La Dionaea muscipula

La Dionaea muscipula è conosciuta soprattutto come pianta carnivora ed è la più nota in assoluta. Prima di tutto perché la coltivazione è semplice, si può tenere facilmente in casa e piace tantissimo ai bambini. Si può comprare spesso anche nei supermercati, ma per essere sicuri di portare a casa una pianta sana e in buon condizioni andate in un vivaio o da un fiorista di fiducia. Di che cosa ha bisogno? Deve essere ben illuminata. È perfetta per essere tenuta all’aperto. Si consiglia quindi di collocare il vaso vicino a una finestra affinché ci sia una luce diretta per tutta la giornata. Un altro luogo adatto è un davanzale ben soleggiato. È importante fare attenzione alle correnti: la dionaea muscipula deve essere tenuta al riparo dall’aria. Se avete deciso che la vostra pianta carnivora deve essere coltivata in vaso, ricordate di utilizzare dei vasi di ampie dimensioni. Si consiglia quindi di travasarla, in primavera, affinchè non soffra. Si tratta di un’operazione abbastanza delicata, perché le radici potrebbero venir deteriorate. È poi importante rendere il terriccio acido al punto giusto, quindi usate torba di sfagno e associate anche della sabbia non calcarea per trattenere i liquidi. Il terreno deve sempre essere ben bagnato. La Dionaea muscipula soffre tantissimo la mancanza di acqua, così come non vuole alcun fertilizzante. Che cosa mangia? Si ha l’idea che una pianta carnivora debba essere nutrita con qualche esca, niente di più sbagliato. La pianta sopravvive anche senza l’ingestione inutile di insetti. Ci penserà da sola.

L’Hypericum contribuisce ad una importante ricerca

La pianta è sempre stata lì, nascosta tra i cespugli verdi e fioriti, dell’Ogliastra, terra di incantevole bellezza, è situata lungo il versante orientale della Sardegna. Il territorio, compreso tra le cime del Gennargentu e il Mar Tirreno, è considerato tra i più suggestivi dell’isola. Definita l’anfiteatro sul mare, l’Ogliastra comprende diversi monumenti naturali, spiagge incontaminate, riconosciute tra le più belle al mondo, e nelle sue campagne e nei suoi dintorni, nessuno l’aveva mai notato e non aveva neppure un nome, eppure l’Hypericum scruglii aveva da regalare all’uomo, e soprattutto alla ricerca scientifica, potenzialità inimmaginabili.  In un ambiente in cui ogni scoperta riproduce davvero un miracolo: la battaglia contro l’Hiv. La prima parte della sperimentazione ha dato risultati davvero incredibili: una molecola di questa pianta, caratteristica dell’isola, è in grado di inibire due enzimi chiave del virus.  sfruttando i segreti dell’Hypericum scruglii sarà possibile bloccare la cosiddetta «replicazione del virus».  Un cambiamento? Ancora forse è presto per dirlo, se non altro perché da qui alla creazione di nuovi farmaci c’è qualche passo da fare. La sperimentazione comunque va avanti.  I ricercatori dell’Università di Cagliari ci sono arrivati per caso, durante uno studio sulle specie caratteristiche della Sardegna. Prima si sono imbattuti in una specie di pianta di Hypericum che nessuno conosceva, poi hanno iniziato a studiare approfonditamente le sue proprietà. E così, soprattutto grazie alla collaborazione tra botanici e farmacologi, si è scoperto che quella pianta con i fiori gialli si potrà dare un contributo importante alla ricerca scientifica contro l’Aids. L’Hypericum scruglii non è una pianta tossica anche se è stata scoperta da poco, era già utilizzata inconsciamente nella medicina popolare. L’olio ottenuto da un’altra specie di Hypericum, per esempio, viene infatti già adoperato per lenire le ustioni.

