Antiestetica muffa

Cosa c’è di più brutto, noioso e antigienico delle macchie di muffa su asciugamani, tappeti o, peggio, sulle pareti? Non desidereremmo mai averci a che fare ma è un problema che capita più spesso di quanto si possa pensare. Prima di tutto in questa stagione quando il tepore della casa calda non invoglia ad aprire le finestre per arieggiare le stanze. Ma è proprio il   calore associato all’umidità e al mancato ricambio dell’aria che favorisce lo sviluppo della muffa. Pertanto, senza volerlo, talvolta siamo proprio noi a produrre la comparsa. Ma è inutile piangere sul latte versato. Una volte che le antiestetiche macchie di muffa si sono formate bisogna intervenire per liberarsene.Il bucato che fatica ad asciugarsi, cassetti e armadi che hanno preso umidità, abiti e scarpe sudate che rimangono troppo a lungo nella borsa dopo lo sport. Tutto questo può provare la formazione di macchie di muffa su abiti e biancheria per la casa. Per intervenire su tessuti lavabili, però, non occorrono particolari accortezze. Generalmente con un normale lavaggio   si dovrebbe risolvere il problema, specie se si tratta di macchie fresche. Nel caso, invece, di aloni e macchie ostinate su tessuti bianchi, ad eccezione del nylon, si può intervenire con un ammollo in acqua a candeggina. Quando la muffa si sviluppa sulle pareti dietro ai mobili o ai divani si creano quelle fastidiose aree annerite che, oltre ad essere brutte a vedersi, talvolta emanano anche cattivo odore. Anche per queste la candeggina si rivelerà un ottimo alleato. Si potrà realizzare una soluzione con quattro parti di acqua e una di candeggina. Oppure si potrà ricorrere ad uno sgrassatore multiuso a base di candeggina. In entrambi i casi conviene sempre fare un piccolo test su un’area circoscritta e poco visibile per accertarsi che il prodotto non alteri il colore. Si dovrà, quindi, spazzolare, risciacquare con cura e lasciare asciugare. Tenere uno o più deumidificatori all’interno della casa aiuta notevolmente a ridurre il comparire della muffa

I segreti per trasformare gli avanzi in una risorsa

Che siano carciofi o insalata russa o i classici pandori e panettoni, gli italiani amano servire e mangiare i piatti di un tempo. Ricercando il calore e la gioia degli affetti più cari. Nel farlo, però, spesso non ci si rende conto, durante la preparazione delle portate, di esagerare. Ed è dai grandi banchetti delle Feste, composti in media da sei portate, che una famiglia italiana genera circa, ogni anno, due chili di avanzi per le feste di Natale. A non essere consumata nella maggior parte dei casi è l’insalata russa. Seguita da abbacchio e arrosti, pesce, e dolci. Soprattutto pandori farciti con creme fatte in casa, pastiere napoletane, struffoli e cassate. Il modo migliore per smaltire tutti questi avanzi è riciclarli per i pasti successivi. Trasformandoli, magari, in ingredienti per la realizzazione di portate creative da servire. Un altro metodo per non sprecare tutti gli avanzi di Natale è quello di congelarli. Gli esperti consigliano, però, di farlo quando sono ancora freschi. Manterranno, così, tutte le loro proprietà e non si deterioreranno rapidamente una volta scongelati. Se cerchi idee deliziose per realizzare il tuo menu delle Feste prova a scegliere tra i ricettari natalizi Non bisogna mai temere dell’uso che se ne può fare. Ogni cibo può facilmente diventare un ingrediente per un altro piatto.  Quando si riutilizza una stessa pietanza è sempre importante riscaldarle o condirle con dell’olio per ravvivarne i sapori. Anche quando si ricicla una portata l’occhio vuole la sua parte. Per questo conviene sempre curare l’impiantamento, anche di un piatto “riciclato”. Una costante attenzione alle quantità, inoltre, permetterà di limitare gli sprechi. Ed, infine, bisogna sempre ricordare che il pane raffermo è una risorsa preziosa. Può essere utilizzato come base per le zuppe oppure al posto della farina per la realizzazione di morbide torte. Allo stesso modo le verdure si trasformano in vellutate deliziose.

