attenzione anche ai dolci! Non serve smettere di salare l’acqua della pasta, si può ridurre. Il sale nascosto è molto più pericoloso ed è quello che solitamente contengono, affettati, salumi, formaggi che più sono stagionati più ne contengono . Ma si deve fare attenzione anche ai prodotti da forno come i biscotti e i dolci, che contengono sale oltre che zucchero, o non saprebbero di niente, e risultano salati tanto quanto la mortadella. Idem per moltissimi piatti pronti o semilavorati, salati per dare sapore. Vediamo anche il caso del prosciutto & melone o della bresaola, rucola e grana i due piatti forti dell’estate. In estate si pranza con prosciutto e melone, pensando che sia un piatto fresco e che faccia bene. Contiene tantissimo sale Meglio mangiare melone e roastbeef, è molto meglio se si soffre il caldo, mentre la bresaola risulta ancora più salata del prosciutto, battuto anche dal salame. In accoppiata con la bresaola, il Parmigiano risulta essere un piatto molto salato, che andrebbe consumato con parsimonia e compensando la scelta con pasti molto bassi di sale nell’arco della giornata. Da evitare anche di condire troppo le insalate, o di pensare che la mozzarella, o la feta, siano leggere, mentre sono comunque formaggi e con un contenuto di sale non trascurabile. Quindi se volete sentire meno caldo contenete il consumo di sale

Le delusioni…diventano le cicatrici del cuore

Le delusioni sono le cicatrici del cuore. Alcune grandi, alcune piccole altre antiche e profonde, ma ognuna di esse porta un nome. Il nome di un amico, di un genitore, di un compagno, di un parente segni di prove e dolori superati che ogni tanto ancora fanno male, come le ossa rotte quando cambia il tempo. Ma le delusioni sono anche le medaglie del cuore, che affermano la vostra capacità di amare e di dare fiducia alle persone anche se queste vi hanno feriti, traditi e ingannati. Sono le medaglie che dimostrano quanto coraggio abbiate per riuscire a credere ancora nell’amore nonostante sappiate quanto male può fare.Una delusione diventa una cicatrice del cuore quando smettiamo di provare risentimento verso chi ce l’ha provocata, allora la ferita si chiude non sanguina più, ma noi siamo diventati più forti e un po’ più prudenti .Come quando da bambini cadevamo con la bici o giocando a pallone e tornavamo a  casa con le ginocchia sbucciate, così doloranti da farci che non saremmo mai più saliti su qualsiasi cosa avesse avuto le ruote, ma poi quando ancora non era nemmeno caduta la crosta e il richiamo degli amici in strada diventava troppo forte, correvamo di nuovo verso un’altra avventura. Certo il cuore non è un ginocchio, ma il processo di ripresa è più o meno lo stesso e le delusioni fanno male quanto noi glielo consentiamo. Pensate, se da bambini invece che le carezze e le coccole della mamma, aveste buttato sale sulle vostre sbucciature, cosa sarebbe successo? Il dolore sarebbe diventato insopportabile e sicuramente la voglia di tornare a giocare vi sarebbe passata del tutto. E’ così anche per le vostre ferite del cuore, se continuate a torturarle con pensieri angosciosi e sensi di colpa seguiteranno a sanguinare e allora tornare ad amare sarà veramente difficile. Curatele, invece, e tenetevele strette, saranno i vostri piccoli campanelli d’allarme che vi avvertiranno ogni volta che sarete in pericolo, per ricordarvi che amare si può, ma senza dimenticare di difendere se stessi.