Ikigai..la felicità quotidiana

Chi vuole vivere per sempre? Per sempre forse no, ma molto a lungo è uno dei desideri più accesi per molte persone: a parte i casi estremi come la crioconservazione, è sempre più diffusa la credenza che uno stile di vita sano, con tanta attività fisica e un’alimentazione corretta, possa aiutare nell’impresa di se non vivere per sempre, almeno provare ad arrivare a essere degli arzilli ultraottantenni. Forse però potrebbe non bastare: a che serve condurre una vita controllata se poi non si è felici di vivere? Da questo quesito sono partiti il blogger García, massimo esperto a livello mondiale di cultura giapponese, e il giornalista Miralles, e indagando gli stili di vita delle popolazioni , sono giunti a una risposta: ikigai. Le Zone Blu sono le regioni in cui scienziati hanno individuato numerosi casi di longevità unica. Queste si trovano in Sardegna, in California, in Costa Rica, in Grecia e in Giappone. Più precisamente, sull’isola giapponese di Okinawa si contano oltre ventiquattro centenari ogni centomila abitanti, un valore significativamente più alto della media mondiale. Impazienti di individuare le ragioni di questa straordinaria eccezione, García e Miralles hanno condotto anni di studi sul luogo, fermandosi in particolare a Ogimi, il cosiddetto “villaggio dei centenari”, e verificando che, tra i fattori vitali di questa incredibile longevità, vi sono una vita semplice all’aria aperta un’alimentazione sana ed essenziale, una dedizione a coltivare l’amicizia e i rapporti umani. Ma il risultato più sorprendente delle ricerche è stato scoprire una sorta di ingrediente segreto: l’ikigai, appunto, ossia la propria ragion d’essere, il motivo che ci spinge ad alzarci dal letto ogni giorno, la felicità di dedicarci quotidianamente a ciò che amiamo.Tutti custodiamo nel profondo il nostro ikigai, qualcuno lo ha già individuato, qualcun altro ancora no: per alcuni può essere accudire i propri figli e vederli crescere, per altri può essere tenere speech pubblici sull’importanza della comunicazione non verbale, per altri ancora, curare fiori  piante e giardini.Tutte queste attività possono essere l’ikigai. Ecco che il frutto di queste ricerche è diventato un piccolo manuale, intitolato proprio Il metodo Ikigai  edito da Rizzoli: un libro che dai consigli alimentari fino alle pratiche meditative e fisiche, passando per le pillole di saggezza:ma non illudetevi, la felicità non è così a portata di mano come sembra, occorre grande dedizione per raggiungerla. Ogni singolo giorno.

Un Terrazzo green

Siamo sempre meno abituati al contatto con la natura, perché siamo tutti in città: entro il 2050 le città ospiteranno il 70% della popolazione mondiale, e già ora 60 milioni di italiani vivono nelle aree urbane. Il verde puntualmente scarseggia: nella metà delle città del nostro Paese è inferiore a 20 metri procapite, e arriva addirittura a meno di 9 estensione obbligatoria per legge in 19 capoluoghi. Tradotto vuol dire che i posti in cui viviamo non sono in buona salute, perché se non ci sono alberi e piante non c’è aria pulita, e quindi non ci sono nemmeno animali: non è tutelata la biodiversità. Non c’è bellezza.Perciò è il momento di fare qualcosa: a ricordarcelo è il WWF, che il organizza anche  eventi nati per invogliarci a un nuovo modo di pensare che dia valore all’ambiente, perché tutti noi possiamo sperimentare i benefici di pratiche sostenibili, anche dentro casa. Per esempio rendendo il nostro balcone biodiverso, con piccole accortezze che assicurano la sopravvivenza di piante, fiori, ma anche degli insetti che li impollinano e degli uccelli che a loro volta se ne nutrono. Eccone alcuni: accogli gli uccelli sul tuo terrazzo. Anche un piccolo terrazzo può diventare un rifugio sicuro per gli uccelli: bastano piante come il biancospino, la lavanda, il caprifoglio che attirino gli insetti, nidi artificiali o mangiatoie. Attenzione ai gatti. Sette milioni e mezzo di italiani hanno un gatto in casa, che fa tanto compagnia ma conserva l’istinto di cacciatore: i gatti infatti sono considerati tra i maggiori responsabili dell’estinzione di uccelli, rettili e mammiferi di piccola taglia. In misura decisamente minore, anche i cani. Per questo nidi, mangiatoie e vaschette vanno tenuti in luoghi a loro inaccessibili, ed è bene dotarli di un campanello così che possibili uccelli sarebbero subito avvertiti dell’allarme. Accoglili con piante aromatiche. Le piante di rosmarino, salvia, aglio, cumino, timo, maggiorana, lavanda, aneto hanno fioriture che costituiscono una buona attrattiva per molte specie di insetti. Riduci il consumo di acqua potabile. Non dovremmo inoltre dimenticare che le piante si possono annaffiare con acqua piovana, o con quella utilizzata per lavare le verdure. Ma anche che, per ridurre conusmi, ci sono tante specie di piante e fiori che per sopravvivere hanno bisogno di poca acqua.

