La differenza tra ti voglio bene e ti amo

Una volta fu chiesto al Buddha: “Qual è la differenza tra “mi piaci” e “ti amo”?”Il Buddha rispose: “Quando un fiore ti piace, lo cogli recidendolo dalla sua pianta. Ma se invece quel fiore lo ami per davvero, te ne occupi e innaffi la sua pianta tutti i giorni”.Chi capisce questo, capisce la vita e l’amore. Bella la storia del Buddha, vero? Spiega molto bene un concetto che per molti pare inafferrabile. E cioè la differenza tra l’attrazione a breve termine e l’attrazione a lungo termine Voler bene e amare sono entrambi sentimenti meravigliosi, ma diversi.Quasi tutti abbiamo un desiderio forte e ostinato nella nostra vita: amare qualcuno con tutto il nostro cuore.Ci pensiamo e lo desideriamo ardentemente per il semplice fatto che lo riteniamo il cammino giusto per avere pienezza nella nostra vita. Ed è vero, questo sentimento è indispensabile; è il pilastro della nostra felicità. Tuttavia, per qualche motivo, finiamo per confondere il voler bene con l’amare; di conseguenza, riempiamo il nostro bagaglio emotivo di falsi “ti voglio bene” e di “ti amo” senza significato. Voler bene significa sperare, attaccarsi alle cose e alle persone a seconda delle nostre necessità. E se non siamo ricambiati, soffriamo. Quando la persona a cui vogliamo bene non ci corrisponde, ci sentiamo frustrati e delusi. Se vogliamo bene a qualcuno, abbiamo alcune aspettative. Se l’altra persona non ci dà quello che ci aspettiamo, stiamo male. Il problema è che c’è un’alta probabilità che l’altro sia spinto ad agire in modo diverso da come vorremmo, perché non siamo tutti uguali. Ogni essere umano è un universo a sé stante. Amare significa desiderare il meglio dell’altro, anche quando le motivazioni sono diverse. Amare è autorizzare l’altro di essere felice, anche quando il suo cammino è diverso dal nostro. È un sentimento disinteressato che nasce dalla volontà di darsi, di offrirsi totalmente dal profondo del cuore. Per questo, l’amore non sarà mai fonte di angoscia. Quando una persona dice di aver sofferto per amore, in realtà ha sofferto per aver voluto bene. Si soffre a causa degli affetti. Se si ama davvero, non si può stare male, perché non ci si aspetta nulla dall’altro. Possiamo amare qualcuno solo quando lo conosciamo davvero. Conoscersi significa sapere quali sono le gioie dell’altro, qual è la sua calma, quali sono le sue ire, le sue lotte e i suoi errori. Perché l’amore va oltre, non è presente solo nei momenti allegri.Amare è attribuire all’altro un posto nel nostro cuore affinché ci resti in qualità di partner, padre, madre, fratello, figlio, amico; amare è sapere che anche nel cuore dell’altro c’è un posto speciale per noi.

 

Blue Monday cos’è e quando arriva nel 2020

Che ci si creda o no, ci sono studi che portano a decretare quali giorni dell’anno possono essere più o meno tristi. Uno studio di qualche anno fa, per esempio, ha identificato il Blue Monday un giorno particolarmente delicato per tutta una serie di fattori che portano a demoralizzarsi in modo particolare in quel giorno, un po’ come succede per la depressione natalizia che, invece, riguarda tutto il periodo delle feste.Come il nome stesso lascia intuire si tratta di un Lunedì e per la precisione del terzo Lunedì di Gennaio che quest’anno cadrà il 20. Ma cos’è il Blue Monday, e perché si chiama così? Il Blue Monday, come già accennato, non è altro il terzo Lunedì del nuovo anno che, secondo uno studio, è considerato un giorno particolarmente triste. A “scoprirlo” è stato Cliff Arnall, uno psicologo dell’Università di Cardiff che nei primi anni del 2000, dopo un calcolo complesso nel quale rientravano variabili di ogni tipo, ha stabilito che il terzo Lunedì di Gennaio è sempre un giorno critico per via di una serie di fattori che messi insieme possono portare a sentirsi inquieti e depressi.A detta di Arnall il problema è dato da un mix di clima non favorevole, realizzazione delle feste Natalizie ormai definitivamente terminate, assenza di voglia di impegnarsi nel lavoro e sensi di colpa per le troppe spese fatte a Natale. Quest’ultimo aspetto non va effettivamente sottovalutato visto che trattandosi quasi sempre di un periodo che cade verso fine mese, può essere difficoltoso per chi ha speso più del dovuto nel mese precedente arrivare allo stipendio del mese successivo.Detto questo  alla fine sarà tutto vero o tutta una bufala?

