Al pranzo veloce colleghiamo spesso l’idea di qualcosa di poco digeribile e anzitutto pesante, anche in termini calorici: pizze farcite, panini e pizze consumati fuori casa ci danno l’illusione di aver mangiato poco, ma in realtà sono i responsabili di quanti affermano di ingrassare perché non controllano quanto mangiano. A tal proposito, una giusta educazione può rendere il pranzo veloce fuori casa un’occasione per mangiare bene e in salute: da qui si muove l’iniziativa della Regione Toscana, che vuol far nascere dei punti di ristoro di qualità, dove gli esercenti si impegnano a servire frutta, verdura e alimenti freschi oltre ai prodotti locali. Prodotti locali, frutta, verdura e altri alimenti freschi, invece di pastasciutte precotte e piatti scongelati al forno microonde. Anche il pasto fuori casa di mezza giornata, quello frugale della pausa pranzo, può essere un pasto sano. Anzi, lo deve assolutamente diventare vista l´alta percentuale di persone che lo consumano in fretta L´iniziativa è destinata a far nascere la catena dei punti ristoro di qualità in questo specifico settore, contrassegnati da uno speciale bollino come avviene per altre iniziative relative al buon mangiare. L´iniziativa sulla verifica che quasi un quarto dei cittadini toscani adulti pranza abitualmente fuori casa e la loro scelta ricade su mense scolastiche o aziendali, ristoranti, trattorie, tavole calde, bar e perfino il posto di lavoro Spesso, oltre che frugali, i pranzi non sono di qualità. Nasce così il progetto «Pranzo sano fuori casa» Gli esercizi che aderiranno al progetto di far mangiare sano i propri clienti nella pausa pranzo dal lavoro, si impegneranno ad offrire ai commensali, oltre alle loro consuete proposte gastronomiche, anche un pasto vario, gustoso e che abbia tutte le caratteristiche nutrizionali dei piatti salutistici. Dovranno quindi puntare su piatti con prodotti locali, frutta e verdura di stagione, alimenti preferibilmente freschi. Un pasto appetitoso, dunque, oltre che sano. E in cambio i punti di ristoro avranno un ritorno in termini di formazione e immagine
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Lo zucchero, croce e delizia.
Dolci, caramelle, snack, ma non solo. Lo troviamo anche in formaggi, succhi di frutta, nelle bibite gasate e persino negli insaccati. Lo zucchero è in effetti ovunque e onnipresente sulla nostra tavola. Ma lo zucchero fa male? Una delle domande più controverse che non trova una risposta e puntualmente chiama in causa fior fior di esperti. Da una parte, chi sostiene che sia fortemente cancerogeno, causa principale dell’insorgere di danni al fegato e obesità, per non parlare di quanto sarebbe nocivo per la salute di denti e pelle. Secondo altri, invece, sarebbe fondamentale per dare energia a pronta presa sia ai muscoli, al cuore, al cervello, come a tutte le cellule del nostro organismo. Anche se chi soffre di diabete lotta per controllare il livello di zucchero nel sangue, va spiegato che questo è solo il sintomo della malattia, non la sua causa. Mangiare troppo zucchero contribuirà sicuramente ad aumentare i rischi di ammalarsi, è vero, ma proprio come mangiare pizza e patatine stravaccati sul divano invece di uscire e fare una passeggiata. È una leggenda così famosa che persino i Simpson ne parlano in un loro episodio: lo zucchero rende i bambini iperattivi. Mamme tranquille: gli studi smentiscono categoricamente. Secondo la maggior parte dei ricercatori, gli effetti dello zucchero sui bambini sarebbero trascurabili. Lo zucchero di canna è più sano dello zucchero bianco. Quando si parla di dieta sana, la regola generale è che lo zucchero di canna sarebbe meglio di quello bianco. Ma si tratta di un errore bello e buono. Entrambi i tipi di zucchero, dal punto di vista chimico, contengono esattamente la stessa molecola, quella del saccarosio. La differenza è che mentre lo zucchero bianco contiene solo saccarosio, quello bruno contiene anche qualche residuo di melassa tra l’1% e il 5% a seconda dei tipi di zucchero grezzo in commercio, che gli dà un aroma un po’ diverso. Ma poiché di zucchero se ne assumono giornalmente piccole quantità, queste sostanze in più presenti nello zucchero bruno, non apportano particolari benefici all’organismo. Se poi pensi che lo zucchero di canna ha più calorie dello zucchero bianco, questo è un falso mito fatto e finito. In conclusione, dal punto di vista chimico consumare zucchero bianco o bruno è esattamente la stessa cosa.

