Friggere senza odori ecco qualche trucco

Visto che la dieta non può durare per tutta la vita  oggi è il famoso giorno dello strappo alla regola, esaltiamo. Che ne dite di mettere su un po’ di olio e friggere un po’? Perché è vero che il fritto non è la cosa più salutare del mondo, ma è anche vero che è buono da morire. E poi una volta ogni tanto non ha mai fatto male a nessuno. Come dite, vi si impuzzolentisce tutta la casa? Oh, no. Ecco alcuni trucchetti ingegnosi per friggere senza lasciare odori… Metti nell’olio freddo una o più fettine di mela di mela: aiuta a prevenire l’odore e ti aiuta a capire quando l’olio raggiunge la giusta temperatura per la frittura quando sfrigola è bello caldo!. Ricorda di togliere i semini dalla fetta della mela Se vuoi fare un fritto di pesce, metti a bollire acqua e aceto in un pentolino vicino alla pentola in cui stai friggendo. Annienterà gli odori, assicurato. Spremi all’interno dell’olio mezzo limone e tuffalo intero con la buccia. Donerà un’ aroma piacevole al fritto in più toglierà tutti gli odori. Altro rimedio efficacissimo per chi non ama l’odore dell’aceto è quello di far bollire dell’acqua con all’interno dei chiodi di garofano. Il vapore generato annullerà la puzza di fritto. Da un lato metti del prezzemolo nell’olio che usi per friggere. Poi, quando hai finito di friggere, metti a bollire un pentolino con acqua, chiodi di garofano e alloro. Funziona alla grande. E adesso tutti a tavola buon appetito!

Festeggiare il capodanno cinese

Per i cinesi è l’evento più importante dell’anno e adesso sta diventando un appuntamento fisso anche in Italia. Parliamo del Capodanno cinese, la Festa di Primavera con cui si celebra l’inizio del nuovo anno secondo il calendario cinese, che quest’anno cade il 16 febbraio, giorno in cui si lascerà l’anno del Gallo per entrare in quello del Cane. Celebrazioni con fuochi artificiali e danze si tengono in tutta la Cina, ma anche nelle Chinatown sparse per il mondo. A chiudere i festeggiamenti è la festa delle lanterne, festeggiata con una parata che sfilano portando luci colorate. Tanti i piatti che richiamano felicità, gioia e abbondanza, in cui nulla è lasciato al caso, dalla preparazione al modo in cui servirli. Come da tradizione, innanzitutto le tagliatelle di riso miantiao, che non devono mai essere spezzate, perché simbolo di longevità, quindi gli gnocchi di riso e i ravioli jau gok, di carne e verdure, la frutta prescelta ha colore dorato e forma rotonda a significare ricchezza e pienezza a forma di lingotto o sacchetto di monete, che rappresentano la ricchezza. Piatto forte della festa il pesce, da servire bollito, brasato o cotto al vapore. Nella scelta sono importanti sia la specie, sia la posizione del pesce nel piatto: la testa deve essere rivolta in direzione degli anziani o dell’ospite d’onore in segno di rispetto, che sarà la prima a cominciare a mangiarlo. Quindi i dolci: dalla torta di riso agglutinato, simbolo di un aumento di salario o di una promozione, alle palline di riso dolci, simbolo dell’unione in famiglia. Fulcro dei festeggiamenti rimane la Chinatown milanese per eccellenza, dove ogni anno si tiene la tradizionale e coloratissima parata, quest’anno prevista per domenica 18 febbraio: uno spettacolo tra dragoni di carta, ombrellini colorati, figuranti, musica e danze tradizionali. Menu speciali sono invece previsti in alcuni locali, come il Mandarin Oriental Hotel, dove ci sarà James Hu, cuoco del ristorante Yong Yi Ting del Mandarin di Shangai, proporrà un menu di quattro portate con merluzzo alla Shanghai, consommé di pollo con vongole e gelsomino, polpetta di astice, guancia di manzo con tartufo nero e abalone.