Sorprendenti usi delle uova

Le uova sono uno degli alimenti più utilizzati al mondo, la base di infinite ricette, preparate in tutte le aree geografiche. Il loro consumo è fondamentale perché sono un’ottima fonte di proteine e vitamine essenziali. Con l’avvicinarsi di Pasqua poi ne faremo un largo uso e oggi, ivi proponiamo come riutilizzare i gusci delle uova. Essi possono diventare alleati preziosi in giardino, in cucina e per la cura del corpo, grazie alle loro proprietà: Alleati in giardino: I gusci dell’uovo sono ottimi fertilizzanti: basta schiacciarli, mescolarli con il terriccio e posizionarli alla base delle piante, principalmente quelle con una crescita rapida.Grazie all’alto contenuto di calcio, sono utilizzati per rafforzare le piante il cui fusto deve sostenere frutti pesanti, come ad esempio i pomodori o i peperoni.Hanno inoltre un effetto anti-parassita: posizionando i gusci intorno alle piante, ad esempio la lattuga, si crea una vera e propria barriera fisica che impedisce alle lumache di passare. L’effetto barriera è creato dai bordi taglienti dei gusci. Alleati in casa: Sporco ostinato su pentole e tegami? Nessun problema: basta strofinare frammenti di guscio sulla parte interessata. Eccellente rimedio per sbiancare il bucato e togliere le macchie sui tessuti, sia a mano che in lavatrice: basta sbriciolare i gusci in un sacchetto di cotone o a rete per evitare che intasino il filtro durante il lavaggio ed inserirlo nella lavatrice o strofinarlo sulla parte interessata in caso di trattamento a mano.Idea originale per creare una candela: aprendo con attenzione l’uovo solo sulla punta, è possibile utilizzare la sua base per creare delle originali candele. Basta riempirle di cera, inserire uno stoppino e, una volta raffreddata la cera, rimuovere il guscio.

La fata verde..l’assenzio

L’assenzio ha da sempre un fascino particolare: sarà il suo colore verde dalle mille sfumature che ricorda le pozioni magiche dei cartoni animati o per  la sua storia legata al periodo bohémien La pianta dell’assenzio è del tipo perenne e semilegnoso, con foglie di colore verde e pelose nella parte superiore. Nella parte inferiore tendono al bianco-grigiastro. Può raggiungere l’altezza di 1 metro.I fiori sono costituiti da capolini di colore giallo raggruppati in grandi quantità fino a 90. A vederli sembrano delle pannocchie. Il frutto è un achenio di forma ovale e lucido.Eppure in pochi sanno cos’è l’assenzio, come si utilizza e perché ne esistono varietà di diversi colori. Dall’assenzio si ricava il liquore soprannominato “Fata Verde” per il suo colore smeraldo. La caratteristica principale dell’assenzio, poi, oltre al suo gusto forte e inconfondibile, è la quantità di contenuto alcolico elevatissimo che varia tra il 45% e il 75% per ogni litro di liquore: una bontà da concedersi con molta moderazione, insomma! Il tipico colore verde dell’assenzio è dovuto alla clorofilla contenuta nelle piante da cui deriva, anche se in commercio ne esistono diverse varietà che utilizzano coloranti verdi per dare alla bevanda un colore allettante.Hai appreso le informazioni e ora la tua curiosità galoppa in valli abitate da “fate verdi”? Puoi provare l’assenzio nei migliori bar e ordinarne un assaggio “alla vecchia maniera”: sul bicchiere ti verrà posizionato un cucchiaio forato su cui verrà posata una zolletta di zucchero poi imbevuta, goccia dopo goccia, di una miscela di assenzio e di acqua, che serve sia ad abbassare la gradazione alcolica, sia ad esaltare il gusto dell’alcolico.Se vuoi qualcosa di più contemporaneo, invece, fatti suggerire un cocktail a base di assenzio. Ricorda: MAI berlo puro perché l’assenzio ha diversi effetti collaterali legati alla sua elevata percentuale di alcool!

