Saper dire le bugie

Sì, tesoro, sei molto carino. Con quella camicia a fiori che ti fa sembrare un alieno in pigiama. Una frase come questa, di fronte a una situazione drammatica come il pigiama da alieno, non è una grande bugia, è soltanto rassicurarlo in un momento in cui non è in grado di farlo da solo e in cui ne ha assolutamente bisogno: chi si sentirebbe bene infatti in una camicia a fiori oggettivamente orribile???Grazie del regalo, amore, grazie per avermi pensata. Anche se quella borsa così di moda ce l’ha pure Maria la tua peggior nemica. Pare che dire schiettamente “questo regalo non mi piace” non sia proprio carino, né costruttivo: in questo caso dire “grazie per avermi pensata” non è in realtà una bugia e ti può salvare, perché lo ringrazi per la dolcezza del suo interesse per te. Certo poi trova anche un modo per fargli capire che la borsa è il tuo accessorio preferito ma magari diversa da quella di Maria. Che buono  questo piatto di  pasta, tesoro, grazie per aver cucinato per me. La seconda parte della frase, per lo meno, è sempre vero. Non è necessario che sappia che hai mangiato di meglio nella tua vita, visto che il tuo ex era un cuoco. Ci ha messo l‘amore e tanto basta, per questo quella pasta sciapa era così buona. Ti amo più del cioccolato.La bugia si commenta da sé.

 

Giornata mondiale della pasta

Compie 20 anni la giornata mondiale della pasta la manifestazione che dal 1998 celebra il 25 ottobre il piatto-simbolo della dieta mediterranea e della cucina italiana. Ma in due decenni la classifica delle preferenze degli italiani resta legata alla tradizione. Il formato più amato sono gli spaghetti, precisa l’Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta mentre una ricerca di Just Eat, svela che la Carbonara è la pasta preferita dagli italiani. Scavalcando la classica lasagna.Secondo l’osservatorio dell’app leader per ordinare online pranzo e cena a domicilio vincono le tradizioni regionali, attira anche l’interscambio di specialità da luogo a luogo: i cappelletti bolognesi vanno forte a Roma, le orecchiette alle cime di rapa a Trieste e la cacio e pepe a Torino. L’Italia è leader nel mondo per produzione e prima al mondo nella classifica dei Paesi consumatori: ne mangiamo 23 kg di pasta a testa ogni anno e precediamo i consumi di Tunisia, 17 kg, e Venezuela, 12 kg. Rispetto a 20 anni fa, il mondo mangia sempre più pasta italiana. Secondo elaborazioni di Aidepi, circa 1 piatto di pasta su 4 consumati nel mondo è fatto in un pastificio italiano. Cresce in 200 Paesi destinatari l’export ed è più che raddoppiata la quota export, da 740mila a oltre 2 milioni di tonnellate, più della metà della produzione Il mercato della pasta si consolida lungo la Penisola anche nelle moderne versioni già pronte con consegne a domicilio: la richiesta di pasta da parte degli italiani, cresce sempre di più. Nel 2017 il consumo registra +120% di richieste a livello nazionale, totalizzando oltre 20.000 kg ordinati. Questo anno gli spaghetti alla carbonara, specialità del centro Italia, ha tolto lo scettro che nel 2017 era della lasagna, che resta sul podio, ma al terzo posto, mentre al secondo posto troviamo le Tagliatelle al ragù. Se gli Spaghetti sono intramontabili, esistono nel nostro patrimonio gastronomico 50 sfumature di pasta ripiena e ben 350 formati diversi di pasta.Intanto, sta entrando l’abitudine di preparare la pasta senza l’utilizzo de colapasta. La cosiddetta pasta risottata, ottenuta portando la pietanza a completa cottura insieme a tutti gli altri ingredienti. Questa cottura sta sostituendo quella della tradizionale pastasciutta. Quest’anno i festeggiamenti del World Pasta Day si svolgono a Dubai, dove, con 9 abitanti su 10 stranieri, la pasta si mangia soprattutto fuori casa e la cucina italiana è la preferita nei  ristoranti della città.