 

Scatti di rabbia per piccole cose

Se chi amate vi ferisce, vi delude o non vi comprende, la reazione  a volte, può essere quella di un’esplosione di rabbia. Nella maggior parte dei casi, la rabbia è dovuta a una sofferenza mal gestita, però non bisogna aver paura di ammettere che una precisa cosa fa star male, anzi questo potrebbe essere il primo passo per trovare un equilibrio. Ammettere di soffrire o di rimanerci male per una cosa, per alcune persone può essere sintomo di debolezza che viene nascosto dietro ad una crisi di rabbia che esplode per qualsiasi cosa: un messaggio mancato, un ritardo ad un appuntamento per un caffè, un vaso che si rompe,o altre piccolezze del genere. Queste energiche e  improvvise crisi di collera sono caratterizzate da reazioni eccessive rispetto all’episodio e tendono inevitabilmente a distruggere l’altra persona e il rapporto con questa. Nonostante le apparenze, questi episodi di rabbia rivelano una profonda angoscia interiore. Sono proprio le persone che esplodono in attacchi di ira incontrollata per sciocchezze, le più sensibili e spaventate dalla perdita, dal rifiuto e dall’abbandono. Analizzando con lucidità uno scatto d’ira, possiamo renderci conto che a ferire, non è stato l’evento in sé quanto più l’interpretazione personale. Quando si ha paura, si tende a pensare sempre in maniera negativa e pessimistica pensando dunque che, tutto quello che gli altri fanno, si ritorcerà contro di noi. A volte però basterebbe ammettere di aver paura e di essere spaventati piuttosto che esplodere in un attacco di rabbia improvviso. Questo modo di fare infatti, a lungo andare, può creare problemi e rotture anche all’interno delle relazioni più solide. Banalmente, prima di esplodere in una reazione eccessiva, dovreste imparare a contare fino a dieci, e prendersi quel tempo per analizzare l’episodio con lucidità. Una sciocchezza fatta da una persona, magari per distrazione o per poca attenzione, a noi può sembrare una mancanza di rispetto o un tradimento. Piuttosto che esplodere però analizzate la situazione e poi parlatene con l’altra persona, se vi ama, sarà pronta a rassicurarvi e a darvi tutte le spiegazioni di cui necessitate.