Torta ai funghi

Arrivato  l’autunno e con esso una nuova ondata di sapori stagionali. Tra i grandi protagonisti di questo momento, i funghi, con i quali si può preparare una deliziosa torta rustica. Un vero comfort food per le prime giornate fredde. Ecco la ricetta della torta di funghi, rigorosamente vegana. Ingredienti per la torta di funghi,300 gr di farina,150 gr di acqua tiepida,2 cucchiai di olio d’oliva,sale q.b.,3 patate grandi,20 gr di funghi porcini secchi,600 gr di funghi champignon freschi o altri funghi a piacere,sale, pepe q.b.,2 spicchi d’aglio,prezzemolo fresco.Mettete in ammollo i funghi secchi in acqua tiepida. Lessate le patate, una volta morbide scolatele, lasciatele raffreddare e pelatele. Mentre cuociono, preparate l’impasto della torta rustica mettendo la farina a fontana su una spianatoia e aggiungendo poco alla volta l’acqua e l’olio d’oliva, un pizzico di sale. Impastate fino ad ottenere un composto denso ed elastico. Fate una palla e lasciate risposare mentre preparate il ripieno.Rosolate in padella nell’olio d’oliva i funghi freschi tagliati a fettine assieme all’aglio. Salate, pepate. Scolate i funghi secchi dal loro liquido filtratelo per evitare impurità e aggiungeteli ai funghi freschi, cuocendo ancora 5 minuti. Togliete l’aglio e aggiungete il prezzemolo tritato. Tagliate le patate a fette, salatele.Prendete l’impasto e dividetelo in due, una metà più grande dell’altra. Stendetele entrambe col mattarello fino ad uno spessore di 1 centimetro. Foderate una teglia con carta da forno, e stendete la parte più abbondante di impasto steso, facendo in modo che i bordi fuori escano di 1 centimetro circa. Riempite la torta alternando uno strato di patate e uno di funghi. Chiudetela con il rimanente impasto, spennellate con dell’olio d’oliva e mettete in forno caldo a 180° per circa 25 minuti.

Curiosità nelle cose di tutti i giorni

Non ce ne accorgiamo, eppure gli oggetti che affollano la nostra quotidianità nascondono vicende particolari, a volte divertenti, curiosità che quasi nessuno conosce. Siamo così abituati ad averli sotto gli occhi che non ci viene in mente di osservarli da una prospettiva diversa, come cose dotate di storie interessanti, degne di essere raccontate. Benedict le Vay, è un vero e proprio “segugio” quando si tratta di ritrovare le curiosità che poi ci fanno esclamare: «Non l’avrei mai detto!» Oppure: «Non ci ho mai pensato». Eccone alcune. Chi sapeva, ad esempio, che passare il filo interdentale tra i denti aiuta a prevenire gli attacchi di cuore? E che i campeggiatori in Cornovaglia sono tenuti svegli dallo “scricchiolio dei cavolfiori” i vegetali produrrebbero un specie di cigolio, quando giungono all’apice della stagione?Lo sapevate, che non si può spezzare in due uno spaghetto uno spaghetto soltanto, non una manciata? Le onde d’urto provocate dalla pressione della nostra mano, infatti, lo spezzano sempre in tre pezzi. E ancora: c’è una lampadina che non è mai stata spenta ed è accesa da 114 anni. Si trova in una stazione dei pompieri in Califoria, a Livermore .Non solo aggeggi elettrici e grandi personaggi, anche il cibo ci riserva delle grandi sorprese. L’avocado deve il suo nome a una parola azteca che significa “testicolo”, i limoni, così aspri, contengono più zucchero delle fragole, mentre le patate crude hanno più vitamina C delle arance. Il formaggio stilton, invece, un prodotto locale di alcune contee inglesi, non è stato mai prodotto a Stilton. È stato creato a Melton Mowbray, nella contea di Leicester, e a Stilton può essere soltanto venduto. Esiste infatti una legge europea che regolamenta la produzione del formaggio, per garantirne la genuinità. Non sono stati adeguatamente protetti, invece, i biscottini della fortuna. Ah, quelli cinesi, direte voi. Sì, ma no. Non sono stati inventati dai cinesi, ma da un singolo locale cinese in California, nel 1849. Quando furono importati per la prima volta in Cina, negli anni Novanta, furono presentati come i “veri biscotti della fortuna americani”.