I cibi che ti aiutano a dormire

Da quando inizia l ‘inverno, la voglia di dormire aumenta, insomma per una ragione o l’altra siamo più propensi a stare sul divano davanti al camino che uscire.. E poi, le cene a tarda ora, gli eccessi di cocktail, vino rosso,bello corposo, i cibi speziati.A parte il “non strafare a tavola“, possiamo cercare di scegliere cibi ricchi di serotonina e melatonina, sostanze che hanno una funzione determinante per un buon sonno. La serotonina dipende dalla disponibilità di un amminoacido, il triptofano, presente in latticini, patate, uova, cereali integrali e frutta.Se siamo in montagna andiamo a nozze: una bella tazza di latte caldo con fiocchi d’avena e dormiremo come pascià. Se vogliamo proprio assicurarci una notte super tranquilla aggiungiamo una banana, ricca di potassio e magnesio, et voilà il gioco è fatto, riposeremo come ghiri.Se invece siamo al mare o in città ottimi anche una tisana o una bella camomilla, proviamo a equilibrare la nostra dieta. A pranzo privilegiamo le proteine e comunque i cibi che hanno tempi di digestione più lunga e la sera concediamoci un bel piatto di pasta, i carboidrati infatti favoriscono un buon riposo notturno. Buona regola anche aumentare il consumo di alimenti ricchi di magnesio: cereali integrali, verdure a foglia verde, come lattuga e cavolo dalle proprietà calmanti, legumi, pollo, tacchino, mele, albicocche, pesche.Sarebbe opportuno inoltre cercare di rilassare corpo e spirito almeno due ore prima di andare al letto: spegnere il pc, non guardare spettacoli o film troppo elettrizzanti, non assumere sin dal pomeriggio bevande a base di cola, caffè, e altri cibi eccitanti. E neanche frutta secca, ottima al mattino, la sera difficile da digerire. Che ne dite del caro vecchio libro cartaceo? Va bene sia difronte al cimino o al calduccio sotto il piumino in baita, niente gialli però!

 

Edamame…..i fagioli di soia

Con il nome edamame si indica una preparazione dei fagioli di soia acerbi che vengono cotti, lessati o al vapore, per pochi minuti e consumati da soli lievemente salati, oppure all’interno di zuppe o insalate. I fagioli di soia freschi si trovano per lo più nei negozi dedicati alla cucina etnica ma gli edamame sono un prodotto oggi molto diffuso tra i surgelati e facilmente reperibile nei supermercati della grande distribuzione.La soia edamame si può mangiare in molti modi: la cosa importante è che i tempi di cottura non siano mai troppo lunghi 4/5 minuti al massimo perché il prodotto deve comunque restare croccante. Il prodotto surgelato può essere scottato velocemente in acqua bollente o passato al microonde, i bacelli di soia freschi possono essere bolliti o, meglio ancora, cotti al vapore e gustati all’orientale con solo un po’ di sale. In realtà, gli edamame sono un ingrediente davvero versatile e nutrizionalmente molto completo da usare in tante ricette per primi piatti, secondi e perché no anche dolci, come zuppe, minestre, insalate, contorni di verdure e paste.La soia edamame è un alimento particolarmente ricco sotto il profilo nutrizionale. E’ particolarmente indicata nell’alimentazione vegana perché ottima fonte di proteine vegetali, pur essendo poco calorica.I fagioli di soia sono un piatto tipico delle regioni orientali: in Giappone durante l’epoca Edo, venivano venduti cotti come cibo veloce in strada. Qualche anno fa in Giappone è stato creato un giocattolo una sorta di antistress chiamato Bandai che riproduce il baccello della soia acerba: l’obiettivo del gioco è far uscire i fagioli dal baccello con una leggera pressione delle dita. I giapponesi consigliano di mangiarli come snack accostandoli alla birra “Sono meglio delle patatine“ ed effettivamente questi fagiolini verdi dal gusto delicato sono davvero straordinari.

