La zucca gialla

Buona, dolcissima e amica della dieta: è possibile? Certo che sì: la zucca è uno degli ortaggi più amati e preziosi per il nostro organismo, anche se siamo a dieta o soffriamo di diabete. Vediamo quali sono le caratteristiche della zucca! Della zucca non si butta nulla, nemmeno i semi che, seccheremo oppure li  arrostiamo in forno con una  leggera salatura, e possono essere consumati come snack o per accompagnare un aperitivo.Dai semi di zucca si ricava un olio ricco di acido oleico e linoleico: secondo recenti studi, l’olio di zucca sarebbe un utile alleato anche in concomitanza con l’insorgere della menopausa e dei suoi caratteristici sintomi. L’assunzione di olio di zucca aiuterebbe ad abbassare il colesterolo e diminuire la pressione arteriosa, oltre a ridurre le vampate di calore, i mal di testa e i dolori articolari. La polpa della zucca si presta in modo eccellente a tantissimi impieghi e preparazioni: può essere cotta a vapore, bollita, arrostita in forno oppure cucinata in umido. E’ buonissima tagliata a tocchetti come le patate, lasciando anche la buccia, disposta in una pirofila e condita con olio, sale e pepe e cotta nel forno. Può essere usata in ricette salate, come sughi per risotto, ripieni, contorni, oppure in ricette dolci, per preparare torte oppure biscotti. La zucca è una miniera di caroteni e pro-vitamina A; è inoltre ricca di minerali e ha pochissime calorie

Cosa fare oggi….

Un’occasione da segnare sull’agenda di tutte le buone forchette: appuntamento oggi 7 ottobre al Castello di Masino, Bene gestito dal FAI, con decine di agricoltori, allevatori, pescatori e artigiani del gusto, che non solo mostreranno e venderanno i loro prodotti, ma soprattutto racconteranno le loro straordinarie storie di eccellenza e tradizione, alla scoperta del Bel Paese e del suo straordinario patrimonio culinario. Gli espositori che prenderanno parte all’evento sono persone che hanno creduto in un progetto di vita e di economia sostenibile che valorizza la relazione fra uomo e territorio e che fa degli artigiani i nuovi “custodi del paesaggio”. Tante le storie racchiuse nella produzione gastronomica da nord a sud dello Stivale: dal bitto storico delle Orobie Valtellinesi, formaggio “perenne” capace di stagionare anche 10 anni, al caciocavallo e al cacioricotta pugliesi, prodotti con il latte di razze rustiche di grande qualità, ovvero la vacca podolica e la capra garganica; dai salumi derivati dalla cinta senese, antica razza autoctona quasi del tutto estinta e allevata allo stato semi-brado nei boschi della valle del Chianti, allo speck della Val Sarentino in Alto Adige, dove i maiali vivono liberi all’aperto, in totale dignità; fino ai vini del Carso e all’aceto d’uva Ribolla, ambedue prodotti in Friuli Venezia Giulia.Inoltre, si potranno degustare e acquistare cibi della tradizione come il pane di farina di castagne, grano e patate cotto a legna, la pasta biologica di grano antico khorasan saragolla, il formaggio di Branzi, il Castelmagno DOP, i formaggi a latte crudo di pura capra, i fagioli bianchi di Conio, l’aglio di Vessalico, le pere madernassa, i vini e gli oli extravergine del territorio dell’alto Garda trentino, i genepy di artemisia mutellina, il miele di rododendro; prodotti regionali come oli essenziali, succhi e derivati del bergamotto, i pistacchi, i salumi e gli insaccati stagionati di Norcia, i dolci tipici della Liguria e della Val d’Aosta, la “torta di Cannobbio” di nocciole, le lingue di suocera e i grissini stirati, i testaroli di farina di castagne, il pesto genovese, i gianduiotti torinesi e molto altro.

