Le sfide contro il cibo

Le “sfide contro il cibo” sono ormai comuni, e sono tantissimi i ristoranti e i pub che propongono un piatto di dimensioni esagerate, offrendo premi a chi è in grado di finirli. Un ristorante messicano di New York, il Dom Chingon, ha aggiunto un nuovo elemento alla sfida: chi riesce a finire il piatto di burrito che propongono diventerà socio del ristorante, ricevendo in premio il 10% della proprietà, e l’ occasione di mangiare gratis a vita nel locale. Va detto che il burrito in questione è altamente sfidante, dato che si tratta di una “bestia” di 13kg, fatta da una tortilla di quasi un metro di diametro, ripiena di pollo, carne, carnitas, chorizo, formaggio, fagioli e salse varie. Inoltre il piatto va finito entro un’ora, e deve essere associato da una Margarita insaporita con il Peperoncino Serpente, il peperoncino più piccante del mondo. Non si può neppure andare in bagno, e tanto meno rimettere, prima di avere finito il piatto, altrimenti la sfida viene considerata persa. La sfida è indubbiamente difficile, e infatti finora nessuno l’ha completata. Ma i proprietari sottolineano anche il premio: “Non ti limiti ad avere il tuo nome scritto sul muro. Avrai il muro”, dicono. Secondo qualcuno la sfida però è impossibile, e anche George Shea, fondatore della International Federation of Competitive Eating, che ha dichiarato che secondo lui nessuno al mondo può mangiare un burrito da 13 kg.La sfida del burrito può essere affrontata anche da piccoli gruppi di amici: in questo caso però in premio ci sono solo gadget, e non viene assegnato il premio della proprietà del ristorante.

 

La bustina del tè

L’invenzione delle bustine da è attribuita al commerciante Thomas Sullivanera un mercante di New York che iniziò ad inviare ai propri clienti dei campioni da degustazione in piccoli sacchetti di tela, i sacchettini presentavano più vantaggi rispetto alle confezioni di metallo usate fino a quel momento erano meno ingombranti e meno costosi. L’idea di Sullivan si rivelò un successo poiché, con sua grande sorpresa, si rese conto che i clienti invece di riversarne il contenuto direttamente in acqua calda iniziarono ad immergere l’intera confezione, che fu poi migliorata e perfezionata nel corso del tempo. La seta infatti era troppo fine e fu così che Sullivan incominciò a studiare dei sacchetti fatti di garza che furono commercializzati industrialmente nel 1920. Ne esistevano di due dimensioni, una più grande per le pentole e una più piccola per le singole tazzine. Sorprendente notare come le caratteristiche dell’invenzione si siano mantenute fino ai nostri giorni: anche allora possedevano una cordicella che consentiva la facile rimozione della bustina ad infusione avvenuta.

Fiorista trasforma i cestini

Da qualche tempo, le strade di New York sono un po’ più colorate, grazie a Lewis Miller, che trasforma i cestini in belle composizioni floreali che danno un tocco completamente diverso alla città. I fioristi usano fiori recuperati al termine di matrimoni ed altri eventi, quando di solito verrebbero mandati al macero. I fiori prendono così nuova vita, con una sorta di rivincita della natura, con i fiori che rimpiazzano la spazzatura. E in più l’abilità di Miller nel costruire le composizioni floreali. Tutto è iniziato quando Miller e il suo team hanno usato 2.000 fiori per decorare il memoriale di John Lennon a Central Park, creando una “psichedelica aureola colorata”. L’iniziativa ha riscosso grande successo, e così Miller ha deciso di portare avanti la cosa, come omaggio alla città a cui è fortemente affezionato. “Sono i nostri fiori per New York”, spiega una collaboratrice di Miller. “Questo è il messaggio: regalare fiori ai newyorchesi per nient’altro che farli sorridere. Se uno è mattiniero può capitare che ci veda mentre prepariamo i fiori, e ci chieda per cosa sono. Noi rispondiamo ‘Sono per te’. Non ci credono, e rimangono increduli