Pressione bassa con l’arrivo del caldo

Le cause della pressione bassa sono molteplici: predisposizione, caldo, eccessiva stanchezza o disidratazione possono portare a episodi di ipotensione anche improvvisi. I sintomi della pressione bassa sono assai riconoscibili e si presentano spesso in coincidenza tra essi: spossatezza, giramenti di testa, vertigini, annebbiamento della vista, sudorazione fredda e, in alcuni casi, anche svenimento. Alcuni accorgimenti nel cibo ci possono aiutare  come ad esempio bere acqua a piccoli sorsi e spesso durante la giornata e in quantità sufficiente almeno 1,5 litri al giorno è importantissimo. La disidratazione, infatti, è una delle cause principali della pressione bassa. Mantenere un equilibrio di idratazione corporea può rivelarsi necessario, oltre ad essere assai consigliabile. Inserire nella dieta o tenere a portata di mano qualcosa ricco di sodio aiuta a mantenere il livello della pressione nella norma. Un pezzetto di formaggio Grana o Parmigiano, dei cracker o un po’ di prosciutto cotto sono gli alimenti più indicati per riprendersi da un episodio improvviso di ipotensione. Anche i sali minerali sono utilissimi, in particolare potassio e magnesio. Il potassio è presente in molta frutta banane, mandorle e avocado, per esempio e ortaggi spinaci, patate, zucca, zucchine e fagioli bianchi, mentre il magnesio è presente nella frutta secca, nei datteri, nel riso, nei piselli, nei carciofi e nei fichi. La noce moscata è in assoluto la migliore alleata in questo caso. Macinatela ogni tanto nei vostri piatti, senza esagerare: oltre a donare un gusto più stuzzicante, è utile nel mantenere la pressione equilibrata.    

I falsi miti del cibo

Quando si tratta di cibo, i “falsi miti”, ovvero le affermazioni di cui praticamente tutti siamo convinti ma che non sono, sono davvero tanti. Qualche esempio? La buccia di mele e pere è ricca di vitamine. Falso, ce ne sono di più nella polpa. Il glutammato provoca il mal di testa. Non è vero. Lo zucchero di canna è migliore di quello bianco. Non è scientificamente provato. La fettina di vitello è il tipo di carne più nutriente. Tranquillizzatevi, non è così. L’anemia si cura mangiando spinaci. Ma anche no…La nostra lista di smentite “controcorrente” potrebbe continuare a lungo. Sorpresi? Probabilmente si?. Il mito diventa credibile quando si innesta su qualcosa di cui sono tutti sicuri: per esempio il fatto che l’intervento dell’uomo peggiori il prodotto, mentre di solito nell’industria alimentare vale esattamente il contrario spiega Ghiselli, medico. Bio o non bio? La moda del cibo biologico e la fissazione per tutto ciò che è “naturale” a volte può far perdere il senso della realtà e far temere la chimica presente nei prodotti alimentari industriali. Ma anche in natura esistono, in piccole quantità molecole addirittura cancerogene, come nel succo d’arancia e nel basilico. Niente paura, quindi a usare lo zucchero raffinato: la sua molecola è identica a quella dello zucchero grezzo e non va demonizzato, ma solo consumato con misura. E ancora, il glutammato, tanto temuto e colpevolizzato, è un sale presente in molti alimenti  pomodori, parmigiano, pesce  e non è cancerogeno o allergenico, e giusto per sfatare un altro falso mito  smontando un’ultima “certezza”: Non è vero che le ostriche hanno poteri afrodisiaci. Per diventare infaticabili amanti, meglio la polenta!

Dalla tradizione della cucina cinese fino qui…

La ricetta del riso alla cantonese viene dalla tradizione della cucina cinese e in particolare della regione del Guangzhou.È probabilmente il più famoso delle ricette cinesi, è stato internazionalizzato da tempo ed è diventato uno tra i primi piatti più amati anche in Occidente grazie alla sua leggerezza e gusto. Ideale per i pranzi in ufficio, perché veloce da preparare, ma anche per le cene con gli amici: il riso cantonese accontenta i gusti di tutti e soddisfa l’appetito. Il riso cantonese originale si prepara con il riso basmati, il riso con i chicchi allungati, ed è arricchito con prosciutto, piselli e uova strapazzate. In alternativa, c’è anche la versione del riso cantonese con gamberetti. Se non mangiate carne e pesce potete preparare il riso alla cantonese vegetariano evitando il prosciutto cotto o sostituendolo con un affettato vegano, acquistabile nei negozi specializzati.Ma come si fa il riso alla cantonese? Ecco la ricetta cinese, facile, semplice e veloce. Riempite una pentola con l’acqua, aggiungete il riso, mettete il coperchio e portate a ebollizione. Una volta cotto, lasciatelo raffreddare in un piatto e tenetelo da parte.Nel frattempo, sbattete le uova in una terrina con un pizzico di sale e sbollentate i piselli in acqua bollente salata per 5 minuti.In una padella antiaderente scaldate 1 cucchiaio di olio di semi, unite le uova e cuocetele per un paio di minuti, girandole spesso con un cucchiaio, fino a quando saranno strapazzate.Scaldate 1 cucchiaio di olio di sesamo nella padella wok, unite i piselli, il prosciutto cotto e le uova strapazzate, fate rosolare per 2 minuti, poi mettete il riso in una ciotola.Aggiungete 3 cucchiai di olio di sesamo e fatelo saltare nel wok per 2-3 minuti. Unite anche i piselli, le uova e il prosciutto cotto, condite con un cucchiaio di salsa di soia e aggiustate di sale se necessario. Il vostro riso cinese alla cantonese è pronto! Buon appetito.