La pizza più cara del mondo
Da che mondo è mondo, l’uomo ha sempre cercato di vantare ricchezza. “Questione di potere”, direbbe qualche sociologo, ma non è di certo una cosa passata di moda… anzi. E se nell’antica Roma, cibi raffinati, palazzi pregiatissimi e proprietà terriere erano un vanto, oggi la cosa non è cambiata poi di molto. Sembra che nessuno abbia mai dato retta al povero Seneca quando parlava di contegno e moralità, nelle sue lettere a Lucilio qualche anno prima della morte di Cristo, soprattutto dal dopoguerra ad oggi. Ultimo episodio di estrema sfarzosità è la pizza all’oro. Si avete letto bene: “44 euro per una pizza? E che è d’oro?”. Qualcuno commenterebbe così. La cosa più bizzarra è che la risposta è affermativa. La pizza più cara d’Italia, tra i vari ingredienti, ha anche una spolverata di polvere d’oro a 23 carati, assolutamente commestibile e utilizzata in cucina. A realizzarla, è il ristorante ‘Corte dei medici’ di Catania. La pizza ‘Antonius Musa’ vanta, tra i suoi ingredienti, anche caviale, uova di quaglia, uova rosse di salmone, panna acida e erba cipollina. Battuto, quindi, il record di una pizzeria di Milano, dove una particolare pizza ‘extralusso’ costa 35 euro In molti, sui social, non l’hanno presa bene, sostenendo che si tratti di un affronto alla povertà e alla tradizione popolare della pizza. I proprietari hanno risposto così: “Il mondo si rinnova e c’è chi interpreta la pizza in chiave più sofisticata”. Moralmente cosa spinge un uomo benestante a mangiare una pizza all’oro se non per il fine di vantarsi della pizza stessa? Non è di certo una prelibatezza l’oro, da quello che si dice in giro non ha un buon sapore e l’odore è del tutto inesistente; non ha delle qualità chimiche che lo rendono un toccasana per lo stomaco o l’intestino; non ha proprietà mediche o benefiche. E allora perché mangiare un metallo prezioso in genere usato in oreficeria? Vanto, né più, né meno. Insomma, andare a mangiare una pizza con la polvere d’oro non è molto diverso da portare degli anelli preziosissimi nelle dita, vantarsi della nuova macchina appena acquistata o ostentare la super villa con piscina. “E non mi meraviglio sentenziava appunto Seneca perché il difetto non sta nelle cose, ma nell’animo stesso. Ma questa è chiaramente……una opinione
I piatti più buoni.. pasta riso e pizza
Quali sono i tuoi piatti preferiti? E’ la domanda che , un’associazione ONG che opera contro la povertà, la fame e le ingiustizie, ha rivolto a più di 16mila uomini e donne di 17 Paesi, dall’Australia al Brasile, dal Ghana alla Germania, dalla Spagna alle Filippine.I risultati sono strabilianti: in prima posizione tra i piatti più amati nel mondo scopriamo la pasta, seguita dal riso e dalla pizza. Buon posizionamento anche per le lasagne, che risulta il piatto preferito nientemeno che dai brasiliani. Tra le cucine locali, la favorita al mondo è la cinese, seguita dall’italiana, dalla messicana e dall’indiana. Nonostante il grande successo dei piatti di origine italiana nel sondaggio, non è dato sapere quale sia il piatto preferito degli italiani, che non sono compresi nel campione studiato. Si scoprono invece divertenti curiosità sui gusti degli abitanti del pianeta: gli inglesi mettono al primo posto la bistecca, gli americani la pizza, i brasiliani le lasagne. I più golosi? Sono gli australiani, che su tutto preferiscono il cioccolato. I più “nazionalisti” di tutti sono gli spagnoli, che preferiscono la paella, loro piatto nazionale, i messicani i quali amano particolarmente la cucina messicana, e gli indiani che mettono in prima posizione la cucina indiana. Quanti indiani poi abbiano la possibilità di assaggiare altri tipi di piatti per fare un confronto è un altro discorso, che fuorvia in qualche modo i risultati dell’indagine. Ad esempio, dal sondaggio risulta che in Ghana il cibo preferito è il fufu, un piatto tipico locale: chissà però quanti ghanesi hanno la possibilità di mangiare una bistecca o una pizza, o quanti li abbiano mai assaggiate.