Pasta pesce e frutta rivoluzione sulle nostre tavole

Il clima del sud si sposterà verso nord e tutto si risistemerà felicemente. O forse no. Il futuro fa paura e, se proprio non si riesce ad avere una sensibilità ecologica all’altezza del problema, che per lo meno ci si interessi alla pancia. Le colture che nei millenni hanno alimentato non solo lo stomaco, ma anche ricche tradizioni culinarie, affronteranno il riscaldamento globale diventando prodotti di lusso o, semplice, morendo. Un aumento della temperatura porterà ad una riduzione dei raccolti e, così, la ricchezza della nostra tavola potrebbe essere stravolta. Impoverita, per la precisione.Un piatto di  pasta costerà di più, perché nelle regioni mediterranee si avrà un calo dei raccolti di frumento di conseguenza il mais che viene usato soprattutto per i mangimi determinerà una riduzione della produzione così ci sarà  un aumento di prezzo del mangime, dunque si tradurrà in una crescita dei costi e, infine, di carne, latte e derivati, la produzione di fagioli scenderà del 25% e un calo importante si registrerà anche per tutti i frutti con il nocciolo, visto che necessitano di giornate invernali che favoriscano l’impollinazione senza interruzioni improvvise causate da una strana, calda, imprevista notte di calore.Mangiare pesce diventerà sempre più difficile e costoso. Come per la terra, anche per i mari e gli oceani, non si risolve tutto con la ricollocazione delle specie, poiché l’habitat è questione molto più complessa di una temperatura. Le acque calde faranno saltare  i cicli riproduttivi di salmoni e merluzzi, con conseguente riduzione delle specie e aumento dei prezzi. Intanto, l’anidride carbonica, ovunque in aumento, si scioglierà nei mari rendendoli più acidi, indebolendo le formazioni coralline e tutta la vita che gira intorno ad esse.Prepariamoci ad adeguarci anche con il vino, la cui produzione è roba abbastanza complicata che non si risolve prendendo una vite e piantandola dove capita, solo perché le temperature dovrebbero essere le stesse del luogo d’origine. Saremo poi costretti anche a rivedere il dolce, dato che i prezzi del cacao e del caffè saliranno: due gradi in più metteranno a rischio gli alberi di cacao del Golfo di Guinea, mentre il caffè sarà aggredito dai funghi che tanto prolificano con il caldo, quando la pianta, fiaccata dalla siccità, inizia a cedere. Il quadro tracciato dall’Onu è troppo scuro? Guardiamo all’anno che è alle nostre spalle; poi diamo un’occhiata ai frantoi, dov’è finito l’olio extravergine italiano? La mosca olearia, complice la stagione, ha distrutto uno dei principali prodotti di qualità della nostra agricoltura, dalla Toscana alla Puglia, zanzare e parassiti in generale non conosceranno più stagioni nelle quali le rispettive popolazioni saranno decimate dal freddo: prolificheranno per gran parte dell’anno diventando sempre più dannose per i raccolti.

La complicità sotto le lenzuola

La complicità sotto le lenzuola passa anche attraverso la tavola grazie alla dieta dell’amore a base di frutti di mare.Nelle credenze popolari questi alimenti tipici della dieta mediterranea sono sempre stati considerati degli afrodisiaci naturali e ora lo conferma anche uno studio scientifico. Secondo un équipe di studiosi di Harvard infatti vongole,cozze,ostriche  aiuterebbero ad incrementare il desiderio e a creare un ottimo feeling con il partner. Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista Journal of Clinical, si è concentrato sull’osservazione di coppie che cercavano di avere un bambino. I dati raccolti hanno dimostrato che chi consumava almeno due volte a settimana frutti di mare aveva molti più rapporti sessuali e quindi una maggiore possibilità di concepire.Per gli studiosi questo effetto di super-fertilità sarebbe causato non solo dall’attività sessuale  molto più intensa, ma anche da quelli che sono stati definiti “altri fattori biologici” legati proprio a cozze e compani, che agirebbero direttamente sul seme maschile , sull’embrione e sull’ovulazione, migliorandone la qualità. “I nostri risultati insistono sull’importanza non soltanto della dieta femminile, ma anche di quella dell’uomo ha spiegato Audrey Gaskins, sul tempo necessario a ottenere una gravidanza. E indicano a entrambi i partner di introdurre nell’alimentazione più frutti di mare”. D’altronde i frutti di mare sono considerati da sempre un’ottima fonte di proteine e di nutrienti indispensabili per la salute delle donne, soprattutto di quelle che sognano di concepire un bambino.Volete riaccendere la passione con il partner? Allora provate i frutti di mare. Gustate un bel piatto di cozze, accompagnato da crostini di pane, oppure una gustosa pasta con le vongole, ma anche i fasolari, lumache e lumachine. Basterà una bottiglia di buon vino e l’atmosfera giusta per regalarvi una notte d’amore indimenticabile. Lo dice la scienza. Provare per credere.