La cucina Toscana

Conosciuta e apprezzata in tutto il mondo, la cucina toscana è semplice e genuina, fatta di pochi ingredienti che, saggiamente accostati tra loro, danno vita a piatti unici e prelibati.A farla da protagonista assoluto sulle tavole toscane è il pane, rigorosamente privo di sale e preparato in forme e con sapori diversi. Accompagnato ad altri e gustosi ingredienti diventa la base di numerose ricette. Gli antipasti della cucina Toscana: è proprio il pane, soprattutto quello casereccio, a dar vita a numerosi e sfiziosi antipasti come la panzanella, dove il pane è abbinato a pomodori maturi, cipolla, basilico e cetriolo, o la fettunta, in cui il pane è condito con olio di oliva, fresco di frantoio, aglio, pepe e sale. Da non dimenticare, poi, i crostini dei butteri, i crostini di beccaccia, i crostoni di cavolo nero, tutti rigorosamente a base di pane, accompagnato, di volta in volta, da tipici e particolari ingredienti. Tra i piatti Tipici Toscani spiccano la famosissima ribollita, a base di fagioli, cavoli, spinaci, pomodori, pane raffermo e osso di prosciutto o cotenne di maiale, il tutto condito con olio extravergine di oliva, sale e pepe. Molto semplice e allo stesso tempo molto gustosa e saporita è l´acquacotta, protagonista della cucina maremmana e preparata con olio, cipolle rosse, aglio, peperoncino, carote, sedano, pomodoro e pane. Da provare, poi, il celebre cacciucco, a base di pesce e molluschi, l´altrettanto celebre pappa col pomodoro e le pappardelle condite con sugo di lepre, cinghiale o coniglio. Da provare, rigorosamente a Firenze, la rinomata bistecca alla fiorentina, alta almeno tre centimetri e condita con olio extravergine d´oliva, sale e pepe.Molto diffusa ed apprezzata è, inoltre, la carne di cinghiale, preparata in tanti modi diversi: alla cacciatora, al vino bianco, con funghi e polenta o in salsa. Altrettanto diffusa è la carne di lepre, da provare nella versione “in dolce forte” ovvero aromatizzata con vino e accompagnata da un dolce fatto di pinoli, uvetta, e cioccolato fondente. Ma sulle tavole toscane non mancano pietanze a base di pesce come il baccalà ai porri, alla maremmana o alla fiorentina, le sardine ripiene, il tonno, cotto nel vino e nella farina, e lo stoccafisso.

 

Conservare le piante aromatiche

In estate il nostro piccolo orto di erbe aromatiche, magari anche nei vasi sul terrazzo, ha prodotto quantitativi importanti? Possiamo conservare gli odori e i profumi dell’estate anche per l’inverno, basta sapere come fare! Ecco alcuni suggerimenti e idee. Con olio, in freezer: lavate e asciugate accuratamente le erbe aromatiche e, se necessario, sminuzzatele. Ponetene un cucchiaino sul fondo di uno stampo per cubetti di ghiaccio e riempite in seguito ogni spazio con olio extravergine. Surgelate e consumate al bisogno! Con burro, in freezer: il medesimo processo sopra descritto, utilizzando burro fuso molto lentamente al posto dell’olio. Sotto sale, a temperatura ambiente: lavate e asciugate accuratamente le erbe aromatiche. Disponetele a strati, alternandole a sale grosso, all’interno di barattoli ermetici. Conservate in un luogo fresco, asciutto e lontano dalla luce. Con olio, a temperatura ambiente: in questo caso, potete realizzare un olio aromatizzato molto gradevole e saporito. L’importante è non separare le foglie dai rametti e, dopo averle lavate ed asciugate con cura, potete disporle in un contenitore trasparente che poi riempirete di olio. Lasciate riposare 3 settimane prima di consumarlo: avrà una durata di almeno altri 6 mesi.

Gli oli aromatizzati

Gli oli aromatizzati sono semplicissimi da preparare in casa e possono dare una marcia in più a tantissime ricette, oltre ad essere davvero gradevoli! Il procedimento di base per preparare gli oli aromatizzati a freddo richiede pochi strumenti e ingredienti assai semplici. Munitevi di piccoli barattoli di vetro oppure di mini-bottigliette; procuratevi un olio extravergine do ottima qualità; pensate alle vostre spezie o alle erbe aromatiche che preferite. I contenitori per la macerazione devono essere ben lavati e sterilizzati prima dell’uso e vanno conservati in un luogo buio e asciutto per un tempo che può variare da 1 settimana ad 1 mese, prima che l’olio aromatizzato abbia ottenuto il gusto desiderato e possa essere consumato. Una buona idea per evitare l’ossidazione causata dalla luce consiste nell’avvolgere i contenitori con la carta argentata. Tutti gli oli aromatizzati possono essere conservato per circa 12 mesi. Ecco alcune idee.Olio all’aglio 300 ml di olio extravergine di oliva,4 spicchi di aglio fresco erbe aromatiche 1 cucchiaino di origano, 4 foglie di salvia, mezzo rametto di rosmarino sistemate nel vostro contenitore gli spicchi di aglio privati della buccia e lievemente schiacciati, aggiungete le erbe aromatiche e coprite col l’olio. Chiudete bene e lasciate riposare per due settimane; dopo filtrate tutto e versatelo di nuovo nel barattolo o nella bottiglietta desiderata. Olio al limone 500 di olio extravergine di oliva 1 limone biologico e non trattato la buccia, senza la parte bianca Lasciate riposare per 1 settimana le bucce di limone nell’olio, poi eliminate le bucce, filtrate l’olio e consumatelo sempre a crudo. Olio speziato 500 ml di olio extravergine di oliva 4 peperoncini rossi freschi tagliati a metà 5 bacche di ginepro 5 rametti di erba limoncina 1 rametto di rosmarino 2 spicchi di aglio fresco schiacciato 5 grani di pepe nero. Lasciate macerare tutti gli ingredienti con l’olio per almeno 1 mese. Poi filtrate e consumate!