Lo street food
Lo street food non è solo una semplice moda, ma un vero e proprio modo di unire antichi sapori della nostra tradizione culinaria con l’innovazione proveniente da paesi stranieri. Il trend è in crescita, ogni giorno il cibo da strada raggiunge quartieri e aree più o meno frequentate delle nostre città e non solo. La cucina “on the road” è diventata un vero e proprio format se si pensa a chef stellati come Chef Rubio, James Oliver e Koldo Royo, che hanno consacrato l’arte del cibo da strada tramite le loro trasmissioni televisive.Secondo gli ultimi dati della Coldiretti, un italiano su due acquista alimenti mentre si trova in giro per la città Le occasioni di gustare il cibo di strada si moltiplicano sempre di più grazie alla presenza di “Food Truck” o “Api”, appositamente modificati per il commercio itinerante. Il business dello street food è in continua crescita soprattutto nelle località balneari, turistiche e nelle grandi città. Gli amanti dello street food più del 69% preferisce il cibo locale arrosticini, arancini, piadine, fritture di pesce…, il 17% opta per specialità internazionali hamburger e hot dog, mentre il 14% predilige cibi etnici come falafel e kebab. Ecco alcuni piatti tipici considerati i capisaldi dello street food, e alcuni dei luoghi dov’è possibile riscoprire sapori antichi che si uniscono con l’innovazione di tendenze bio, vegan, gluten-free. suggerimenti I Covaccini (Firenze). La tipica schiacciata toscana è uno dei piatti più ricercati dagli amanti dello street food. Uno dei migliori luoghi per gustare questa delizia a Firenze è Amici di Ponte Vecchio, posto proprio a lato del famoso ponte fiorentino, la cui specialità è il covaccino con stracchino e salsiccia, prodotto con ingredienti a Km 0. La frittatina di pasta (Napoli). “Du frittur” Non solo la patria della pizza, ma anche delle friggitorie dove è possibile assaporare le famose zeppole, i panzarotti, la frittura di pesce e la pizza fritta. Di indubbio gusto è la frittatina di pasta, uno dei fiori all’occhiello dello street food napoletano, ricchissima di bucatini, piselli, prosciutto cotto, provola e besciamella. Frutti di Bosco (Milano). Il capoluogo lombardo sembra non essere il luogo ideale per trovare fragole, mirtilli, more e lamponi, e invece non è così. La tendenza bio che invade Milano con “Api” e furgoncini è una delle realtà più in voga. Nella città è possibile comprare frullati, macedonie, frutta fresca e bevande rinfrescanti. Esempio è Straberry, un’Ape che gira per la città vendendo frutti prodotti a km 0 e coltivati nel pieno rispetto dell’ambiente, utilizzando l’energia solare di ultima generazione. Focaccia di Recco (Genova). Quando si parla di cibo da strada specie in Liguria si pensa subito alla Focaccia di Recco. Con la sua pasta sottilissima che sprigiona un sapore paradisiaco grazie al suo formaggio fresco, è infatti spesso piena di stracchino. Una delle più richieste è anche la focaccia con le cipolle.