Il pane Toscano curiosità

Il cibo toscano è ricco di storia ed è caratterizzato da ricette povere, ma molto gustose. Uno dei prodotti più famosi nella tradizione gastronomica toscana è il pane. Il pane Toscano ha la caratteristica di essere privo di sale. Questo verosimilmente per adattarsi ad accompagnare piatti piuttosto saporiti come il prosciutto, il salame, la ribollita o la pappa al pomodoro. Secondo una remota leggenda l’origine del pane sciocco sta nella forte rivalità tra Pisa e Firenze ai tempi del Medioevo. I Pisani cominciarono ad aumentare le tasse per il sale che arrivava nel porto e i Fiorentini decisero quindi di cominciare a produrre il pane senza sale per ovviare al problema.

 

Un elisir di lunga vita, sarete felici.

Ogni paese ha il suo, e una delle cose belle della globalizzazione è che i crossover sono sempre di più. Negli Stati Uniti quella che ora è la bevanda virale du jour fra i salutisti ha un nome delizioso: Po Cha. È deliziosa anche nel sapore, è confortante, cremosa e regala davvero qualche minuto di felicità mentre si consuma. Ma tutto questo sarebbe relativo se non fosse anche ricca di proprietà meravigliose. Ma cosa è il Po Cha, detto anche butter tea? In Tibet è popolare quanto da noi il brodo caldo nei giorni freddi, si consuma regolarmente da  anni e offrirla agli ospiti è un atto di estrema gentilezza. C’è anche un curioso rituale, a riguardo: ogni volta che l’invitato beve qualche sorso dalla tazza si deve subito rabboccare versandone un altro po’. Rifiutare la tazza di Po Cha è maleducazione: se non si vuole bere si tiene in mano, o posata davanti a sé, senza toccarne un goccio fino alla fine della visita. Il butter tea si chiama così perché gli ingredienti tradizionali sono foglie di , burro di latte di yak molto più grasso del nostro, acqua e sale. Ma in mancanza del burro di yak, va benissimo anche quello vaccino. Il butter tea è una bevanda chiaramente invernale perché molto calorica e molto densa, ideale per gli sportivi o per le giornate che richiedono un dispendio particolare di energie. Fra i suoi altri miracoli ci sono: aumento delle energie, idratazione profonda della pelle innalzamento della temperatura corporea quindi ideale per chi scia, miglioramento della digestione, protezione del cuore. è anche utile contro il mal di testa, l’irritabilità e l’insonnia Ma attenzione: tutte queste proprietà si possono sfruttare solo trovando la dose ideale per noi. Come si prepara il Po Cha? Le dosi sono: 4 tazze d’acqua, due cucchiaini di , un pizzico di sale, due cucchiaini di burro, 1/3 di tazza di latte intero. Il ideale sarebbe quello tipico del Tibet. Non si trova al supermercato, ma nelle grandi città, in negozi specializzati, o su internet, si può acquistare abbastanza facilmente. Questo tè antichissimo è famoso per l’azione stimolante sul cervello e i poteri antiossidanti, due fattori che aiutano anche la prevenzione dell’Alzheimer. Ma se non riuscite a trovarlo, va bene anche del nero comune. Si porta l’acqua a ebollizione e, senza spegnere, si aggiunge il e si lascia bollire un paio di minuti. Si aggiunge il sale, si spegne il fuoco, si toglie il si aggiunge il latte. La mistura va versata in una tazza larga dove si trova già il burro, che inizierà a fondere. Più si mescola, più verrà buono. Ricordatevi di berlo tutto prima che raffreddi. Freddo perde ogni attrattiva. Caldo, è una vera droga di cui non farete più a meno, d’inverno.