Le patatine fritte che salvano l’atmosfera…

I grassi rilasciati nell’atmosfera dalle fritture all’aperto causano la formazione di nuvole che sono indispensabili per rinfrescare il nostro Pianeta ormai annientato dal riscaldamento globale. Messa così sembrerebbe quasi che le patatine fritte salveranno la Terra dagli effetti dell’uomo e, per quanto ci piacerebbe pensarlo, purtroppo non è così. I ricercatori hanno studiato gli effetti delle fritture all’aperto sull’atmosfera e hanno pubblicato i loro risultati. Frittura e nuvole. In pratica quando siamo in giardino o in occasione di sagre e fiere, e friggiamo all’aperto si formano delle molecole di acidi grassi che a loro volta formano delle strutture complesse tridimensionali nelle gocce di aerosol atmosferico. Queste formazioni, spiegano gli scienziati, aumentano la durata delle vita atmosferica di queste molecole e influenzano la formazione delle nuvole. Le nubi sono indispensabili per rinfrescare l’aria. Quindi ciò che incrementa la formazione di nubi, permette anche di rinfrescare l’aria.E le patatine fritte? I ricercatori hanno testato gli effetti di queste molecole di acidi grassi e, attraverso alcuni esperimenti, hanno notato che influenzano l’assorbimento dell’acqua dall’ambiente attiguo un processo chiave per la nucleazione delle nubi e la viscosità, che influenza i tassi di reazione chimica. Inoltre, queste molecole sono più resistenti agli attacchi chimici  e quindi perdurano più a lungo e viaggiano più lontano: tutto ciò facilita la formazione delle gocce e quindi delle nuvole Controlliamo l’entusiasmo. Quanto scoperto ovviamente non significa che le patatine fritte salveranno il mondo….

Verdure come conservarle

Verdure sott’olio o sotto sale, salse, marmellate…Salse e conserve renderanno il nostro inverno più allegro . L’unica cosa da decidere è con quale conserva vogliamo fare: per il resto, ci mancano soltanto le indicazioni e i trucchi da seguire per non sbagliare! Come si preparano i vasetti? Per le vostre conserve servono prima di tutto contenitori di buona qualità e, se i vasetti sono riciclati, sarebbe ancora meglio se li riutilizzaste con dei tappi nuovi. Cosa preparare per conservare nella nostra dispensa? La marmellata, se scegliete di fare la marmellata, vi servirà sicuramente la frutta. Fate attenzione che sia matura al punto giusto e procuratevi una pentola dal fondo spesso più larga che alta. La cottura della marmellata è piuttosto rapida e se scegliete di utilizzare pere, ciliegie, fragole o pesche unite sempre qualche buccia di mela, che contiene naturalmente la pectina, cioè l’addensante e gelificante necessario per ottenere un composto con una piacevole consistenza. Per capire se la consistenza è “giusta” mettetene un cucchiaino sopra un piatto e inclinatelo: se la marmellata scivola “lentamente”, è pronta! Invasatela ancora calda, chiudendo poi i barattoli e capovolgendoli fino a completo raffreddamento. La verdura: dopo aver scelto le verdure che preferite conservare pomodori peperoni, cipolle, carote diventano davvero sfiziose! lavatele con cura, tagliatele a pezzetti e scottatele  per 5 minuti in acqua e aceto. Asciugatele con cura e sistematele a strati nei barattoli, cercando di eliminare ogni spazio di aria. Potete disporre tra gli strati, se vi piacciono, erbe aromatiche fresche oppure essiccate. Dopo aver riempito il barattolo sino a 2 cm dall’apertura, coprite le verdure con olio. Chiudete il coperchio e lasciate riposare al buio per qualche giorno. Buon lavoro!