Vi siete mai chiesti cosa mangiano i cervelloni nella Silicon Valley?

Lo stile alimentare più in voga prevede cibi grassi, tante proteine e ben pochi carboidrati. Pare aumenti la produttività, ma farà bene alla salute? Si tratta a tutti gli effetti di una dieta o comunque di un regime alimentare che da diversi anni fa parlare di sè con pareri discordanti. L’idea alla base è quella di ridurre drasticamente i carboidrati, lasciando spazio a cibi ricchi di grassi e proteine come carne, pesce, uova, formaggi e avocado. Togliendo l’organismo dei carboidrati, la nostra principale fonte di energia, si stimola il corpo a bruciare i depositi di grasso. Secondo i sostenitori di questo regime alimentare si registra oltre a una perdita di peso, un aumento della concentrazione e della produttività. Nello specifico i carboidrati dovrebbero essere compresi tra i 20 e i 50 grammi al giorno, un quantitativo quindi davvero irrisorio. I grassi invece dovrebbero rappresentare quasi l’80% dell’apporto calorico giornaliero, mentre alle proteine spetta circa il 20%. Per renderci conto di quanto sia estrema questa dieta va considerato che secondo il Center for Desease invece, mediamente gli americani assumono il 50% delle loro calorie giornaliere dai carboidrati, 30% dai grassi e il 15% dalle proteine.Molti nutrizionisti però sono contrari a questa dieta dal momento che la perdita di peso sarebbe principalmente da attribuire al rilascio di liquidi, oltre al fatto che la chetosi che questo regime alimentare induce porta a lungo termine a cedimenti muscolari e a un sovraccarico con relativo affaticamento di reni e fegato. I benefici quindi sarebbero solo nel breve periodo, a lungo andare invece crescono i rischi per la salute, aumenta la stanchezza, si riducono energia, concentrazione e produttività. Se proprio lo si vuole seguire, essendo un regime alimentare sbilanciato è bene adottarlo solo sotto consiglio medico.

Mangi tanto, quindi ingrassi ?

Se si pensa al problema di ingrassare, la prima immagine che viene in mente è quella di Alberto Sordi intento a mangiare una tripla porzione di spaghetti in Un americano a Roma. L’equazione sembra semplice: mangi tanto, quindi ingrassi. Eppure la questione è più complessa. Nell’equazione rientrano anche il metabolismo e le abitudini di vita. Quante volte infatti succede che si cura l’alimentazione, si fa sport, eppure si tende sempre a mettere su un po’ di peso? Un illustre medico ci spiega il problema da un punto di vista diverso. “Non è solo quello che mangiamo a farci ingrassare”, spiega, “ma anche una serie di abitudini che non c’entrano nulla con l’alimentazione”. Vediamone alcune Quante ore dormi Se le ore di sonno non sono sufficienti, il corpo produce cortisolo, l’ormone dello stress, che alza i livelli di glucosio nel sangue alterando il metabolismo. In più, sotto stress, spesso si mangia male e cresce la voglia di cibi grassi come le fritture.In casa e in ufficio la temperatura è alta anche quando è inverno? A parte le questioni ecologiche, vivere in un ambiente troppo caldo rallenta il metabolismo. Al contrario, una temperatura sotto i 20 gradi stimola l’organismo, la circolazione sanguigna e il metabolismo basale. Morale: quando l’ambiente non è troppo caldo si bruciano più calorie e il corpo è più reattivo. Vai al lavoro in auto o in metro?I mezzi pubblici fanno ingrassare meno dell’auto. Guidare infatti è una delle attività che più predispongono all’obesità: ci si muove poco e spesso si beve o mangia al volante. Prendere mezzi pubblici significa anche camminare, salire o scendere gradini, tutto movimento che fa bene al cuore e al corpo. Ovvio, il massimo dei benefici si ottiene andando al lavoro in bici o a piedi . Stai attento ai grassi ma non ai carboidrati? Va bene controllare i grassi, ma attenzione anche a pasta e pane. I carboidrati in eccesso vengono immagazzinati dall’organismo in attesa di essere utilizzati quando serve: così si accumula peso, anche perché i carboidrati trattengono molta acqua. Bevi e mangi alimenti light? Se la risposta è sì, meglio ripensarci. È vero che i cibi light contengono meno zuccheri e grassi, ma mandano segnali sbagliati all’organismo: ad esempio il gusto dolce fa aumentare l’appetito.