Festa del papà, idee regalo.

Il 19 marzo si avvicina: se quest’anno vuoi stupire il tuo papà con un regalo originale ecco alcune idee. Fai sapere al tuo papà quanto speciale sia, con un piccolo, originale pensiero che gli riempirà il cuore di gioia. Il tuo papà è un appassionato di vini? Le cassette da vino rendono ancor più speciali le bottiglie in esse contenute e assicurano l’effetto sorpresa sulla persona a cui facciamo questo omaggio. Una scatola in legno di faggio robusta, ben rifinita e richiudibile con gancio, è perfetta per proteggere una bottiglia d’annata da regalare in occasione di un evento importante. Se cerchi un’idea regalo personalizzabile, una cassetta di legno per bottiglia è perfetta: puoi scegliere la grafica e le parole da incidere, e dedicarle alla persona a cui è destinata. Se con un regalo vuoi comunicare un messaggio d’affetto al proprio papà perché non scegliere un set da giardiniere che evochi le vostre giornate all’aria aperta? Il calore del sole, e l’accoglienza delle cene tra amici ? E’ un oggetto che richiama alla mente proprio queste sensazioni… Lo riporterà con la mente ai  momenti in cui ti insegna a prenderti cura di arbusti fiori e piante. Forse proprio per questo è un’idea regalo utile. Un’altra idea è qualcosa che portiamo sempre con noi: chiavi e portachiavi! Un portachiavi è un oggetto irrinunciabile e un’idea regalo perfetta se cerchi qualcosa di utile e che stia sempre con la persona a cui lo dedichi, sarà un regalo unico e adatto per molte occasioni. Un portachiavi è un regalo elegante per un uomo: sul cuoio puoi fare incidere, una dedica, la sua iniziale o una data importante. Un regalo pratico che potrà “indossare” con stile attaccandolo alla cintura per avere sempre a portata di mano le chiavi dell’ufficio o dell’auto.

 

Sarà di legno il grattacielo record

Settanta piani messi su 350 metri di altezza: sono le misure del grattacielo che sarà fabbricato a Tokyo su un’area di 455mila metri quadrati e sarà il più alto mai costruito in legno. Nome in codice: W350. A idearlo è l’azienda giapponese di prodotti in legno Sumitomo Forestry Co che prevede l’uso di acciaio solo per il 10% dell’edificio, la cui inaugurazione è prevista per il 2041. La data non è casuale, visto che coinciderà con il 350° anniversario della società.Ogni piano avrà l’affaccio su tutti e quattro i lati della costruzione e sarà arricchito di piante e fiori che filtreranno la luce del sole, dimostrando così che il Bosco verticale di Stefano Boeri resta un modello che ha oltrepassato i confini italiani per insegnare ad ”arredare” riportando la natura al centro del nostro habitat urbano. La struttura interna del grattacielo sarà frutto di un ibrido tra legno e acciaio e dovrà tenere conto dei principi antisismici imposti all’edilizia giapponese per l’alto rischio terremoti. Circa 185mila i metri cubi di legname necessari per la costruzione. D’altronde il Paese ha varato nel 2010 una legge che impone alle ditte edili l’utilizzo del materiale organico per gli edifici pubblici alti più di tre piani.