I 5 cibi più costosi

C’è chi si vizia con i viaggi, chi con abiti e oggetti firmati e chi è un vero appassionato di gourmet, ma quello vero! Tanto da spendere un capitale per mangiare cibi eccellenti vediamone alcuni. Al primo posto troviamo un’eccellenza italiana, il tartufo bianco d’Alba. Un investitore di Hong Kong pagò un esemplare da 1,5 kg la bellezza di 160mila dollari, rendendolo l’alimento più costoso in assoluto. Il caviale Almas guadagna il secondo posto: è una particolare varietà di caviale che presenta una colorazione che può andare dal giallo al bianco. Più il colore si avvicina al bianco, più il caviale è pregiato poiché significa che l’età del pesce che l’ha prodotto è più matura. E’ prodotto in Iran: in Europa è possibile acquistarlo soltanto a Londra, in scatole d’oro 25 carati a 24mila euro l’una. Anche la frutta può incidere pesantemente sulla spesa: le angurie nere di Densuke si sviluppano soltanto nella regione di Hokkaido, sono molto rare e, quindi, assai costose. Un’anguria da mezzo chilo può arrivare a circa 6mila dollari. Una bistecca di manzo Kobe può costarvi anche 3mila dollari: si tratta di manzi pregiatissimi, allevati soltanto in Giappone, massaggiati e puliti regolarmente con spazzole e alimentati con il miglior grano. La merenda più costosa del mondo? La potete assaggiare al Westin Hotel di New York: si tratta di un normalissimo anello di pasta lievitata, all’esterno, farcito con una crema di formaggio ornata di tartufo bianco, bacche di goji e uva riesling. Costo: 1000 dollari l’uno. Anche quelle che non sono entrate nei primi 5 meritano di essere citate, come la Pizza Royale 007 dello chef Domenico Crolla: preparata con una combinazione di bevande alcoliche fuse in ingredienti saporiti, aragosta marinata nel cognac, caviale, salmone scozzese affumicato, prosciutto crudo di Parma e foglie d’oro 24 carati, che danno quella croccantezza che non guasta mai. Per la modica cifra di 3.800 euro. Buon appetito!

 

Le Pizze più strane ….del mondo

In Italia ne consumiamo più di 3 miliardi l’anno, ma nel resto del mondo non sono da meno! La pizza è indiscutibilmente uno dei piatti più amati e…divorati di sempre. Se in Italia, però, stiamo abbastanza “sul classico” con poche e rare variazioni sul tema, all’estero pare che invece si sbizzarriscano ad inventare gusti davvero…curiosi. Ne abbiamo scovati alcuni pizza burger: come unire due tradizioni culinarie e creare…un mostro!! Una pizza super condita di salsa e mozzarella con l’aggiunta di hamburger, bacon, formaggio cheddar, patatine fritte, polpette di pollo, pane al latte e innaffiata di tutte le salse possibili e immaginabili. Nino’s executive pizza: condita con 6 diverse varietà di caviale, erba cipollina, aragosta fresca e patè pregiati, la potete assaggiare a New York per la modica cifra di 1.500 dollari. Crocodile pizza: una classica base per pizza italiana arricchita da carne di coccodrillo d’acqua salata, peperoni e succo di lime. In Australia piace un sacco! Pizza alle cicale: vi disturbano di notte?? Potete prendervi la vostra rivincita ornando la pizza. Impanate e fritte, negli States sono una bontà sulla pizza, dicono abbiano un gusto che ricorda la nocciola, ma leggermente più stuzzicante grazie alla croccanteza delle zampine…….Pizza al cavolfiore: per i fanatici della linea, ma anche per i vegetariani più convinti  questa è una pizza a zero carboidrati. La base è fatta da cavolfiore bollito, frullato e seccato in forno.M-izza: la pizza con la base di riso bollito e schiacciato, inventata a Taiwan per gli intolleranti al glutine o i fanatici del riso!