I mercati notturni di Tapei

La Guida Michelin lancerà la sua prima guida su Taipei, la capitale di Taiwan. Tuttavia, se per caso vi ritrovate a passeggiare per la città, vi basterà chiedere dove poter mangiare a una qualsiasi persona del posto per essere indirizzati ai mercatini notturni nel cuore della città, lì dove si svolge la vera scena gastronomica di Taipei. Sebbene l’economia del Paese non riversi in acque particolarmente calme, i mercatini notturni della città sono sempre sinonimo di abbondanza. Si tratta di luoghi in cui si , può mangiare rendendo felici sia lo stomaco che il cuore. Lo scenario che vi si presenterà è il seguente. I mercatini di Taipei sono pieni di file di salsicce grigliate all’aria aperta, con tanto di residenti seduti agli angoli della strada, intenti a sbafarsi ciotole di noodles. Tutto è avvolto da una sorta di eufonia visiva, uditiva e anche olfattiva, che spesso si traduce in luci e odori persistenti. I mercatini sono specializzati in quello che viene chiamato x iao chi, che significa ‘piccoli morsi’, e i venditori, a loro volta, continuano a manipolare e adattare l’offerta a seconda del pubblico. Nel corso degli anni, infatti, grazie all’ immigrazione, al turismo,  e, ovviamente, ai social media, le diverse influenze culinarie hanno apportato il loro contributo Per prima cosa dovete superare la coltre di nebbia generata dagli aromi del tofu, evitando di soffermarvi sui vari piatti reperibili ovunque, come le braciole di maiale fritte su riso, i noodles alle ostriche e i piedi di maiale. Solo così arriverete ai veri pezzi grossi della tradizione culinaria di Taipei, quelli che, per intenderci, vengono quasi tenuti nascosti ai clienti non abituali Gua BaoIl Gua bao deve gran parte della sua fama internazionale grazie a Eddie Huang , che prepara questi classici panini al vapore farciti con svariati ripieni, dalla classica carne di maiale al pesce fritto in salsa tartara. Provate a visitare il mercato notturno di Raohe alle 3 del pomeriggio di un qualsiasi weekend.Ecco, già da quell’ora troverete una fila di persone in attesa, pronte a entrare e a gustarsi per prime i panini al pepe nero con carne di maiale succulenta, cipolle verdi e sesamo, scaldati e pressati contro le pareti di forni in argilla. Dopo una bella scorpacciata di gua bao e zuppa ai quattro spiriti al Lan Jia Gua Bao, non potete che concedervi un bel dessert “Rana nel latte” Gettonatissimo talmente popolare che spesso prende il posto del bubble tea.Nessuna rana reale viene utilizzata per la realizzazione di questo “ bubble tea”: a dare l’effetto di una vaga presenza dell’animale è l’effetto solo uova, e tapioca colorata dallo zucchero nero.

Erbe aromatiche: impossibile fare senza!