Consigli per far tornare il buon umore

Se sei di cattivo umore e continui a pensare agli errori commessi oppure al futuro incerto, alle tue paure, alle frasi o alle situazioni che ti hanno preoccupato, di sicuro il malessere rimane. Prima di imparare a scacciare la negatività, è importante capire cosa quando ci sentiamo di malumore. Se vediamo tutto nero, significa che si è abbassato il livello di serotonina, il neurotrasmettitore che, oltre all’umore, regola l’appetito, il sonno e perfino la capacità visiva, la soglia dell’attenzione e l’efficienza della memoria. Un noto esperimento all’università del Wisconsin ha dimostrato che persone messe in una stanza piena di cibo, ma senza riferimenti temporali sugli orari dei pasti, magiavano ogni 2-3 ore. È la prova che il nostro corpo ogni 2-3 ore  ha un calo dello zucchero , di cui si accorge il surrene, che mette in circolo il cortisolo, il quale va a cercare energia dai muscoli. Riassumendo, quando c’è poca serotonina e/o troppo cortisolo, la mente è in allerta e tende ad attribuire significati negativi agli eventi, gettandoci nel cattivo umore. Ecco allora, tre consigli per ritrovare il buon umore  Usa il corpo e il respiro. Raddrizza spalle e schiena e respira profondamente: portare più aria ai polmoni calma e rilassa. In più, se ne hai la possibilità, alzati e dai confort al corpo, muoviti. E mentre cammini, aggiungi un sorriso, ti stai prendendo cura di te e questo fa bene al tono dell’umore. Inoltre, secondo gli studi sorridere favorisce il rilascio di serotonina. Mangia poco e spesso. Punta la sveglia per fare due spuntini leggeri e bere alcuni bicchieri acqua a metà mattina e metà pomeriggio. Eviterai l’aumento di cortisolo, l’ormone dello stress che, come abbiamo visto, favorisce il nervosismo e il calo di lucidità.Applica il pensiero positivo. Se una reazione o un comportamento negativo di una persona ti innervosiscono o ti incupiscono, scaccia le emozioni negative ponendoti questa domanda: “E se quella persona non ce l’avesse con me? Se non ci fosse nulla di personale in questo? In tal modo metti la mente al tuo servizio e non contro di te. Trova spiegazioni che ti facciano sentire meglio e lascia andare i pensieri negativi.

Tutto ha fine

Quando riusciamo ad accettare e ad assumere l’idea che tutto ciò che inizia, prima o poi finisce, evitiamo un gran numero di problemi. Non si tratta di ricoprirsi di sconforto, né di cadere nel cinismo. Si tratta di sapere che c’è sempre un momento in cui dovremo dire addio, mettere un punto e affrontare il dolore. Sapere come affrontare il dolore ci permetterà di far guarire le ferite al cuore lasciate da una perdita. Evitare la sofferenza o viverla nel modo sbagliato, impedisce alla ferita di chiudersi e finisce persino per ingrandirla. Perché, come nel caso dell’amore, “un chiodo non scaccia un altro chiodo”. Ciò significa che, da un momento all’altro, una persona non può sostituirne un’altra. Persino gli oggetti materiali, una volta che hanno completato il proprio ciclo, sono spesso fonte di tristezza e persino di rabbia, diversamente da come ci fanno sentire quando sono nuovi e appena acquistati. Questo si deve forse al fatto che diamo loro un carattere eterno Prima o poi, tutti i debiti che non saldiamo vanno pagati. La perdita e il dolore sono sempre presenti nella nostra vita. Durante tutta la nostra esistenza, dovremo dire addio molte volte, alle persone, alle situazioni o agli oggetti che più amiamo. Tutto è passeggero, nulla dura per sempre, nemmeno la nostra stessa vita. Tutti lo sappiamo e, nonostante ciò, continuiamo a dipingere quelle fantasie di eternità. Tuttavia, con il passare del tempo, iniziamo a vedere più i difetti che le virtù, sia negli oggetti, sia nelle persone o nelle situazioni. Così, quando queste realtà finiscono o scompaiono, succede il contrario: ci concentriamo più sulle virtù e minimizziamo i difetti. Spesso ciò accade quando non c’è più niente da fare, quando la fine si avvicina…Non sapersi staccare, non saper dire addio o decidere quando qualcosa è giunto al termine, può essere un problema. Ma è un problema anche non farsi coinvolgere mai del tutto per paura della perdita. Forse, capendo ed accettando in maniera più naturale che tutto finisce, riusciremo a goderci di più ciò che ci circonda, il qui e ora, invece di rimpiangere tutto ciò che abbiamo già perso.

