Fai anche tu la tua parte

Pasta pane carne verdura, più di 3 miliardi di persone non sono in grado di garantirsi una dieta sana: si tratta di quasi il 40% della popolazione mondiale. Allo stesso tempo, sono 2 miliardi gli individui obesi o sovrappeso, il 14% del cibo va perso a causa di carenze e difetti durante la produzione, lo stoccaggio nei magazzini e il trasporto e il 17% viene sprecato dai consumatori finali che riempiono le credenze di cibi che piano piano si deteriorano e vanno buttati Anche l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) lo ricorda  in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione del 16 ottobre, che quest’anno prevede celebrazioni di diverso genere una spesa attenta e intelligente serve oltre che a risparmiare a dare una mano ai sistemi sostenibili come ricorda lo spot della FAO “le nostre azioni sono il nostro futuro … cerchiamo ognuno di fare la nostra

Giornata mondiale del WC

Il 19 novembre, è la Giornata mondiale del Gabinetto. Si celebra dal 2001, da quando è nata l’Associazione mondiale del Gabinetto a Singapore, per merito di un signore che si fa chiamare Mr. Toilet perché si batte affinché tutti abbiano un gabinetto decente. Anche grazie a lui, nel 2013, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha votato all’unanimità affinché il mondo, almeno in questa giornata, rifletta. Proviamo a riflettere, bastano 5 minuti, per capire l’ utilità di questo accessorio all’interno del vostro bagno. Magari proprio quando siete seduti sul WC, che per noi è cosa normale, ma per altri un sogno. La mancanza di servizi igienici adeguati è uno dei problemi più urgenti del mondo nei Paesi in via di sviluppo. Un bagno pulito e sicuro garantisce salute, dignità e benessere.Tra gli Obiettivi delle Nazioni Unite vi è quello di dimezzare la percentuale di persone che vivono senza servizi igienici. Mancanza di gabinetti, significa mancanza di igiene e quindi anche povertà. Mr. Toilet, ex imprenditore che ha fondato l’Associazione mondiale del gabinetto ha dichiarato : «La “silenziosa” crisi igienico-sanitaria è una bomba a orologeria che colpisce miliardi di persone. Non vi è bisogno di costosi WC super tecnologici che riscaldano il nostro sedere o mascherano i rumori sgradevoli con la musica, ma di latrine ecologiche che costano al massimo 10 euro l’una. Ci sono persone che desiderano un gabinetto, proprio come altri sognano una borsa Louis Vuitton». Ultimo punto: se state leggendo questa news sul vostro smarthphone proprio mentre siete seduti sul WC fate attenzione: è stato calcolato che almeno una volta nella vita si commetta una sbadataggine: far cadere il telefonino nel water. L’unica cosa che non accade a chi il water non ce l’ha.

Fantastica ed elegantissima la nuova bici in bambù

E’ appena arrivata in Italia una bicicletta di bambù di nuova concezione, con una storia alle spalle dai risvolti speciali, idea di una giovane madrilena felicemente accompagnata, nella vita come nel lavoro, da un “fidanzato” italiano. “Ho lavorato ad Haiti per la ricostruzione dopo il terremoto. Poi nel Congo per una Missione di Pace delle Nazioni Uniti, alla frontiera con lo Zambia”, racconta Patricia. “Lì ho conosciuto Fausto ingegnere e mio attuale compagno. È stato in Congo che abbiamo visto per la prima volta le biciclette con il telaio di bambù costruite in Zambia, avevamo visto utilizzato il bambù in centinaia di versioni cesti, cestoni, salotti, divani, mobilio, ma vedere costruite delle bici è stata una folgorazione.Un concetto nato nel 2007 dall’iniziativa di una coppia di studenti americani con due imprenditori locali. Il loro obiettivo condiviso era creare una fabbrica che potesse realizzare biciclette di qualità a basso prezzo che potessero anche soddisfare i bisogni specifici delle bici-ambulanza e delle bici-cargo. In quei paesi, fornire un mezzo di trasporto per giungere agli isolati villaggi ha infinite implicazioni sociali ed economiche. Nel 2010, creano, tra le altre, la prima bici di bambù con un processo di produzione artigianale che dà lavoro, nella zona occidentale di Lusaka, tradizionalmente depressa, a 26 persone. La bicicletta eco-friendly è stata poi esportata in Sud Africa, Malawi, Mozambico, in collaborazione con organizzazioni umanitarie e, più di recente in Australia, Giappone e Stati Uniti, e presto avremo anche noi questo immenso piacere di comprarci una bici di nuova concezione