Amiche fedeli delle nostre ricette, le erbe aromatiche hanno un campo di utilizzo che abbraccia davvero tutti i tipi di preparazione, dai primi ai secondi di carne e pesce fino ai dolci e ai gelati. La storia delle erbe aromatiche si perde nella notte dei tempi, adoperate anche per sostituire il sale, allora di difficile reperibilità, venivano utilizzate su tutte le pietanze e gli egiziani prima e i romani dopo fecero una vera arte dell’uso delle erbe sui cibi. Adorabili collocate dentro a cestini cassettine o vasettini cucina sono le nostre migliori alleate, ovviamente le erbe aromatiche sono tali non per il nostro piacere, ma soprattutto per attirare gli insetti al momento della fioritura, ma buon per noi! Coltivare in casa le erbe aromatiche è davvero molto semplice dal momento che hanno poche necessità e alcune sono anche erbe spontanee, si pensi ad esempio alla menta, di solito è sufficiente l’esposizione al sole, acqua e un poco di terreno dove crescere, è anche possibile coltivare più erbe nello stesso vaso, in quanto convivono senza problemi. Ai tempi nostri è impensabile ipotizzare un piatto che non utilizzi in qualche modo un’erba aromatica, sia essa l’umile basilico o il prezioso zafferano, in quanto con il loro aroma le erbe danno vita e corpo ad ogni ricetta. Dalle zuppe ai piatti di carne, dai cocktails fino ai gelati, dagli antipasti ai piatti di pesce o di uova, è un tripudio di erbe aromatiche che vengono sminuzzate, tritate, unite tra di loro o spolverizzate al termine della preparazione e distribuite come formaggio. Le erbe aromatiche oltre all’utilizzo in cucina vengono impiegate anche per preparare liquori, nella cosmesi per la preparazione di creme o profumi, in erboristeria per infusi, nei balconi e nelle aiuole per decorare e tenere lontani gli insetti, inoltre hanno proprietà medicinali e terapeutiche.

Crudo cotto o marinato

Tra il crudo e il cotto c’è di mezzo una terza via, facile da percorrere ma spesso troppo poco collaudata: il marinato! Gli alimenti più disparati come carne, pesce o verdure possono essere trattati secondo questa tecnica di cucina tradizionale, che rende i cibi più digeribili e sani. Senza contare che si conservano più a lungo: spesso primi, secondi e contorni marinati tenuti da parte in dispensa si rivelano infatti strategici quando, al termine di una lunga giornata lavorativa, si ha poca voglia di mettersi ai fornelli o di fare la spesa. Ma cos’è la marinatura? Detta anche “cottura a freddo”, consiste nell’immersione per un certo tempo perlomeno 2-3 ore degli alimenti crudi, tagliati a fettine sottili, in un liquido ad alto contenuto acido, come ad esempio vino, birra, aceto o succo di limone, spesso miscelato con olio extravergine, spezie ed erbe dall’origano al pepe rosa. La scelta del liquido di marinatura dipende dai gusti personali. Noi vi consigliamo succo di limone per il pesce e aceto per le verdure, mentre per le carni potete provare con un mix di vino rosso e aceto di mele: il risultato principale consiste nell’ammorbidimento delle fibre muscolari che rende la carne più digeribile e tenera.I cibi ideali per la marinatura Sono quelli che si possono più facilmente sfilettare in strati sottili eccetto i gamberi, che vanno marinati interi.Ecco quali: Varietà di pesce:  salmone, alici, sarde, gamberi, storione, pesce spada o tonno Varietà di carni: bistecche di manzo, brasato, fesa di tacchino, ma anche selvaggina, pollo o maiale Varietà di verduremelanzane, zucchine, peperoni, cetrioli. La marinatura è una tecnica di preparazione degli alimenti che non richiede particolari abilità culinarie e, soprattutto, fa bene alla salute! Il motivo? Riesce a dar sapore senza eccedere nei condimenti grassi come olio o burro, riducendo o annullando del tutto i tempi di cottura.