Le patate a chi non piacciono

Liberateci una volta per tutte dal senso di colpa perché coltiviamo il culto delle patate. Le patate fanno ingrassare, dichiarano. Le patate verdi fanno male, dichiarano. Sono piene di amido e alzano la glicemia, dichiarano. A sentire i corvi del malaugurio, sono la causa di tutti i mali. Eppure le mangiamo da secoli senza che alcuna civiltà si sia estinta per colpa delle patate. Anzi, nei periodi di carestia hanno salvato nazioni intere. Non sarà mica che si portano dietro una nomea ingiusta, per lo meno confusa? Sarebbe ora di chiarire bene cosa succede nel nostro corpo mangiando patate, quante se ne possono mangiare, capire se le patate fanno bene o fanno male. Perché la sfida è: avete mai conosciuto qualcuno a cui non piacciono? Bisogna sforzarsi un po’ per ricordarlo, qualcuno che al pranzo della domenica abbia detto: “no, a me le patate arrosto no, grazie”, o che da McDonald’s abbia guardato infastidito il cartoccino di patate Sogni veri. E se i bambini fanno storie per ogni vegetale, perché non per le patate?La patata è bruttina a vedersi, è un tubero, bitorsoluto, ma dovremmo perdere anche il vizio di usarla come sinonimo di persona banale. Svestita dell’umiltà, a lei si piegano chef e genitori tormentati dalla sindrome istantanea del “che diavolo cucino stasera ai ragazzi?”. E c’è chi ci ha fondato regni, sulle patate. A parte le note grandi catene di fast food, si dice che le migliori degli Stati Uniti le serva il Balthazar di Soho, a New York, descritte dai critici “sovrumane”, ma con la specifica che le migliori nel mondo si possono gustare solo in Belgio attenti vegani, le friggono nello strutto. E le patate in insalata, le patate al forno, la purea di patate, i gateau di patate, la frittata di patate, le patate al cartoccio, dove le mettiamo? E le jacket potatoes inglesi con il cheddar? E quelle della nonna con pollo arrosto? Patate, patate, patate!

 

Patate fritte

Anche preparare le patatine fritte è un’arte: il giusto taglio, il giusto olio, la giusta cottura…le variabili necessarie ad ottenere una patatina fritta perfetta sono molte: vediamo come fare per non sbagliare! Iniziamo a scegliere quale patata: bianca, gialla o rossa? Possono essere utilizzate tutte, purché fresche e della tipologia giusta. La scelta dell’ olio: le posizioni sono molte e spesso in forte disaccordo. I puristi amano friggere in olio extravergine di oliva, altri preferiscono l’olio di arachidi o di semi. Il gusto del fritto cambia in relazione all’olio utilizzato, ovviamente, una cosa fondamentale: la temperatura dell’olio non deve superare mai i 180°. Aiutatevi con un termometro alimentare per misurarla correttamente. Per una buona frittura occorre molto, moltissimo, olio.  Gli alimenti devono essere totalmente tuffati e non troppi tutti insieme, ognuno deve avere il proprio spazio di cottura: piuttosto, friggeteli a gruppi, uno dopo l’altro, la friggitrice è comoda, ma la verità è che basta una buona padella di ferro con i bordi alti. Come tagliare le patate: quello classico, a bastoncino, è il migliore, purché non siano troppo sottili, altrimenti il rischio di bruciarle è altissimo. Un centimetro di spessore è l’ideale per avere patatine croccanti fuori e morbide dentro. Per cambiare, potete anche provare a tagliarle a chips, sottili sottili con una mandolina, e passarle nella farina di riso prima di friggerle. Una bontà, ma occhio alla cottura! Ma c’è anche un segreto: una volta tagliate, lasciate a bagno nell’acqua fredda per 5 minuti, quindi scolate e asciugatele perfettamente prima di friggerle. Salatele solo dopo la frittura.

Alternative gustose in cucina

Ecco alcuni interessanti trucchi  in cucina: cuoci le verdure a pezzi più grandi per conservarne di più i benefici: pezzi più grandi o l’ortaggio intero significa minore perdita di nutrienti durante la cottura. E non dimenticare di cuocere le patate con la buccia, per trattenere più fibre. Il bonus extra? Meno lavoro per sbucciare e tagliare! Sostituisci i dolciumi con uno snack di muesli al cioccolato Preparare degli snack di muesli in casa è più semplice di quanto credi. Metti in una ciotolina frutta secca e semi (come noci brasiliane, mandorle e semi di girasole) insieme alla tua frutta disidratata preferita e qualche scaglia di cioccolato fondente.  Et voilà: hai appena creato uno snack salutare perfetto da sgranocchiare di fronte alla TV. Se ti organizzi e lo metti in una bustina di plastica da cibo, puoi anche tenerla in borsa per tirarti su durante la giornata. Sostituisci parte dello zucchero nei dolci con le verdure Ti piace la torta alle carote, ma perché fermarsi qui? Aggiungere della zucchina grattugiata al pan di spagna lo renderà incredibilmente soffice, mentre una purea di barbabietola è eccellente nei dolci al cioccolato. Le verdure non solo aggiungono dolcezza e vitamine in modo naturale, riducendo le calorie, ma mantengono i tuoi dolci umidi e freschi più a lungo. Provare per credere!  Sostituisci il purè di patate con quello di fagioli bianchi Lo sapevi che i fagioli in scatola contano come porzione di frutta e verdura giornaliera delle cinque raccomandate? Con i fagioli bianchi puoi fare un cremoso purè, schiacciandoli e ripassandoli in padella con olio, aglio e un po’ di burro per ammorbidire. Abbandona il bianco per il sorprendente integrale Sai già che pane, pasta e riso integrali contengono il doppio delle fibre rispetto al tipo bianco, ma sapevi che ci sono anche altri cereali integrali altrettanto buoni? Ormai li trovi dappertutto: quinoa,  kamut, farro