Cosi ti conquista il miglior pasticcere del mondo

Il New York Post lo ha definito il «il Willy Wonka di New York», ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti e in Francia è stato insignito con l’Ordre du Merite Agricole davanti alle porte c’è una coda di almeno un centinaio di persone. La creatività di questo pasticcere è inesauribile e irresistibili sono  i suoi fantastici e unici  dessert  , un croissant dal cuore morbido con la crosta croccante caramellata, versione riletta del gateaux bretone; il Paris-New York, variante con crema di burro di arachidi, il Paris-Brest con caramello morbido, i Cookies shots biscotti caldi al cioccolato a forma di bicchierini che vengono riempiti di latte freddo alla vaniglia: che si beve subito appunto, mangiandosi poi il anche il bicchiere E poi ci sono le Mini-, meringhe in miniatura, dai mille colori e sapori: fragola, pistacchio, menta, cioccolato, vaniglia, lampone, mirtillo, noce di cocco, limone, arancio. Si possono mangiare come caramelle, oppure  come suggerisce il loro creatore utilizzarle per guarnire gelati, mescolarle al riso soffiato e ai cereali della prima colazione, «tuffarle» nella tazza di cioccolata calda, utilizzarle per una mini-pavlova con fragole fresche.Comunque vogliate sbizzarrirvi, non potete non provare un altro classico di Dominique Ansel: la Mini-me Torta, un dolce con cinque textures diverse di cioccolato sormontate da croccanti Mini-me al cioccolato bianco spolverizzate di cacao. Scommettiamo che adesso volete assaggiare le creazioni del Miglior Pasticcere del mondo? Passaporto alla mano: dovete volare a New York o Tokyo, oppure a Londra. Oppure, anche a Los Angeles, oppure aspettare il suo arrivo in Italia gustando intanto le prelibatezze dei nostri pasticceri locali

 

Inguaribili romantiche….

Se ti consideri un’inguaribile romantica, probabilmente consideri la cena in un ristorante con la persona che ami una delle cose più romantiche da fare. Sogni di cenare a Londra? A Parigi? A Roma? A New York?Ti segnaliamo questi romantici ristoranti,  fai il buon proposito di provarli. naturalmente, non da sola! Clos Maggiore per molti è il ristorante più romantico di Londra, il non delude, con i fiori di ciliegio, la penombra, il caminetto accesso. Prova le prelibatezze francesi accompagnate da uno dei prestigiosi vini della cantina del ristorante. Una cena al ristorante Aroma combina l’ottima cucina italiana con una splendida vista sul Colosseo. Non è amore, questo? Turtle Island Figi Il ristorante del resort offre il massimo in fatto cenette romantiche: un tavolo per due, su una base galleggiante in mezzo alla laguna blu, con la luce delle lanterne. Santorini dovrebbe già stare sulla tua lista delle vacanze. Ambrosia Santorini L’isola greca è rinomata per le sue alte scogliere, splendide acque, e le bianche case dei paesi. Dal ristorante Ambrosia è possibile godere di tutto questo panorama, gustando piatti tipici della cucina greca e mediterranea, tra piatti a base di pesce, carne e specialità vegetariane.

 

 

Jeans…la storia di una tradizione

Risale al 20 Maggio 1873, il giorno in cui Jacob Davis e Levi Strauss acquisirono il brevetto per i blue jeans. I blue jeans hanno cominciato a diffondersi durante la seconda guerra mondiale grazie ai soldati americani che li portavano a dosso quando non erano in servizio. Poi a metà degli anni 50, la svolta: divengono popolari tra i giovani, come emblema di ribellione adolescenziale, dopo che James Dean li indossa in Gioventù bruciata . Il primo a lavare un nuovo paio di jeans per ottenere l’effetto consumato, ancora oggi di moda, fu Marty Friedman, titolare di Limbo, un negozio dell’East Village di New York. Sul finire degli anni 60 mandò i jeans nuovi in lavanderia per dargli l’effetto vintage, che tanto piaceva ai sui clienti hippy. La produzione di jeans avviene per oltre il 50% in Asia, in particolare in Cina, India e Bangladesh. Il paese occidentale più attivo nella produzione dei jeans è invece il Messico. In ogni armadio o baule della nostra casa è passato sicuramente un jens mito di una storia ancora attualeJeans-clip-art-15

Quando il gusto incontra la stile

Quando il gusto incontra lo stile, altro che uova di cioccolato, tavolette e caramelle, la nuova frontiera del cioccolato è il design. Dalla Chocolate Valley in Toscana ai salotti di Roma Milano Parigi New York Londra l’ultima moda per i golosi di tutto il mondo è il dolce più amato in forme e confezioni da mille e una notte. Sempre più spesso le più pregiate miscele di cacao sono trasformate dai migliori maestri pasticceri e designer in veri e propri capolavori della cucina, poi versati negli stampi più fantasiosi e nei packaging più esclusivi in grado di essere protagonisti non solo come ghiotto spuntino di metà pomeriggio, ma anche sulle tavole più esclusivegourmet-chocolate-food-design-ideas-sweet-play-3