 

La pasta non fa ingrassare

La pasta, l’alimento italiano per eccellenza spesso accusato di far lievitare il girovita, non solo non farebbe ingrassare, ma addirittura potrebbe essere un prezioso alleato per perdere peso. Negli studi analizzati sono state coinvolte oltre 2.500 persone, che hanno consumato in media 3 piatti di pasta a settimana in sostituzione di altri carboidrati, nel contesto di una dieta sana, equilibrata e a basso indice glicemico. Sarebbe proprio il basso indice glicemico della pasta a renderla un alimento ‘virtuoso’ da includere nella dieta, a differenza dei prodotti con alto indice glicemico i famosi zuccheri raffinati che fanno schizzare immediatamente alle stelle i livelli di glucosio nel sangue, con tutto ciò che ne consegue in termini di salute, in particolar modo per il rischio diabete e patologie dell’apparato cardiovascolare. I partecipanti coinvolti negli studi hanno beneficiato così tanto dalla pasta che dopo tre mesi hanno addirittura perso mezzo chilogrammo. Lo studio ha rilevato che la pasta non ha contribuito all’aumento di peso o all’aumento del grasso corporeo l’analisi ha mostrato una leggera perdita di peso, quindi contrariamente alle preoccupazioni, la pasta può essere parte di una dieta sana come ad esempio quella a basso indice glicemico. Prima di lanciarsi a bollire l’acqua per le tagliatelle e a informare cannelloni va sottolineato che le quantità erano esigue e che la pasta è stata valutata in un contesto di dieta sana ed equilibrata; insomma, se sognate di far sparire mezzo chilo di carbonara o di lasagne al giorno e dimagrire resterete molto ma molto delusi.

Consigli, nozioni pratiche e curiosità per cucinare un primo perfetto

Gli italiani preferiscono… la pasta! Piatto nazionale per eccellenza, la pastasciutta non può mancare nei nostri menu. Eppure non tutti conoscono i piccoli e grandi segreti che sono alla base di un primo perfetto. Eccoli svelati! Probabilmente anche tu la cucini quotidianamente, ma sei sicuro di conoscere tutti i segreti di questa specialità? Eccoti un agile e pratico elenco di consigli, nozioni pratiche e curiosità che ti aiuterà a cucinare il primo perfetto! Utilizza almeno un litro d’acqua per ogni etto di pasta, sfruttando una pentola ben capiente.Per ogni litro d’acqua di cottura occorrono 10/12 grammi di sale grosso marino. Aggiungi il sale solo quando l’acqua inizia a bollire, per non rallentare la bollitura.Per impedire alla pasta di attaccarsi alla pentola occorre versare nell’acqua bollente un filo d’olio. Così eviterai anche che l’acqua trabocchi dalla pentola. Sempre durante la cottura, copri la pentola con il coperchio solo per 2/3. Il vapore potrà fuoriuscire, garantendo una cottura uniforme alla pasta.La pasta va preparata sempre e tassativamente “espressa”. Scottarla prima per poi riprendere la cottura in un secondo momento la renderebbe poco elastica e brillante. Gli esperti ci insegnano che la quantità ottimale di pasta per un soggetto adulto varia dagli 80 ai 100 grammi al giorno.La tradizione italiana vuole che la pasta sia mangiata al dente, ma cosa si intende con questo termine? La pasta è al dente quando, la sua consistenza è ancora decisamente soda: è più gustosa e molto più digeribile. Passare la pasta sotto acqua fredda dopo averla scolata è sbagliato, a meno che non si tratti di un’insalata di pasta. Così facendo, infatti, si perde quello strato di amido che “cattura” il sugo.Quando prepari un sugo che prevede anche l’aglio come ingrediente, non utilizzare gli spicchi interi o tritati, bensì schiacciali. Preverrai così il rischio che le parti “d’angolo” si brucino, donando al sugo un sapore sgradevole.Le paste lunghe spaghetti, tagliolini, ecc sposano a meraviglia i sughi più fluidi a base di pomodoro fresco, pesce e frutti di mare. Quelle corte, invece, preferiscono intingoli più densi e corposi come ragù di carne e verdure.