Come eliminare l’odore di pesce dopo aver cucinato

Tenere un diffusore in cucina aiuta a deodorare l’ambiente e rilascia una fresca e piacevole fragranza. Fai solo attenzione a posizionarlo lontano dagli alimenti. Se hai cucinato un piatto a base di pesce, dai una bella rinfrescata a tutta la stanza Esistono alcuni semplici accorgimenti che puoi adottare, mentre cucini il pesce, per limitare i cattivi odori ed evitare che i tuoi ospiti siano tentati di tapparsi il naso. Per prima cosa, prima di iniziare a cucinare chiudi le porte di tutte le stanze camere da letto, salotto, bagno e ripostigli. In questo modo i pesanti odori del pesce resteranno confinati in cucina. Secondo: assicura una buona ventilazione. Accendi la cappa aspirante sul piano cottura e, se possibile, apri le finestre. Il prossimo passo è essenziale, e all’indomani sarai felice di averci pensato, specialmente se qualche volta ti è capitato di fare colazione a pochi centimetri di distanza da una pentola incrostata e puzzolente di pesce della sera prima. Lava tutto immediatamente, se possibile già mentre cucini. Getta gli scarti e gli avanzi del pesce dopo averli ben chiusi in un sacchetto e, se puoi, porta immediatamente fuori l’immondizia. A questo punto puoi sederti a tavola e gustare il pesce in tutta la sua invitante fragranza, che non avrà nel frattempo invaso tutta la casa.

Il bon ton al supermercato

Con l’affollamento e le code sempre presenti al supermercato usiamo il galateo giusto. Quante volte ci siamo trovati intrappolati al supermercato tra decine di carrelli col tizio davanti a noi che ci mette un’eternità per scegliere un prodotto ed il tempo che scorre spietato? La voglia è quella di investire tutto e tutti senza preoccuparsi delle conseguenze, ma è possibile, con un poco di bon ton, applicare le regole del galateo anche al supermercato per tentare di vivere in armonia e soprattutto evitare di rovinarsi una giornata per motivi alquanto futili Sono poche e semplici regole, proviamo a ripassarle insieme: Il ticket: se al banco gastronomia o a quello del pesce qualcuno che è prima di noi ha dimenticato il ticket, facciamoglielo presente senza però obbligarlo a rifare la coda Le  cattive abitudini: se avete fretta evitate di fare lo slalom tra i carrelli mentre se vi piace fermarvi a chiacchierare non fatelo in mezzo alle corsie intralciando il passaggio; Guanti di plastica: non dimenticate mai di usarli al banco frutta e verdure e pesate la merce già imbustata per liberare prima la bilancia; Prezzi, pulizia e sprechi: se trovate che il prezzo di un prodotto sia troppo alto non prendetevela con i commessi, loro non ne hanno colpa! Limitatevi a riporre il prodotto nel banco senza acquistarlo, nello specifico se è un prodotto deperibile o lo avete preso dal surgelatore. E non aprite le confezioni sigillate per verificare la merce! Alla cassa: giunti finalmente alla cassa, se il vostro carrello è stracolmo e vi si accoda una persona che ha fatto solo uno o due acquisti da pagare, cedere il passo è un bel gesto che vi farà guadagnare un ringraziamento ed un sorriso, e quest’ultimo non guasta mai!

Vegetariani uccidono più dei carnivori

Chi diventa vegetariano perché non sopporta l’idea che un essere vivente venga ucciso e mangiato, forse dovrebbe cambiare punto di vista. Da uno studio australiano, infatti, emerge un curioso dato. I vegetariani ucciderebbero fino a 25 volte più animali di quanti non faccia un carnivoro, nonostante gli stessi ritengano che l’allevamento danneggi l’ambiente sprecando vegetali. A dimostrarlo sono stati i ricercatori dell’Università del New South Wales, in Australia. Mike Archer spiega che la produzione di frutta e verdura consumati dall’uomo, riesce ad uccidere un numero di animali 25 volte superiore per kg di proteine utilizzabili prodotte, rispetto a quanto avviene per produrre la carne.I bovini macellati, infatti, si nutrono per lo più di vegetazione spontanea, distrutta per la produzione di grano, riso e legumi per i vegetariani. Ciò comporta la morte di migliaia di animali. Un esempio? Per coltivare il frumento vengono uccisi almeno 100 topi per ettaro ogni anno, per difendere i raccolti!