Lo sapevi che…curiosità

Non ce ne accorgiamo, eppure gli oggetti che affollano la nostra quotidianità offuscano vicende particolari, a volte divertenti, curiosità che quasi nessuno conosce. Siamo così abituati ad averli sotto gli occhi che non ci viene in mente di osservarli da una visione diversa, come cose dotate di storie interessanti, degne di essere raccontate. Benedict le Vay, è un vero e proprio “segugio” quando si tratta di rintracciare le curiosità che poi ci fanno esclamare: «Non l’avrei mai detto!» Oppure: «Non ci ho mai pensato». Chi sapeva, ad esempio, che i campeggiatori in Cornovaglia sono tenuti svegli dallo “scricchiolio dei cavolfiori”  i vegetali produrrebbero un specie di cigolio, quando giungono all’apice della stagione? Lo sapevate, poi, che non si può spezzare in due uno spaghetto uno spaghetto soltanto, non una manciata? Le onde d’urto provocate dalla pressione della nostra mano, infatti, lo spezzano sempre in tre pezzi. Il  re degli affari: l’uomo che ha disegnato il famoso tubetto delle patatine Pringles, Fred Baur, era un chimico e un tecnico esperto nella manutenzione dei cibi. La notizia “vera”, però, è che Baur chiese che parte delle sue ceneri venissero messe in un tubetto delle patatine. Non solo arnesi elettrici e grandi personaggi, anche il cibo ci riserva delle grandi sorprese. L’avocado deve il suo nome a una parola azteca che significa “testicolo”, i limoni, così aspri, contengono più zucchero delle fragole, mentre le patate crude hanno più vitamina C delle arance. Il formaggio stilton, invece, un prodotto locale di alcune contee inglesi, non è stato mai prodotto a Stilton. È stato fatto a Melton Mowbray, nella contea di Leicester, e a Stilton può essere soltanto venduto. Esiste infatti una legge europea che regola la produzione del formaggio, per garantirne la genuinità. Non sono stati ben protetti, invece, i biscottini della fortuna. Ah, quelli cinesi, direte voi. Sì, ma no. Non sono stati inventati dai cinesi, ma da un locale cinese in California, nel 1849. Quando  furono importati per la prima volta in Cina, negli anni Novanta, furono presentati come i “veri biscotti della fortuna americani”.

Aperitivi veloci

Quante volte, tornato a casa dopo una lunga giornata di lavoro, hai voglia di coccolarti sorseggiando il tuo cocktail preferito mentre ti rilassi con un buon libro o un bel film ?E se a questo momento, già di per se magico, si aggiungesse la possibilità di sgranocchiare qualche stuzzicheria, unica e sfiziosa ? Per aiutarti a vivere al meglio il tuo momento di relax, ecco alcuni suggerimenti facili da preparare e ottimi da gustare tra un cocktail e l’altro. Caramelle salate ripiene. Prendi una buona pasta sfoglia già pronta e un rotolo di carta alluminio. Taglia la pasta in tanti rettangoli e metti al centro un paio di cucchiai del tuo ripieno preferito: salmone e robiola, ricotta e spinaci, prosciutto e formaggio e così via. Avvolgi i lati della pasta sfoglia lasciando il centro aperto e avvolgi il tutto nella carta alluminio. Metti in forno per 20 minuti a 200 gradi e poi togli il cartoccio di alluminio. Questi bocconcini sono perfetti come accompagnamento di quei cocktail dal sapore deciso come il Martini e il Negroni. Crostatine sbriciolose. Metti in un mixer 200g di farina, 100g di parmigiano grattato, 80g di burro a dadini e un uovo. Avvia il mixer fino a ottenere un impasto compatto con il quale fare 8 piccoli dischi. Aggiungi infine delle mandorle non spellate e cuoci per 20 minuti circa a 180°. Ricaverai delle perfette crostatine da gustare con cocktail dolci e aromatici come il Mojito o liquori come il Baileys e il Rum. Treccine Saporite. Distendi una pasta sfoglia e riempila con un po’ di pure di patate freddo e dello speck. Copri il tutto con un altro foglio di pasta sfoglia facendo aderire bene i bordi. Taglia il tutto dal lato più lungo in modo da ottenere almeno una decina di strisce da torcere a due a due e mettere in forno per 30 minuti a 200°. Questo piatto unico e sfizioso può essere preparato in tante altre varianti, tra le quali spicca principalmente quella con pomodori secchi, olive e capperi, l’ideale per chi ama i cocktail briosi come l’Aperol Spritz.