Food delivery = moda perfetta
Food delivery = moda perfetta per pigri&incapaci a cucinare. La soluzione a tutti i mali, dal frigo vuoto all’emergenza appuntamento galante in casa o ricarica post incontro tra le lenzuola. Il cibo da asporto per la generazione che ha un’indipendenza faticosamente conquistata, nel bene e nel male, e quindi ha almeno 14 ore giornaliere di lavoro sulle spalle, è una salvezza necessaria alla nutrizione basilare, così da evitare di incappare nelle sempreverdi scatolette di tonno con insalata quando va bene o verdure surgelate quando va malissimo. O peggio, un kebab tiepido consumato in piedi appoggiati ad un bancone. Liberaci dal male del cibo cattivo, e dacci oggi i nostri riders del food delivery, angeli alati che corrono in soccorso della fame più disperata previa pagamento con carta di credito Facci scegliere tra schermate e schermate di proposte di cibi che fanno bene e solleticano gola e salute, così da non ritrovarci sazi ma disfatti da una recente indagine è emerso che comunque a stravincere è sempre la cucina italiana da asporto, segno che la tradizione mediterranea è un must infallibile. I food riders, i fattorini delle consegne, ricevono solo che il nostro affetto più imperituro. O le nostre imprecazioni quando abbiamo fame e non arrivano. Sono loro che si avventurano in strade lontane, condomini fatiscenti, seguono indicazioni sommarie e si ritrovano a vagare con del cibo in giro per la città. Sono anche quelli che raccontano gli aneddoti più divertenti perché spesso e volentieri incappano in clienti proprio strani, con esigenze assurde e richieste lunari non solo per gli orari. Così tra pizza da asporto, hamburger vegani, cinese, sushi take away e altre mille novità da ogni parte del mondo, i riders di Foodora stanno imperversando sempre di più nelle città.
Buoni consigli per rimanere in forma al lavoro
Spuntini sani, esercizi per rilassare spalle e collo e quattro passi per sgranchirsi le gambe e rigenerare la mente. Fate spuntini sani. Non tenete caramelle o merendine a portata di mano. Mangiate una manciata di frutta secca a metà mattino noci, mandorle, pinoli, nocciole… e un frutto fresco di stagione a metà pomeriggio. Bevete 8 bicchieri di acqua al giorno. Tenete una bottiglia da un litro e mezzo sulla scrivania e bevetela tutta nel corso della giornata, magari impostando degli avvisi dal pc. Ricordate: un’adeguata e costante idratazione fa bene a corpo e cervello. Parcheggiate l’auto a qualche centinaia di metri dal posto di lavoro e fate una bella passeggiata durante la pausa pranzo. Camminare fa bruciare calorie, allontana lo stress e riossigena il cervello. Non esagerare con le dosi e le calorie: dopo avere mangiato sarete seduti e non avrete modo di smaltirle velocemente e vi sentirete appesantiti e senza energie. A una pizza preferite un’insalatona. Se state molte ore davanti al computer fate ogni tanto degli esercizi di stretching per rilassare collo e spalle, ma anche braccia, polsi e dita con delle rotazioni. Se usi tanto il telefono usate l’auricolare. Per evitare mal di testa o affaticamento degli occhi il monitor va posizionato a una distanza dagli occhi di 45-70 cm. La parte centrale del monitor deve trovarsi all’altezza degli occhi. Fate delle vacanze vere. Senza mail e telefonate di lavoro. Lo stress può compromettere il sistema immunitario, aumentando il rischio di malattia. Le ferie servono per rigenerarsi. La sindrome del burnout, forma di esaurimento derivante da un eccesso di lavoro, compromette il sistema immunitario e interferisce con sonno e concentrazione. Tenere pulita la scrivania. Tastiera, mouse e telefono nascondono migliaia di germi che possono sopravvivere per giorni. Detergete con del disinfettante spray ogni due/tre giorni. Mettete passione in quello che fate, siate consapevoli dei vostri limiti, fate una pausa quando siete esausti, collaborate con serenità con i colleghi, rispettate e fatevi rispettare dal vostro capo.
