Caricare il telefono tutta la notte danneggia la durata batteria?

Andare a letto con il telefono in mano è ormai una consuetudine per molti, prima di lasciarsi andare nelle mani di Morfeo è abitudine poggiare lo smartphone sul comodino e attaccarlo al carica batteria per non avere il problema di rimanere senza batteria al nostro risveglio. Altri invece evitano di ricaricare lo smartphone la notte. In passato, infatti, i produttori e gli esperti di tecnologia ci hanno convinto che i telefonini potevano avere un calo nelle prestazioni se lasciati per troppe ore attaccati alla corrente elettrica anche dopo aver raggiunto la carica completa della batteria. Su diversi forum e sui siti specializzati di cellulari alcuni utenti sconsigliano di ricaricare lo smartphone al 100%. Questo sarebbe una delle cause principali del deterioramento della batteria. In realtà questi commenti non sono applicabili ai telefoni di oggi. Perciò la risposta è no, ricaricare il device la notte o portarlo al 100% non diminuirà l’autonomia della batteria In passato i telefoni cellulari non avevano nessun sistema di identificazione del completamento della carica. Questo significava che una volta raggiunto il 100% la corrente continuava a sovraccaricare la batteria deteriorandola. Al giorno d’oggi qualsiasi smartphone, anche quelli di fascia medio-bassa, sono dotati di software intelligenti che “bloccano” l’energia elettrica in entrata una volta raggiunta la carica completa. Molti esperti di tecnologia hanno rassicurato più volte i consumatori: i lunghi cicli di ricarica ormai non sono più un grosso problema per la batteria.È vero però che per avere delle prestazioni migliori potremo non ricaricare ogni volta il telefono al 100%. Secondo diversi studi uno smartphone rende al meglio, in termini di autonomia, se la batteria resta costantemente tra il 30% e il 90%. In pratica ricaricare il device al 100% non lo rovinerà, semplicemente però, anche se sembra assurdo, tenerlo costantemente mezzo carico, ne aumenterà l’autonomia

 

 

La pennichella

Soprattutto al mare  in vacanza,  dopo pranzo, la pennichella è qualcosa di irresistibile. Il momento più bello è quando ci si lascia portare da Morfeo. Quello più brutto, il risveglio. Si chiede riposo e in cambio si riceve stordimento. Tutto dipende dalla durata. Ma quanto bisognerebbe investire in questa attività quotidiana? Bastano pochi minuti, dicono gli esperti, dal quarto d’ora alla mezzora, non di più, distesi su un amaca, su un lettino, o appoggiati ad un tavolo In questo modo seguiremo i ritmi circadiani del nostro corpo, che ogni giorno tra le ore 13 e le 15 circa vede un calo della temperatura con conseguente rilascio di melatonina, l’ormone del sonno. Ecco perché cominciamo a sbadigliare e ci sentiamo assonnati. Certo che se poi a tutto ciò abbiniamo anche un pranzo importante, la digestione farà il resto. Dormire più di questa breve pausa non è consigliabile. Ovviamente tutto ciò è una generalizzazione, poi ciascun organismo ha il proprio ritmo e abitudini. C’è chi dorme di giorno e pure di notte e chi se si addormenta dopo pranzo si assicura l’insonnia notturna. C’è inoltre chi se si addormenta anche pochi minuti si sente al risveglio intontito e chi invece si sente bello fresco come una rosa, pronto ad affrontare rinfrancato il pomeriggio.

Giunge il tramonto arriva la sera…..

Il cervello con la ghiandola pineale comincia a produrre melatonina, l’ormone del riposo per eccellenza. Si abbassa la temperatura interna, si riduce l’attività degli enzimi e il metabolismo rallenta. Il nostro corpo si prepara al sonno. Sprofondiamo nel cuscino e prima di cadere nel regno di Morfeo, ecco alcuni accorgimenti per riposare serenamente e ricaricare il nostro fisico. In primis, cena leggera e bilanciata e uso della moderazione come ingrediente principale. Scontato il no assoluto a caffeina, alcool e cioccolato, no a bevande zuccherate, si a tisane tiepide di melissa o valeriana che favoriscono naturalmente il rilassamento mentale e fisico Evita l’adrenalina prima di andare a dormire, non sottoporti a sforzi fisici, meglio fare sport nel pomeriggio. Evita di lavorare in camera da letto. Aggiungere stress è decisamente poco favorevole a un sonno profondo e riposante.Cura l’ambiente in cui dormi, eliminando tutti i dispositivi elettronici Fai in modo che nella stanza da letto ci sia una giusta temperatura e ogni tanto purifica l’ambiente dalle energie pesanti usando incensi naturali o bruciando della semplice salvia essiccata. Disponi la mobilia in maniera accurata; la posizione del letto rispetto a porta e finestre è importante, così come rispetto ad altri parametri che illustra bene l’antica disciplina cinese del Feng Shui.Crea delle piacevoli abitudini Dopo un bel bagno tiepido puoi praticare l’automasaggio con un olio naturale dal profumo che ami. Usa l’aromaterapia con oli essenziali alla lavanda nel diffusore o quei piccoli sacchettini da mettere in mezzo ai cuscini come facevano le nonne.Indossa abiti comodi e leggeri. Se possibile stabilisci un’ora per andare a dormire e impara a meditare. Mi raccomando, ricorda di spegnere la luce.notebook_image_386248

Riso e salute

Le preoccupazioni della vita e del lavoro che, in certi casi, è ricominciato a ritmi a cui non si era più abituati, la gestione dei figli adolescenti, la scuola che è iniziata…: se tutto questo non vi lascia dormire sonni tranquilli, ecco che la soluzione può arrivare da piccoli chicchi bianchi. Il riso alimento che nutre con leggerezza e che accompagna sereni tra le braccia di Morfeo. Sì, perché secondo una recente ricerca condotta dalla giapponese Kanazawa, l’alto indice glicemico contenuto nel riso aumenterebbe i livelli di una proteina che regola la produzione di serotonina, ormone del buon umore. Tra i quasi duemila giapponesi presi in esame per il test valutativo, gli studiosi in questione hanno visto che  chi assumeva abitualmente riso nella propria dieta dormiva meglio. Ancora di più rispetto a chi consumava pasta o pane. Se per gli orientali in genere è quindi ancora più naturale è accompagnare i pasti e le cene con del semplice riso bianco scondito – per non parlare dell’uso fantasioso del cereale in rotolini, sushi e  associandolo a piatti come risotti, timballi o minestre. C’è poi chi vede il riso consumato a cena come una minaccia alla dieta, e chi pare essere sempre più incuriosito dalla dieta del riso una delle ultime ritrovate per perdere peso. Per la quantità di riso, la cosa più semplice è regolarsi con due manciate di riso a persona, e magari per la notte di halloween preparare un bel risotto …alla strega…risotto-zucca-gialla-586x494