I superfood che fanno bene alla salute

Ippocrate diceva: “fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”. Niente di più vero specialmente quando parliamo di superfood. Ma cosa sono i superfood? Per la maggior parte si tratta di frutta, bacche, spezie, e semi che contengono principi attivi particolarmente attraenti per la salute. La lista di questi alimenti eccezionali è in continua evoluzione, in quanto la scienza scopre praticamente ogni giorno nuovi principi antiossidanti e nutrienti dentro alcuni alimenti. Alcuni di questi sono in grado di ostacolare l’invecchiamento cellulare, altri possiedono proprietà antitumorali o aiutano a combattere le malattie cardiovascolari o problemi della pressione arteriosa. Vediamone alcuni Olio di cocco. Può essere usato per fare dolci, frullati ed è un buon sostituto del burro: i grassi contenuti in questo olio sono sani e aiutano a mantenere la linea. In più l’olio di cocco può essere impiegato nella routine beauty, per pelle e capelli. Yogurt greco. Colmo di probiotici che aiutano la digestione: inoltre può essere usato come sostituto della panna, o mescolato con frutta e miele per avere un piatto per la colazione super sano. Mirtilli I migliori sono quelli selvatici, dove il potere nutrizionale e antiossidante che è tipico dei frutti di bosco è al massimo. Non solo succo: perfetti nella crostata, nei muffin, nello yogurt. Scatenatevi.!!!

 

Il piatto della seduzione

Il piatto della seduzione? Il pinzimonio. Potrebbe suonare strano, eppure le verdure tagliate alla julienne e una ciotolina di olio extra vergine di oliva rappresentano tutto quello che ti serve per riscaldare una cena o sedurlo al primo incontro. Non solo preparare il pinzimonio è molto facile lo si trova anche all’aperitivo ed è anche un piatto sano, ma può anche svelarti due cose dell’uomo che hai di fronte e che ti saranno molto utili per capire che tipo è. Capisci che tipo è in base a come mangia il pinzimonio. «Se usa le mani, assapora le verdure e le intinge bene nell’olio significa che è un buongustaio e certamente non vedrà l’ora di passare alla portata successiva in camera da letto. Se invece fa lo schizzinoso, usa stuzzicadenti e fazzolettini a dismisura forse non sarà poi così goloso», svela la Dottoressa Natoli, psicologa e psicoterapeuta Il pinzimonio è come un preliminare. «Il primo ingrediente della seduzione è il bagnato: per definizione il secco non è sexy. L’olio è la parte bagnata, dove poi si intinge la crudités, ovviamente tagliata alla julienne», aggiunge l’esperta. «La forma è importante per essere presa con le dita e passarla poi direttamente al partner».Preferisci il dolce? Se vuoi aspettare il dolce per sedurre, allora sostituisci a verdure e olio della frutta con lo yogurt. Taglia a listarelle frutta mista,kiwi, fragole, ananas e mango e prepara a parte una ciotolina con dello yogurt bianco, o una fonduta di cioccolato Per dare un tocco più profumato, stempera anche dei semi di baccello di vaniglia. Il risultato sarà assicurato!

Insalata il piatto leggero che…

Insalata…il pranzo leggero che tutti desideriamo prima della prova costume! Ne ordiniamo una, sperando di essere sazi, salvo poi mangiarci tutto il cestino di pane per riempire lo stomaco. L’insalata può essere un piatto unico, se ben bilanciato, con il giusto apporto proteico e calorico. Poi nessuno vieta una fetta di pane per non lasciare tracce sul piatto. Insalate con salsa. La soluzione è sempre quella di ridurre la quantità: non di insalata ma di salsa. Le insalate vanno  condite, non mettete troppo olio né troppo sale.Le insalate sono pensate per costituire un piatto unico e, per i più affamati, un sano contorno. Se si è a dieta ferrea basterà aggiungere la salsa a parte e prenderne un solo cucchiaino in sostituzione del tanto odiato cucchiaio d’olio indicato da dietologi e nutrizionisti e che spesso crea imbarazzo di fronte al proprio commensale, per le sue insalate usa quotidianamente ma con parsimonia la frutta secca, che si può dividere in due categorie: frutta secca glucidica: ricca di zuccheri e povera di grassi come ad esempio i datteri frutta secca lipidica: ricca di grassi e povera di zuccheri come il sesamo e le mandorle. Si tenga presente che nelle insalate a base di sesamo il condimento è quello con olio di sesamo, perché la mescolanza di oli diversi in uno stesso pasto è il più delle volte sconsigliata.