Cosa mangiare sotto l’ombrellone

Arriva l’estate i week end al mare la fanno da padrone. Cosa si può mangiare in spiaggia, sotto l’ombrellone? Lo abbiamo chiesto ad un esperta di alimentazione. L’ideale è consumare un piatto unico: un mix di pasta preferibilmente integrale, pomodorini e mozzarella oppure di riso, salmone affumicato e zucchine; un cuscus di ceci e verdure crude o cotte; un’insalata di farro con pollo grigliato, carote e cavolo… L’importante è associare sempre una fonte di carboidrati a una di proteine e poi unire ortaggi a volontà. Meglio invece limitare sott’olio, formaggi e würstel, che spesso sono primi attori dei piatti freddi: procurano troppi grassi e affaticano la digestione. Un altro errore in spiaggia, è  puntare sulla frutta come sostituto del pranzo. Spesso si finisce per mangiarne troppa, perché è poco saziante, incamerando più calorie di quelle apportate da una porzione di pasta. Inoltre, essendo molto ricca di zuccheri, fa impennare la glicemia. Bisogna perciò limitarsi a un frutto a fine pasto o come spuntino.Quanto al gelato, 2-3 palline di gusti alle creme possono essere consumate a pranzo non più di una volta alla settimana dopo un mix di verdure crude, mentre a merenda è consigliata una coppetta piccola di sorbetto alla frutta.

Il caradamomo

Il caradamomo è una spezia che si ricava da una pianta originaria del Sud Est asiatico, nota come Elettaria. La pianta di cardamomo appartiene alla famiglia , dello zenzero. La sua espansione ha radici molto antiche, conosciuto fin dai tempi dei Greci e dei Romani, oggi il cardamomo resta tra le spezie più care al mondo preceduta solo da zafferano e vaniglia. La pianta di cardamomo può raggiungere un’altezza di 20 metri e le sue foglie hanno un colore molto particolare, simile al rosso porpora. Il frutto si presenta come una capsula ricca di semi di colore marrone-neri..  I semi in cucina, si possono usare integri soprattutto per la fase di preparazione di dolci o macinati, dando vita alla polvere impiegata come spezia. In Italia il suo impiego è legato principalmente a scopi culinari, tuttavia c’è chi usa il cardamomo per combattere l’alitosi e alleviare tosse o mal di gola effettuando gargarismi con l’infuso. Gli amanti dei rimedi naturali possono riscoprire nel cardamomo un buon alleato nella dieta, la polvere ricavata dai semi può avere un effetto stimolante e antidepressivo, soprattutto se la si assume bollita. Il cardamomo in polvere può essere aggiunto al tè, alle tisane o agli infusi di solito preparate. Questa spezia, infatti, si può usare per aromatizzare bevande anche centrifugati, frullati a base di latte e panna… o insaporire dolci e biscotti. Per il suo sapore, si può usare anche per aromatizzare brodi, risotti e secondi piatti a base di carne.I semi di cardamomo, interi, si possono usare per preparare liquori o per preparare infusi dal sapore molto delicato. I semi di cardamomo interi si possono impiegare per preparare dolci o plum cake fortemente aromatizzati.