Fritto, ghiotto e …light

Ecco tutti i trucchi per ottenere una frittura leggera e croccante. Inclusa la frittura senza olio! Quanti di voi non sanno resistere a un bel piatto di frittura fumante? Prima di gustarla, però, il pensiero di molti va alla quantità di grassi e calorie che stanno per mandar giù. Realizzare una frittura light però, è possibile. Basta seguire alcune semplici accortezze: Frittura: più veloce, meno grassa! Il tempo di cottura è il fattore che più influenza l’assorbimento del grasso da parte degli alimenti. Ecco qualche trucco per una frittura veloce: Usate abbondante olio almeno 10 volte superiore al peso del cibo Tagliate gli alimenti in piccoli pezzi Non ammassare gli alimenti in padella Evitare di girare più volte i cibi così facendo si inzuppano di grasso di cottura Mantenete la temperatura del grasso di cottura il più possibile alta e stabile, cercando di non superare i 180°. Per controllare, dotatevi di un termometro a immersione. In alternativa adottate un semplice trucco: prendete un dadino di pane raffermo e buttatelo nell’olio. Più rapidamente il pane diventa di un bel colore dorato e più caldo è l’olio: si dorerà in circa 40 secondi alla temperatura di 140°, in 20 secondi alla temperatura di 180°, in 30 secondi alla temperatura di 160° A pari merito olio extra vergine d’oliva e olio d’arachide: sono entrambi ottimi per una “frittura light”, perché sopportano le alte temperature e hanno un elevato punto di fumo. L’olio d’oliva, oltre ad essere più costoso, conferisce però agli alimenti uno specifico sapore, che alcuni amano, altri no Olio di semi di girasole Oli di semi frazionati Basta un poco di zucchero …Per evitare di eccedere troppo col sale, basta aggiungere un pizzico di zucchero nella panatura. In tal modo si otterrà un esaltazione del sapore del fritto e una riduzione di circa il 30% del sale utilizzato. Friggere senza olio, è possibile. Come? Col glucosio in polvere! Si tratta di una nuova moda della cucina molecolare che sfrutta la maggiore capacità del glucosio di condurre il calore friggendo in meno tempo. Questo zucchero naturale estratto dall’uva, infatti, fonde a 160° senz’acqua e non caramella fino ai 190°, un intervallo di temperatura perfetto per una frittura light! Una tecnica perfetta per i cibi dolci, ma da calibrare attentamente per quelli salati il cui sapore potrebbe essere influenzato dal gusto dolciastro del grasso di cottura.

Non leggete gli ingredienti su quell’ etichetta!

L’acqua sembra pulita, ma l’etichetta fa decisamente impressione: “Ingredienti: acqua, materia, fecale, carta igienica, capelli, garze, grassi, succhi gastrici, cioccolato, urine, olii per il corpo, cellule morte, additivi chimici industriali alluminio, rame, zinco, piombo, cromo, nickel, molibdeno, selenio, arsenico d’argento, mercurio, ammoniaca, terra, sapone da lavanderia, sapone da bagno, crema da barba, sudore, saliva, sale, zucchero. Non ci sono coloranti o conservanti artificiali. La combinazione può variare in base al periodo dall’anno”. La bottiglietta viene dall’ente che gestisce le fogne di Syracuse, nello Utah, ed ha lo scopo di informare i visitatori ed i cittadini sia dell’attività di depurazione, ma anche di far riflettere sull’impatto dell’uomo sull’ambiente. Anche perché, evidenzia Kevin Cowan, dirigente dell’ente, è possibile che un giorno non lontano si debba riciclare l’acqua delle fogne per ottenere acqua potabile.