I cibi che fanno ingrassare di più al mondo
Se siete a dieta e non volete rischiare col colesterolo, meglio non mangiare queste pietanze dal notevole apporto calorico. Il buon cibo ottimizza la qualità della vita e allieta il palato. Ma a certe pietanze bisogna fare attenzione, perché possono diventare nemiche della bilancia e della salute. Dunque, se temete per il vostro colesterolo e i chili di troppo, dovete proprio evitare questi piatti Per quanto siano golosi, sono i più calorici al mondo. Prendiamo ad esempio la crepe con crema di nocciola, tipica della Francia: una pasta sottile fritta nel burro, abbondantemente ripiena e decorata con zucchero a velo. Le patatine fritte, si sa, sono grasse. Ma la loro versione canadese, le poutine, dove sono ricoperte di formaggio cheddar filante, ancora di più. Una porzione vale più di 700 calorie. Anche le barrette di Mars fritto, specialità scozzese, sarebbero da abolire, se ci tenete alla dieta. Tipiche della Spagna sono invece le churros, ciambelline fritte nell’olio, ricoperte di zucchero e cannella, e inzuppate nella cioccolata. Se uscite a cena, non scegliete il calzone, perché per farne uno occorre un quantitativo d’impasto utilizzato per 4 pizze E l’elenco continua…
A consegnare la pizza ci pensa un robot
Dimenticate il fattorino che ritarda e le pizze che arrivano a casa fredde. Le consegne d’ora in avanti saranno rapide, precise e in orario: la catena australiana Domino’s intende incaricare il servizio a domicilio unicamente ai robot. Il dibattito sulle consegne con i droni di Amazon è a questo punto cosa vecchia: il mondo della distribuzione è in continuo sviluppo e proprio per questo possiamo iniziare ad attaccare al chiodo divise e cappellini dei “pony express” che eravamo soliti vedere a bordo di motorini con le pizze dentro alle cassette per le strade delle nostre città. Il progetto di Domino’s Pizza è iniziato in via sperimentale qualche mese fa e prevede le consegne degli ordini a domicilio attraverso un robot in grado di distinguere i segnali stradali, di navigare sui marciapiedi con il supporto tecnico del GPS e anche di superare gli ostacoli presenti lungo il cammino per arrivare a casa dei clienti con le pizze ancora calde. L’innovativo robot si chiama DRU: dopo la verifica in Queeinsland è arrivata l’autorizzazione a procedere da parte del Ministero dei Trasporti Australiano e già da due mesi è stato iniziato il test vero e proprio. Il robot, gioiello tecnologico, è frutto della Marathon Robotics ed è un riadattamento di robot militari in contesto civile, dove ostacoli o maltempi sono all’ordine del giorno. Un servizio simile potrebbe essere presto esteso a tutte le metropoli corposamente abitate come Melbourne e Sydney mentre per le città europee di piccole e medie dimensioni sarà dura che il sistema prenda piede. In America è previsto un rapido sviluppo di questa tecnologia perché si sa, gli USA sono spesso culla delle nuove tendenze e dei nuovi modelli di commercio.
La pizza più piccante del mondo
Ha un gusto pugliese la miglior pizza piccante del mondo: la coppia formata dai pizzaioli Fedele Guida, di Gravina in Puglia e dal collega foggiano Antonio Scapicchio, si è aggiudicata la coppa per nazioni nell’ambito della diciassettesima edizione del campionato mondiale di pizza tonda piccante. Ma per gli amanti del gusto piccante, la pizza più hot del mondo, è stata presentata durante una competizione chiamata “Death by Pizza” dove un gruppo di temerari ha provato ad assaggiarla. L’ingrediente principale della pizza è il peperoncino “Scorpione di Trinidad”, considerato uno dei più piccanti del mondo, che ha addirittura causato attacchi cardiaci ad alcune persone in passato. La particolarità di questo peperoncino è che può pure far sanguinare la lingua e la bocca a chi lo mangia, a causa della sua enorme concentrazione di capsaicina. Il pizzaiolo ad aver creato questa pizza è stato James Broderick, il quale usa dei guanti speciali per mettere gli ingredienti. Infatti la piccantezza di questi peperoncini è pari a 12 milioni di Unità, a confronto il peperoncino calabrese ha un valore pari a 30.000 e lo spray al peperoncino utilizzato dalla polizia raggiunge al massimo un valore di 5 milioni! 