La musica influenza l’umore

La musica influisce sull’umore che accompagna i vari momenti della nostra giornata. Può condizionarci e modificare il nostro stato d’animo. Può farci sorridere come piangere, generare malinconia come nostalgia. Se vogliamo, è la migliore espressione di noi stessi.L’impatto che un brano ha su di noi va oltre quello che si pensa, tanto che un tempo “veloce” può risollevare l’umore, mentre uno più “lento” può buttarlo giù Una canzone sbagliata, infatti, può rovinare un momento, quella giusta può renderlo semplicemente unico e indimenticabile. Bastano, infatti, poche note per stravolgere la giornata, questo perché la musica influenza gli stati d’animo.Ma quali sono le canzoni “giuste” al momento giusto? Le canzoni sono piene di attese e ciò che siamo portati ad attendere è soprattutto l’amore. Un uomo ancora innamorato non smette di pensare a chi l’ha tradito a seguito di un incontro forse casuale. “Mi ritorni in mente” fa riaffiorare il ricordo di quella donna che è in tutti i suoi sogni. La gioia è legata alla vita, alla nascita e alla rinascita. Anche qui nessun dubbio sulla scelta del brano: Bella. Jovanotti offre una sonorità molto piacevole dove il testo è sicuramente semplice, ma allo stesso tempo significativo. È una dedica d’amore alla sua donna in un insieme di metafore e pensieri che ne elevano la figura. Dunque una canzone allegra che esprime armonia, positività, ottimismo e amore. A prescindere dall’umore ci sono musiche che portiamo dentro da sempre, insite nel nostro cuore, ed altre ancora che, pur accompagnandoci solamente in alcuni momenti della vita, sono in grado di “fotografarne” i pezzi in maniera assoluta e indelebile, riportandoci indietro con il tempo ogni volta che le nostre orecchie percepiscono le prime note. Il nostro umore può dipendere da ciò che ascoltiamo e da quello che c’è dentro di noi nel preciso momento dedicato all’ascolto.

 

Gli ortaggi non solo si mangiano…si suonano

Siete davvero convinti che zucche, carote, peperoni e sedano servano solo per preparare gustose insalate? Forse non avevate ancora visto l’orchestra che suona solo gli ortaggi la Vienna Vegetable Orchestra, la prima band che suona con gli ortaggi! Il progetto musicale è iniziato 15 anni fa per gioco. L’orchestra, formata da 12 elementi, è ben presto cresciuta in tutta Europa, facendo appassionare la gente sia alla musica che ai temi ambientali, di cui il gruppo si fa portavoce. L’orchestra singolare, voluta oltre dieci anni fa da Dale Stuckenbruck, 63enne musicista tedesco che insegnava musica a Long Island. Orchestra singolare, dicevamo, ma non l’unica: esiste un’orchestra vegetale viennese già da parecchio tempo, stessa cosa per la London Vegetable Orchestra; ma è l’unica orchestra di questo tipo a New York, chiamata a esibirsi nelle scuole, nelle biblioteche, negli eventi più diversi. È anche comparsa in un piccolo film .Ai musicisti non è richiesto solo l’impegno ordinario fatto di note e spartiti: la durata degli strumenti vegetali è breve, prima di ogni sessione di prove ne devono costruire di “freschi” intagliando zucche, meloni e carote. Per ogni concerto servono circa 70 chili di verdura ed oltre tre ore per prepararli artigianalmente come strumenti musicali. Ecco, così, che nascono violini fatti di porri, trombe di peperoni, batterie di zucche, tamburi di sedano e flauti di carote. Gli strumenti vengono conservati in acqua e ghiaccio in modo che restino sodi a lungo e producano suoni nitidi.La Vegetable Orchestra è in grado di riprodurre qualsiasi tipo di musica, dal jazz a quella elettronica, con l’obiettivo di far scoprire i suoni naturali insiti in ciascun ortaggio. Durante la performance musicale, inoltre, il pubblico riceve anche una zuppa calda di verdure.

Alcune curiosità che (forse) non sapevi su San Remo e il Festival

Il primo festival della canzone italiana non fu organizzato a Sanremo bensì in un locale della Versilia, La Capannina. Dopo due anni di esperimenti si decise di organizzarlo a Sanremo, dal 1951. Inizialmente la sede non era il teatro Ariston, bensì il Casinò. Fino al 1954 il festival si poteva solamente ascoltare via radio, poi vi fu l’avvento della televisione, dal 1955.Durante l’edizione del 1967 il cantante Luigi Tenco viene ritrovato morto nella sua camera d’albergo. Si parla di suicidio, addirittura a causa della delusione a seguito della sua eliminazione dal Festival. Nel 1980 viene tolta l’orchestra, e i cantanti si esibiscono su basi in cassetta. Concorrono anche i cantanti stranieri. L’orchestra dal vivo torna nel 1990. Dal 2004 sparisce la distinzione tra Big e Nuove proposte, e il vincitore viene decretato direttamente dal pubblico con il televoto.I più presenti a Sanremo, oltre agli eterni Pippo Baudo e Mike Bongiorno, sono Peppino di Capri e Milva. Nella città dei fiori che è San Remo non sono mancati allestimenti e coreografie realizzate da esperti fioristi foto_fiori_recisi_463