La crema pasticcera

Uova, latte, zucchero e vaniglia. Pochi ingredienti per dare vita a una delle creme più amate: la crema pasticcera. Questa crema è tra le più usate in pasticceria, insieme alla chantilly, per farcire moltissimi dolci. Nei bignè, nei dolci di pasta sfoglia come cannoncini, vol-au-vent, millefoglie, ma anche tra gli strati morbidi del più classico Pan di Spagna la crema pasticcera è sempre la benvenuta! La crema pasticcera: è anche un piatto tipico in diverse regioni italiane. Quello che può cambiare è l’idea che si ha di questa ricetta. La crema fritta alla veneziana, per esempio, è un dessert, un fine pasto. Nelle Marche invece è considerata l’antipasto, da servire da solo o accompagnata da altri cibi fritti come le tipiche olive ascolane. Si crea così un interessante mix tra dolce e salato dove un boccone tira l’altro. In entrambi i casi, rispetto alla crema pasticcera tradizionale, si aggiunge un po’ più di farina in modo che rimanga più compatta.

 

 

Riciclare gli avanzi

Se state leggendo questo post significa che siete sopravvissuti a cene e pranzi di Natale con parenti e amici. A questo punto non rimane altro da fare che ingegnarsi a riciclare gli avanzi, dando sfoggio delle abilità culinarie acquisite durante l’anno e soprattutto evitando di sprecare cibo Qui qualche trucco in cucina per non rischiare di mettere a repentaglio soldi e tempo. Se avete conservato a dovere tortellini o cappelletti dopo il cenone, ovvero li avete tolti dal brodo e li avete fatti asciugare, potete metterli in freezer in vista di futuri pasti o usarli per creare dei nuovi primi piatti o addirittura dei contorni. Pensate ad esempio a un pasticcio con la besciamella  magari quella senza latte e senza uova per rimanere più leggeri  da mettere poi  in forno con un po’ di formaggio o pangrattato. La carne cotta può essere messa in freezer, magari già in divisa in monoporzioni pronte per essere scongelate. Il vero foodie, però, sa che la cosa più gustosa da fare con la carne avanzata sono polpette, hamburger oppure carne in gelatina.  I dolci avanzano sempre durante i cenoni: arrivano alla fine del pasto quando tutti sono già sazi. Se però avete già affettato panettone e pandoro è probabile che le fette il giorno dopo abbiano già perso la consistenza e il loro sapore. Per ravvivarlo, in vista di una colazione nutriente o per un dessert sfizioso, mettete le fette in forno per qualche minuto e servitelo con una crema . Altrimenti usate le fette avanzate come base per dei dolci freddi come un ottimo tiramisù.Un’altra ricetta molto facile e veloce da fare sono i cioccolatini di panettone, a prova di spreco e dal gusto assicurato.

 

 

I dolci della tradizione

A Natale, i padroni indiscussi delle tavole imbandite sono di certo i dolci, declinati in ogni forma e ricetta per incontrare il gusto degli Italiani. Ogni regione, ogni città, ha il suo dolce tipico, fatto con ingredienti semplici e locali, alcuni esportati in tutto il mondo, altri meno famosi, ma pur sempre buonissimi. Ecco alcuni tra i più celebri dolci italiani delle feste di Natale. Buone feste! Il panettone di Milano Tra i re dei dolci italiani delle feste, ecco il panettone, nato in Lombardia dall’idea di un certo garzone di nome Toni, da cui il “Pan di Toni”, divenuto nel tempo panettone. La ricetta contiene ingredienti molto semplici: lievito, farina, latte, burro, uova e frutta candita e/o uvetta, secondo i gusti. La ricetta di questo dolce speciale ha circa 500 anni e non è mai stata cambiata, fatta eccezione per le varianti golose ripieno di gelato, cioccolato, creme…. Il buccellato siciliano Famoso in tutta l’isola, il buccellato è una grande ciambella fatta di pasta sfoglia ripiena di frutta candita ivi compresa la zucca, frutta secca, cioccolato e ricoperto di zucchero a velo, arance candite e glassa di zucchero. Una ricetta molto golosa, in tipico stile siciliano, che non risparmia sulla dolcezza dei suoi ingredienti. Il pandoro conosciuto in tutto il mondo, il pandoro gode di fama centenaria. Viene creato a Verona partendo da ingredienti anche stavolta molto semplici: uova, farina, zucchero, burro e lievito. Le origini risalgono al 1800, ma mille leggende ruotano intorno alla sua invenzione: c’è chi afferma sia originario dell’Austria, chi lo vede parente della brioche francese. Tralasciando tutto ciò, possiamo affermare che il pandoro farcito o meno è il dolce delle feste natalizie italiane per eccellenza. Pan pepato e panforte Tipici delle regioni centrali Lazio, Toscana, Umbria, il panpepato e il panforte sono simili e decisamente famosi in tutto il mondo come specialità natalizie tradizionali italiane. Anch’essi hanno la capacità di conservarsi a lungo senza particolari accorgimenti, visti i gli ingredienti: miele, pepe, frutta secca, mosto cioccolato, caffè, cannella e noce moscata. L’uso delle spezie risale a circa 6 secoli fa, periodo storico in cui le quelle orientali furono in auge nel bacino mediterraneo grazie anche ai viaggi di Marco Polo e per la loro capacità di non far deteriorare i cibi. Col tempo, il panforte fu variato aggiungendo lo zucchero a velo per ricoprirlo, rendendolo meno aspro in bocca. Il panpepato non viene invece ricoperto di zucchero a velo ma lo si trova normalmente al naturale o con posata sopra un’ostia.