Crassula ovata ecco le sue sorprendenti proprietà

Quella che vedete non è una pianta qualsiasi: si chiama Crassula ovata e gli esperti consigliano di averne una nei nostri appartamenti e ambienti di lavoro comunemente nota come albero di giada, è una pianta succulenta appartenente alla famiglia delle Crassulaceae e proveniente dall’Africa meridionale. È una pianta a portamento arbustivo, ramificata, che può superare 1 m di altezza. Ha foglie tondeggianti, carnose, di colore verde scuro. I fiori, bianchi o rosa e a forma di stella, sono raggruppati in infiorescenze agli apici dei rami. Si riproduce per talea o per seme. La Crassula ovata radica molto bene, quindi il più semplice metodo di riproduzione è la talea. È sufficiente poggiare sul terreno un ramo di piccole dimensioni perché in pochi giorni si rigeneri una nuova pianta. È una pianta a cui piace molto il sole, ma non ama essere innaffiata molto spesso: si può annaffiare una volta al mese. Tuttavia l’albero di giada è famoso per altro, per portare guadagno e prosperità. Come? Basta metterla in casa o in ufficio. Verità o finzione non vi resta che provare. La credenza nasce dal Feng Shui un’arte orientale, di origine cinese. Arte che si propone nella progettazione delle abitazioni e nella scelta dei mobili per l’arredamento. Gli spazi vengono organizzati in modo da creare un vero e proprio equilibrio tra l’interno e l’esterno della casa. Il termine Feng Shui richiama le parole “vento” e “acqua” che, secondo la cultura cinese, equivalgono a salute, felicità, pace e prosperità. I principi del Feng Shui tengono conto della presenza di campi magnetici ed energetici nella disposizione degli arredamenti. Ogni scelta è volta alla creazione di ambienti accoglienti che sappiano sostenere il benessere di chi li abita. Scegliere di arredare la propria casa con consapevolezza, seguendo i principi e i consigli del Feng Shui, permette di trascorrere il proprio tempo in spazi gradevoli, confortevoli e ordinati, adatti ai momenti di relax ad accogliere gli ospiti o al lavoro. l’albero di giada è in grado di trasmetterci enormi energie positive e possibilità di avere sempre più denaro. Questa splendida pianta, come detto, ha bisogno di essere innaffiata in estate quando il terriccio è asciutto, mentre in inverno non necessita di grosse quantità. Molte testimonianze spiegano che dopo aver messo questa pianta nella nostra abitazione o in ufficio, le energie positive si sono moltiplicate, garantendo un aumento esponenziale di guadagni e prosperità. Fateci sapere.

La salvia…sapevate che

La salvia è senza dubbio una delle piante più diffuse ed apprezzate tra le  erbe aromatiche al mondo. Ottima in cucina e utilizzata in erboristeria, è conosciuta dall’uomo sin da tempi molto antichi, nelle sue centinaia di specie: la tipologia che si usa per scopo alimentare è la salvia officinali, anche detta salvia comune. Si tratta di un arbusto sempreverde, che cresce cespuglioso con le sue foglie ovali e vellutate, dal colore caratteristico un verde tendente al grigio e con un profumo inconfondibile, e dai fiorellini violacei che produce nella stagione calda. Se al momento dell’acquisto optate per una tipologia più delicata mettetela a dimora in vaso, in modo da poterla spostare al riparo nel caso di gelate invernali; in generale comunque la salvia sopporta benissimo sia il caldo che il freddo, senza smettere mai di produrre le foglie aromatiche che la distinguono. Si può piantare mettendo direttamente i semi a dimora agli inizi della primavera, oppure, ed è il metodo più consigliato, per talea, incidendo con un taglio netto con un attrezzo disinfettato un giovane germoglio e interrandolo direttamente in un vasetto per permettergli di radicare. A fine primavera inizio estate sarà sufficientemente forte da poterlo trapiantare nella location definitiva, sia essa vaso o giardino. Abbiamo detto che la salvia non ha particolari esigenze per quanto riguarda il terreno, purché sia ben drenato per evitare i ristagni idrici; le annaffiature non devono essere troppo frequenti ma avvenire solo quando il terreno è asciutto; per quanto riguarda l’esposizione, la salvia gradisce almeno 5 o 6 ore di luce al giorno diretta, collocatela perciò in un’area in mezz’ombra. I suoi  fiori si potano solo quando cominciano ad essiccare, mentre a fine stagione di fioritura si possono potare i rami per rinvigorire la pianta; non togliete tutti i fiori come si fa con il basilico, perché sono utili per rilasciare nuovi semini che daranno origine ad altre