Mandare il cervello in vacanza

Tutti noi abbiamo bisogno di mandare il cervello in vacanza. Una ricerca di Expedia sostiene che l’80% dei lavoratori si sente stressato sul posto di lavoro e dimostra che sia la mente che il corpo hanno bisogno di staccare di tanto in tanto. Una pausa consente, infatti, di tornare in pista più carichi, lavorare più efficacemente, vivere in armonia con le persone che ci circondano, rafforzare le attività cerebrali ed abbassare il livello di stress. Quando la mente è totalmente rilassata, è possibile memorizzare ed apprendere nuove pratiche molto più velocemente. Le vacanze consentono infatti di ricaricare il cervello: purtroppo noi non possediamo una ricarica mentale extra a cui attingere al bisogno e quindi una pausa è fondamentale. Un attimo di respiro aiuta poi il cervello a risolvere i problemi, effettuare connessioni logiche e consolidare le idee. Prendersi almeno un periodo di riposo all’anno riduce inoltre del 21% il rischio di sviluppare malattie e, quindi, allunga la vita. L’Ozio fortifica il cuore: gli individui che non si prendono alcuna pausa dal lavoro per molti anni consecutivi vedono aumentare del 30% il rischio di avere un attacco di cuore. Vivere in una condizione costante di stress, senza mandare mai il cervello in vacanza, rischia poi di accrescere del 40% il rischio di rimanere vittime di problemi coronarici. Le ferie aumentano la qualità del lavoro: esercitare le stesse mansioni senza sosta provoca al contrario un effetto dannoso sulla performance cognitiva. La vacanza favorisce inoltre la creatività ed aiuta a generare nuove idee; questo accade soprattutto se si viene in contatto con luoghi e culture diverse dalla propria. Le vacanze, infine, forniscono una rinnovata motivazione per raggiungere sempre nuovi obiettivi. Una pausa, pertanto, al mare in montagna  può essere la soluzione rapida ed efficace per migliorare la nostra vita personale e lavorativa.

Segreti quando è meglio non svelarli al tuo partner

Se vuoi che la tua relazione vada a gonfie vele, è importante che tu capisca cosa è giusto condividere con il tuo partner e cosa, invece, sarebbe meglio tenessi per te. Certo è fondamentale che ci sia tra di voi comunicazione e condivisione, ma questo non significa che sei costretta a raccontargli proprio tutto. Mentire è sbagliato, ma sorvolare su alcune questioni è sostanziale. Allo stesso tempo, ci sono temi che non possono essere evitati. Se hai traumi o difficoltà legate al passato, non vergognartene e non aver paura di condividerle con lui. Affrontare insieme queste esperienze, parlarne e confrontarsi ti aiuterà a superarle, e agevolerà lui a capirti meglio. La stessa cosa vale per alcune particolarità che ti causano imbarazzo: sudi molto? Ti riaddormenti dopo il suono della sveglia e devi sempre correre all’impazzata per arrivare puntuale in ufficio? Non aver paura di parlarne… se ti ama non scapperà certo per questo! Non avere timore di parlare con lui di sesso: raccontagli le tue esperienze passate, parlagli delle tue difficoltà e mettilo al corrente se hai avuto qualche problema serio anche di salute. Allo stesso modo, condividi con lui le tue fantasie: potresti trovare qualcuno disposto ad aiutarti a concretizzarle. A proposito di sesso: descrivere nel dettaglio i rapporti intimi con il tuo ex, oltre a essere non necessario potrebbe rivelarsi anche dannoso. Il tuo lui potrebbe sentirsi in imbarazzo, sotto pressione o messo a confronto. Oppure la tua insistenza potrebbe portarlo a credere che pensi ancora all’altro…Allo stesso modo, non è necessario che tu condivida con lui le questioni legate alla tua famiglia, se non ti coinvolgono in prima persona. A meno che per te non sia importante farglielo sapere, non hai nessun dovere e a volte neppure il diritto di metterlo al corrente di problemi delicati che riguardano alcuni dei tuoi famigliari. E a proposito di detenere il riserbo su alcuni argomenti: quello che fai in bagno è affar tuo, e lui probabilmente non è interessato. In molti dicono che una coppia funziona quando si parla apertamente di “bisogni”, ma questo non è sempre vero… meglio tenere per sé ciò che accade in certi momenti.